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io-2003

nuovi posti di lavoro creativi

Sono alcuni giorni che all’incrocio tra via Taramelli e via Pola vedo un tipo che “vende” alcune copie di Metro che presumibilmente è andato a prendersi alla fermata della metro di Gioia, a un quattrocento metri di distanza.

io-2003

rincoglionimento acuto

Ieri è stata una giornata tragica. Dovevo accorgermene subito, quando ho versato la spremuta d’arancia nella tazza per il tè, o quando dopo un’ora di pedalata nel freddo della periferia sud di Milano non ero ancora sveglio. Ma il massimo è arrivato ieri sera.
Esco verso le 18:35, mi fermo al mio pusher di fiducia per trovare un cavo per l’alimentatore del PC che non fosse Schuko (erano mesi che lo cacciavo infruttuosamente… loro l’avevano) e mentre sono sulla pista ciclabile di via Olona vedo una grande cartoleria che sta chiudendo. Mi fermo, e gli chiedo “ha mica una biro Osama a quattro colori?” Lui non fa una piega e dice “Osama le ho solo a tre colori, ho le Bic e forse le Pilot”. Purtroppo anche le Pilot erano senza il verde, e mi sono dovuto accontentare della Bic, il modello che avevo da ragazzo ma che oggettivamente è il peggiore come qualità. La discussione sui meriti delle varie marche è stata forse un po’ surreale, ma comunque divertente.
Esco, faccio un paio di chilometri fino in piazza Castello… e mi accorgo che non ho la mia borsa sul portapacchi. Presumo di averla lasciata in negozio, torno indietro a tutta velocità e per fortuna il tipo stava per partire con la sua moto già accesa, ma c’era ancora. Non per altro, ma avevo anche una cassetta e un DVD da restituire al Blockbuster…
Ugo mi ha fatto notare che sto diventando come un nostro comune collega Tilab, di cui non posso fare il nome per ovvie ragioni di privacy… non è stato un bel pensiero.

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niente più Osama!

No, non sto parlando di Bin Laden invisibile, ma della scomparsa delle penne a quattro colori di marca Osama (le fanno dalle parti di Torino). L’anno scorso erano riapparse e io subito me n’ero comprato un paio, che naturamente ho man mano perso in giro. Nessun problema, penso, le ho viste all’Iper a Rozzano e all’Esselunga…
Beh, non ci sono più. Ci sono altre penne Osama, c’è il pennone Carioca a dieci colori che ricorda la mia infanzia ma, oltre ad essere scomodo, non ha un bell’inchiostro.
Ma la mia penna non si trova più. E ora che fo?

io-2003

She flies like a bird

Una canzone dei praticamente sconosciuti Honeybus – credo di avere una delle tre copie italiane del CD che raccoglie praticamente tutta la loro produzione – compreso un buffissimo provino in italiano. Magari a chi ha la mia età o qualche anno in più può suonare un campanello se dico il nome della versione italiana: Un angelo blu. Beh, l’originale è molto meglio. Lo sto ascoltando in questo momento. E mi spiace che Pete Dello abbia lasciato subito il gruppo che così si è sciolto.

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Targhe alterne

Questa settimana a Milano si viaggia a targhe alterne catalitiche. Questo significa che la mia vecchia Tipo è ferma. Oggi avrei potuto prendere in prestito la Tipo appena meno vecchia di Anna, ma non ne avevo voglia: così posso dare il resoconto di una giornata ciclistica (ieri) e una coi mezzi (oggi).
In effetti c’è molto meno traffico per le strade, il che per un ziclista è una iattura: chi c’è va più veloce e se ne frega allegramente di chi sta pedivellando. Il vantaggio da questo punto di vista ce l’hanno i tram: mentre generalmente supero della grossa il 3 o il 15 in Montegani-Meda-San Gottardo, questa volta sono stato surclassato.
In compenso, usare metropolitana e bus intercomunali è da suicidio. La gialla, che è già di suo la più sfigata, si è riempita già a Zara; la verde era relativamente vuota, ma solo perché doveva essere passato un altro treno un minuto e mezzo prima; il bus dell’AMP, oltre che essere arrivato come al solito all’ultimo momento, era così pieno che mi sono fatto il percorso in piedi, e non ho così potuto andare avanti con la mia guida alla formazione degli accordi scritta sul palmare.
Resto ad ogni modo dell’idea che le targhe alterne siano una tavanata galattica. Molto meglio, se si vuole togliere traffico, obbligare ad avere un car pool anche solo di due persone per auto. E meglio ancora potrebbe essere tirare fuori dal dimenticatoio quella legge che ha istituito i “buoni mobilità” sulla falsariga dei buoni pasto, quindi detassati. Anche questo aiuterebbe il traffico, ma né aziende né sindacati sembrano intenzionate a portare avanti questa strada. Boh?

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Avis (nel senso di sangue, non auto)

Sabato mi sono fatto salassare, e ho scoperto di avere terminato il secondo tesserino: il primo era più capiente, arrivando a ben 27 righe per le donazioni, ma il secondo ne aveva solamente 16.
Insomma, il totale è di 43 volte in poco più di quattordici anni. Sono ancora vivo, vegeto e direi più in forma di quando iniziai, che si vuole di più?

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Sciopero degli SMS

Stasera sono arrivato a Torino, sono andato a farmi tagliare i capelli, uscito tarduccio – verso le 20 da via Don Bosco – e mi sono avviato verso casa,
Una volta la cosa era facile: arrivavo in corso Regina (Margherita, per i non torinesi), aspettavo il 16 che mi avrebbe portato in piazza Sabotino, e da lì il 15 mi avrebbe lasciato sotto casa. Oggi, causa lavori passante ferroviario, il 16 è lontanuccio: ad ogni modo mi sono incamminato lestamente, ne ho trovato uno, e la prima parte dello show si è svolta tranquillamente.
A questo punto, il dubbio che effettivamente almeno qualcuno stesse scioperando mi è venuto, così ho provato a inviare un SMS con il numero della fermata dov’ero per capire quant’era il tempo di attesa previsto. La risposta è stata come sempre immediata: peccato che il testo fosse “Venerd£ 31 gennaio 2003 sciopero RdB dalle 18 al termine del servizio” e nessun dato utile. Sì, la i accentata mi è diventata un simbolo di sterlina… La codifica EMI non è mai il massimo.
A questo punto, ho due possibilità per questo messaggio. La prima è che, come da titolo, anche gli SMS siano stati bloccati. Ringrazio il GTT per avermi ricordato dello sciopero, ma non credo ci sarebbe stato problema ad aggiungere i passaggi dei tram che circolavano: il sistema dovrebbe essere automatico, e se il tram gira i dati arrivano!
Oppure, il sistema si è accorto che ci sarebbe voluto troppo tempo per il primo passaggio, e quindi ha evitato di scriverlo. La cosa può avere un senso, ma anche qui mi chiedo se non sarebbe stato meglio aggiungere qualcosa tipo “nessuna vettura prevista nei prossimi trenta minuti”.
Mah. Io per non sapere né leggere né scrivere mi sono incamminato di buon passo, tanto erano solo due km e mezzo verso casa. Per i curiosi: non ho visto tram nella mia direzione, ma ne è arrivato qualcuno dopo.

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la saga dello stipendio

Oltre ad avere scoperto di avere meno ferie del mio vicino di banco (tre giorni l’anno, mica bruscolini!) e non essere ancora riuscito a capire come viene calcolato il mio nuovo stipendio, non si vedono ancora i miei soldi finiti in un’altra banca.
Ma non mi devo preoccupare.
Human Resources di IT Telecom mi ha appena scritto assicurandoMi che
“tale inconveniente non comporterà alcun effetto sulla data di valuta della Sua retribuzione” e che prima o poi vedrò anche l’accredito.
Ma la cosa più bella è che in un impeto di confidenzialità l’email è stata spedita a “Maurizio”. Sì, niente cognome. Anche il mio vicino di banco è solo “Massimo”. Un’azienda vicina al dipendente, no?

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