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io-2003

soldi? non sia mai!

Oggi sarebbe arrivata la prima busta paga dopo l’acidificazione… pardon, l’assorbimento di Saritel in IT Telecom.
Ci è stato consegnato un foglio piegato in tre, con dati più o meno casuali, tipo la matricola meccanografica 0000000. Niente buoni pasto, mancano delle trattenute e altre sono inventate di sana pianta…
Ma il peggio è che è sbagliata la banca di accredito. Il numero di conto corrente è quello giusto, ma ABI e CAB sono quelli di qualcun altro.
Con tanti complimenti a chi ha deciso di fare una società separata (TE.SS) per le paghe, e di venderla.
Ah, ho provato a telefonare al loro contatto. “I nostri operatori sono momentaneamente occupati”, ammesso che la chiamata arrivi e non si perda non si sa bene dove. Ma non c’è problema: dopo un minuto la linea cade in ogni caso!

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Bretellone

No, non servono per tenermi su i pantaloni – tra l’altro sono stato male sabato quando ne ho comprato un paio taglia USA 34, e mi hanno detto che equivale alla 48 nostrana. Che esagerazione!
Ieri sera sono passato davanti a un negozio di articoli antinfortunistica e mi è venuto in mente di entrare e chiedere un giubbotto da portare in bicicletta. Il commesso mi ha detto “Beh, ci sono queste bretellone che non sono a norma perché gli manca la parte catarifrangente, ma sono comunque di un bell’arancione!”. Erano praticamente regalate: due euro e dieci, contro i 13 euro del gilet ufficiale. Le ho comprate.
Anna però non sembra avere apprezzato troppo… eppure mica le porto in casa! A dire il vero non le ho ancora inaugurate, perché sono più per la sera, quando la misera coppia dinamo-led può non essere sufficiente. Vedremo stasera in quanti mi ridono dietro :-)

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Ricordate il mio PC?

Sì, il portatile Fujitsu-Siemens che dovrebbe essere la dotazione che Saritel (ora IT Telecom) mi ha fornito per espletare la mia attività lavorativa per l’Azienda.
Lunedì 13 sono arrivato in ufficio, l’ho acceso e ho scoperto che non partiva. Martedì 14, quando l’omino dell’assistenza è passato in Saritel, gliel’ho consegnato per farlo riparare.
Bene. Oggi mi è stato detto che il problema è sulla scheda madre, ma che sono fortunato: il PC è in garanzia e quindi lo riporteranno qui in sede (martedì prossimo: l’assistenza c’è solo martedì e giovedì) per spedirlo in Siemens. Conoscendo un po’ le cose, lo manderanno a Milano dove verrà spedito in Germania. Mi assicurano che in dieci giorni lavorativi, che fanno due settimane per chi non sa contare, mi tornerà come nuovo.
In pratica quindi mi toccherà stare senza PC per un mese. Tutti i dati di lavoro, che ovviamente non stanno nel mio PC personale che sto usando in queste settimane, sono perciò in ostaggio: tutti i giorni perdo tempo a cercare altrove programmi e documenti che ho su quel PC, e di cui non ho backup “perché tanto ci sono copie in giro”. Simpatico, no?

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sempre sui trasporti

Stamattina ho provato un percorso ATM alternativo per arrivare in ufficio. Sono sceso dalla metropolitana in Duomo, e lì ho preso il 15 che mi lascia a Rozzano. In teoria, una gioia. In pratica, ho timbrato alle 9:38, pur essendo uscito alle 8:15.
D’accordo, ho perso al volo la metro, ma questo non dovrebbe significare molto: il vantaggio di questa scelta doveva essere l’avere un 15 ogni 7 minuti. Peccato che sia arrivato al capolinea di via Dogana alle 8:35, e mi sia trovato… un 23. Sì, visto che ci sono lavori in Piazza Fontana, da alcuni mesi il capolinea è condiviso: nell’unico binario arrivano 15 e 23, e chi sta dietro aspetta.
Occorre dare però atto che non era quello il problema: è infatti partito quel 23, arrivato e partito un 23 seguito da un tram “fuori servizio” che passava di là, e finalmente è arrivato il 15, in versione “Sirio”. Per chi non lo sapesse – compreso me fino a stamattina, quando ho letto City, il giornale aggratis con pagina dedicata all’ATM Milano – questo è il nuovo jumbotram in prova sulla linea. Più scomodo per sedersi, e probabilmente meno agile nel percorso: tanto che è partito alle 8.51.
Anche oggi ho imparato qualcosa, insomma.

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traffico? no, peggio

Sto scrivendo questa notiziola con lo Zaurus, mentre sono bloccato sul bus AMP che cerca di uscire dallo svincolo di Rozzano. In teoria, dovrei timbrare entro quattro minuti… no, ora sono tre. Forse sarebbe stato meglio prendere la bici: l’auto era bloccata non solo perché non catalizzata ma anche perché in capo al mondo, stasera dopo le 20 conto di riportarla verso casa.
Certo che anche le targhe alterne della prossima settimana serviranno a poco con questo traffico. A quando una politica seria che abbia una visione davvero a lungo termine?

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gadget

Ieri sera in una spinta compulsiva ho sprecato 25 euro per comprarmi una bussola digitale. Il fattaccio è avvenuto da Lidl, che con cocciutaggine teutonica si ostina a proporre questi gadget elettronici sapendo che ogni tanto passa anche gente come il sottoscritto, e non solo le massaie che vogliono o purtroppo devono risparmiare.
Inutile dire che una bussola è una cosa che non mi serve per nulla, anche se l’oggetto fa anche da termometro e orologio/sveglia. Ancora più inutile dire che non capisco bene la logica di non vedere l’ago magnetico (che ci sarà bene da qualche parte!) ma un display che simula una rotazione.
Ad ogni modo, stamattina ho provato a fare la calibrazione. Non credo sia stata una buona idea farla vicino al PC, stasera riproverò: posso però già affermare che l’orientamento è parecchio ballerino, e forse un po’ di isteresi non sarebbe stata male.
E’ proprio vero che mi diverto con poco, però!

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di nuovo in sella

Dopo l’ultima riparazione (il filo della luce dietro, e già che c’ero ho cambiato i pedali e alzato sella e manubrio) stamattina ho ripreso la mia amata bicicletta per andare a lavorare. Ammetto che ho fatto un po’ fatica, era da Natale che non mi muovevo in bici. Ad ogni modo, ecco la statistica sui tempi di percorrenza complessivi casa-ufficio, intesi “da quando chiudo la porta a quando timbro”. Il percorso è sui 17 chilometri.
Martedì (metro+bus intercomunale) uscita 8:15, timbratura 9:15
Mercoledì (auto) uscita 8:12, timbratura 9:11
Giovedì (bici) uscita 8:25, timbratura 9:35
Si può evincere che stamattina ho dormito più del solito, o meglio ci ho messo più tempo dal suono della sveglia al rotolamento giù dal letto; che andare in bicicletta allunga i tempi circa del 15%; e che comunque mi ci vuole troppo tempo da casa all’ufficio. Spero ardentemente che ci spostino alla sede di Milano città :-)

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in attesa del mio PC

Va bene che il portatile ufficiale è un vecchio baraccone, con una ventola abbastanza rumorosa da essere usata come sirena antiaerea. Però non è stato nemmeno bello arrivare lunedì in ufficio, accendere il pc, e vedere uno schermo quasi nero tranne alcune righe di Fraunhofer, belle verticali… fossi un chimico, avrei potuto indovinare quale composto poteva emetterle.
Ancora meno simpatico scoprire che fino a martedì nessuno sarebbe venuto a vedere il PC, e che esso è stato portato via. Al momento non mi hanno ancora dato sue notizie, sigh.

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