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vacanze forzate

A quanto sembra, a tutto il gruppo Telecom Italia è arrivata notizia (a noi venerdì, a Tilab oggi) che il 2 e il 5 gennaio dobbiamo per forza prenderci ferie, a meno che “la presenza in servizio sia espressamente richiesta dall’Azienda (maiuscola non mia ma del comunicato) per specifiche esigenze di carattere tecnico-organizzativo”. Questo vale persino per i dirigenti: siamo un’azienda egualitarista.
A me la cosa tocca relativamente poco, anche se probabilmente il 5 sarei stato in ufficio: altri che avevano fatto i conti con troppo anticipo – più di una settimana, insomma – sono rimasti fregati.
Mi viene agli occhi l’immagine di un megadirigente che ha ricevuto venerdì il suo calendario 2004 e ha fatto “toh, i primi due giorni lavorativi di gennaio sono così sparpagliati… chiudiamo tutto, che si risparmia!”

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movimienti

stamattina sono uscito di nuovo di buon’ora (ho timbrato alle 7:49!) in auto.
Per strada c’erano i bus, anche se praticamente vuoti, ma ammetto che non ho mai fatto caso a quanta gente ci salga a queste ore. In compenso, c’era molto meno traffico in ingresso a Milano. Domandina: sono già in tanti in ferie?

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ripedaliamo!

A parte lo sciopero, mi ero dimenticato di scrivere che ieri, dopo solo un mese e mezzo, ho ripreso la bicicletta per andare in ufficio.
Non è stato così difficile: il freddo era sopportabile, e l’unico problema resta a livello delle mie gambe che non hanno apprezzato il tipo di movimento, ben diverso dalla camminata.

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Attenti al ghiaccio

Ieri sera la temperatura si era molto abbassata, il termometro dell’auto segnava tre gradi, e c’era anche qualche gocciolina di pioggia. Quando accendo il motore, oltre alla solita segnalazione “autonomia limitata” – assicuro che non puoi non accorgerti di essere finito in riserva con la 147 – mi arriva un disegnino di fiocco di neve e la scritta “possibilità di ghiaccio sulla strada”.
Mi sto chiedendo se questo messaggio appaia semplicemente perché la temperatura è sotto i quattro gradi, oppure verifichi anche l’umidità…

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Non abbiamo il fisico

Tornando alle temperature dicembrine europee, sia Anna che io ci siamo presi un raffreddore mica male. Poteva anche andarci un po’ meglio, però!

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Che ora è?

Stanotte la famigerata sindrome “duue giorni dopo il fuso” ha colpito ancora. Sono andato a dormire alle 22 mentre Anna guardava un film alla TV; mi sono svegliato a mezzanotte e venti quuando ha spento la televisione, e non mi sono riuscito ad addormentare se non alle 4 passate.

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Posta a mano

Ieri mattina sono tornato in ufficio, e ho recuperato la posta per IT Telecom che come sempre viene lasciata sulla guardiola fino a che qualche anima gentile la porta su. Mi sono trovato anche la cartolina che avevo spedito ai colleghi due settimane prima: averlo saputo, me la portavo a mano.

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Effetto trenino

Non so se ve ne foste mai accorti: era una cosa degli anni ’80. A quei tempi c’era stato un forte incremento nella vendita di trenini elettrici, quelli con il plastico e tutto. Tecnicamente venivano regalati ai bambini dai loro genitori, ma non è che fossero stati richiesti dai piccoli: erano i grandi che avrebbero voluto averlo loro da piccoli, e sfruttavano la scusa del regalo per giocarci loro: se andava bene assieme ai figli, altrimenti da soli, magari vietando loro di “far male le cose”.
In questi giorni io e Anna abbiamo visto ancora una volta come l’effetto trenino sia sempre presente tra la gente: spesso i regali non si fanno pensando a chi li riceve, ma a chi li fa. Nulla di cattivo, è proprio un modo di vedere le cose.

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