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Amarcord

Mi scrive Ugo, segnalandomi questo articolo di PI: “Riprendendo un concetto molto noto ai videogiocatori, i ricercatori indiani hanno sviluppato un software che divide lo schermo in due parti uguali per consentire a due persone di lavorare sullo stesso monitor”.
Il suo commento, dal titolo “Tu sei sempre AVANTI…”: «Mi ricordo quando ti ho conosciuto: nel tuo ufficio avevi due terminali a carattere uno sull’altro (e due tastiere…): lo spilt screen l’hai inventato tu!!!!!!!»
Purtroppo non credo ci siano documentazioni fotografiche dell’evento (parliamo di quasi vent’anni fa, e ai tempi non facevo fotografie perché non avevo voglia di farle stampare). Però è tutto vero. Avevo un vecchio monitor VT100 con su di esso un VT200 un po’ meno vecchio, e le due tastiere una davanti all’altra: in questo modo, mentre partiva una compilazione che poteva metterci anche qualche minuto, passavo all’altro video e facevo dell’altro. Quello che Ugo non si ricorda è che però a fianco dei monitor avevo anche uno switch meccanico, che mi permetteva di avere due monitor virtuali su uno degli schermi… e leggermi la posta elettronica nelle pause. Ah, i bei tempi che fûr!

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son soddisfazioni

Lunedì scorso, mentre ero in montagna a trovare la mia mamma, le ho fatto un corso accelerato di come funzionano le sezioni “Rubrica” e “Messaggi” del telefonino.
Ieri sera le ho provato a mandare un messaggio di prova. Non solo l’ha letto, ma mi ha anche risposto!

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Leggende metropolitane

I miei affezionati lettori sicuramente conoscono il giochino “Fin dove riesci a contare?” che quest’estate ho messo sul mio sito tanto per abbassare la produttività altrui. Le pagine se ne stanno lì, e quando nelle statistiche di accesso al sito vedo arrivare qualche forum so che degli altri poveretti sono cascati tra le sue spire.
Non mi sono stupito più di tanto quando stasera ho notato parecchi accessi da www.forum.rai.it; però per curiosità sono andato a vedere il messaggio capostipite. Cito solo l’inizio:
Un amico informatico di un centro elaborazione dati mi ha inviato questo splendido gioco al quale nel solo suo ufficio partecipano dieci tecnici programmatori. […] Sappiate che la numerazione (o livello) cui questo ufficio e’ arrivato in un mese e mezzo e’ 22 ed il gioco dovrebbe arrivare circa al 180 !!!!
Ragazzi, il testo è esattamente analogo a quelli di svariati tipi di spam, comprese le esagerazioni (non ci sono nemmeno cinquanta livelli…) il che significa che il passaggio da una comunità all’altra è stato simile a quello che accade con le leggende metropolitane.
Ho creato un mostro.

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coincidenze cosmiche

Oggi piove. Oggi c’è sciopero dei Cobas ATM. È vero che negli ultimi mesi il secondo evento è stato ben più frequente del primo, ma nemmeno troppo, il che ha reso la coincidenza odierna ancora più odiosa.
Fatto sta che ho fatto il mio giro delle metropolitane, e posso assicurare che gialla e verde erano un carnaio peggio di quanto mi ricordassi – oltre che essere anisotrope, visto che in entrambi i casi ho visto passare due treni in direzione opposta prima che arrivasse il mio. Certo che è bastato poco più di un mese di gioia ciclistica per dimenticarmi di cosa ho passato in passato!

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piove

Oramai è diventata una notizia, il fatto che piova. (beh, ieri piovve a Torino ma non mi pare l’abbia detto nessuno… ma si sa che Milan l’è un gran Milan).
Però non ha prezzo guardare fuori casa, vedere che minaccia pioggia, e dire “tanto in meno di un quarto d’ora sono in ufficio, posso prendere lo stesso la bici”!
Aggiornamento: sta diluviando.

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passeggiate all’Isola

Stamattina Anna e io abbiamo fatto due passi sotto casa, partendo dal principio che non ci dovevano essere troppi pollini dentro Milano. Abbiamo così scoperto che hanno già iniziato a buttare giù la Stecca: il lato verso Porta Garibaldi è già stato demolito, mentre l’altro è lì pronto. Interessante notare che il cantiere è guardato a vista… non dalla polizia o dai vigili, bensì dall’Istituto di Vigilanza Autonomo Sestese. La nuova proprietà non perde tempo, non c’è che dire.
Tornando su via Volturno, abbiamo poi visto l’okkupazione dei locali già sede storica del PCI-PDS-DS, che si trovano proprio davanti alla casa natia di Silvio B. Devo dire che non è che ci fosse chissà quale trambusto: una decina di gggiovani, una macchina dei carabinieri che stava percorrendo la via a passo d’uomo ma giusto per dovere, e qualche striscione. Non che io sia riuscito a capire perché fossero sfitti da cinque anni, ma sono certo che prima o poi qualcuno ce lo spiegherà…
Aggiornamento: (1. maggio) Ci siamo persi, a quanto scrive Repubblica cartacea, il tentativo di irruzione dell’altra sera dei senegalesi già alla Stecca che hanno cercato di entrare nel centro okkupato La Pergola…

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condizionatore

Era un po’ di tempo che Anna era dell’idea di acquistare un condizionatore portabile, “per riuscire a dormire la notte”. Mi sono fatto assieme a lei un lungo giro su Internet, ma alla fine abbiamo deciso di rimanere sul classico e andare a farci il bagno di sang… pardon, di folla del sabato pomeriggio. Per ragioni storiche, a parte un salto da Carretti in viale Murillo, siamo andati nel sud Milano, prima dal centro commerciale Milanofiori dove c’è un Saturn e poi al mio buon vecchio Fiordaliso con annesso un MediaWorld. Dopo avere scoperto che la segnaletica stradale a Milanofiori ha un suo stile così personale che è impossibile capire come uscire dal parcheggio e che il Leroy Merlin a Rozzano non è ancora pronto, Anna cerca di estorcermi un giudizio su cosa prendere. Vedendomi come al solito tentennante, tira fuori l’arma segreta, e mi dice “va bene, allora ci pensiamo su e torniamo sabato prossimo”, al che il mio decisionismo è immediatamente scattato e le ho detto “torniamo al Saturn”.
Lì abbiamo lasciato perdere tutti i buoni propositi di prendere un elettrodomestico di classe A e ci siamo lanciati su un coso in offerta che costava 200 euro invece che 460, il che ci è sembrata un’ottima idea. Meno ottima è stata la coda al punto fatture, dove c’era un grumo di persone (generalmente per pagare a rate) che occupava tutti e cinque gli sportelli, anche se c’erano solamente due impiegate che passavano da uno all’altro. Recuperato un carrello (sono trentadue chili di roba, ridendo e scherzando) e atteso un tempo che mi è parso un’eternità, quando finalmente è arrivato il nostro turno abbiamo chiesto alla tipa se non sarebbe stato possibile mettere un sistema a numerini; la sua risposta è stata “gliel’ho già detto ai miei capi, ma mi hanno risposto che non è la politica di Media Markt”. A quel punto, la lucina che da una decina di minuti stava facendosi strada nel mio subconscio è esplosa in una Grande Illuminazione. “Quindi voi e MediaWorld siete la stessa cosa?” “Proprio così!” Misteri del marketing, anche considerando che i prodotti nei due centri non erano gli stessi né avevano gli stessi prezzi…
L’unica speranza è che adesso il condizionatore funzioni e non sia troppo rumoroso, non ho voglia di tornare a lamentarmi.

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Fregatura Esselunga

Come avevo scritto, la scorsa settimana scadevano i punti Fìdaty dell’Esselunga. Io non mi sono preoccupato più di tanto, avendo visto che c’erano dei bei cartelli “Un punto = 1 centesimo”. Ieri sera ho fatto la spesa, ho guardato lo scontrino e ho scoperto che il “favoloso sconto” era di un euro e ottanta centesimi. Vado al punto informazioni a chiedere lumi, e mi fanno notare che era scritto in piccolo che la conversione valeva solamente per i punti ottenuti dal 10 al 21 aprile. La cosa non mi avrebbe dato fastidio più di tanto, se non fosse che avevo più di 1000 punti tenuti da parte perché c’è stato un momento il mese scorso in cui Anna mi ha detto “dai, mettiamo i punti delle nostre due tessere insieme, così prendiamo un regalo”, salvo poi cambiare idea all’ultimo momento vedendo la coda. Alla fine mi sono così giocato dieci euro di sconto, cosa che – lasciatemelo dire – non ho apprezzato affatto. Peggio per me, la prossima volta imparerò a non ascoltare certe sirene :-)
Aggiornamento: (8 maggio) Esselunga mi ha riconosciuto lo sconto! Leggi qua. Onore al merito della loro assistenza clienti!

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