Io e GTT non andiamo d’accordo
Ieri ero a Torino. A un certo punto ho preso un bus, perché la distanza da percorrere era troppa anche per me. Il giorno prima avevo controllato tutto, scaricato l’app ToMove, ed ero pronto. Salgo sopra l’autobus, apro l’app, chiedo di comprare un biglietto… e dopo una decina di secondi mi arriva il messaggio “qualcosa è andato storto”. Occhei, la colpa è con ogni probabilità mia; ieri sera a casa funzionava tutto, e quindi immagino che il problema fosse che stavo al solito usando l’APN aziendale che blocca tutte le porte non standard, e quindi non potevo connettermi. Diciamo che un messaggio di errore “problema di connessione” forse mi avrebbe acceso una lampadina, ma non è così.
Nema problema, mi dico, c’è scritto che posso pagare con carta di credito in modalità contactless. Avvicino la mia carta e leggo il messaggio “validazione avvenuta”. Tutto felice scendo dal bus alla mia fermata e prendo un tram. A questo punto mi domando “e mo’ come faccio a dire che ho timbrato?” Sì, ci sarebbero state le faq, ma non ci ho pensato.
Ieri pomeriggio ho provato così a chiamare il numero del call center di GTT. Dopo quattro-minuti-quattro di messaggi preregistrati sono arrivato all’opzione che mi interessava. Musichetta. A un certo punto mi si dice che io sono “l’utente 24”. Altra musichetta. Mi si ridice che sono l’utente 24. Ora, per tutto il resto si può dire che la colpa è mia. Ma se è vero che io ero il ventiquattresimo in coda (altrimenti che senso ha dare quel numero?) qui forse c’è un problema ben più grave.


Come forse sapete, la mia azienda non se la passa troppo bene, e ci fa stare a casa per lunghi periodi. Da settembre 2022 a febbraio 2024, per esempio, il gruppo dove lavoro io è in contratto di espansione (tolgono soldi a noi per assumere qualche giovane) con una percentuale del 25%, il che significa che per cinque o sei giorni al mese siamo a casa. (In alcuni di quei giorni dobbiamo però seguire dei corsi di formazione…)

A Chiavari la casa dove stiamo è del 1969 e l’impianto elettrico pure, tanto che stiamo pensando di rifarlo. Ieri mattina Anna mi dice “è saltata la corrente”. Accendo la luce e dico “no, c’è”. Dopo un po’ di controlli abbiamo scoperto che mancava in bagno – se n’era accorta perché la lavatrice si era bloccata – e in camera. Che fare? Io, da buon teorico, dico “probabilmente si è staccato un filo da qualche parte, proviamo ad aprire le scatole e vedere cosa è successo”. Naturalmente poi dopo la teorica ci vuole la pratica: cerco i pochi attrezzi che abbiamo (nessun cercafase per esempio, ma tanto io prima stacco l’automatico e poi lavoro), svito una scatola, soffio via la polvere, guardo: mi pare tutto a posto. Rimetto a posto la scatola, riattacco la corrente per vedere di non aver peggiorato la situazione, ristacco la corrente, provo la seconda scatola. Qui polvere non ce n’era, ma i cavi erano di nuovo tutti a posto. Rimetto a posto la scatola, riattacco la corrente, dico ad Anna “io più di così non so che fare” e lei “ma la lavatrice è ripartita!”
Avendo compiuto 60 anni, il mercoledì ho diritto al 10% di sconto (salvo sui prodotti in offerta) ai Carrefour. Stamattina ho pensato di sfruttare la cosa: niente di eccezionale, ma ho preso le due cose che ci servivano. Arrivo alla cassa, dico che ho lo sconto over 60, faccio per consegnare la mia carta d’identità e il cassiere mi dice “no, va bene così”. Mi sono sentito davvero vecchio.