Batteria ad acqua
Leggo che in Svizzera hanno finalmente completato una “batteria ad acqua”. Detto così non si capisce bene di che si parli, vero? In pratica quando c’è tanta energia a disposizione si solleva una grande quantità d’acqua, e quando c’è bisogno di energia la si fa cadere, facendo girare delle turbine che genereranno elettricità. Il tutto fatto a qualche centinaio di metri sottoterra, immagino per non deturpare i paesaggi e permettere alle caprette di fare ciao.
Mi è abbastanza chiaro che – a parte la quantità di tempo e denaro che è stata necessaria per la sua costruzione – questa “centrale elettrica” possa essere usata molto facilmente per assorbire picchi e cali di richiesta: la grande fregatura dell’energia elettrica è appunto che non c’è elasticità nella griglia, e quindi bisogna trovare un modo per ovviare al fatto che le energie rinnovabili a volte ci sono e altre volte no. Né si può pensare di accendere in una decina di minuti una centrale a carbone o a gas. Devo però ammettere che mi pare strano che la conversione tra energia potenziale ed energia elettrica abbia un rendimento abbastanza elevato da rendere vantaggioso un sistema simile. O forse il vero punto è che si è potuto fare un sistema enorme e con relativamente pochi costi di manutenzione?


