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Formigoni mi ascolta!

Avevo scritto ieri sulla differenza tra il Campidoglio e il Pirellone sulla gestione dell’inquinamento da micropolveri, e subito scopro che con provvida decisione avremo un miniblocco totale (9-12 e 15-18) anche domenica 16, oltre a quattro giovedì a targhe alterne con orario più serio, 8-20. Non credo servirà a molto, ma almeno qualcosa si muove. Controllare la temperatura nelle case sarebbe forse anche più utile, ma le vedete voi le Guardie Termiche?

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Ristorazione romana 2

Decisamente questo giro non è stato il massimo per la scelta dei ristoranti. Stasera, per evitare di essere nuovamente cazziato da storiedime, prima di uscire dall’ufficio mi ero copiato due indirizzi di locali da lei consigliati. In albergo, verso le 19:30, telefono al primo, e mi becco una segreteria telefonica che dice “siamo chiusi dal 10 al 20 gennaio”. Vabbé, è un loro diritto, penso: e poi sono stato furbo e mi sono preso due indirizzi. Chiamo allora il Cul ce Sac, chiedo se posso prenotare per le 20:30, mi dicono “nessun problema”, lascio il mio cognome e via.
Alle 20:25 arrivo, vado dal caposala dicendo che ho prenotato, e lui mi fa “guardi che noi non facciamo prenotazioni: lei è il primo in lista di attesa”. Lo guardo stupito, e mi ribadisce che la loro politica è di non accettare prenotazioni. “Ma ha chiamato proprio lei?”, mi dice. “Certo”. “E quando?” “Un’ora fa”. “Ah”. A questo punto comincia a raccontarmi che si vede che chi ha ricevuto la telefonata pensava che tanto questa è stagione bassa non ci sarebbero stati problemi, soprattutto alle ottemmezza, e che invece sono arrivati tutti alle otto, e bla e bla e bla. Mentre stava partendo con la solita tiritera “ma non si preoccupi, in cinque minuti…” gli rispondo “nessun problema, me ne vado a cenare da un’altra parte”. Il tipo ha anche avuto il coraggio di guardarmi male, poi per sua fortuna ha abbozzato – anche perché se provava a dirmi qualcosa era la volta che mi incazzavo sul serio.
A questo punto ho dovuto ripiegare sul piano C, e tornarmene verso via dei Serpenti 27 dove mercoledì avevo adocchiato il ristorante giapponese Hasekura (telefono 06-48.36.48) che fortunatamente ho raggiunto prima che si riempisse. Mi sono fatto la mia solita figura provando a chiedere un insalata non condita e ritrovandomi così la proprietaria che mi chiede se c’era qualcosa che non andasse: ma a parte questi problemi miei personali ho mangiato bene, il che è sempre un’ottima cosa.

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alberghi

Anche stavolta sono alloggiato all’Esquilino all’Ambra Palace. Stavolta assieme al badge per la camera ho anche ricevuto la letterina in cui mi si dice che non si fuma, se non nelle stanze che non sono nei piani non-fumatori. Amen. Purtroppo la 202 che ho vinto stavolta mi ricorda in dimensioni (e in mancanza del bidet) le camere francesi. Però c’era un bel CD infiocchettato “Concerto” (come la catena cui l’Ambra Palace fa parte) con qualche ouverture e un paio di concerti di Rossini.

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plastichina coprischermo. dove?

Ho tanti problemi nella mia vita. Ad esempio, la libreria a casa che sta spaccandosi (ma di quello ne parlerò tra qualche giorno). Al momento però ho un problema piccolo, ma forse più risolvibile.
I telefonini arrivano ormai con la plastichina adesiva per proteggere il display: lo stesso dovrebbe capitare con i palmari. Dopo un po’ però la plastichina si stacca. Bene, dove diavolo si compra della plastichina nuova, e magari a prezzi non assurdi? Io so di un posto a Hong Kong, ma non è esattamente banale da raggiungere: Milano sarebbe molto più comoda per me.
Io il messaggio in bottiglia l’ho lanciato: aspetto speranzoso.

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ristorazione romana

mah, ieri sera non è che avessi tutta quella voglia di cercare posti e mi sono infilato alle Tavernelle®, in via Panisperna. Se avessi guardato il loro sito web, non credo ci sarei finito, ma tant’è. Non è che possa dire di aver mangiato male, anche perché io piglio sempre cose standard: però l’idea che i tortelli arrivino già col formaggio e non mi venga chiesto il livello di cottura del filetto non mi pare indice di un posto così valido.
Ah: Karol ci è passato anche lui, come da gigantografia.

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Qualità dell'aria

Oggi a Roma targhe alterne (9-12 e 15-19, secondo me servono a poco). Il tutto perché le centraline hanno registrato valori preoccupanti” di PM10:” 77, 90, 75 e 61 microgrammi per metro cubo. I non catalizzati sono già bloccati da nove giorni dalle 7:30 alle 20:30.
E a Milano? Nema problema, è già previsto il blocco preventivo per domenica 23. Intanto i valori restano costanti: al Verziere 92, in via Juvara 130.

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la fede fa superare tutto

No, non l’ho recuperata su un giornale gratuito. È un trafiletto a pagina 12 di Repubblica di oggi. Sotto l’articolo sul processo per le torure ad Abu Ghraib.
“Gli scienziati dell’Università di Oxford sottoporranno un gruppo di volontari a una serie di torture per valutare se la fede riesca ad alleviare il dolore. […] I volontari saranno sottoposti a bruciature. Durante la tortura, ai volontari verranno mostrati simboli religiosi come crocefissi e immagini della Madonna per vedere la loro reazione in situazione di particolare dolore”.
Pensate, c’è gente che si fa torturare “per la scienza”, e non solo “per la fede”.

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Avvelenamenti da fumo del terzo tipo

Da lunedì è scattata la nuova legge antifumo, che da quanto ho capito dovrebbe impedire a chiunque di fumare se non è in casa, all’aperto, o in locali molto particolari. Le prime ore di applicazione della legge sono state all’insegna dell’usuale folklore italiano: la gara per fare la prima multa (per la cronaca, ha vinto Napoli con una sanzione comminata a mezzanotte e un minuto; i pianti degli operatori commerciali perché non erano pronti a mettere in regola i locali, per la solita abitudine procrastinatrice italiana dove non importa se viene lasciato un anno per adeguarsi alla legge; le minacce di raccolta di firme per un referendum abrogativo di questa legge liberticida; i telegiornali pronti con i loro servizi (La7 come prima notizia; il Tg5 nella cura Rossella come prima e seconda notizia). Sempre secondo le usanze delle italiche genti, i giornali del giorno dopo ancora hanno già lasciato la notizia in semplici trafiletti: ormai non è più “nuova”.
Eppure a ben guardare alcune piccole differenze ci sono. Ad esempio, il federalismo è ormai una realtà: la Provincia Autonoma di Bozen/Bolzano ha mostrato il Pragmatismo Crucco verso l’Osservanza Fattuale della Legge, promulgando immediatamente una proroga locale di sei mesi per la sua entrata in vigore. I soliti piagnistei inoltre sono di livello letterario assai superiore al solito: autorevolissime penne nostrane si sono infatti risolte ad mettere in campo la loro indubbia maestria con le parole per far giungere le loro accorate rimostranze nei confronti della legge a centinaia di migliaia dei loro lettori.
Io non posso naturalmente nemmeno avvicinarmi a simili vette, ma vorrei ad ogni modo porre all’attenzione dei miei ventitré lettori alcune flebili considerazioni. Tim e IT Telecom sono già da quasi un anno aziende “smoke-free”. Risultato? le scale e i corridoi esterni sono diventati il rifugio, illegale ma si direbbe tollerato, di tutti i tabagisti locali. A Rozzano li si può magari vedere all’ingresso oppure salire sul tetto; a santa Palomba, dove uscire all’aperto è più complicato, usare l’ascensore per passare da un piamo all’altro sta diventando quasi obbligatorio. Sui treni vale più o meno la stessa cosa. Le soste nelle stazioni vedono i passeggeri con sigaretta in bocca e accendino pronto in mano sgomitare per scendere prima dei passeggeri con le valigie; i bagni sembrano poi quelli di un liceo, con la gente che si mette a tirare compulsivamente quelle poche nascoste boccate che fanno la differenza rispetto a una vita non più degna di essere chiamata tale.
Purtroppo però l’Italia è sempre fatta così. Quando si decide una cosa, lo si fa con enorme ritardo, ma si decide che a questo punto bisognerà diventare i primi della classe. Così invece di creare zone fumatori non necessariamente sigillate ma con impianti di ventilazione sufficienti a non renderle nebbiose né a far sfuggire il fumo altrove, si mettono dei paletti talmente alti che la gente si sente moralmente autorizzata a non rispettare le norme. Vorrei a questo punto dare un sommesso suggerimento al nostro ministro dell’Economia: dare la possibilità a un locale pubblico di dichiararsi “per fumatori” dietro modico pagamento di una apposita licenza da 10000 euro l’anno. Potrebbe scapparci un’altra riduzione delle tasse.

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