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pipponi, pipponi 2026

Immerdificazione e le nuove competenze necessarie

Qualche tempo fa mi si era rotta una lampadina. Avevo ancora la scatola, e così sono andato su Amazon cercando il modello con il codice prodotto (che è un numero, nulla di trascendentale). Amazon riconosce il codice prodotto ma mi propone un’altra lampadina, di un’altra marca, nemmeno tanto compatibile in realtà: magari sarà prodotta da qualcuno che ha pagato una tangente per finire più in alto nei risultati.

Il guaio è che ormai le ricerche, non solo attraverso Google e amici ma anche nei singoli siti, funzionano tutte così, nel senso che non funzionano. Un classico caso di enshittification: siamo costretti a vederci una quantità di pubblicità che non c’entra nulla con il nostro risultato, tanto che spesso preferisco fare una ricerca chiedendo al chatbot e sperando in bene. Almeno una volta la ricerca di base faceva già schifo, ma lavorandoci un po’ riuscivo a trovare quello che cercavo; adesso appunto una ricerca consiste nel lanciare il sasso all’LLM, valutare il risultato, vedere se si può aggiungere qualche altra informazione per raffinarlo e sperare in bene. Evidentemente non è previsto che uno debba cercare qualcosa per conto suo.

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Carte d’identità e scadenza nascosta

Leggo sul Post che finalmente è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto semplificazione che tra le altre cose avrebbe tolto la scadenza di validità alla carta di identità per gli ultrasettantenni. Sarebbe tutto bellissimo, considerando che dovrò rinnovare la carta d’identità proprio il giorno del mio settantesimo compleanno.

Poi vado a leggere il testo del decreto, e scopro che «Resta ferma la facoltà per l’interessato di chiedere il rinnovo della carta d’identità dopo dieci anni dal suo rilascio, ai fini della validità del certificato di autenticazione di cui all’articolo 1, comma 1, lettera g), del citato decreto del Ministro dell’interno 23 dicembre 2015.» Traduzione: se io voglio usare davvero la carta d’identità, e quindi autenticarmi in rete, non cambia assolutamente nulla: quando avrò ottant’anni, ammesso che io sia ancora vivo e sufficientemente capace di intendere e volere, dovrò rifarmi la coda in anagrafe, pagare, e aspettare la raccomandata con la mia nuova carta d’identità.

Attenzione: io capisco che il certificato digitale inserito nella carta abbia necessariamente una scadenza. Non capisco, ma mi adeguo, perché la CIE non abbia previsto la possibilità di aggiornare il certificato: ok, sarebbe sempre stato necessario fare l’operazione, ma non necessariamente spostarsi da casa. Quello che proprio non capisco è lo strombazzare la durata illimitata della carta, che all’atto pratico non è vera.

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Scientific American venduta a Scientific American, Inc.

L’altro giorno mi è arrivata una mail dallo Scientific American che spiegava che Springer Nature (il vecchio proprietario) aveva venduto la testata e la versione tedesca Spektrum der Wissenschaft a una newco del gruppo LabX, che si chiama casualmente Scientific American, Inc.; segue tutta la pappardella sulla gestione dei dati personali.

Fin qui nulla di strano. Ho però chiesto lumi a Claude che mi ha aggiunto qualche interessante condizione al contorno. LabX ha già detto che licenzierà un po’ di gente nella redazione di Scientific American, e anche qui purtroppo non c’è nulla di strano. Ma quello che viene taciuto è che i dipendenti di Scientific American stavano votando per formare un sindacato interno, che la vendita è arrivata subito prima della votazione, e che proprio perché non c’era stato ancora il voto formale LabX non ha nessun obbligo di trattare con il sindacato neoformato, e anzi “casualmente” tra i licenziati c’è il 60% del comitato organizzatore del sindacato. E sempre “casualmente” pare che con la seconda presidenza Trump la probabilità di vincere una causa sindacale si sia parecchio ridotta.

Tutte queste notizie sono ovviamente pubbliche e non inventate da Claude: nella sua risposta ci sono i link alle fonti. Non è detto che la lettura che io ho fatto sia quella corretta, magari è tutto un caso. In fin dei conti SciAm non era certo nel core business di Nature Springer, e ho il sospetto che la storica rivista non se la passi così bene, quindi magari con una proprietà più forte nella divulgazione e una redazione più snella i risultati migliorino. Ma è sempre meglio avere tutte le informazioni, no?

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Lidl e Satispay

Qualche giorno fa sono passato dal Lidl di via Padova a prendere due cose, sono andato alle casse automatiche (c’erano solo quelle aperte, a dire il vero, ormai lavorano così) e al momento del pagamento vedo che per la prima volta spunta Satispay. Vabbè, mi dico, provo a usarlo al posto della carta come faccio sempre. Clicco e mi arriva il messaggio “rivolgersi all’assistente”. Quelle che mi sono dimenticato di scrivere è che in fondo alle casse automatiche c’è una cassiera che prende per esempio i pagamenti in contanti. Ho dovuto fare così la seconda coda con lo scontrino provvisorio, solo per avere sul display del POS della cassa non automatica il QRCode da inquadrare, come si fa generalmente con Satispay negli altri supermercati.

Non ho ben capito perché i POS delle casse automatiche non permettessero di fare la stessa e identica cosa: ma penso che me ne farò una ragione e continuerò a pagare con la carta.

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Qualcosa sul caso Roggero

Io non trovo nulla di strano che a Mario Roggero non abbiano dato l’ergastolo ma 14 anni e 9 mesi: nonostante non potesse portare la pistola per un patteggiamento ottenuto in precedenza posso immaginare che fosse in stato di choc e la prima cosa che ha fatto è stata rincorrere i ladri e sparare (e continuare a sparare) loro. Io non avrei fatto lo stesso, ma semplicemente perché non avrei mai avuto una pistola con me. Non trovo nemmeno nulla di strano che la gggente e i giornali di destra cavalchino l’onda e chiedano che sia graziato Barabba, pardon Roggero. Se fossi un tipo ingenuo, mi aspetterei la stessa levata di scudi a favore di Shu Zou e Liu Chongbing, ma magari la notiza dell’omicidio da loro commesso si è persa da qualche parte. Non trovo nemmeno strano che Matteo Salvini non conosca il contenuto della legge sulla legittima difesa da lui firmata, che non prevede che uno insegua i ladri e si faccia giustizia da solo.

Quello che personalmente mi preoccupa di più è il ministro Nordio, che dovrebbe essere uno di quelli bravi, che corre subito a dire di avere avviato un’istruttoria per concedere la grazia al gioielliere, al che Mattarella gli ha – nemmeno troppo gentilmente,  doveva essere incazzato nero – dovuto ricordare che senza richiesta di grazia l’unico che può proporla è il PdR. Poi vabbè, se tutto quello che un omicida riesce a dire è “Mattarella ha graziato Minetti, si metta una mano sulla coscienza” in effetti si potrebbe pensare a un tentativo di passare per una persona incapace di intendere.

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Advanced Driver Distraction Warning

Questo strumento, che in genere trovate scritto con l’acronimo ADDW, è l’ennesima dotazione obbligatoria per le automobili nell’UE. Ogni veicolo nuovo venduto a partire dal 7 luglio deve avere questa piccola telecamera a infrarossi puntata sugli occhi del guidatore e che controlla che non togla per troppo tempo gli occhi dalla strada mentre si viaggia ad almeno 20 all’ora: altrimenti comincia a suonare e lampeggiare fino a che non ci si rimette a fare i bravi. Il tutto per ridurre gli incidenti causati dalla distrazione alla guida.

Da un lato c’è chi si preoccupa (giustamente) del fatto che anche se questi dati non possono uscire dalla macchina secondo il regolamento UE nessuno ha la possibilità di verificare che sia davvero così, e soprattutto il regolamento non dice dopo quanto tempo vengono cancellati. Questi dati sono oro per le compagnie assicurative, come potete immaginare, e se vengono trattati a nostra insaputa abbiamo tutto il diritto di arrabbiarci.

Ma c’è un altro punto di vista. Capisco perché le automobili costano sempre di più, anche solo rispetto a una decina di anni fa. Se bisogna inserire tutte queste dotazioni di sicurezza c’è un costo, e nessuno sa davvero qual è il rapporto costi-benefici di questi strumenti. O se preferite, quanta colpa hanno i display di infotainment che ormai sono grandi come un tablet?

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il 730 semplificato e l’interfaccia utente

Io sono convinto che il 730 semplificato sia stata una gran bella cosa. Non penso che le tasse siano belle, ma le ritengo necessarie: e visto che hanno da esserci non capisco perché bisogna anche complicare la vita per pagarle. Oggettivamente devo anche aggiungere che negli anni le informazioni già inserite o comunque presenti sono molto aumentate, e mi affido con fiducia a quanto salvato.

Ma vorrei sapere chi ha sviluppato l’interfaccia utente, che è tutto meno che intuitiva. Quest’anno avevo una situazione più complicata del solito, perché essendo morta mia mamma mi sono trovato due box che sono passati dall’essere in nuda proprietà al trovarsi a mia completa disposizione, e che ho venduto dopo averli dovuti riaccatastare insieme. Inoltre avevo un certo numero di fatture per la ristrutturazione della casa a Chiavari che Anna ha ereditato. Vabbè, nel primo caso posso immaginare che non è così semplice creare un modulo che cambi destinazione d’uso, e quindi mi sono dovuto riscrivere tutto tre volte. Ma per la ristrutturazione ho scoperto di dover creare un record per la casa (cosa che l’anno scorso non avevo dovuto fare… ok, nuove regole) e poi entrare su ciascuna delle fatture e dire che era relativa a quell’immobile e a carico mio. Finito questo mi sono accorto che non erano comunque inserite; sono dovuto di nuovo entrare su ciascuna delle fatture e indicare che la volevo usare. Non sarebbe stato più semplice avere una serie di tickbox che potevo selezionare e fare tutto in un’unica volta. La ciliegina sulla torta è che dopo aver fatto tutto apro l’ultima sezione e scopro che il rimborso era esattamente uguale a quello iniziale. Mi sono chiesto che era successo, e ho scoperto che non era scritto da nessuna parte che quel valore non veniva aggiornato fino a che non decidevo di passare alla schermata per inviarlo.

Occhei, non sono così scemo e alla fine ce l’ho fatta. Ma questo sarebbe il modello semplificato?

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