Israele è uno stato unicamente ebraico

Per capire esattamente cosa dicesse la legge approvata ieri sull’ebraicità di Israele, ho pensato bene di andare su Haaretz, che è fonte un po’ più diretta pur essendo contro il governo Netanyahu. In effetti c’è scritto «The draft bill the Knesset voted on is fundamentally different form the version the coalition had sought to advance in the past decade. Its main clauses were moderated following pressure within the coalition ranks and beyond.» Certo che ci sono punti piuttosto pesanti. Non tanto che Gerusalemme è capitale unica e indivisibile, perché credo sia semplicemente la ripetizione di quanto Israele afferma da una vita (Tra l’altro, quanta parte di Gerusalemme est è qualcosa tipo Nova Gorica, nata dopo la divisione del 1948?); oppure la definizione dello Shabbat come giorno festivo. Quello che mi preoccupa di più è l’ebraicizzazione forzata, togliendo l’arabo come lingua ufficiale e “dando un valore nazionale allo sviluppo delle colonie”. Risulta sempre più lontano il sogno del 1948 🙁

4 comments

  1. Un errore storico e una protervia politica che mi lasciano senza fiato. Non mi sono ancora ripresa dalla notizia che l’hanno fatto davvero-davvero. E io vengo accusata da sempre di essere un’amica totalmente sbilanciata di Israele, tanto per chiarire, eh.

  2. E’ da sempre il loro obbiettivo, prima non era scritto nero su bianco, ora sì.
    L’elite politica è ben diversa dall’abitante medio di israele, che è più tollerante, ed è sempre più radicalizzata e comandata dagli ultra ortodossi che sono allo stesso livello dei talebani, ma con molti più soldi e potere. Se qualcosa non li ferma, vedo molto ma molto male il destino dell’Iran (la palestina è già persa da tempo e morirà di asfissia).

    • Quando una manciata d’anni fa Israele era lì lì per bombardare i siti nucleari iraniani, molte analisi militari avevano suggerito che la protezione piú grossa per l’Iran fosse la geografia. In mancanza di aerei-cisterne propri, i jet israeliani avrebbero grossi problemi a raggiungere l’Iran, bombardarlo e tornare indietro – a meno di violare lo spazio aereo di paesi terzi, come la Giordania (che sicuramente non darebbe il permesso).