Aggionamenti a metà

Come gli appassionati di libri sanno, a fine luglio Anobii ha fatto un restyling del sito che è stato pesantemente criticato dagli affezionati fruitori. A parte tutte le parti che non funzionano (a livello backend, soprattutto), il nuovo sito sembra nato per essere visto sul telefonino dal lettore casuale che cerca informazioni sull’ultimo bestseller, dimenticandosi che in questi siti sociali il grosso del lavoro di inserimento informazioni è fatto dai lettori forti che dovrebbero essere coccolati e non tarpati.

Non ci credete? Per esempio, quando inserisco i dati di un libro non ancora presente nella base dati (la schermata è cambiata, ma funziona come quella vecchia), la schermata di ringraziamento ha ancora la vecchia grafica. Evidentemente nessuno degli sviluppatori c’è mai passato 🙂

10 comments

  1. Non ho dubbi che il grosso del lavoro di inserimento informazioni è fatto dai lettori forti, così come non ho dubbi che il grosso dei visitatori abbia il telefonino in mano e che il grosso dei proventi dipenda da questi ultimi.

    • sempre che i lettori forti continuino ad aggiungere informazioni, perché altrimenti come fa Anobii a restare in cima alle ricerche?

      • Prima devi crescere di audience con i contenuti che hai aka aumentare i lettori poi pensi ad aumentare gli “scrittori”. Il viceversa (da un punto di vista strettamente economico) non ha senso.

    • (poi io capisco perfettamente la logica di questo restyling. Semplicemente avrei lasciato le vecchie interfacce di inserimento e visualizzazione, anche se un po’ nascoste, per i lettori forti)

      • Non so come sia fatto il backend di Anobiii, ma ho l’impressione che tutto questo giro sia l’effetto collaterale di una parallela modifica al backend che ha reso improponibile mantenere le vecchie schermate (sempre da un punto di vista di soldi, of course, perché il problema è solo quello).

        • improbabile, perché c’erano pagine “dimenticate” che erano ancora visibili con il vecchio layout.

    • il piego di libri lo conosco e lo uso. Spesso è difficile ricordare agli impiegati delle poste che posso farlo anche io da privato e non solo un editore 🙂

      • Anche Bookcrossing Italia ricorda questo annoso problema:
        http://www.bookcrossing-italy.com/trucchi/

        Attenzione
        Capita spesso che, per motivi a noi ancora sconosciuti, alcuni uffici postali si rifiutino di effettuare la spedizione tramite i “pieghi di libri”.

        Ribadiamo che questa tariffa è accessibile ai privati e, se la busta rispetta le norme di cui sopra, non possono rifiutare di farvela utilizzare.

        Nel caso incontraste delle difficoltà, ricordiamo innanzitutto che nel programma utilizzato negli uffici postali la tariffa piego di libri si trova in posta ordinaria – sottoprodotto. Vi invitiamo poi a stampare il modulo delle poste in cui ci si riferisce a questa tariffa distinguendola da quella riservata alle case editrici, e a far chiamare dall’operatore allo sportello il numero 800.160 (servizio interno postale) che confermerà tutto direttamente all’impiegato.

        In caso di ulteriore reticenza vi consigliamo di optare per una soluzione fai da te.
        – inserire il libro in una busta seguendo con cura tutte le istruzioni riportate sopra;
        – apporre le magiche scritte: “Lato apribile per ispezione postale” e, due o tre volte, davanti e dietro, abbondare con “piego di libri” (non dimenticate gli indirizzi di mittente e destinatario!)
        – pesare la busta sulla bilancia precisa al grammo;
        – apporre la giusta affrancatura: 1,30 € fino a 2 kg, 3,95 € da 2 a 5 kg;
        – avviarsi belli belli verso la buchetta più vicina e infilarci la busta.

        Ovvero: andate in posta solo se la busta non passa.