Non ricordo se tra le mie notiziole ho mai parlato del condominio della mia casa di Torino, e della simpatica gente che si trova.
È da più di un anno che nella mia scala si sta discutendo sui lavori da fare per l’ascensore: ci sono due partiti che litigano se fare solo quelli di sicurezza o cambiare tutto il macchinario, e due partiti che litigano si come dividere le spese relative. In realtà i due partiti sono ben delineati: quelli dei piani alti vogliono cambiare tutto e dividere per millesimi, quelli dei piani bassi (come me che ho l’appartamento al primo piano, e l’ascensore non lo usavo nemmeno quando abitavo lì) vogliono solamente rimetterlo a posto e fare la divisione metà per millesimi e metà per piano. Il regolamento di condominio è fumoso al riguardo, l’amministrazione ha già chiesto un parere a un perito e quel parere è fumoso pure.
Bene. Stamattina sono andato in posta a ritirare una raccomandata che mi dice che lunedì ci sarà un’assemblea straordinaria… per il confronto con il Giudice di Pace. Ma in fin dei conti è il condominio che è andato in tribunale perché uno dell’ultimo piano si era fatto una scala interna per la soffitta… e ha perso la causa.
passaporto ottico
Stamattina sono andato a ritirare il mio nuovo passaporto. Ho così scoperto che cosa sarebbe il famoso “passaporto ottico”: sotto i dati anagrafici ci sono due righe che sembrano scritte a macchina con ripetuti i dati codificati. Bah.
Per il resto, forse nella penultima pagina il logo della Repubblica Italiana sarà con un inchiostro speciale, ma non ci giurerei: buffo notare che pagina 32 è riservata alla scrittura dei recapiti di familiari o conoscenti da contattare in caso di necessità.
l'utilità di Isoradio
Stamattina ero a Torino a recuperare il mio passaporto, e sono rientrato a Milano a metà mattinata. Ho visto il cartello variabile che annunciava code tra Rho e Milano, ho sperato che fossero dopo Rho, invece mi sono trovato fermo quasi un chilometro prima. Passi, anche se alle 11 del mattino non vedo perché ci sia tutta quella gente. Avevo intanto acceso la radio su Isoradio, per curiosità.
Mentre andavo verso Rozzano, ho visto nell’altra carreggiata auto ferme fino allo svincolo di Lorenteggio, quindi dieci chilometri. Non so se i tapini in quella direzione fossero stati avvisati che sarebbe stato meglio uscire: so che Isoradio, che si era affrettata a segnalare un chilometro di coda ad esempio a Bologna, non ha fatto cenno della cosa. Bel servizio di utilità.
Aggiornamento: mi hanno fatto notare che la tangenziale di Milano è della Serravalle e non di Autostrade, esattamente come la Torino-Milano è della ASTM; e che quindi questi non si parlano, e men che meno si scambiano queste informazioni. Che schifo: doppio perché Isoradio è della Rai, non della Società Autostrade. Altro che servizio pubblico.
gli auguri di Ciampi al Papa
il mistero dei biscotti alla vaniglia
Tra i miei acquisti al Lidl, sono anni che fanno la parte da leone i biscotti Opey con ripieno di vaniglia, mezzo chilo 89 centesimi. Questo fino a ieri. Adesso anche nel mio punto vendita usuale questi biscotti non si trovano più. Fosse un semplice cambio di assortimento, potrei anche capirlo: però i biscotti al cacao Opey continuano ad esserci.
Cui prodest? C’è un complotto per ridurre il consumo di vaniglia? i Bo.Bi.Va. (BOicotta BIscotti VAnigliati) hanno colpito nel segno?
quiz
Contesto. Ieri sera c’era sciopero dei mezzi dalle 18 alle 22. Il semaforo tra Sforza e Corso di Porta Vittoria era spento. Notate che quell’incrocio ha avuto la prima telecamera milanese per controllare chi passa col rosso, giusto per dare un’idea dell’importanza dell’incrocio in questione.
Bene. La domanda è: quanti vigili stavano presidiando quell’incrocio?
In una notizia scorrelata, ieri sera i carabinieri stavano facendo un controllo in viale della Liberazione. O perlomeno c’erano due macchine dei carabinieri ferme, una per lato, e almeno quella nella mia direzione aveva sul tetto un display a LED che scriveva CARABINIERI – CONTROLLO. Bello sapere cosa succede.
Il voto agli immigrati
Come sempre commento con un po’ di ritardo, ma a me serve un po’ di tempo per meditare, e scrivere cazzate con cognizione di causa invece che cazzate buttate giù a caso…
La scorsa settimana il vicepremier, nonché segretario di Alleanza Nazionale, ha lanciato “casualmente” l’idea di potere dare il diritto di voto agli immigrati. Il tutto ha come al solito generato un polverone, con la Lega che minaccia di andarsene dalla maggioranza, il Cav. che puntualizza che “questo non sta nel programma di governo, forse si può fare, ma prima bisogna parlarne, anzi forse no” e via discorrendo.
Ma diamo un’occhiata a cosa dice effettivamente la proposta di legge. Gli stranieri (a) residenti da almeno sei anni potranno avere (b) l’elettorato attivo (c) nelle elezioni amministrative locali. Sul punto (c) non c’è molto da dire: non credo ci siano molti stati dove i residenti stranieri abbiano diritto di voto per il parlamento nazionale. Per quanto riguarda (b), il fatto di poter votare ma non essere votati sembra proprio far sì che venga dato un contentino senza valore pratico. Infine per (a) i sei anni di residenza sono davvero tanti, tenendo conto che dopo dieci anni si può chiedere la cittadinanza italiana.
Qual è il significato di tutto questo? A mio immodesto parere, il Fini ha voluto dire ai suoi sodali casaliberi che si è rotto di sottostare ai diktat di Bossi, e che se si deve giocare duro è pronto a farlo. Quindi ha scelto una legge che ha forti valenze mediatiche, ma all’atto pratico cambia ben poco: si stima che gli interessati sarebbero circa 150.000. Probabilmente non se ne farà nulla, ma intanto i rapporti di forza interni si sono riequilibrati.
Ritengo invece improbabile che la sortita sia stata fatta per proporre nuovi comici a Zelig, anche se Ignazio La Russa si è immediatamente proposto con l’esilarante monologo “Abbiamo sempre avuto un interesse per l’integrazione degli immigrati, come del resto dimostrato da «Faccetta Nera»”.
prenotazioni del treno
stamattina sono andato in Centrale a prenotare per Anna l’Eurostar di domattina alle 6:30 (tanto ci va lei, mica io…) e come mia abitudine mi fiondo sulla macchina automatica. Tocco quello che devo toccare, e mi ritrovo scritto “disponibilità biglietti esaurita”. Telefono ad Anna per istruzioni, e lei mi dice “fa’ il biglietto allo sportello”. Eseguo obbediente, mi faccio una fila inutile perché le prenotazioni si fanno solo nella sala apposta, mi faccio una seconda fila, e quando arriva il mio turno l’impiegato mi fa regolarmente la prenotazione. “Ma come, dico io, perché non ho potuto farlo con la macchina?” Lui mi risponde che quello è un treno internazionale, e quindi è solo prenotabile in questo modo.
La cosa mi può anche tornare, ma allora perché non scrivere come messaggio di impossibilità “si prega di rivolgersi alla biglietteria”? Avevano terminato la memoria per i messaggi di errore?