“Serata di delirio organizzato”, dice la locandina. Sicuramente la biglietteria del Piccolo era in delirio disorganizzato: un quarto d’ora per riuscire a ritirare i miei biglietti (che non avevo potuto prendere la settimana scorsa perché erano già stati emessi, e probabilmente a questo punto conservati in un caveau fino a un’ora prima dello spettacolo). Almeno avevamo i posti in quinta fila, il che non è affatto male, anche un mezzo cecato come me non ha avuto problemi.
Non lasciatevi ingannare: lo spettacolo è tutto meno che improvvisato. Ho solo un dubbio: all’inizio, dopo l’introduzione di Paolo Rossi, quando è entrato il resto del cast si sono accese le luci e sono entrate una quarantina di persone, al che il comico ha detto “vabbé, facciamo un sunto dell’inizio… ma lo faccio in slavo, sennò non mi diverto” e parte appunto col grammelot slavo. Forse (forse) questo era improvvisato. Il resto no, è chiaro che il copione può modificarsi giorno per giorno ma la base è indubbiamente standard: anche le richieste di domande dal pubblico nell’intervallo sono finte (ho verificato di persona): e credo che gli articoli della Costituzione vengano sì estratti, ma da un insieme di sette-otto al massimo. Per la cronaca, ieri è uscito il 68, seguito dal 21 e dal 34: se qualcuno vuole confrontare…
Queste non sono critiche, ma semplici constatazioni. Io e Anna ci siamo scompisciati dalle risa per tutto il tempo, ben superiore alle due ore previste: il signor Rossi sarà piccino, ma ha un’energia da vendere, e una mimica eccezionale: Max Loizzi che gli fa da valletto è anche lui tosto, e non è facile fare da spalla a un mattatore: i musicisti oltre a suonare bene hanno il loro siparietto, così come il (pseudo?) vigile del fuoco. Vale davvero la pena di vederlo, anche se non si è di sinistra :-)
ed ecco la RAI
insomma, la Lucia Annunziata se ne è andata sbattendo la porta. Non so se l’ultima infornata di nomine, con Gigi Marzullo a vicedirettore Raiuno (questa è una bufalona, a quanto sembra: ma un Vero Dietrologo potrebbe dire che è stata creata ad arte per nascondere il resto delle nomine) sia stata la vera causa della deflagrazione, ma il giallo non mi appassiona per nulla. La professionalità, ancorché lottizzata, non sembra essere da anni un criterio di scelta per le nomine Rai: può esserci in alcune persone, ma solo per caso.
Commenti vari: l’Annunziata ha fatto bene a dire “Sfortunatamente per loro [la destra, che diceva che si dimetteva per candidarsi alle Europee] sono un po’ più intelligente. Non mi candido”. Invece ha fatto male a dire “Adesso per quanto mi riguarda questo Consiglio è illegittimo”, perché non è più rappresentativo delle forze politiche in Parlamento. Questo per due ragioni: innanzitutto in questo modo si avalla l’idea che l’amministrazione Rai debba essere legata ai partiti, poi perché già l’idea di presidente “di garanzia” faceva acqua da tutte le parti. Il CdA ha ancora quattro membri, si eleggerà il suo nuovo presidente e amen: finché non scenderà a due – ricordate il CdA nella Smart? – non vedo problemi.
Quantum Leap: Mirror’s Edge (libro)
Non ho vergogna di ammetterlo. Mi piacevano i telefilm della serie Quantum Leap, dove Scott Bakula alias Samuel Beckett aveva avuto qualche problema con il suo acceleratore temporale e finiva al posto di una serie di persone, con lo scopo di migliorare in un modo non specificato a priori le proprie vite. Al tempo avevo anche comprato alcuni dei libri della serie omonima, generalmente tratti dalle sceneggiature dei telefilm come capita anche ad esempio con Star Trek.
Questo (C.Davis, C.Davis e E.D.Reese, Mirror’s Edge, Boulevard 2000, 304 pag, ISBN 0425173518, 9.50$ almeno in teoria) è il diciottesimo e ultimo libro della serie, che tra l’altro non ha mai avuto una versione televisiva. Io me l’ero tenuto da parte per un po’, e finalmente ho trovato il tempo di leggerlo. Il risultato purtroppo è stato molto inferiore alle aspettative.
Ovviamente parto dal principio che il lettore sappia cosa si trova, come in ogni libro seriale. Le prime pagine sono troppo lente, poi la storia inizia a crescere in maniera accattivante… e si blocca. La trama si avvita per rimettere insieme tutti i cocci dei vari racconti, crea sottotrame che si perdono nel nulla, e alla fine… boh. Confesso di non essere riuscito a capire il finale, e non penso sia solamente per la mia non completa conoscenza dell’inglese.
Insomma, se vi era piaciuto QL e lo trovate su una bancarella, male non fa. Ma non vale la pena di cercarlo.
Preservativi per ombrelli
Visto il periodo di piogge similmonsoniche, di questi giorni è facile vedere gente con un ombrello. Ho notato che sta prendendo piede la moda di avere un cappuccio che copre la punta dell’ombrello. Mi sembra una cosa molto intelligente: continuerò a trovarmi ombrelli in mezzo alle gambe – sembra impossibile che la gente non si renda conto che per come è fatto, un ombrello non sta in verticale – ma perlomeno non mi faccio troppo male.
manuali utente
Mi sono alla fine deciso, e venerdì ho approfittato di un’offerta sottocosto per comprarmi un lettore DVD da televisione. L’idea era di evitare di capire quali diavolo di cavi fossero da usare ogni volta con il PC.
Sabato attacco il tutto, prendo il cavo scart – tanto la nostra televisione è vecchia – e metto su il primo dvd che ho sotto mano, il vecchio film dei Rutles. Lo vedo in bianco nero e giallo, al che immagino ci sia un settaggio video da cambiare. Nessun problema, entro nel menu e lo aggiusto.
Tutto felice, ieri vado a noleggiare un dvd, per la precisione Lost in translation e ci accingiamo a vederlo. Problemino: si sente perfettamente la parte di suoni d’ambiente, ma l’audio vero e proprio è inesistente. Inizio a guardare la configurazione, e trovo solamente audio DTS, Dolby 5.1 italiano e Dolby 5.1 inglese. Il primo è muto ma non c’è problema, il secondo non ha voci, il terzo ce le ha ma a un livello molto più basso del resto dei suoni. Provo anche a prendere i cavi che uso col PC: stesso risultato. Alla fine decidiamo di aggiungere i sottotitoli, e abbiamo una visione molto “particolare”, che rende il film ancora più strano anche se sempre bellino.
Alla fine decido di capire cosa può essere successo, e provo con un altro dvd: l’Antology dei Beatles. In questo caso l’audio è DTS, Dolby 5.1 e LCPM. Il primo dà sempre mutismo, il secondo si sente abbastanza ma non molto, il terzo è perfetto. Mi viene un dubbio: rientro nel setup, seleziono l’output audio PCM, rimetto il dvd originale… e il suono esce perfetto, con Anna e Barbara che mi guardano con l’espressione “l’informatico sei tu: non ci potevi pensare prima?”.
Io non ci avevo pensato perché avevo letto il manuale utente, che diceva che quello serviva a modificare l’uscita audio digitale: l’uscita che potevo usare era necessariamente quella analogica, quindi non avevo considerato l’opzione.
Morale? Può essere vero che se non funziona nient’altro occorre RTFM, leggere il “favoloso” manuale: ma prima di farlo è sempre meglio provare le cose più stupide.
cronache di uno scudetto
Mentre oggi il Milan batteva la Roma e vinceva lo scudetto, e un temporale bagnava Milano, siamo andati alla Triennale a vedere la mostra Dreams sull’influsso della pubblicità. Giudizio sintetico: bell’allestimento, ma sostanza pochina un po’ come in effetti la pubblicità.
All’uscita ci siamo trovati ovviamente i cortei di auto con clacson e bandiere al vento, generalmente rossonere ma anche alcune tricolori e un incongruo vessillo gialloblu: un daltonico?
Ma il peggio è stato in metropolitana. Arriva un treno della linea verde a luci spente, e l’altoparlante annuncia che non ci si può salire “perché è a disposizione delle forze di Polizia”. Non che si sia visto nessun poliziotto o assimilato, e anche il conducente del treno aveva un’aria un po’ spaesata. L’unica idea che mi viene in mente è che volessero portare in stazione i tifosi romanisti in metro invece che coi bus: per non sapere né leggere né scrivere, abbiamo preferito andare a prendere la rossa e poi la gialla :-)
separati in casa
Non so quanti sappiano che non esistono più le FF.SS, o FS che dir si voglia, insomma le Ferrovie dello Stato. Per effetto di non so quale legge, è stata separata la parte che gestisce i binari (RFI, Rete Ferroviaria Italiana) da quella che gestisce i treni (Trenitalia).
Se però siete attenti potete scoprire questa cosa da voi. Ad esempio, stamattina sono rientrato in treno da Torino. Il mio simpatico treno è rimasto dieci minuti fermo tra le stazioni di Torino Porta Susa dove ero salito e Torino Dora, immagino perché si era a binario unico. Qualcosa ha stranamente recuperato per strada ma siamo arrivati comunque qualche minuto in ritardo. Prima di entrare a Milano, dall’altoparlante interno ci è stato comunicato che stavamo per entrare in stazione, che il treno terminava la propria corsa, che si era in ritardo di cinque minuti per cause dovute all’infrastruttura ferroviaria. Scaricabarile perfetto.
pazzie di condominio
Ieri sera ci siamo trovati una lettera in buca, copia di una raccomandata inviata al nostro amministratore nella quale la nostra vicina di casa fa tutta una serie di affermazioni varie, comprese quelle di cui ho già scritto. Càpita però che nel delirio mi trovi delle chicche come “qualche Condomino psicopatico”, “fantasie malsane di certi mentecatti” e “bulli di periferia, nullafacenti e invidiosi”. A questo punto io comincio a incazzarmi lievemente. Oggi parte la raccomandata, giusto per fare notare che se proprio bisogna giocare, è ancora da vedere chi è il più bravo; o ci scrive che non intendeva parlare di noi, o cominciamo a fare le cose sul serio noi. Che palle.