Disinformatija

Oggi su Repubblica. Titolo: “In Trentino Ulivo in testa”. Si parla di microelezioni, nulla di importante a livello nazionale in realtà. Testo: “Nei sei paesi più importanti, solo uno ha eletto un sindaco di centrodestra”. Ma continuiamo a leggere: scopriamo che negli altri “ha vinto o è arrivato al ballottaggio il centrosinistra”, oltre a scoprire che nel paese di cui sopra la giunta precedente era di centrosinistra. (Degli altri non si può sapere).
D’altro canto, forse dobbiamo ancora ritenerci fortunati che il fogliaccio scalfariano abbia messo la notizia in una striminzita colonna di pagina interna, e non a tutta pagina.

blogosphere

Stavolta il pippone sui blog non l’ho messo qua, ma nella parte on line del convegno Culture Digitali (i weblog e la nuova sfera pubblica). Un momento di esibizionismo maggiore del solito.

Volare oggi

“Oggi” nel senso che stamattina ho preso il volo AZ2021 per andare a Santa Palomba, trasfertina di due giorni tanto per cambiare.
Il taxi era come al solito in anticipo (perché tanto paga il cliente…), ma ormai lo so ed esco cinque minuti prima. A Linate arrivo alle 7:05 e c’era il caos al metal detector, quindi ritorno a fare il check-in ai banchi fuori. Giustamente il tipo al banco mi dice che preferisce non darmi il volo delle 7:45, perché poi c’è coda e rischio di bloccare tutto: in compenso decide che essendo io molto alto merito un posto in fila 1. E qui ho scoperto il protocollo mutex utilizzato. Quei posti sono bloccati: allora lui ha telefonato all’addetto, e gli ha detto “non è che puoi sbloccarmi l’1C? occhei, io sono pronto, al tre partiamo assieme”. Notate il sistema di lock con il semaforo vocale che non permette a nessun altro di sgraffignare il posto prescelto.
Ah, il volo è partito con esattamente quindici minuti di ritardo, quindi è arrivato in perfetto orario, anzi con qualche minuto di anticipo sprecato poi in pista a Fiumicino perché dovevamo attendere che si liberasse il finger. Intanto ho sentito due assistenti di volo che si lamentavano perché ad esempio il catering era stato esternalizzato alla Aeroporti di Roma, ma poi Alitalia se l’era ripreso perché gli costava più che farlo in casa. Mah.

Pronostici calcistici

Oggi il Milan ha perso con la Reggina. Ieri gli allibratori non accettavano scommesse sulla partita. Altro che maghi veggenti cartomanti!

fiera del libro – ps

Avere scritto di fretta mi ha fatto saltare alcune annotazioni, che aggiungo qua: insomma, tutto fa brodo!
– le pile di copie del Riformista, giornale che dicono essere sulla linea di D’Alema perché fa finta di essere di sinistra ma è di destra; non so se cambiassero tutti i giorni, visto che ne ho presa una a caso sabato ed era datata venerdì.
– il servizio d’ordine davanti a in cui ci siamo imbattuti sabato mattina appena entrati. Abbiamo poi scoperto che eravamo in rotta di collisione con Fini.
– i bar interni alla Fiera. Il chiosco degli hot dog ne faceva pagare uno tre euro e 20, che nemmeno a Milano. Il bar Autogrill aveva due forse volonterose signorine che evidentemente non avevano un’esperienza di folla richiedente caffè; il trucco sarebbe muoversi come il rullo della macchina da scrivere, sempre nella stessa direzione finché non si torna a capo, pardon dall’altro lato; invece il nostro lato è rimasto completamente negletto, e ciò non è stato bello.
– vedendo le varie blogstar in Fiera, ho capito perché io non potrò mai esserlo. Devo farmene una ragione.

_Il Grigio_ (teatro)

Certe cose bisogna confessarle. Siamo usciti alla fine del primo atto.
Non è che Fausto Russo Alesi non sia bravo, anzi. Gli è che il testo stesso non regge secondo me. La fregatura è la lentezza della storia, e il non avere nessuno tipo di stacco – a differenza del teatro canzone, non ci sono brani musicali che intervallano il monologo. Dire che lo spettacolo risale al 1988, quindi non è nemmeno così vecchio… Vabbé, non si può avere tutto.

fiera del libro 2

Altre immagini dalla Fiera del libro, dopo il secondo – e ultimo – giro di quest’anno.
Confermo: c’è meno gente. Anche sabato mattina ci si riusciva a muovere.
Controprova #1: La Stampa non parla dei record di affluenza, anzi non parla di affluenza, punto.
Controprova #2: gli editori fanno molti più sconti. Non parlo dei grandi, anche perché non entro nemmeno nei loro stand; non è snobismo, ma banalmente i loro libri li trovo quando voglio. I piccoli sono molto più interessanti, ed è l’unica ragione per cui io vada in Fiera.
La disposizione degli stand è a volte strana. C’erano faccia a faccia quello della libreria Vaticana e dell’Editrice Il Manifesto, anche se per evitare problemi ci avevano piazzato accanto lo stand della Polizia di Stato.
Isa è come sempre favolosa, la sua amica Gioia… nomen omen, Zop ormai è lanciato come star blog-multimediale.
I libri pesano. Il mio zaino dunque pesava parecchio, e la mia pila di libri da leggere si è di nuovo allungata parecchio.

nuovi recordmen

Non ci avevo fatto caso, anche perché io tendo a piazzarmi in congruo anticipo davanti alle porte dei treni per scendere. Oggi ero stanco, quindi non in pole, e ho potuto accorgermene.
Sui treni è ormai vietato fumare da un pezzo. Adesso anche sugli Eurostar (Italia, mi raccomando di aggiungere), ma è già un anno che il divieto vale sugli interregionali, dove la cosa ha molto più senso visto l’isolamento nullo delle carrozze. Ad ogni modo il Torino-Milano ti costringe a stare un’ora e cinquanta minuti in apnea da sigaretta.
Quando il treno sta per entrare in Centrale, trovi così i nuovi sprinter, che sono già pronti con sigaretta in bocca e accendino in mano per poter tirare la loro prima boccata di fumo.