I giochini con il T9 sono abbastanza di moda: uno scrive una parola e vede cosa esce fuori. Marco Bini mi ha segnalato la scorsa settimana questa chicca per informatici: se uno digita “Harry Potter” ottiene appunto “Happy Router”.
Ora, d’accordo che occorre spesso usare formule magiche per fare in modo che i pacchetti IP vengano inviati su e giù per la rete, ma che si renda felice il router mi pare un po’ esagerato…
gatta informatica
Ieri sera stavo cercando di finire di scrivere un articolo: visto che Anna aveva bisogno del tavolo per mettere in ordine le ricevute delle sue spese di trasferta, e il wifi non piglia molto bene su, mi ero messo sul tappeto in varie posizioni man mano che la mia schiena si lamentava. A un certo punto ero carponi: Momo è arrivata sotto di me, si è messa davanti allo schermo e ha piazzato una zampa sopra la mia mano che si stava muovendo sui tasti. E dire che l’articolo non è venuto così male!
acquisti compulsivi
la scorsa settimana ho deciso di spendere dieci euro e comprare da Lidl la radio per bicicletta. Funziona ovviamente a pile (tre, non ricaricabili. Mai capito perché non si decidano ad abbassare un po’ la tensione d’utilizzo di questi apparecchi), è parecchio grossa, e si dovrebbe agganciare al manubrio con i soliti gancetti di plastica, anche se io ho dei problemi viste le dimensioni. Devo dire che speravo in qualcosa di meglio: mi era chiaro che era più che altro un simpatico gadget, ma anche la ricezione non è delle migliori. Peccato.
Notizia correlata: mi sono molto arrabbiato perché il lettore MP3 da 1 GB in formato chiavetta USB2 in offerta a 99 € era stato indicato nel volantino avere anche la radio, e invece nulla. Aspetterò.
MTP all’appello
È una settimana che qui a Rozzano abbiamo le varie assemblee delle società del gruppo Telecom. Ci siamo cuccati così le varie “pulizie per il presidente”, gli operai che hanno prima cancellato dalla parete in cartongesso il vecchio logo “Telecom” per riscriverlo poi esattamente uguale, e il blocco dei parcheggi
intorno alla nostra palazzina.
Stamattina dovrebbe esserci la Madre di tutte le Assemblee: in effetti io e Adolfo siamo arrivati e abbiamo notato una simpatica presenza di carabinieri, oltre alle “nostra” guardia giurata, che mi ha fatto notare che non serviva prendere il badge perché le sbarre erano già sollevate. Oh, erano le nove del mattino, che si pretende da me?
Dopo avere trovato un posto per l’auto, ci siamo incamminati verso l’ufficio: sono arrivate due macchine, da una delle quali è sceso un tipo prima ancora che si fermasse. Proprio come nei telefilm. Ebbene sì, c’era proprio Lui, Marco T.P., che probabilmente aveva un diavolo per capello dopo la sconfitta di ieri dell’Inter.
Il commento dei miei colleghi: “che pezzente, non ha nemmeno cambiato l’auto quest’anno”. Ammetto di non averci fatto caso: per i curiosi, la macchina è un’Audi 8. Visto come contiene le spese?
Fuori dai cancelli adesso c’è uno pseudopicchetto, da qua non si riesce a vedere molto di più. Se scoprirò qualcosa in più, aggiornerò il post, ma non credo: è un po’ come l’occhio del ciclone qua.
cordoglio forzato
Scopro da restodelmondo (che cita un articolo del Manifesto, che però tra qualche giorno verrà inevitabilmente perso. Altro che “memoria storica”!) che domenica scorsa la trasmissione radiofonica del culto evangelico non è stata fatta a causa della morte del papa.
Ora, già io ho avuto dei forti dubbi su questo sconvolgimento dei palinsesti che toglieva ogni trasmissione che potesse far divertire, come se la gente dovesse essere per forza a “piangere per decreto”. Ma mi spiegate quale danno ci sarebbe stato a trasmettere una “messa protestante” (mi scuso con gli evangelici per il paragone)? Paura che parlassero male di Giovanni Paolo II?
La Rai è un covo di comunisti
Se uno va a vedere lo speciale RAINews24 sulle elezioni regionali, e clicca sul Lazio, scopre che la regione ha una propria legge elettorale. Fin qua nulla di strano. Però il link alla legge non punta al sito della regione, ma a quello dei Comunisti Italiani.
Qualcuno ha già fiutato l’aria che tira?
Karol W. Superstar
Morto un papa, se ne fa un altro. Per quanto riguarda me, pregherò per Giovanni Paolo II e aspetterò di vedere chi salirà al soglio pontificio, probabilmente per parlarne male :-)
Il guaio – non tanto per me, quanto per la Chiesa Cattolica – è che la personalità di Wojtyla ha indubbiamente riportato la chiesa in posizione preminente nei media, ma senza dare un risultato pratico per la chiesa stessa. Lasciamo perdere l’Italia, dove sono certo che non avrebbero combinato nulla del genere nemmeno se fosse morto Ciampi; ma si sa che qui da noi sono fatti così – vedremo se le proteste di quelli che non hanno potuto vedere il gran premio di Formula 1 daranno qualche risultato. Pensate però a Cuba (!) ed Egitto (!!) che hanno dichiarato tre giorni di lutto nazionale. Qual è il senso di tutto questo? Si rimpiange il papa superstar, ma non certo il simbolo della religione cattolica né per il suo pensiero, dove ciascuno si è preso il pezzettino che gli piaceva lasciando da parte il resto. E dire che Giovanni Paolo II è sempre stato coerente!
Da questo punto di vista, sono stati più seri i cinesi, che hanno inviato le condoglianze ricordando che loro sono sempre pronti a riprendere le relazioni con la Santa Sede: basta che in Vaticano smettano di avere relazioni con Taiwan, e che non vogliano entrare negli affari interni cinesi. Coerenti anche loro, non c’è che da dire.
Mi sembra opportuno finire parlando della tecnologia mediatica applicata. Sono sicuro che Wojtyla avrebbe apprezzato il sapere che la notizia della sua morte è stata data inizialmente anche via sms, e che il sito web vaticano apre con l’immagine di sede vacante, dove sopra le Chiavi del Regno, al posto della tiara papale, c’è quello che un dissacratore come me definisce un “ombrellone semichiuso per fine stagione”; e credo che anche il podcasting dell’olandese frate Roderick non gli sarebbe dispiaciuto, anche se non credo che queste cose porteranno nuove anime al gregge cattolico romano.
preveggenza elettorale
Barbara mi ha segnalato questa chicca che ha sentito alla radio qualche sera fa, sui commenti riguardo al risultato delle elezioni regionali.
Berlusconi: “Per me conta chi prende piu’ voti”.
Prodi: “Per me conta chi vince piu’ regioni. Ad esempio, anche vincere di due (8 a 6) sarebbe un successo”.
Rutelli: “Anche vincere di una!”
Al momento delle dichiarazioni, si pensava si votasse in 14 regioni, come si vede da quanto detto da Prodi. Lascio al lettore la scelta tra le possibili interpretazioni della frase del credo ormai ex Piacione:
(a) sapeva già che non si sarebbe votato in una regione, e quindi ci sarebbe stata la possibilità di avere un risultato 7-6;
(b) stava cercando di promuovere in tutti i modi il Terzo Polo, che avrebbe potuto vincere in una regione e lasciare il risultato Polo-Unione con uno scarto di uno;
(c) in una regione ci sarà un inciucione, e quindi verrà attribuita a entrambi gli schieramenti;
(d) già a scuola Rutelli aveva dei problemi con le sottrazioni.