Carte telefoniche internazionali

Se non l’avete ancora capito, è da qualche giorno che Anna è in Kazakistan per lavoro. Quando è in aula, hanno un bel sistema VOIP che le permette di chiamare in giro: privacy zero, ma meglio che nulla. Ma quando resta in albergo, occorre un altro sistema.
Ho guardato su internet quale fosse la carta telefonica più conveniente: stranamente, è la Easy Asia … di Telecom Italia, che con cinque euro mi garantiva ben quarantun minuti di telefonata (se ne facevo una sola, visto che a ogni chiamata partono 40 centesimi di scatto alla risposta). Tra l’altro, ci sono varie carte Easy qualcosa, che abbassano le tariffe verso quelle nazioni. Misteri marchettari.
Bene, il passo seguente consisteva nel cercare la tessera, e ieri mi sono messo alla caccia. Niente da fare. Né all’edicola della metropolitana, né a quella della Centrale, né ai negozi Telecomitalia. Alla fine ho provato a prendere una tessera qualunque: due minuti (teorici, secondo me ce n’è stato uno e mezzo) di chiamata. Alla fine ho chiamato col mio cellulare: quello che sorpasserà il mio bonus me lo pagherò, ma in un certo senso è una partita di giro.
Mi chiedo solo chi riesca a trovare quelle tessere Telecom, e se sono solamente uno specchietto per le allodole…
ps: stasera è impossibile chiamare: “rete congestionata”.

gatte e zanzare

Non ho ben capito se fosse legato alla scatoletta che – con molta parsimonia – ho dato alle gatte tra ieri sera e stamattina, e che Ariel ha schifato, ma Momo ha continuato a vomitare. Prima la pappa, poi semplicemente saliva. E naturalmente l’ha fatto in giro per la casa, compresi posti che ho scoperto solo il giorno dopo… e vi garantisco che non è bello.
L’altra cosa non bella è che sembrano essere arrivate le zanzare tigre. È già un mese e mezzo che sono tutto una puntura, ma adesso inizio anche a grattarmi, e i bozzi sono di tipo completamente diverso. Che cosa ho fatto di male?

tour de france

Oggi mi sono messo davanti alla tv a guardare il tappone alpino. Commenti vari:
– temo che dovrò raddoppiare la birra scommessa con l’esegeta.
– ma è Bulbarelli che commenta assieme a Cassani? Fa rimpiangere De Zan, che andava avanti per conto suo ma almeno un occhio ce l’aveva. A un certo punto ha detto “Vedo bene Ullrich” mentre la telecamera aveva un primo piano di una faccia di uno che si stava chiedendo “ma chi me lo fa fare?”
– già le folle al Giro sono pazze, ma questi baschi lo sono ancora di più. Il massimo è stato quello che è stato messo sotto dalla moto che riprendeva la gara.
– non c’è gusto a vedere Armstrong.

Una nuova matematica

È sempre bello quando abbiamo un nuovo matematico (che sia una bella e dolce e intelligente fanciulla è anche bello, ma non è questo il punto che mi preme sottolineare). Per l’occasione ho persino lasciato perdere la mia nota pigrizia, e oggi pomeriggio sono andato a Pavia ad assistere alla discussione della sua tesi. Tanto di cappello per la nonchalance con cui si è ripresa dopo che il relatore ha fatto notare che c’era un refuso in uno dei lucidi: “sì, è vero, ho sbagliato a scriverlo…” e via come non fosse successo nulla. Ah, c’erano dei lucidi veri e propri, niente pauerpoint. Un perfetto amarcord.
L’esposizione – tranne per i tre lucidi con i contacci che sono opportunamente fatti passare glissando – è stata sufficiente chiara perché non mi perdessi del tutto, anche se il prof Farfi, anch’egli presente all’evento, non era troppo convinto delle mie chiose, non so per demerito di chi tra noi due… anzi tre.
Il voto? 110 e lode, ça va sans dire.

bugie, dannate bugie e statistiche

Sembra impossibile, ma stamattina non riesco a trovare un puntatore al testo delle chiacchiere del nostro Pres. del Cons. in margine alla presentazione del DPEF, e quindi dovrò chiosarle a braccio, limitandomi a questo riassuntino.
Di per sé anche io, come Mantellini, sono fondamentalmente d’accordo con Silvio. Beh, diciamo che scegliere come esempio di diffusione del telefonino la classe di suo figlio non è stata una mossa molto riuscita, ma tutti noi possiamo accorgerci di come i ristoranti di lusso siano sempre pieni, e le autostrade sono piene non solo di camion (che qualcosa porteranno pure in giro) ma anche di macchinoni. Che gli imprenditori facciano utili non sembra troppo vero, ma che gli imprenditori suoi amici sì credo siano in pochi a negarlo.
Premesso tutto questo, non è che sia necessariamente vero che tutti questi – tranne i compagni di classe di Luigi per ovvie ragioni anagrafiche – siano degli evasori fiscali. Sicuramente la cosa aiuterebbe :-), ma la risposta è molto più semplice. La ricchezza complessiva in Italia è rimasta più o meno costante; la popolazione pure, anche considerando gli immigrati; quindi la ricchezza media è la stessa. Ma allora, dato che molta gente ha visto diminuita la propria ricchezza, ci deve essere stato qualcun altro che l’ha aumentata. Semplice, vero? e sarebbe persino coerente con il pensiero politico della destra. Peccato che l’effetto Superciuk – il personaggio creato da Magnus per Alan Ford che rubava ai poveri per dare ai ricchi – non aiuti molto in campagna elettorale.

ho rimasto solo, again

(beh, la citazione corretta sarebbe “ancora una volta ho rimasto solo”…)
Nonostante il momento in cui sto scrivendo, è già quasi un’ora che sono in ufficio. Stamattina ho infatti portato Anna a Linate, dove ha preso il volo che – via Amsterdam – la riporterà ad Atyrau, in Kazakistan. Per due settimane non sarà con me… sigh.

recidività

Così al Tour de France abbiamo il primo caso di quest’anno di doping conclamato. Dario Frigo è stato arrestato dopo che la polizia francese ha trovato sull’auto di sua moglie una decina di dosi di eritropoietina – questo secondo Repubblica, visto che il sito ufficiale del Tour si limita a scrivere “Dario Frigo was the one rider who didn’t turn up for the sign-on in Courchevel this morning” in inglese, e “Un non-partant : Dario Frigo” in francese. Il fatto è che Frigo era già stato cuccato al Giro d’Italia nel 2001, e si era detto pentito. Ritrovarlo così con questi aiutini illeciti è ancora più triste