Prodi afferma che se vincerà le elezioni, provvederà a ritirare i soldati italiani che stanno in Iraq, in quanto truppe di occupazione. Berlusconi – dopo avere aspettato il voto a favore dell’Unione sul decreto Pisanu – si inalbera e replica «Quando definisce le nostre come ‘truppe di occupazione’ a Nassiriya, Prodi giustifica e incentiva gli attacchi della guerriglia ai nostri soldati». Giusto l’altroieri in fin dei conti diceva che «Dove operano i nostri militari c’è la pace, gli ospedali funzionano, le scuole funzionano e la gente ci vuole bene».
Qual è la conclusione logica che si può trarre da queste affermazioni di Silvio? Che non bisogna dire che siamo degli occupanti, altrimenti in Iraq si accorgeranno della cosa e non ci vorranno più bene, anzi incentiveranno la guerriglia. Mi chiedo solo perché mai quei poveretti dovrebbero sorbirsi i nostri pastoni televisivi con le interviste a Prodi, ma si vede che la tv è una brutta bestia e che i nostri programmi vengono esportati colà…
creativi ma non troppo
C’è un simpatico sito che raccoglie esempi di pubblicità “leggermente troppo simili”. Scopiazzate? tirate fuori in maniera indipendente? Chi lo sa. Non bisogna pensare troppo male, almeno a volte.
Tra i più di trecento esempi, ce ne sono però di davvero identici.
(via Leibniz)
come farò a stare a galla non so
Stamattina, in auto con Adolfo, ascoltavamo al solito Superhit che alle 9 mette due brani “oldies” che io mi diletto a indovinare. Parte un riff che mi ricorda una canzone fine anni ’50 di cui naturalmente mi sfugge il nome, e poi… un colpo alla memoria, e io che canto a squarciagola (no, sono ancora un po’ raffreddato, ma il principio era quello) il ritornello.
Sono stato a pensarci su: il resto della canzone non me la ricordavo per nulla, non sapevo nemmeno il titolo e che fosse cantata da Celentano – san Google mi ha spiegato che è Torno sui miei passi, di Del Prete, Del Prete, Mariano. Essendo la canzone del 1967, sono ragionevolmente certo che l’abbia ascoltata quando avevo quattro anni e la mia mente plasmabile si sia trovata queste parole come un timbro. Devo però dire che leggendo finalmente il testo completo la canzone è divertente… Adriano si lamenta che non si fa più del sano vecchio rock’n’roll, e tutti vogliono fare il beat; e il coro commenta “passano, passano, le mode e i tempi / cambiano, cambiano canzoni e ritmi / nascono, nascono cantanti nuovi”. Forse un po’ trash, ma mi rimane un must, più di “Un bimbo sul leone” che aveva un altro pezzetto terzinato che mi è rimasto in testa, ma che per il resto non mi dice molto. Sigh, dovrei fare una sezione “vintage” nel blog.
binario e bici
Oggi il dorso milanese del Corsera aveva una pagina sui troppi binari del tram abbandonati a Milano, nel senso che il tram non ci passa più, non ci potrebbe nemmeno passare perché han tolto i fili e tagliato qua e là il binario, ma che resistono pervicacemente. Secondo i dati di Ciclobby, i chilometri di binario sono ben 22. Io pensavo di più, vedo ovunque binari… Naturalmente ATM dice che non è loro dovere toglierli, e il comune afferma che non c’è nessuna fretta se la strada va bene. Nella pagina c’era anche un’intervista a Milly Prezzemolo Moratti che diceva tutto e il contrario di tutto, e una citazione dell’assessore lombardo allo sport sul fatto che non si possono fare piste ciclabili entro la cerchia dei Navigli perché le strade sono strette.
Il fatto è che più che i binari sono i masselli sconnessi che cercano di ammazzare i ciclisti, e sono certo che anche se ad agosto rifanno via Broletto la situazione non migliorerà molto nemmeno là. E che se in centro ci fossero alcune strade fatte in modo che le auto non possano superare i venti all’ora e non potessero parcheggiare, non ci sarebbe bisogno di piste ciclabili. L’alternativa sarebbe fare ventimila posti auto fuori dalla cerchia dei Navigli e rendere tutta la zona a traffico limitato, il che non sarebbe nemmeno male :-)
Gli amici si riconoscono nel momento del bisogno
Tonino Fazio è messo male. Se gli hanno spiattellato l’intercettazione della telefonata (nome in codice: “bacio in fronte”) con Fiorani, è chiaro che lo vogliono fare fuori dal suo posto a vita di governatore della Banca d’Italia. Al massimo, gli esponenti della maggioranza se la prendono con la magistratura che ha fatto uscire queste informazioni, ché quello non fa mai male; l’opposizione l’aveva poi già scaricato da tempo. Insomma, tante belle parole, ma attestati di solidarietà nessuno. O quasi.
Troviamo infatti l’ex-“presiddente degli italliani” Francesco Cossiga subito pronto a portare di persona la propria solidarietà «per il modo in cui una magistratura ‘non responsabile’, indaga sulla Banca e su di lui». Essendo Cossiga quello che è, si è anche premunito di chiosare «parlo di responsabilità in senso politico: ne prenda nota il competente sostituto procuratore di turno…»
Dopo le doverose felicitazioni per il ristabilimento delle condizioni fisiche del Grande Gladiatore, passiamo agli altri che sono rimasti amici di Fazio. Chi? Silvio? Figuriamoci. Casini? Quando mai. No, sono i leghisti! Perché loro sì che sono riconoscenti. Si ricordano perfettamente dell’intervento del governatore per salvare la loro banca padana, travolta dalle tragiche congiunture economiche – il target dei correntisti preferiva andare direttamente a Lugano. Da allora, l’atteggiamento dei verdeaccessoriati nei confronti di don Tonino è virato di centottanta gradi. E noi che li sbertucciamo…
spam creativo
Il testo è troppo bello per buttarlo via senza fare partecipe qualcun altro.
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I veri servizi per i telefonini
Al mio vicino di banco in ufficio è arrivata una busta di tal società inglese che si occupa di organizzare eventi. Il 5 e 6 ottobre prossimi, nientemeno che a Milano al Westin Palace, si terrà un convegno dall’invitante titolo “Mobile Adult Content”. Il neretto non l’ho aggiunto io, garantisco: è sul volantino, come si può vedere direttamente dalla fonte. Il sottotitolo recita “Responsibly Generating Revenues from Wireless Adult Entertainment“, e gli interventi hanno titoli come “Acting as Moral Guardian – What Should be the Operators Role” (mettiamo sesso facendo finta di nulla?), “Evolution of an International Operator’s Strategy” (porno globalizzato?), “Empowering Children and Parents to Safely Use Digital Contents” (a parte l’uso startrekkiano di mettere l’avverbio tra il to e il verbo, che farebbe scattare la matita blu a un qualunque insegnante, insegnare cosa ai bambini? a bypassare le protezioni?), e “Exploring the Potential for Interactive Avatars and Fantasy Characters” (della quale vorrei vedere i “deployed examples”, lo ammetto).
Avere tra gli speaker lo Head od Adult Services di Virgin Mobile devo ammettere che è un bel colpo; ma il vero colpo è scoprire che la partecipazione al convegno costa la bellezza di 1558.80 sterline. Effettivamente col porno si fanno i soldi.
Relativismo volterriano io?
Credo sappiate che io scrivo su Wikipedia. Una decina di giorni fa, è apparso un articolo sull’Enciclopedia Libera e i suoi limiti – principalmente il relativismo – nientemeno che su La civiltà cattolica, la rivista dei gesuiti. È nato un ampio dibattito, cui ha partecipato anche l’autore stesso: nulla di così strano per un gesuita :-).
Domenica scorsa c’è stato un articolo di commento su il Manifesto, dove si è parlato dell’articolo e soprattutto dei commenti, tra i quali il mio (è l’ultimo: non so se dulcis in fundo o in cauda venenum) Quello che mi preoccupa è che il giornalista afferma che ho fatto un «ribaltamento ispirato da un atteggiamento di tolleranza decisamente volterriano». Io? Davvero?