La pietra del cielo (libro)

[copertina]Questo primo volume della saga delle Cronache di Camelot (Jack Whyte, La pietra del cielo, Piemme Pocket 1999, pag. 544, €8.90, ISBN 88-384-4361-0, trad. Susanna Bini) non parla affatto di Camelot, Artù, Merlino e compagnia. Non può nemmeno farlo, visto che è ambientato un secolo abbondante prima…
Whyte, infatti, ha voluto fare una serie di romanzi storici, cercando di prendere le varie leggende e immaginando quali fatti realmente avvenuti avrebbero potuto distorcersi fino alle storie a noi note. La spada nella roccia? In verità era una spada dalla roccia, fusa cioè con un ferro meteoritico – la pietra del cielo del titolo. Il protagonista è un veterano romano, Publio Varro, vissuto nel quarto secolo, quando l’impero romano si stava per sgretolare e i romani iniziavano a intuire che la loro fedeltà era per la Britannia, e non per Roma o Bisanzio. Il libro racconta così le lotte coi barbari oltre il Vallo di Adriano e i primi timidi tentativi di unirsi ai celti. Ottima direi la traduzione, sempre scorrevole.

macchinette del caffè – 2

Per la precisione, questa non è la macchinetta del caffè, bensì quella che dietro inserimento di congruo numero di monete eroga minipacchetti di cose che sicuramente fanno male (ma tanto la quantità è così ridotta da non essere statisticamente rilevabile), oltre che fazzoletti di carta.
Tale macchinetta ha un display, e fin qua nulla di male. Però ho come il sospetto che le scritte siano in qualche dialetto di Betelgeuse: potete verificare la scritta di ieri mattina, di ieri pomeriggio – un po’ sfocata, ma si vede che c’è stata un’evoluzione – e odierna. Non ho provato a vedere cosa succede cercando di prendere qualcosa. I fazzolettini magari no, ma il resto potrebbe non essere adatto al metabolismo umano.

Elenco analitico dei cornuti

[copertina]Charles Fourier non si è mai sposato… per non diventare automaticamente cornuto, diceva scherzosamente. Sicuramente era un convinto libertino, tanto che scrisse in più fasi una serie di rapidi sketch che hanno portato a questo libro (Charles Fourier, Elenco analitico dei cornuti, Il nuovo Melangolo – Nugae 2005 [2002], pag. 63 , €6.50, ISBN 88-7018-544-3, trad. Armando Lo Monaco). Come capita spesso, i discepoli sono stati più realisti del re e hanno accuratamente nascosto il testo, che è stato pubblicato per la prima volta nel 1856 in versione troncata, mentre sembra che il suo primo nucleo risale addirittura al 1808. I vari ritratti, di poche righe ciascuno, sono spesso davvero azzeccati, con quell’aria retrò acuita dalla traduzione. Conviene probabilmente centellinarsi il testo, però, per gustarselo al meglio.

economicità

Sul Corsera di oggi, le magliette Milanobene. «L’idea: produrre una linea di abbigliamento semplice ed economica». 27 euro a t-shirt.

congiunzioni astrali?

Ad aprile avevo scritto che il mio PC non riusciva più a capire che i collegamenti dovevano essere attraversati e non aperti, quando volevo salvare un file.
Oggi a quanto pare il clic funziona nuovamente. Non ho fatto assolutamente nulla, lo giuro. Sarà un sottoprodotto delle stelle cadenti che in teoria oggi stanno allietando la vista di chi non si trova in mezzo a una grande città col cielo coperto?

<em>Regime</em>

[copertina]Mi ha fatto un po’ specie trovarlo nello scaffalino dei libri in Blockbuster (sì, lo so che Berlusconi ha da tempo venduto la sua quota nell’azienda, ma è comunque l’ultimo posto dove ti immagini di trovare quest’opera). In questo libro (Peter Gomez e Marco Travaglio, Regime, Rizzoli BUR – futuropassato 2004, pag. 409, €9.50, ISBN 88-17-00246-1) Travaglio e Gomez spiegano perché stiamo in realtà vivendo in un regime televisivo. Regimicchio, avrebbe probabilmente scritto Montanelli: nulla di davvero eclatante, ma tante persone pronte a esaudire i desideri del Capo senza nemmeno che lui debba dare degli ordini specifici, e tante altre persone che a parole tuonano contro la situazione, epperò all’atto pratico non fanno assolutamente nulla per modificarla. La struttura del libro – un capitolo per ciascuno degli “epurati” dalla televisione statale, seguito da una cronistoria – porta inevitabilmente a una quota di ripetività; inoltre il libro è chiaramente di parte, e quando ci sono diverse possibilità per spiegare un fatto gli autori scelgono inevitabilmente quella contro Berlusconi. Però la documentazione inclusa è davvero completa, e quindi permette a nemici ed amici, purché non prevenuti, di farsi una propria idea; possibilità davvero rara al giorno d’oggi, almeno in Italia.

le fregature

Stanotte mi sono svegliato alle 4:30 e non sono più riuscito a dormire. Mi sono così alzato malmostoso, e non ho avuto voglia di rifare il letto e lavare le tazze… tanto, mi sono detto, stasera faccio tutto. Peccato che Anna probabilmente torni a casa oggi causa pioggia a Chiavari :-)

addio Toro

Non avrei dovuto scriverlo. Dopo una serie incredibile di gradi di giudizio – fatti a una velocità che per i processi normali ce lo sogniamo – il Consiglio di Stato ha confermato che il Toro non può iscriversi al campionato di serie A, per l’ottima ragione che non ha trovato nessuno che garantisse i soldi per lui (la famigerata fideiussione, insomma). Il complottismo, anche se ben nascosto, mi sembra un po’ esagerato: più corretto affermare che a Torino si sta più tranquilli e quindi è difficile riuscire a convincere Chi Comanda a far finta che le leggi non esistano.
C’è una cosa che mi intristisce, però. Se – come ormai probabile – il Torino Calcio fallirà, e nascerà una nuova squadra come da Lodo Petrucci, questa per definizione non avrà nessun giocatore: tutti gli attuali tesserati saranno svicolati. Ma nessuno vieterebbe loro di accordarsi con il Nuovo Torino: eppure non sembra che questo sia il caso. Questo significa parecchio, secondo me: il Toro non esiste davvero più.