virus macintosharo?

Per due volte in una settimana mi è arrivato quello che quasi sicuramente è un worm. L’IP di provenienza è turco, il mittente è jkrey(at)isi.edu, che per il 99% dei miei lettori non significa nulla ma per il restante 1% rievoca ricordi di almeno 15 anni fa, e il testo consiste in tre foto – che però in realtà non esistono – e un file con il worm. La cosa strana è che il nome dell’attachment è Attachments00.HQX, e l’estensione hqx è tipica dei Mac. È però da dire che il Content-Type è application/x-msdownload, il che mi fa pensare che ormai anche un PC con windows sappia leggere questi file… ah, il progresso.

le figu col trucco

Prendendo probabilmente spunto dalla famosa frase attribuita a Berlusconi “dovete parlare agli italiani come se fossero undicenni un po’ stupidi”, Prodi ha deciso che uno dei mezzi per la sua campagna elettorale è un album di figurine, che i lettori di Repubblica si sono trovati venerdì insieme al supplemento del quotidiano.
Intendiamoci, le figurine sono di gran classe, essendo vignette di Altan. Però, invece che vendere i pacchetti di figurine in edicola e riuscire magari a compattare un po’ il suo elettorato con la scusa degli scambi “célo célo manca”, la scelta è stata di allegare metà figurine all’album e invitare chi vuole l’altra metà a versare direttamente dieci euro per la campagna elettorale: scelta buona come un’altra, anche se ripeto che secondo me si perde la poesia della figurina.
C’è però una cosa che mi infastidisce: spedendo i dieci euro, sarai automaticamente messo sulla loro mailing list (cartacee in questo caso) e riceverai tutte le tonnellate di materiale informativo che sicuramente ti spediranno. Ciò non è Bello, l’Unione lo dovrebbe sapere, e sarà meglio che qualcuno glielo dica.
P.S.: mi sono dimenticato di aggiungere che – a parte le figurine – l’album ha un vero punto di forza: le duecentoottantun pagine del programma sono condensate in una ventina di mezze paginette in corpo 16 o giù di lì.

l'insostenibile leggerezza di .mau.

Stamattina sono andato a comprare il giornale nel mezzanino della metropolitana. Tornando su, prendo la scala mobile per uscire e mi accorgo che non parte. Nulla di strano, penso io, già si scassa di suo e con questo vento facile che si sia incastrato qualcosa dentro. Arrivo agli ultimi scalini… e inizia a muoversi: può darsi fosse salito qualcun altro.
Considerando che io non salto a piè pari la pedana che dovrebbe far scattare il meccanismo, ne consegue che almeno stamattina ero troppo leggero :-)

Non si legge più

Oggi Libero e Il Giornale, in curiosa sintonia, titolavano in prima pagina a nove colonne sul crollo di vendite del Corsera dopo il coming out di Mieli, che ha detto che tifa per il centrosinistra. 20% di copie in meno a Milano e 5-6% a Roma.
Non ho dati per confermare o smentire tali numeri, ma mi chiedo una cosa: dove sono andati a finire questi lettori? Non ai due giornali di cui sopra, perché l’avrebbero immediatamente sbandierato. Improbabile che siano andati ad altri “giornali comunisti”; resta la triste ipotesi che abbiano smesso di leggere un qualsivoglia quotidiano. Non una bella cosa, direi.

Quest’anno ci siamo giocati l’Austria

Ricordate la pubblicità del titolo? Era una campagna della WWF sulla deforestazione selvaggia. Stavolta forse sarà solo il Liechtenstein, ma un po’ di alberi li faremo fuori. La scheda elettorale avrà le simpatiche dimensioni di 65 centimetri per 23. Per dare un’idea visiva, un normale foglio A4 misura 29.7 centimetri per 21, quindi la scheda è leggermente più grande di due fogli attaccati sul lato corto. Si vocifera che le schede non utilizzate, previo annullamento per evitare brogli a posteriori, verranno distribuite quest’inverno ai senzatetto: non per alimentare un falò, ma direttamente come coperte.
Pisanu si è arrampicato sugli specchi per riuscire ad affermare che la scheda non è poi così grande, e per sviare i giornalisti ha anche presentato un grande successo bipartisan: per la prima volta in questa campagna elettorale maggioranza e opposizione si sono infatti trovate d’accordo. Su cosa? Ma sul mettere i vari simboli in orizzontale, e non in verticale! Eh sì, altrimenti i simboli che sarebbero stati sorteggiati in alto avrebbero ottenuto “un indebito vantaggio”. Traducendo: “ci vorrà troppo tempo a cercare il simbolo preferito, e molti potrebbero fermarsi dopo i primi venti centimetri di scheda”.
Peccato che il voto elettronico non ci sia ancora, altrimenti si poteva pensare a un bel sistemino grafico, dove tu clicchi sul logo di un partito e la configurazione a video si modifica automaticamente mostrando la distanza politica dagli altri partiti. In fin dei conti, dovrebbero già essere stati prodotti dei visualizzatori 4-D.

Quello che non leggerete su certa stampa

Marco Travaglio è stato assolto (in primo grado) dall’accusa di diffamazione per quanto scritto da lui nel libro “L’odore dei soldi“. Berlusconi dovrà pagargli 15000 euro di spese processuali, invece che ricevere i dieci milioni da lui chiesti.
Attenzione: a quanto ne capisco io, questo non significa che quanto scritto nel libro sia tutto necessariamente vero, visto che la sentenza afferma che Travaglio “ha esercitato il diritto di critica e di cronaca”. Ma resta il fatto che Silvio avrebbe dovuto fare prima una causa penale. Troppo facile usare i soldi per intimidire.
Aggiornamento: Mi spiego meglio, oltre a ringraziare chi mi ha fatto notare l’assenza di un participio passato (“assolto”) nella prima frase. In pratica, se non capisco male potrebbe darsi che i fatti riportati nel libro siano veri, le conclusioni di Travaglio e Veltri sbagliate, ma comunque non diffamatorie. Per l’ultima frase, non so se vi siete accorti che la tattica di B. (ma anche di D’Alema ai tempi della vignetta forattiniana detta “del bianchetto”) è di fare una causa civile, non penale, con richieste di risarcimento assurde. Questo perché una causa penale sarebbe probabilmente persa in partenza; e perché in questo modo si cerca di fare paura preventiva a chi potrebbe parlare male (che è diverso da “sparlare”) di te.