Ho trovato su slashdot il puntatore a questo articolo della BBC che afferma che Adobe sta preparando una nuova versione di Flash che, dando il contentino della possibilità di vedere i filmatini offline, aggiungerà una simpatica caratteristica: il DRM, praticamente i lucchetti elettronici di gestione dei diritti, tipo quelli sulle canzoni scaricate per iPod. Ma in questo caso il vero motivo del DRM è … la pubblicità, che potrà venire inserita all’interno dei filmatini e non potrà essere eliminata dal povero fruitore del contenuto. Come vedete, il futuro ci porterà sempre tante cose bellissime… beh, più che altro vi porterà, visto che io di video ne guardo ben pochi essendo un vecchietto amante del testo scritto che dal mio punto di vista ha un rapporto segnale/rumore molto maggiore.
L’unica speranza è che Gnash funzioni rapidamente… anche se con i DRM di mezzo gli sviluppatori potrebbero essere incriminati per avere fatto il reverse engineering dell’applicativo.
caccia al premio
Questo sabato scade la raccolta dei punti Fìdaty, quelli del sistema di fidelizzazione di Esselunga. Non so da quanti anni uno potesse accumulare punti, ma direi almeno sei. La cosa non mi tange molto, visto che i premi presenti nei vari cataloghi non mi sono mai interessati, e quindi scalavo semplicemente i punti accumulati come sconto sulla spesa. Ma io sono minoranza.
L’ultimo catalogo è partito a ottobre: da gennaio cominciavano ad apparire cartelli minacciosi che indicavano come la scadenza della validità si avvicinasse sempre di più. Bene: stasera verso le 19 sono passato a comprare le arance e il filtro della cappa del forno (dopo che ho fatto notare ad Anna che le arance erano finite, e che magari se ne sarebbe dovuta accorgere… ma si sa che io e lei abbiamo un concetto diverso di come fare la spesa :-) ), e mi sono trovato una ressa incredibile davanti al punto Fìdaty, tanto che avevano distribuito i numerelli per cercare di razionalizzare il grumo di gente lì davanti. Il risultato non è che fosse dei migliori, perché era praticamente impossibile sentire il numerello urlato quindi tutti stavano comunque attaccati al banco.
Ora, capisco che l’opzione “ordina il premio via Internet” sia un po’ troppo per la massaia tipica, e anche quella “ordina il premio al telefono” non riscuota un grande successo nell’italica nazione. Però non ci credo che tutti siano arrivati a raccogliere solo all’ultimo momento i punti necessari per il Favoloso Regalo Su Cui Sbavavano Da Mesi… ho come il sospetto che la socializzazione del trovarsi tutti all’ultimo momento sia una cosa che sotto sotto piaccia!
и necessario identificarsi
A volte i phisher sono quasi patetici.
Non so se riuscite a vedere il carattere iniziale del titolo, che è una “i” russa (quella che assomiglia a una N allo specchio: и) Il signor “poste.it”, anzi pstmt@hawaiiusafcu.com – anche lì, poveretto, poteva scegliersi un indirizzo un po’ più serio tipo servizio@poste.it o sicurezza@poste.it – avrebbe voluto dire che “è necessario identificarsi”: peccato che si sia dimenticato di cambiare charset e abbia lasciato quello cirillico, senza pensare che in italiano vengono usati caratteri ASCII oltre il 127…
I am a Strange Loop (libro)
Sono in molti ad avere comprato Gödel, Escher, Bach. Parecchi l’hanno anche letto :-). Dopo più di un quarto di secolo, Douglas Hofstadter ha pensato di pubblicare questo sequel (Douglas Hofstadter, I am a Strange Loop, Basic Books 2007, pag. 412, $26.95, ISBN 978-0465030781), se mi consentite l’uso del termine. In effetti di Bach e di Escher non si parla, né ci sono i dialoghi (tranne due agli estremi del libro): Hofstadter si concentra su Gödel, e parte dal suo famoso teorema – di cui viene data una spiegazione lunga, ma assolutamente cristallina – per arrivare alla sua definizione di “intelligenza”, che si può più o meno riassumere come “un sistema raggiunge l’intelligenza quando riesce a creare degli «anelli nell’Io» (gli «strange loops» del titolo), vale a dire una rappresentazione interna di sé stesso, a un livello di codifica differente da quello usuale”.
Personalmente mi rimangono dei dubbi sulla sua filosofia “sepolcriana” (nel senso di Ugo Foscolo): il libro però è sicuramente interessante, oltre che essere piacevole da leggere visto il solito stile spumeggiante di Hofstadter. Per i più timidi con l’inglese aggiungo che molti dei giochi di parole sono spiegati nelle note finali, e quindi li si può apprezzare anche se in seconda battuta.
Visto che mi hanno tarpato…
Non posso fare altro che lasciare il link a Stefano Quintarelli che sta bloggando in diretta da Rozzano.
un'offerta che non si può rifiutare
La MAA (Mathematical Association of America) mi ha scritto dicendo che per 49$ mi permette di iscrivermi fino alla fine del 2008 (venti mesi, insomma). Ci sto pensando su, anche se mi scoccia il fatto che non mi pare possibile fare l’associazione online (non so dove mettere il codice speciale assegnatomi)
Avrei anche diritto a una rivista, e stavo pensando di limitarmi al Mathematics Magazine lasciando perdere l’American Mathematical Monthly che mi pare esagerato per uno come me. Qualche commento?
Chiusi dentro!
Stamattina verso le 11 esco per comprare il giornale. Schiaccio il pulsante per aprire il portoncino, arrivo e lo trovo chiuso. Vabbè, penso, sarò ancora addormentato e non ho schiacciato bene. Riprovo: chiuso. Tiro fuori la chiave, che gira regolarmente: peccato che il portoncino non si apra. Esco dal passo carraio, provo dall’esterno, ma il risultato è sempre lo stesso.
Sicuramente ieri alle 14:15 funzionava, perché siamo entrati a casa; alle 19, ci dice la nostra vicina, era già rotto. Solo che non riesco assolutamente a capire cosa possa essere successo: si direbbe come se la serratura fosse bloccata, cosa che invece non sembra dato che la chiave gira tranquillamente nella toppa.
Ogni tanto mi domando se il nostro condominio non sia infestato.
riscaldamento globale
Ieri sera eravamo a cena da un nostro amico. Abbiamo cenato fuori, vista la temperatura: abbiamo finito a mezzanotte e mezzo, ancora fuori, con le fanciulle con uno scialle mentre i maschietti se ne stavano tranquilli in maglietta, ancorché a maniche lunghe.
Sulle prime ho pensato che l’alto tasso alcolico della serata avesse favorito la cosa: però, saliti in auto, ho scoperto che la temperatura esterna era di 21 gradi (ribadisco: a mezzanotte e mezza di quello che ormai era il 15 aprile).
Ora, passino le temperature alte durante il giorno: ma se fa così caldo anche di notte, permettete che mi possa preoccupare un po’?