(Una versione più ampia e spero più completa di questa notiziola si trova sul mio sito. Commenti sempre benvenuti!)
È un po’ che non scrivo di “matematica leggera”: però lo spunto che GaS mi ha mandato in un messaggio privato mi pare interessante, e spero che anche per voi sia lo stesso.
Il punto di partenza è questa recensione – che non è mia, mi affretto a precisare – dove viene enunciato il seguente teorema: Se nello schema iniziale di un sudoku appaiono solo sette numeri diversi (ripetuti quanto si vuole: magari lo schema ha 24 numeri preinseriti, ma solo sette di questi ), allora il sudoku non ha una soluzione unica. (e quindi, aggiungo io, non apparirà mai sui giornali).
Per uno che è abituato a masticare un po’ di matematica, la dimostrazione è immediata, quindi è inutile che me la scriviate: mi fido. Sono più interessato a sentire commenti di persone che si divertono a risolvere i sudoku, ma sono convinti di non capire nulla di matematica. Non ci sono premi, ma nemmeno gogne pubbliche; il vantaggio di moderare i commenti è che non debbo necessariamente renderli pubblici. Se qualcuno non si fida delle sue capacità, posso anche dargli un aiutino, basta che me lo chieda privatamente.
Perché tutto questo? beh, mi piacerebbe sfatare qualche mito. Perché diciamocela tutta: la matematica è come qualsiasi altra cosa. Ci sono cose difficili se non impossibili, e cose alla portata di tutti. L’importante è non darsi per vinti in partenza.
Addio, tranquillità
A quanto pare, tra un paio di mesi i telefonini squilleranno anche sugli aerei. A costi assolutamente assurdi – due euro il minuto le chiamate, 40 centesimi gli sms: magari questo significherà che qualcuno il cellulare lo terrà spento per non farsi spennare, ma non ci credo. Ma il peggio è che l'”innovazione” non ci sarà soltanto su Ryanair, dove è noto che il volo aereo è un semplice accessorio ma i soldi arrivano da tutto il contorno, ma anche su compagnie storiche come la portoghese TAP, British Airways e Air France. Alitalia no, a quanto pare, ma forse la nostra compagnia di bandiera ha altro cui pensare.
Chumby… ciumbia!
Ugo – intrippato dal fatto che tutte le specifiche sono aperte, e così potrà mettere un sistema text-to-speech – me l’ha segnalato stamattina. A dire il vero il Chumby non esiste ancora, ma bisogna dire che l’idea è assolutamente inutile e per questo stesso motivo fantastica. Fondamentalmente è la sveglia più cara del mondo, visto che dovrebbe costare sui 200$: il punto fondamentale è però che si connette wireless alla tua rete, e tu la puoi programmare (lì dentro c’è un Embedded Linux, un po’ come sul mio palmare) per mostrare man mano le informazioni che hai deciso potrebbero interessarti: chessò, il grafico delle previsioni del tempo, oppure l’elenco delle email che aspettano risposta più che immediata.
Chissà se diventerà di moda…
Attenzione al lettore
Il Corsera annuncia di sapere quali personaggi moriranno nell’ultimo libro di Harry Potter. Ma fa i nomi in un link separato.
Phishing strappalacrime
Magari qualcuno si è accorto che dopo un po’ la gente mangia la foglia, e quando si trova scritto che i suoi dati anagrafici sono da verificare butta via semplicemente la email. I phishers, sempre attenti all’evoluzione del mercato, sembra così che abbiano trovato un nuovo modo per intenerire le future vittime.
Titolo del messaggio ricevuto stamattina: Racolta fondi per i bambini dell'terzo mondo (sì, l’italiano lascia sempre a desiderare, ma questi poveri bambini dell’terzo mondo non è che possano andare a sciacquare i panni – che non hanno – in Arno!)
I signori (sedicenti di BancaIntesa, nel caso ve lo chiediate) mi chiedono “un contributo a suo piacere per sostenere l’associazione Onlus” (sì, “Onlus” sembrerebbe essere il nome dell’associazione). Però bisogna dire che qualcosa di vero potrebbe anche esserci in tutto questo: il sito dove casca il phishing è sohee.com.br :-)
Alla scoperta della crittografia quantistica (libro)
(se vuoi una mia recensione più seria, va’ su Galileo!)
Confesso che mi sono avvicinato a questo libro (Eva Filoramo, Alberto Giovannini e Claudia Pasquero, Alla scoperta della crittografia quantistica, Bollati Boringhieri “Nuova didattica” 2006, pag. 228, € 20, ISBN 978-88-339-5778-4) con qualche timore, pensando che il testo sarebbe stato troppo sensazionalista, o magari astruso, o al contrario troppo semplicistico. Fortunatamente mi sono dovuto ricredere. Gli autori hanno trovato un ottimo equilibrio tra le spiegazioni scientifiche, che nel caso della meccanica quantistica non sono certo banali, e la divulgazione; anche la prima parte del libro, che racconta a grandi linee la storia della crittografia fino alla fine del secolo scorso, è ben fatta e dà degli ottimi spunti anche a chi come me conosce abbastanza bene il campo. Una lettura consigliata per chi vuole capire se effettivamente i paradossi quantistici possono venire sfruttati nel mondo reale.
link curiosi
Per festeggiare l’inizio dell’estate senza scrivere un post “inizia l’estate”, ecco un paio di link in cui mi sono imbattuto.
Il concetto di mail “usa e getta” è ormai abbastanza noto: crei un indirizzo valido per un certo periodo di tempo, e che farà rimbalzare tutta l’email ricevuta al tuo vero indirizzo. Molto utile contro i markettari. Bene: numbr.com – notate la mancanza della e, in Vero Stile Web2.0 – fa la stessa cosa con i numeri telefonici (purtroppo solo USA). Ma ci pensate? trovi un tipo o una tipa che potrebbe essere simpatico/a, ma non ti fidi: gli dai il numero farlocco e dopo un po’ sparisci!
Sempre probabilmente inutile, ma più interessante è questa animazione flash (ironicamente, su un sito tedesco…) di una macchina Enigma a tre rotori. Non so quanto possa essere utile per crittare i messaggini d’amore, però vedere tutti i fili che man mano si colorano è indubbiamente divertente.
Cosa non si farebbe per un link in più
Le classifiche dei “più bravi” blog italiani si sprecano. Dopo la capostipite BlogItalia (che però recupera semplicemente i dati di Technorati) e BlogBabel, ho scoperto che ce n’è anche un’altra: quella di Wikio, che usa i valori di Technorati più un algoritmo a feedback “più sei linkato dai grandi, più sei grande anche tu”.
Il punto è che, come un qualunque scalcinato sociologo potrebbe spiegarvi, l’esistenza stessa di una classifica fa partire la “voglia di scalata”, che ultimamente si sta estrinsecando nella frase “mettimi un link, e io ti regalo qualcosa”. Un paio di settimane fa c’era uno (tale Dema) che regalava delle Crocs, che se non ho capito male sono delle scarpe in plastica assolutamente modaiole; in questi giorni un altro (tal Geekissimo) ha messo su un concorso “tra tutti quelli che mi linkano, estrarrò un Nokia N95”. D’altra parte, i concorsi sono una mania nemmeno solo italiana, perché mai un bloggher dovrebbe esserne esente?
(no, niente link ai signori. Tanta grazia che vi ho messo i nomi, se siete curiosi potete farvi la vostra ricerchina. La policy qui è ferrea: linko solo quello che mi interessa)
L’unica curiosità che mi resta è se questa gente intende guadagnarci solo in gloria o anche in proventi pubblicitari via Google AdSense o altro; ma confesso che è una curiosità molto platonica.
(ps: per un diverso approccio all’identico concetto, suggerisco PaulTheWineGuy)