Archivi categoria: wikipedia

Wikideep

Wikipedia è tanto bella e tanto utile, anche se quei nazisti dei sysop cancellano sempre le informazioni messe con tanta cura dagli utenti. Però ha sicuramente un punto dove ci sono ampi margini di miglioramento: la ricerca interna. Io non ci tento nemmeno a fare una ricerca con il motore di Wikipedia; molto più semplice prendere Google e specificare di limitarsi al sito wikipedia.org. La cosa è talmente nota che persino nella pagina interna di ricerca si può chiedere di usare un motore esterno.
Bene: Pio Clemente e gli altri di Liquida hanno pensato che si sarebbe potuto fare qualcosa – in fin dei conti l’organizzazione dei dati è la loro specialità – e hanno prodotto Wikideep, da ieri in beta pubblica. L’idea è di avere un aggregatore/motore di ricerca relativo ai wiki in lingua italiana (per il momento ci sono i progetti Wikipedia, ma è previsto un ampliamento ad altri wiki non legati alla Wikimedia Foundation) che semplifichi la ricerca.
L’interfaccia è minimalista, in stile Google; anche la pagina dei risultati è molto pulita, e permette non solo di dare un’occhiata veloce ai risultati ma anche di avere subito due possibilità per raffinare le ricerche: le voci correlate, scelte tra quelle più presenti all’interno delle voci di Wikipedia, Wikinews, Wikiquote e simili, e il tipo di pagine che si preferisce. Queste sono ricavate dall’esame delle voci di Wikipedia alla ricerca dei portali in cui sono contenute; la categorizzazione non è insomma solo sintattica ma anche semantica. Altro esempio: gli infobox, ad esempio per le biografie o per le città / nazioni, appaiono immediatamente a fianco dei risultati, semplificando la vita di chi ha solo bisogno di dati specifici. La mia impressione d’uso è davvero positiva, anche se ci sono ancora alcuni punti da sgrezzare come il riconoscimento dei template all’interno del testo di una voce – non preoccupatevi se nello snippet sembra mancare qualche parola. Ah, come dovrebbe essere naturale cliccare sulle singole voci manda alla pagina di Wikipedia, quindi se trovate un errore e volete correggerlo siete i benvenuti.
Gli svluppi futuri, oltre all’inserimento di altri wiki, dovrebbero consistere nel rilascio al pubblico delle API relative a Wikideep e alla creazione di “pagine foglia”, rappresentazioni più compatte delle informazioni da varie fonti nel caso di argomenti particolarmente complessi. Già così però l’usabilità mi pare ottima – in assoluto, intendo, non rispetto al motore interno MediaWiki: d’accordo vincere facile, ma sarebbe davvero troppo! Insomma, provatelo!

Ultimo aggiornamento: 2010-06-17 07:00

l’invasione dell’orticello Wikipedia

Un mio lettore (lascio l’anonimato per sicurezza, se vuole può tranquillamente appalesarsi nei commenti) mi ha fatto notare questa modifica alla voce di Wikipedia relativa a Vittorio Pasteris, dove si aggiunge un dubbio sulla sua effettiva “enciclopedicità” (tradotto dal wikipediese, sul fatto che la voce meriti l’inserimento nell’enciclopedia)
Per chi non fosse addentro a queste cose, Pasteris ha lavorato per La Stampa prima di finire l’anno scorso in esilio a Genova. Come poi sapete, esiste una giornalista della Stampa che si chiama Anna Masera: non posso ovviamente essere certo che l’utenza Anna Masera corrisponda alla signora Masera, ma è un fatto che il secondo e unico altro contributo di tale utenza a oggi sia consistito nel migliorare la voce su Anna Masera, il che fa pensare che comunque la persona sia una sua ammiratrice (oh, fin dall’antichità la gente prendeva i nomi dei propri eroi per scrivere le cose!) e che ce l’abbia con Pasteris.
Posso dire che il tutto, visto da fuori, è piuttosto divertente?

Ultimo aggiornamento: 2010-05-12 12:59

Festival delle Libertà Digitali

Occhei, essere arrivati alla seconda edizione forse non significa avere iniziato un appuntamento abituale, però è già più di un inizio. Dopo il successo dell’edizione dello scorso anno a Vicenza, quest’anno il Festival delle Libertà Digitali, organizzato da Wikimedia Italia, si terrà a Milano la settimana prossima, dal 10 al 16 maggio 2010.
Nel sito potrete trovare le varie iniziative, sotto il cappello “Milano Libera Tutti”: gli obiettivi del festival sono
– diffondere la cultura aperta della “condivisione digitale” in particolare tra i giovani
– rafforzare la “rete di persone” che utilizzano e/o producono contenuti a scopo sociale, per lavoro o per svago.
– scambiare esperienze positive e condividere buone pratiche.
– diventare il principale luogo di incontro in Italia sul tema.
– promuovere e collegare le attività inerenti diffuse nel territorio.
La cosa forse più divertente è il WikiWall: un’installazione in Triennale dove si potrà contribuire a scrivere la voce di Wikipedia sulle libertà digitali… direttamente su una parete.
Buon divertimento!

Ultimo aggiornamento: 2010-05-07 07:00

wiki = veloce

[modifiche odierne alla voce su Raimondo Vianello]
Quello che vedete qui sopra è il riassunto delle modifiche fatte alla voce di Wikipedia su Raimondo Vianello da stamattina fino alle 16:09. Settantacinque modifiche in sei ore, pur considerando che alcune di esse sono state eliminate (perché ridondanti, vandaliche, senza citazione di fonti) e altre sono state fatte per la necessità di riscrivere in italiano corretto quanto aggiunto da persone sicuramente dotate di buona volontà ma con qualche problema sintattico/semantico, sono un numero enorme, che fa capire quale sia la potenza di fuoco dell’enciclopedia.
Paradossalmente però avrei preferito che tutto questo fervore fosse applicato a Wikinotizie, che dovrebbe appunto servire per le “ultime notizie”. Peccato che l’attrazione di tutti i progetti fratelli di Wikipedia sia virtualmente nulla; è una cosa su cui non ci si può fare molto, come non si poteva fare molto per “costringere” Wikipedia a diventare importante, però fa capire varie cose su come la gente tenda ad ammassarsi e come – anche se in maniera non esattamente efficiente – Wikipedia possa aggiornarsi molto più rapidamente di una qualsiasi altra fonte.

Ultimo aggiornamento: 2010-04-15 16:11

venerdì torinese

Stasera prendo il Frecciarossa e arrivo a Torino, visto che domani metto il cappellino Wikimedia Italia e parteciperò alla sessione “PSI as a Minefield: Law and Technology of Access and Re-use” del progetto EVPSI. Il progetto, promosso dalla facoltà di Giurisprudenza dell’università di Torino, punta alla massimizzazione dei benefici conseguibili dall’accesso e dal riuso dell’informazione del settore pubblico. Qui trovate qualche informazione in più.
Come WMI, per la cronaca, la nostra posizione è più che altro di richiesta di maggior libertà per le informazioni; qui il mio abstract.
Mi fa un po’ specie andare a dormire in albergo a Torino, ma tant’è…

Ultimo aggiornamento: 2010-03-25 11:01

Vuoi farti una nuova Wikipedia? [2/2]

Ieri ho spiegato perché Wikipedia non può essere considerata un monopolio di fatto; in poche parole, quello che la caratterizza è il suo contenuto liberamente riutilizzabile, che fa sì che eventuali altri attori non abbiano il “costo di avviamento” perché possono sfruttare i dati già presenti in Wikipedia. Il lettore intelligente – e i miei lettori lo sono per definizione! – potrà a questo punto chiedersi perché non ci sia nessuno che faccia una cosa del genere. La risposta è banale: perché non gli conviene. La fregatura della licenza di Wikipedia è che è virale: quindi è vero che uno può sfruttare tutto quello che trova, ma deve a sua volta permettere agli altri di sfruttare il suo valore aggiunto. Anche se Wikipedia non inserirà la biografia di Porfirio Villarosa, potrebbe sempre sfruttare le “biografie migliorate” di cui sopra; quindi i soldi impiegati sarebbero buttati via – dal punto di vista dell’azienda; per i fruitori ci sarebbe comunque un vantaggio. D’altra parte un semplice lavoro amatoriale non può più avere la forza sufficiente per diventare un valido competitore, se non su temi molto ristretti: su questo i detrattori hanno ragione. Però non ditemi che credete ancora alla favola del nuovo prodotto “fatto dal basso”, dai!
Due ultime parole sul perché –almeno a mio giudizio – sono miseramente falliti i due approcci alternativi più imortanti a Wikipedia. Iniziamo dal più facile da spiegare, cioè il googliano Knol. L’idea di Knol è che ognuno possa mettere la propria versione su un qualunque argomento; saranno poi i fruitori a scegliere la voce a loro giudizio più adatta. In questo modo si ovvia ai problemi di editwar; però il risultato pratico è che si è arrivati a un sistema “write only”. Anche se è possibile per gli autori aprire il proprio knol e permettere a chiunque oppure a un gruppo scelto di contribuire, non sembra che la cosa sia molto seguita. Finisce così che la gente non ha nessuna possibilità di comprendere quale sia la versione migliore tra le varie su una voce; un po’ come su Internet in genere, si può giusto fare una ricerca interna e trovarsi un po’ di risultati non meglio identificati. Non per nulla mi sa che la maggior parte di voi non abbia mai sentito parlare di Knol.
Citizendium ha invece un punto di vista ben diverso, anche se condivide con Knol la logica che gli autori delle voci hanno nome e cognome. Nato da Larry Sanger, che in fin dei conti aveva fatto nascere Wikipedia assieme a Jimmy Wales, Citizendium era formalmente nato come un fork di Wikipedia, anche se poi si è scelto di enfatizzare la creazione di nuove voci; i contibutori devono avere nome e cognome, e le voci vengono rimesse in sesto da un esperto, che ci mette la sua firma e dà il valore aggiunto. Citizendium ha avuto una certa eco in rete anche da noi, anche se esiste solo la versione inglese; e l’approccio, almeno a prima vista, sembrerebbe più interessante. Ma i risultati, almeno se ci si limita a contare il numero degli articoli esistenti, sono ancora più deludenti di quelli di Knol. Credo che la ragione sia molto semplice, e spieghi anche perché Wikipedia ha avuto tutto questo successo. Perché uno deve metterci il suo nome e la sua fatica se non ci guadagna nulla? Con Wikipedia perlomeno si fa una scelta di vita, uno sa che il suo contributo rimane anonimo ma vuole far parte di un grande progetto globale; dire “faccio l’editor ufficilae di Citizendium” non porta nessun vantaggio, e a questo punto tanto vale gestirsi in proprio i documenti che si vuole creare. Certo, se Citizendium avesse la sua importanza magari uno potrebbe anche trascurare il vil denaro e guadagnare la fama di essere un “redattore ufficiale”, ma questo non è il caso. Che vuol dire? Semplicemente che un po’ dei soldi necessari per l’avviamento servirebbero per trovare una partnership importante. Non dico la Treccani – che comunque ha fatto una scelta diversa: per il proprio dizionario chiedono collaborazioni, ma il risultato verrà comunque rivisto redazionalmente e non mi pare ci sarà traccia dell’autore iniziale – ma comunque qualche istituzione culturale che non ci metterebbe i soldi ma appunto il suo nome.
In definitiva, fare una nuova e ci si augura migliore Wikipedia non è facilissimo, ma nemmeno impossibile. Il vero problema è che sarebbe quasi sicuramente un progetto in perdita economica secca. Non che Wikipedia sia in attivo, anzi; ma per il momento i suoi costi sono sufficientemente bassi da poter prosperare. (Oops, ho dato un’altra freccia all’arco dei detrattori dell’enciclopedia: Wikipedia è l’equivalente dei negozi gestiti dai cinesi!)

Ultimo aggiornamento: 2010-03-02 07:00

Vuoi farti una nuova Wikipedia? [1/2]

Sempre più spesso le file di chi ce l’ha contro Wikipedia aggiungono alle loro recriminazioni quella che a loro giudizio è l’Arma Finale. Non si può fare una nuova enciclopedia online, dicono, perché Wikipedia ha bloccato ogni ulteriore possibilità. Insomma, è la stessa cosa per cui non si può fare una nuova suite di strumenti per l’ufficio perché c’è Microsoft Office, non si può fare un nuovo motore di ricerca perché c’è Google, non si può fare un nuovo sistema operativo perché c’è Windows… o se preferite andare fuori dall’ambito informatico, non si puo fare una nuova rete telefonica sull’ultimo miglio perché c’è quella Telecom o una nuova rete idrica. Negli ultimi due casi si parla di monopolio naturale, nei primi si può parlare di monopolio di fatto; la differenza fondamentale è che nei monopoli di fatto è di per sé possibile entrare come nuovo giocatore, ma non è possibile ottenere qualcosa più di una piccola quota del mercato; pensate ad OpenOffice, a Yahoo!, alle distribuzioni Linux. Modificare lo stato delle cose costerebbe una quantità enorme di denaro e non è detto si riesca a ottenere il risultato desiderato.
Come forse non sapete, io sono un esperto del ramo; quando facevo il capo della gerarchia Usenet it.*, la mia risposta tipica a chi si lamentava era appunto “fatevi la vostra gerarchia”. Anche in quel caso probabilmente si trattava di un monopolio di fatto, non tanto per la struttura della gerarchia che a mio parere si poteva tranquillamente duplicare quanto per il vero asset che erano i messaggi scambiati dagli utenti. Insomma, con Wikipedia capita la stessa cosa? Mah, secondo me no. Lo so che i recriminatori non ci crederanno, e quindi non varrebbe nemmeno la pena che io perda tempo a scriverne: ma io sono notoriamente un perditempo.
La differenza fondamentale tra Wikipedia e gli altri monopoli di fatto è una: la licenza dell’enciclopedia. Molti non lo sanno, abituati all’idea che le cose in rete o si prendono in barba al copyright o sono comunque di proprietà di chi le ha preparate; ma quando si dice che Wikipedia è l’Enciclopedia Libera, si intende proprio che l’informazione ivi presente è liberamente riutilizzabile… purché si lasci agli altri la possibilità di riusare a sua volta il materiale modificato e si avvisi che il materiale è stato tratto da Wikipedia. Cosa significa questo a livello pratico? Che non c’è nessun problema legale a fare un fork dell’enciclopedia, vale a dire copiarsi tutta l’informazione presente e aggiungere (o modificare. o togliere…) quello che si vuole. Supponiamo che qualcuno voglia fare un dizionario biografico, e chiamarlo con tanta fantasia Biopedia. Le voci su Alessandro Manzoni e Giuseppe Ungaretti possono essere tranquillamente una copia di quelle su Wikipedia; ma Porfirio Villarosa, famoso esponente della categoria dei gigolò e attivo nel campo tessile, potrà inserire o farsi inserire la voce che lo riguarda su Biopedia anche se tutti i suoi tentativi di farlo su Wikipedia sono stati tarpati immediatamente da quei cattivacci dei sysop. Biopedia potrebbe tranquillamente inserire pubblicità nel suo sito, e addirittura chiedere un contributo pecuniario per l’inserimento della biografia del signor Porfirio Villarosa; la licenza d’uso del contenuto preso da Wikipedia glielo permette.
Quale sarebbe la differenza per esempio tra quanto poteva accadere con la gerarchia it.* e Biopedia? Banalmente, che Biopedia avrebbe tutto quello che ha Wikipedia e molto di più! Nel caso dei newsgroup bisognava infatti convincere gli utenti a postare nei gruppi nuovi oltre che in quelli vecchi, mentre qua la pappa è già fatta, visto che non appena qualcosa appare su Wikipedia può essere preso e portato pari pari dall’altra parte. Niente male, vero? Intendiamoci, resta sempre la necessità far conoscere Biopedia alla gente, visto che immagino che inizialmente rimarrebbe in posizione più bassa nei motori di ricerca; ma vedendo come ad esempio è ben piazzata Wapedia – una versione dell’enciclopedia ottimizzata per essere usata dai telefonini – credo che la cosa non sia così complicata come potrebbe sembrare a prima vista. Diciamo che ci vorrebbero sì un (bel) po’ di soldi e fatica, ma non così tanti come negli altri casi di monopoli di fatto. Però questo non sta capitando. Come mai? Non lo so, però posso fare qualche ipotesi, che posterò domani.

Ultimo aggiornamento: 2010-03-01 07:00