Vent’anni fa Stephen Hawking e Roger Penrose hanno tenuto una serie di conferenze per raccontare come loro pensavano si potessero mettere insieme la teoria della relatività generale e la teoria quantistica dei campi. Non che ci si sia riusciti nemmeno ora a farlo, intendiamoci. Ad ogni modo questo libro (Stephen Hawking e Roger Penrose, La natura dello spazio e del tempo : Che cosa la mente umana può comprendere dell’universo [The Nature of Space and Time], BUR 2017 [1996, 1996], pag. 150, € 6,99, ISBN 978-88-586-87499, trad. Libero Sosio) raccoglie il testo di queste lezioni. Ve lo dico subito: se non avete studiato fisica a livello universitario non ci capirete molto, o almeno io non sono riuscito a cavarci molto, anche perché la versione epub che ho letto (e che tanto per dire ha un ISBN errato nel colophon…) ha perso dei caratteri una volta letta con Aldiko che è tra i pochi programmi che permettono di leggere un file protetto da DRM; una versione pdf sarebbe stata migliore. Penrose si fa capire un po’ di più, Hawking è davvero tosto. Stranamente in un paio di punti mi è parso che Libero Sosio si sia perso: solo che non sono riuscito a copiarmi il testo, sempre per colpa del DRM :-(
Ultimo aggiornamento: 2017-11-19 17:41
In questo periodo alla parola “islamico” si associa tipicamente “fondamentalismo” oppure “terrorista”. È chiaro che ci deve essere qualcosa in più, ma come trovarlo? Questo libro (Alessandro Bausani,
La linguistica è una scienza complicata. Ci si perde facilmente, e chi come me non è certo un esperto del campo si confonde molto spesso. Ecco quindi l’utilità di questo dizionario (Gian Luigi Beccaria (ed.),
I creativi non possono più essere quelli di un tempo. Il mercato è completamente mutato; gli steccati tra i vari mezzi tecnici per convincere la gente a comprare sono stati buttati a terra non tanto da Internet intesa come nuovo medium, quanto da una commistione di generi e stili dove ogni tanto qualcuno se ne esce con un successo che tutti gli altri cercano di copiare, senza pensare che occorre sempre qualcosa di nuovo, e che questa è una delle poche cose che non sono cambiate. Paolo Iabichino racconta in questo libro (Paolo Iabichino,
Lewis Carroll è noto a tutti per le avventure di Alice nel paese delle meraviglie. Alcuni sanno anche della sua mania di fotografare bambine, spingendosi fino a definirlo un depravato sessuale represso (anche se non si hanno notizie di alcun suo atto contro la pubblica decenza). Ma la sua personalità è molto più variegata, come si può leggere in questa biografia (Robin Wilson,
Questo fumetto (Jim Ottaviani, T-Minus : La conquista della Luna [T-Minus : The Race to the Moon], Le Scienze 2017 [2009], pag. 128, € 9,90, trad. Stefano Visinoni) racconta la storia della conquista della Luna (l’ora T: le varie date sono misurate come in un conto alla rovescia) con la corsa parallela russa e americana. L’accenno, più che agli astronauti, è posto sulle persone che sono state a capo dei rispettivi programmi, Sergej Korolëv da una parte e Max Faget e Caldwell C. Johnson dall’altra. La storia è interessante soprattutto per il lato russo che come sempre è meno noto, ma mi ha lasciato un po’ deluso: il tratto dei disegnatori Zander e Kevin Cannon è poco incisivo, e la scelta (italiana?) di un lettering diverso quando parlano i russi, con “a” ed “e” minuscole e И al posto di “N” diventa presto stancante. Niente da eccepire invece sulla traduzione di Stefano Visinoni.
Una volta era facile parlare del nulla. Beh, no: una volta non si pensava che potesse esserci “il nulla”, proprio come non aveva senso parlare del numero zero. Ancora Cartesio non ammetteva l’esistenza del vuoto, e se ci pensate l’etere serviva allo stesso scopo nella meccanica newtoniana, la prima delle teorie fisiche trattate in questo libro (James Owen Weatherall,
La teoria dei grafi è un campo abbastanza negletto nella cosiddetta “matematica per il grande pubblico”. A parte i ponti di Königsberg e il problema “acqua luce e gas”, non se ne parla molto, un po’ per la complessità della materia – basti pensare che il teorema dei quattro colori è stato risolto solo con il computer – non si trova molto materiale in giro. Ecco dunque l’utilità di questo libro (Peter M. Higgins,