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_Infinito_ (libro)

Quando ho comprato questo libro (Umberto Bottazzini, Infinito, Il Mulino 2018, pag. 278, € 15, ISBN 9788815267351, link Amazon) avevo qualche timore. Non certo sulle competenze di Bottazzini, figuriamoci: quanto per il fatto che altri suoi libri, come la sua Storia della matematica, erano piuttosto pesanti da leggere. Per fortuna i miei dubbi si sono rapidamente fugati. Innanzitutto la trattazione, più che storica, è filosofica, e soprattutto non segue gli schemi classici. Certo, un capitolo su Zenone non può mancare, come non manca quello su Cavalieri e gli indivisibili (che segue le linee di Aczel); ma Bottazzini ha scelto un percorso forse più lontano dalla matematica pura, con autori e citazioni che mi erano completamente sconosciute. Carina l’idea di partire in medias re con la gara indetta dall’accademia di Berlino per spiegare la metafisica dell’infinito, gara che più avanti nel testo scopriamo essere stata vinta da un carneade svizzero mai sentito. L’unica parte dove ci sono un po’ di formule matematiche è quella che mostra perché Cantor si fosse interessato ai numeri transfiniti, anch’essa relativamente meno nota delle sue costruzioni. In definitiva, un libro consigliato non solo ai matematici, ma anche ai curiosi che vogliono capire come nascono i concetti matematici.

Tutti gli “ismi” di Armando Testa (mostra)

Poster della mostra

Ieri mattina mi è capitata una cosa curiosa: fare il turista solitario a Torino. Anna era a seguire un corso della scuola Holden, io l’ho accompagnata, ma non avevo nessun amico da andare a trovare e quindi sono rimasto a gironzolare per il centro: visto che faceva anche freddo, ho pensato di andare a vedere la mostra su Armando Testa, già presentata al MART.

Prima osservazione: 12 euro sono davvero tanti. Probabilmente avrei dovuto spenderne 20 e andare anche a Palazzo Reale, soprattutto se avessi potuto vedere la cupola del Guarini appena restaurata. Ho il sospetto che la tessera Torino Musei abbia rovinato il mercato, nel senso che il turista occasionale viene spremuto ben più del dovuto. La mostra in sé non era brutta: un mix televisivo e pittorico. Nella prima parte c’erano video di caroselli anni ’60 (Papalla, Carmencita e Lines me li ricordavo, altri come La tradizione più antica e quelli della Saiwa Il treno e con Ritz non si è mai soli mi erano ignoti) e spezzoni di interviste dove Testa parlava delle sue opere; nella parte figurativa erano interessanti i manifesti pubblicitari ancora futuristi del primo Testa. Avrei però preferito vedere anche altri suoi video pubblicitari – ne ha creati davvero tanti e un po’ più di spiegazioni nelle sale.

Ultimo aggiornamento: 2018-11-19 10:42

_Il tempo_ (libro)

Stefan Klein è un fisico di formazione, e in effetti la sezione di questo suo libro (Stefan Klein, Il tempo : la sostanza di cui è fatta la vita [Zeit], 2018² [2006, 2015], pag. 299, € 14, ISBN 9788833929729, trad. Libero Sosio, link Amazon) che racconta di come a partire da Einstein il concetto di tempo sia stato distrutto è molto ben fatta: qualitativa, come giusto sia in quel contesto, ma illuminante. Purtroppo non si può dire lo stesso per il resto del libro. La sensazione che ho avuto leggendolo è stata di una raccolta di dati, con le fonti regolarmente citate in biografia, ma senza un vero collante. Una specie di ricerca da tesi compilativa, insomma, più che un vero libro. Si trovano anche varie ripetizioni dello stesso concetto, come quello della cerimonia giapponese del tè dove il tempo perde volontariamente di significato; il libro è insomma spezzettato, quasi come fosse una raccolta di microsaggi messa insieme senza una rilettura. Anche la traduzione non è il massimo: Libero Sosio è stato meno puntuale e preciso rispetto a quanto ci ha abituato negli anni.

Ultimo aggiornamento: 2019-01-18 21:28

_La prova regina_ (libro)

Bangone lo dice subito: non aspettatevi nulla nello stile CSI o similari. Il libro (Gianfranco Bangone, La prova regina : DNA forense e celebri delitti italiani, Codice 2017, pag. 190, € 15, ISBN 9788875786694, link Amazon) tratta delle prove basate sul DNA nei casi di omicidio non in modo sensazionalistico ma dal triplice punto di vista scientifico (come funzionano), legale (come sono state usate) e mediatico (come si può manipolare l’opinione pubblica). Il testo è chiaro e cerca di essere per quanto possibile neutrale: l’avrei però ricontrollato per evitare alcune ripetizioni di concetti a distanza di meno di una pagina. In definitiva, consiglio la lettura a tutti coloro che vogliono avere un quadro complessivo di quali sono i temi dietro il DNA forense, soprattutto se ne conoscono solo una singola faccia. C’è sempre bisogno di una visione ad ampio spettro!

Ultimo aggiornamento: 2019-01-13 22:38

_Selected Papers on Fun & Games_ (libro)

Knuth è Knuth. Per un matematico e informatico quale io sono è la cosa più vicina a un dio in terra. Se aggiungete la mia rinomata serietà, capirete perché non potevo non comprarmi questo volume (Donald E. Knuth, Selected Papers on Fun & Games, CLSI 2011, pag. 741, € 30,60, ISBN 9781575865843, link Amazon), che raccoglie articoli non esattamente accademici, da “Controesempio a una congettura di Peano” che dimostra che 1+1=3 in certi casi, come per l’appunto la nascita del suo primo figlio, oppure due lunghe dissertazioni su targhe automobilistiche “vanità” e cartelli stradali americani. Non spaventatevi troppo dalla lunghezza del testo: più di 100 pagine sono dedicate al codice per Adventure (chi ha la mia età sa bene di che si parla). Ci sono anche tratti personali, come le cartoline matematiche natalizie che lui e sua moglie hanno spedito negli anni agli amici o il concorso che aveva vinto da ragazzo trovando il maggior numero di anagrammi parziali del nome dello sponsor di una trasmissione televisiva. Il libro è insomma consigliato ai fan di Knuth (quorum ego) ma non al lettore comune.

_Il libro dei libri_ (libro)

Un libro di istruzioni. Possiamo definire così quest’opera (Niccolò Barbiero e Giulia Orecchia, Il libro dei libri : manuale per giocare a costruire libri, Salani 2017 [2004], pag. 157, € 12,90, ISBN 9788893811309, link Amazon), recentemente ristampata da Salani, nella quale troviamo istruzioni per costruire libri di ogni tipo, anche quelli classici con copertina e pagine incollate. Niccolò Barbiero dà le istruzioni e Giulia Orecchia le illustra, tutto rigorosamente su carta quadrettata, dando ai bambini idee che potrebbero essere piuttosto pericolose, come produrre fogli di carta. Prima di decidere di regalarlo ai vostri figli, preparatevi insomma a richieste non proprio standard… Tra le notizie a contorno che formano la parte finale del libro – prima dell’elenco di fiere del libro italiane e di siti interessanti al riguardo – voglio segnalare “Come si fa un libro” a pagina 128. Da autore di libri posso garantirvi che è tutto vero dalla prima all’ultima parola!

_Algoritmi di libertà_ (libro)

La tesi che Michele Mezza esprime in questo suo libro (Michele Mezza, Algoritmi di libertà : La potenza del calcolo tra dominio e conflitto, Donzelli 2018, pag. 277, € 18, ISBN 9788868437619, link Amazon) si può riassumere così: mentre prima c’era un controllo umano sulle notizie che ci arrivavano, ora gli Over-The-Top (OTT) hanno un potere molto maggiore, perché possono permettersi il lusso di preparare notizie personalizzate per ciascuno di noi, e quindi spingerci verso quello che loro vogliono semplicemente usando la potenza degli algoritmi. Concordo con questa tesi e trovo interessante, anche se non del tutto convincente, l’ipotesi che si può far nascere questa deriva dalle contestazioni giovanili americane negli anni ’60 che dalla politica si sono spostate alla tecnologia, con Richard Stallman in prima fila. Non credo però che la soluzione ipotizzata da Mezza, vale a dire obbligare gli OTT a rendere pubblici i loro algoritmi, possa funzionare. Tralasciamo per il momento le implicazioni pratiche per qualcosa che è l’equivalente logico di chiedere alla Coca-Cola di divulgare la sua formula. Limitandoci alla parte matematica sulla quale io sono più ferrato vedo due ordini di problemi. Il primo è che l’affermazione di Mezza secondo la quale un algoritmo è puramente deterministico e quindi arriva sempre allo stesso risultato è monca, perché non tiene conto che anche i dati di partenza devono essere identici: gli algoritmi moderni come quelli genetici, per esempio, introducono appositamente un elemento casuale per arrivare a una risposta volutamente impredicibile a priori. Il secondo è un corollario: gli algoritmi attuali sono così intricati che nemmeno gli sviluppatori sanno come funzionano, e quindi anche sapere come sono fatti non porta conoscenza. Insomma, leggere il libro è utile e i sintomi indicati sono corretti, ma la cura non funzionerebbe. Due ultime note: è carina l’idea di mettere a margine delle pagine i QRCode per gli articoli e i siti citati nel testo: un bell’esempio di multimedialità. Purtroppo però la fretta di stampare il testo (è stato completato dopo le elezioni di marzo…) è andata a scapito di un’ultima rilettura per evitare ripetizioni: per fare un esempio, le prime righe di pagina 156 e le ultime di pagina 157 sono praticamente identiche.

_Storie di parole arabe_ (libro)

Non fidatevi troppo del titolo di questo libro. (Alessandro Vanoli, Storie di parole arabe, Ponte alle Grazie 2016, pag. 147, € 13,50, ISBN 9788868335342, link Amazon) Come l’autore del resto spiega nell’introduzione, questo non è un trattato etimologico, e le parole raccontate non sono nemmeno necessariamente arabe. La parola chiave è “storie”, nel senso di racconti. Vanoli è uno storico, e si è divertito a raccontare come certi termini di uso comune hanno una storia molto lunga che viaggia su e giù per il Mediterraneo e le sue varie culture nello spazio e nel tempo. I racconti sono tutti molto belli da leggere: solo gli ultimi due, nati prima dell’idea del libro e più lunghi degli altri, avrebbero forse avuro bisogno di una piccola asciugatura per eliminare qualche ridondanza. Una lettura rilassante, soprattutto in questi tempi di odio.