Gabriele Lolli non è un matematico. È un logico. Se non sapete la differenza, ve ne accorgerete leggendo questo libro (Gabriele Lolli, Ambiguità : un viaggio fra letteratura e matematica , Il Mulino 2017, pag. 296, € 16, ISBN 9788815270436), quando parla del “matematico medio” (che si fregia del titolo di “working”, e che è da lui più o meno equiparato a chi matematico non è per nulla).
La prima parte, quella sull’ambiguità in letteratura, non è che mi abbia detto molto, e mi sa che sia nata per la ragione opposta alla famosa frase di Hawking secondo cui ogni formula matematica in un libro ne dimezza le vendite. Molto più interessante la parte dell’ambiguità in matematica, dove Lolli – dopo aver fatto una lunghissima introduzione tecnica – parla di come tre matematici abbiano scritto al riguardo. I matematici in questione sono Philip J. Davies, Emily Grosholz e William Byers: non che Lolli concordi con qualcuno di loro, ma questo è il suo bello. Come sempre con i suoi lavori, leggere questo libro non è semplice: però direi che alla fine il lettore si porta a casa un po’ di cose.
Ultimo aggiornamento: 2021-01-07 22:07
Vista la quantità di materiale che Raboni scrisse in qualità di critico e citate nell’amplissima bibliografia, immagino che questa raccolta (Giovanni Raboni,
Quando Judita Cofman parla di “giovani matematici” lo intende in modo letterale. In questo libro (Judita Cofman,
Se vi chiedeste come mai ho letto questo libro (Jonas Jonasson,
Non è da tutti arrivare a cent’anni di vita. Lo è ancor meno pubblicare un libro a quell’età. Ma Mario Fiorentini ha fatto così tante cose nella sua vita che non è poi così strano che due giorni dopo il suo centesimo genetliaco sia stato pubblicato questo libro (Mario Fiorentini ed Ennio Peres, 
Per chi conosce la divulgazione matematica britannica, i nomi di Estaway e Wells sono ben noti. Non sapevo però che avessero scritto insieme un libro di quizzini matematici (Rob Eastaway and David Wells,
Il sottotitolo di questo libro (Renato de Rosa,