Archivi categoria: recensioni

Lure of the Integers (libro)

La teoria dei numeri è nata parlando di numeri naturali. Occhei, anche adesso parla di numeri naturali, ma le tecniche che si usano spaziano più o meno ovunque nella matematica. Joe Roberts in questo libro ha raccolto proprietà varie di un certo insieme di numeri, da 1 a 357686312646216567629137 (il più grande primo troncabile, nel caso ve lo chiedeste.) La fregatura è che molte di queste proprietà non sono certo elementari, sono semplicemente enunciate senza dimostrazione. e a volte la notazione usata risulta un po’ oscura. Per chi è davvero interessato, però, la bibliografia dopo ciascuna di queste proprietà dovrebbe essere sufficiente per capire di cosasi parla. Certo, bisogna essere ferrati in teoria dei numeri…

(Joe Roberts, Lure of the Integers, MAA 1996, pag. 328, ISBN 9780883855027)
Voto: 3/5

From Natural Numbers to Quaternions(ebook)

Ecco, forse definire “undergraduate level” (soprattutto per quanto riguarda l’università anglosassone, ma forse in Germania il livello è più simile al nostro) questo libro è piuttosto esagerato. Il testo ha infatti un approccio molto algebrico, e almeno a mio parere presuppone che si abbia già una conoscenza dei temi trattati e si voglia un approccio molto formale e algebrico: da questo punto di vista direi che è molto ben fatto. Come sempre, insomma, bisogna accordarsi su cosa si vuole dal testo :-)

(Jürg Kramer e Anna-Maria von Pippich, From Natural Numbers to Quaternions, Springer 2017, pag. 296, € 25,47, ISBN 97833319694276)
Voto: 4/5

Ultimo aggiornamento: 2023-07-05 18:43

Kurt Vonnegut. 100 anni: 1922 – 2022 (ebook)

È vero. Bompiani, anche se per abitudine ha messo il DRM su questo ebook, non lo fa pagare (la Treccani l’avrebbe subito messo a un euro). Ma non riesco davvero a capire il senso di pubblicare un libro, con ISBN e quant’altro, il cui testo vero e proprio è lungo 9829 caratteri, in pratica un (lungo) articolo. Carino, interessante visto che ci ho imparato qualcosa di nuovo, ma pur sempre un articolo. Diciamo che sono i misteri dell’editoria italiana. Come scrivevo, nulla da eccepire sul ricordo di Vonnegut fatto da Vincenzo Mantovani: alcuni flash sulla sua difficoltà a farsi conoscere, anche se comunque riusciva a guadagnare; il fatto che non sia in realtà un autore di fantascienza ma più che altro uno scrittore che ha usato le sue conoscenze scientifiche; infine la genesi di Mattatoio n. 5. Non una biografia, appunto, ma dei flash.

(Vincenzo Mantovani, Kurt Vonnegut. 100 anni : 1922 – 2022, Bompiani 2022, pag. 16, € 0, ISBN 9791221701852)
Voto: 3/5

Ultimo aggiornamento: 2023-04-30 22:02

La seconda sorpresa dell’amore (teatro)

gli attori (da https://www.piccoloteatro.org/it/2022-2023/la-seconda-sorpresa-dell-amore )

Dopo una mezz’oretta dall’inizio dello spettacolo, Anna mi sussurra “Ma non è Goldoni, vero?” al che io di rimando “È quello che stavo pensando!” Io non mi vergogno a dire che non sapevo affatto chi fosse Marivaux: d’altra parte c’è sempre tempo per imparare. Però leggendo la trama su Wikipedia in francese mi pare che il regista Beppe Navello abbia davvero scelto di avvicinarlo alla commedia italiana molto più di quanto l’autore francese già avesse fatto di suo. Lubino (Stefano Moretti) e Lisetta (Marcella Favilla) si muovevano come Arlecchino e Colombina, e le interazioni tra il Cavaliere (Lorenzo Gleijeses, che ogni tanto si dimenticava che non poteva usare la sua cadenza naturale napoletana…) e il Conte (Giuseppe Nitti) erano molto manieriste, così come anche la Marchesa (Daria Pascal Attolini) si muoveva in quel modo, anche se a mio parere la cosa ci stava. Ho trovato il “pedante” Ortensio (Fabrizio Martorelli) un po’ debole, invece. In generale, direi che la Compagnia di Sala Prove che lavora con Navello – e che dopodomani a Firenze va in scena con la prima di un’altra opera di Marivaux, un tour de force niente male – è molto fisica come stile di recitazione, probabilmente perché si rifà alla Commedia dell’Arte.

Un’ultima annotazione: la scena in cui Lubino e Lisetta arrrivano durante una baruffa e si portano i popcorn mi ha fatto divertire tantissimo!

Journey from Natural Numbers to Complex Numbers

Un punto positivo di questo libretto è la ricerca di esempi della vita reale, e non semplicemente dalla necessità di completare le operazioni, per spiegare come mai il sistema numerico è stato ampliato dai numeri naturali agli interi ai razionali. (Il passaggio agli interi con il dare e avere è tra l’altro tipicamente indiano: i numeri negativi sono nati proprio in questo modo). A parte questo, però, ho trovato il libro piuttosto confusionario, mischiando livelli diversi; non lo consiglierei per capire come si è arrivati ai complessi.

(Nita H. Shah e Vishnuprasad D. Thakkar, Journey from Natural Numbers to Complex Numbers , CRC Press 2020, pag. 80, € 11.84, ISBN 9781003105244 )
Voto: 2/5

Comics & Science Vol. 2 (libro)

Seconda raccolta dei fumetti scientifici di Comics & Science, pensati dal CNR per mostrare un modo diverso di presentare temi diversi. Bisogna dire che Natalini e Plazzi sono riusciti a convincere i grani nomi del fumetto italiano – e poi si dice che i matematici non sono in grado di interagire con il resto del mondo! I nomi di Leo Ortolani, Francesco Artibani, Silver, Alfredo Castelli, Licia Troisi sono ben noti a tutti. Tra le storie, ho apprezzato i “misteri” di Ortolani, il racconto di Lupo Alberto e della bufala (nel doppio senso della bovina arrivata a trovare suo cugino Krug alla fattoria McKenzie e delle fake news), il segreto di Babbage di Castelli e Gabriele Peddes, le ragazze matematiche di Claudia Flandoli, Alessio Schreiner e Donald Soffritti con i loro satelliti, il giallo leonardesco di Giovanni Eccher e Giuseppe Palumbo (che però avevo già letto nel fascicolo originale) e soprattutto la spiegazione “magica” di come funziona il metodo scientifico di Eccher e Ponchione. Meno riuscite per me la storia di Sofja Kovalevskaja di Alice Milani e quella di Paola Barbato e Riccardo Burchielli sulle epidemie (troppo cerebrale, ci ho dovuto pensare su a lungo per capire cosa intendesse). E lo so che mi attirerò le ire di caterve di fan, ma il fumetto scritto da Licia Troisi e disegnato da Alessandro Micelli l’ho chiuso alla terza tavola: era proprio lontanissimo da me.

(Roberto Natalini e Andrea Plazzi (ed.), Comics & Science Vol. 2, Feltrinelli Comics 2022, pag. 256, € 23, ISBN 9788807551062)

Voto: 5/5

Foolproof (libro)

Nelle prime righe di questo libro Hayes scrive “la matematica è troppo divertente per essere lasciata solo ai matematici”. Aggiunge inoltre che lui non è un cittadino di Matelandia, ma una persona che si è trasferita lì e ha cercato di comprendere usi e costumi dei suoi cittadini. In effetti la sua formazione è più da informatico, tanto che negli anni ’80 teneva la rubrica di Computer Recreations sullo Scientific American, mentre ora scrive su American Scientist. Lo troviamo così a dissezionare il famosissimo aneddoto di Gauss bimbetto e la somma della serie di numeri trovata al volo, tracciando le innumerevoli versioni per capire come il folklore matematico abbia man mano abbellito la storia; nel frattempo spiega come la differenza tra l’approccio del giovane Carl Frederick e quello di un programma al computer abbia ripercussioni importanti. Ma molte di queste meditazioni matematiche, pur non entrando a fondo nella teoria sottostante, sono davvero interessanti: segnalo quella sui numeri quasicasuali, sullo spettro del Riemannio (una correlazione a prima vista inimmaginabile tra gli zeri della zeta di Riemann e gli spettri degli elementi chimici), su un modo alternativo alla virgola mobile di memorizzare i numeri su un computer, che permette di aumentare l’ampiezza dei numeri rappresentabili conservando una estrema precisione nei valori prossimi allo zero, e soprattutto il gioco di Zenone. Una gioia per appassionati e semplici turisti!

(Brian Hayes, Foolproof : and Other Mathematical Meditations , MIT Press 2017, pag. 248, $24,95, ISBN 9780262036863)
Voto: 5/5

Bruce Nauman, Neons Corridors Rooms (mostra)

Giovedì scorso sono andato all’Hangar Bicocca a vedere la mostra di Bruce Nauman in visita guidata (da Stefano Bartezzaghi, direi un’ottima scelta visto il tipo di opere di Nauman). Purtroppo avevo un altro impegno e non ho potuto rimanere fino in fondo, saltando tra l’altro l’opera Raw Materials all’esterno della struttura – o meglio, ci sono passato così di fretta che non ho potuto apprezzarla.

Cosa ha capito un ignorante come me? Che Nauman non è un autore per claustrofobi, come si può vedere nei corridoi da lui creati dove si può passare solo stando girati oppure che finiscono in una stanzetta triangolare; ma anche nella doppia gabbia dove si può entrare per sentirsi davvero circondati. Ho però notato che usa anche altre tecniche, come i neon (tipo la buonanima di Dan Flavin), spesso insieme ai giochi di parole; la giovanile Get Out of My Mind, Get Out of This Room è poi una rappresentazione plastica del “non pensare all’elefante”, come ha detto Bartezzaghi. Sicuramente gli ampi spazi dell’Hangar Bicocca sono un ottimo contrasto a opere di questo tipo, che vengono evidenziate ancora di più. È chiaro che se l’arte concettuale non vi dice nulla potete lasciar perdere la mostra, e probabilmente tutto l’Hangar Bicocca; in caso contrario potete però divertirvi.

Ultimo aggiornamento: 2022-11-17 10:48