Occhei, avrei dovuto capirlo che se questo libro (Romolo Giovanni Capuano, 111 errori di traduzione che hanno cambiato il mondo, Stampa Alternativa 2013, pag. 220, €6,99) era nella collana “Eretica” qualcosa lo voleva ben dire. E in effetti vedere che il primo terzo dei 111 errori riguarda la Bibbia, con errori indubbiamente reali ma alcune arrampicate sugli specchi, è un po’ pesante. Un esempio? Barabba sarebbe una corruzione di bar Abba, quindi “il figlio del Padre”: il tutto significherebbe che in realtà gli estensori dei vangeli avrebbero sdoppiato la figura del Cristo, lasciando da una parte la parte terrorista – Capuano fa proprio una similitudine (positiva) con i terroristi palestinesi attuali – per mantenere quella edulcorata del volemose bene. Mi pare un bel po’ tirata per i capelli… La spiattellata biblica è seguita da una seconda parte di errori di traduzione dall’arabo che hanno portato ingiustamente in prigione tanti innocenti; anche questa parte sembra inserita più per ragioni politiche che altro, considerando che sono la fotocopia l’una dell’altra: non avrebbero stonato in un libro intitolato “Malagiustizia e traduzioni” ma qui sono un po’ pesanti.
Fortunatamente la seconda parte del libro, diciamo la miscellanea, è molto più ariosa e leggera: di errori, buffi o pericosi che siano, ce ne sono davvero tanti ed è interessante scoprire la loro storia, a volte diversa da quella reale: per esempio secondo capuano Kennedy non aveva fatto un errore grammaticale dicendo “ich bin ein Berliner”, anche se quella forma è meno usata di “ich bin Berliner”, e la risata che si sente nel video è per la frase successiva, dove il presidente americano ringrazia il traduttore al suo fianco per aver tradotto così bene il suo tedesco :-)
Morale del libro? Ci sono traduzioni sbagliate per dolo e traduzioni sbagliate per sbaglio; ma non mettete la croce addosso ai poveri traduttori, anche se perfino il verbo “tradurre” è frutto di una traduzione sbagliata!
Ultimo aggiornamento: 2015-05-03 19:06
Come probabilmente sapete, la trilogia della Guida galattica per autostoppisti è tutto meno che una trilogia: ci sono almeno cinque libri più un racconto breve (e non considero …And Another Thing di Eoin Colfer), oltre alle versioni per radio e tv (e di nuovo non considero il film). Nel suo piccolo, anche questa biografia di Adams (Neil Gaiman, ![[copertina]](https://i0.wp.com/xmau.com/wp/notiziole/wp-content/uploads/sites/6/2014/04/9788898001712.jpg?resize=107%2C150)
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![[copertina]](https://i0.wp.com/xmau.com/wp/notiziole/wp-content/uploads/sites/6/2014/03/9788898001668.jpg?resize=107%2C150)
Questo libro di Smullyan (Raymond Smullyan, 5000 B.C. and Other Philosophical Fantasies, St Martins Press 1984, pag. 182, ISBN 9780312295172) è un po’ diverso dalla sua usuale produzione per così dire “ricreativa”. Non abbiamo infatti, se non in minima parte, problemini logici: il grosso del testo consiste in dialoghi (“multiloghi”? i personaggi sono davvero tanti) filosofici, dove l’autore mostra come bisogna stare molto attenti a definire le cose perché altrimenti c’è sempre qualcuno che se la prende con noi e ci dimostra che abbiamo sbagliato tutto.
I due autori di questo libro presentano in questo saggio (Erik Brynjolfsson e Andrew McAfee,