Nota: questo libro è anche disponibile in italiano (100 cose essenziali che non sapevate di non sapere, tradotto per Mondadori da Elena Mereghetti) ma io ho letto la versione originale.
Questo libro (John D. Barrow, 100 Essential Things You Didn’t Know You Didn’t Know, Vintage Digital 2010 [2008], pag. 284, € 12,66, ISBN 9781407020051) è della serie “curiosità e spigolature”: cose che non meritano di avere un libro tutto per loro ma messe insieme raggiungono una massa critica. Rispetto a Math Geek di Raphael Rosen, che ha la stessa struttura composta da cento capitoletti scorrelati tra di loro e di argomento matematico o fisico, il risultato è a mio parere migliore. Le curiosità sono accompagnate da un po’ di contesto, e la narrazione, oltre a essere un po’ più ampia, è anche molto più personale e quindi meno asettica. Il fatto che i temi trattati non siano tutti strettamente matematici è un vantaggio per chi preferisce variare un po’ la lettura: credo che sia fisiologico che non tutto interesserà a tutti, ma secondo me si può sopravvivere lo stesso.
Questo libro (Anna Cerasoli,
Il Canto di Natale di Dickens è una di quelle opere che tutti più o meno conoscono, ma che non so quanti abbiano letto davvero. Quest’anno l’abbiamo scelto come lettura serale per i nostri seienni, e ci siamo accorti che almeno l’edizione che abbiamo a casa (Charles Dickens,
Questo racconto lungo in formato ebook (Cristiano Micucci,
Io posso definirmi senza falsa modestia un esperto nel raccontare notiziole di tema matematico. Per ovvie ragioni guardo sempre cosa fa la concorrenza: spesso trovo delle perle, ma in questo caso (Raphael Rosen,
Questo volume (Roald Dahl,
Questi (Giuseppe Verdi,
Che senso ha fare un’analisi musicale teorica delle canzoni dei Beatles, che notoriamente non avevano alcuna cultura musicale e suonavano ad orecchio? Beh, un senso ce l’ha. Come il musicologo Wilfrid Mellers spiegò in questo vecchio libro (Wilfrid Mellers, Twilight of the Gods, Viking 1974 (1973), pag. 215, ISBN 0-670-73598-1) la teoria musicale nasce per codificare cosa si suona. Da un punto di vista armonico la musica pop, come del resto il blues e il rock, è sicuramente meno complessa della musica classica diciamo dal 1700 al 1900; ma questo non significa che le note siano affastellate a caso. Le “cadenze eolie” narrate dal critico musicale del Times riguardo a Not a second time sono per Mellers semplicemente il risultato di una sperimentazione del quartetto che ha parecchie affinità con la musica rinascimentale per l’ottima ragione che anche a quel tempo, con il passaggio dalla modalità alla tonalità, si viaggiava a vista… pardon, a udito.