Questo libro è diviso in due parti. La prima è una lunghissima introduzione, che racconta di come i linguisti italiani si sono confrontati con l’aumento degli anglicismi nell’italiano. A parte i più puri dei puristi che ovviamente sono sempre stati contrari a questa invasione, ho scoperto come molti linguisti non erano inizialmente troppo preoccupati ma abbiano poi cambiato idea con gli anni. Nella seconda parte troviamo invece un insieme di espressioni, delle quali viene tracciato l’ingresso nella nostra lingua – spesso molto precedente a quanto possiamo immaginare. Seguono vari esempi reali di uso e il giudizio di alcuni linguisti, con le possibili rese in italiano. Alcuni esempi mi hanno lasciato freddo: chi direbbe “giallino” per post-it? In altri casi però sono stato costretto a riconoscere che l’uso del termine albionico mostra semplicemente la nostra pigrizia. Non mi riferisco alla possibilità di calchi, come “pausa caffè” che viene già spesso usato anziché “coffee break”, ma a termini come “abstract” che si possono tranquillamente rendere come “sinossi”. Leggetelo, e meditate…
Maurizio Trifone, Itanglese : Storie di parole da abstract a wine bar, Carocci 2025, pag. 256, € 21, ISBN 9788829029181 – come Affiliato Amazon, se acquistate il libro dal link Bezos mi dà qualche centesimo dei suoi utili
Voto: 5/5

Questo libretto nasce da un progetto della SUPSI (trovate tutto, anche il fumetto,
Si ricomincia con i libri da leggere per verificare che mio figlio li legga davvero e sappia poi fare le verifiche a scuola. Questa opera seconda di Morosinotto è scritta molto bene, nel senso che la storia (potremmo quasi definirla un romanzo storico, visto che alcuni dei personaggi di contorno sono realmente esistiti) si costruisce man mano, dando uno spaccato della New York della fine degli anni ’20 del secolo scorso; il tutto inframezzato dalla storia di Bill Swan, schiavo finito con gli inglesi durante la guerra di indipendenza americana. Poi chiaramente è uno juvenile, e non potete aspettarvi una caratterizzazione introspettiva di chissà quale tipo, ma direi che non è certo quello il punto. A me personalmente le tavole all’inizio dei capitoli non dicono molto, anche se Morosinotto scrive nella postfazione che ci ha messo molta cura, ma a ciascuno il suo.
Guido Damini si autodefinisce “storico da bar” (ma è laureato con lode in storia moderna, non bara) e dovrebbe essere noto agli amanti dei podcast: io, che podcast non ne ascolto, l’ho però scoperto dalla
[Disclaimer: Ho ricevuto il libro grazie al programma Early Reviewer di LibraryThing]
Siamo proprio sicuri di sapere cosa sia il negazionismo scientifico? Luca Tambolo in questo libro ci fa vedere come ci siano molte diverse accezioni, e prese di posizione che spesso definiamo come negazionismo in realtà non lo sono. Peggio ancora, non è neppure possibile dare una definizione netta di cosa sia il negazionismo scientifico, perché c’è tutto uno spettro di posizioni. Il testo alterna sezioni in cui l’autore fa l’avvocato del diavolo e ci instilla dei dubbi con altre sezioni in cui si comporta come un negazionista alla rovescia, nel senso che usa qualche trucchetto retorico per portarci sulla sua posizione. Insomma, non pensate che il libro sia una lettura leggera: sarete costretti ad attivare i neuroni. Alla fine, però, avrete un’idea di come la scienza sia imperfetta ma a grandi linee funzioni e si evolva, mentre tipicamente il negazionista non si smuove di un millimetro e si fissi sulle eccezioni che per lui diventano regole. Niente fideismo, dunque, ma sano senso critico da mettere in pratica anche quando – come nella maggior parte dei casi – non possiamo certo verificare direttamente le posizioni opposte.