Archivi categoria: recensioni

Il mondo su misura (libro)

copertinaSiamo proprio sicuri di sapere cosa sia il negazionismo scientifico? Luca Tambolo in questo libro ci fa vedere come ci siano molte diverse accezioni, e prese di posizione che spesso definiamo come negazionismo in realtà non lo sono. Peggio ancora, non è neppure possibile dare una definizione netta di cosa sia il negazionismo scientifico, perché c’è tutto uno spettro di posizioni. Il testo alterna sezioni in cui l’autore fa l’avvocato del diavolo e ci instilla dei dubbi con altre sezioni in cui si comporta come un negazionista alla rovescia, nel senso che usa qualche trucchetto retorico per portarci sulla sua posizione. Insomma, non pensate che il libro sia una lettura leggera: sarete costretti ad attivare i neuroni. Alla fine, però, avrete un’idea di come la scienza sia imperfetta ma a grandi linee funzioni e si evolva, mentre tipicamente il negazionista non si smuove di un millimetro e si fissi sulle eccezioni che per lui diventano regole. Niente fideismo, dunque, ma sano senso critico da mettere in pratica anche quando – come nella maggior parte dei casi – non possiamo certo verificare direttamente le posizioni opposte.

Luca Tambolo, Il mondo su misura : Introduzione al negazionismo scientifico, Codice 2024, pag. 216, € 18, ISBN 9791254500996 – come Affiliato Amazon, se acquistate il libro dal link Bezos mi dà qualche centesimo dei suoi utili
Voto: 4/5

By Other Means (ebook)

[Disclaimer: Ho ricevuto il libro grazie al programma Early Reviewer di LibraryThing]
Seconda raccolta di “SF di guerra”, dopo quella che avevo ricevuto il mese precedente. Non so se è perché avevo qualche idea in più sui mondi creati dagli autori – anche in questo caso molte storie hanno un’ambientazione ben precisa – o perché la qualità era migliore: diciamo che l’ho trovato generalmente un po’ meglio del primo. Una riga per ciascuno dei racconti:

▪ MOTHER OF PEACE, James Chambers: idea carina, anche se qualche punto non mi pare troppo chiaro. 4/5
▪ CYBERMARINE, Bud Sparhawk: l’ultima frase è un colpo basso. 5/5
▪ BLANKETS, Jeff Young: ho capito il motivo del titolo solo alla fine del racconto :( 5/5
▪ SHEEPDOG, Mike McPhail: possono essere potenziati quanto si vuole, ma i gatti restano sempre gatti. 4/5
▪ SPLINTER, Andy Remic: l’idea era interessante, ma ho trovato il racconto troppo dispersivo. 2/5
▪ A THING OF BEAUTY, Charles E. Gannon: un po’ forzato, ma comunque carino. 4/5
▪ ALONE AND AFAR, Peter Prellwitz: divertente, a parte l’illogicità della matematica. 5/5
▪ HUNGER, Jeffrey Lyman: inaspettato, anche se non so quanto la storia regga. 4/5
▪ TRUE COLORS, Danielle Ackley-McPhail: non molto interessante. 3/5
▪ DEVIL DANCERS, Robert E. Waters: mischiare battaglie spaziali e guerrieri Apache per me non funziona. 2/5
▪ THE OATH, James Daniel Ross: mi sono completamente perso, e comunque è un racconto di guerra senza nessun vero accenno SF. 1/5
▪ THE CHILDREN’S CRUSADE, Patrick Thomas: parte debole, ma si riprende alla fine. 3/5
▪ A MEAL FIT FOR GOD, C.J. Henderson: l’avevo già letto. 3/5
▪ DAWN’S LAST LIGHT, John G. Hemry: carino, ma avrei preferito un finale diverso. 4/5
▪ DELAYING ACTION, David Sherman : come nell’altra raccolta, la storia bonus semplicemente non funziona. N/A

Mike McPhail (ed.), By Other Means (reissued), eSpec Books 2025, pag. 238, € 12,32, ISBN 9781956463859 – come Affiliato Amazon, se acquistate il libro dal link Bezos mi dà qualche centesimo dei suoi utili
Voto: 3/5

I convitati di pietra (libro)

copertina Questo racconto molto lungo (o romanzo parecchio breve, scegliete voi) parte da un assunto piuttosto difficile da credere: l’anno dopo avere conseguito la maturità classica, i compagni di classe si ritrovano a pranzo e decidono di fare una sorta di lotteria: ogni anno ciascuno di loro conferirà a una cassa comune una certa somma di denaro che verrà investita, e gli ultimi tre sopravvissuti la riceveranno. Quella che sembra inizialmente una trovata goliardica di quando si è giovani e si pensa di essere immortali diventa sempre più ingombrante, e le dinamiche all’interno della classe esplodono piuttosto rapidamente, anche se non posso spiegarle qui per evitare spoiler. Posso solo aggiungere che la storia parte nel passato e termina nel futuro, e che a mio parere il punto centrale è la morte di Gene Hackman, che scommetto essere stata l’idea da cui Mari è partito per scrivere la storia. È interessante vedere come il protagonista cambi man mano che si procede nella storia: in definitiva, se siete disposti ad accettare una suspension of disbelief, la lettura è indubbiamente piacevole.

Michele Mari, I convitati di pietra, Einaudi 2025, pag. 168, € 10,99 (cartaceo: 17,50), ISBN 9788858450024 – come Affiliato Amazon, se acquistate il libro dal link Bezos mi dà qualche centesimo dei suoi utili
Voto: 4/5

La formula più bella del mondo (libro)

copertina Se chiedete a un matematico quale sia la formula più bella del mondo, vi risponderà quasi sicuramente quella di Eulero e + 1 = 0: più che altro questa formula ormai vive di vita propria e nessuno fa il minimo sforzo di provare a sceglierne un’altra. (Però sarebbe bello rispondere “1 + 2 + 3 + 4 + … = −1/12”, non trovate?)
Ad ogni buon conto, Paolo Gangemi e Francesco C. Ugolini hanno preso questa formula, l’hanno vivisezionata e preso le cinque costanti numeriche ivi presenti per vedere come appaiono in matematica ma soprattutto al di fuori di essa. Soprattutto lo zero e l’uno hanno indubbiamente una vita propria in tantissimi campi umanistici, ma se si fa un po’ di attenzione si scopre che anche le altre tre costanti non si trovano solo in matematica ma anche altrove. Sì, anche l’unità immaginaria, che ha colpito la fantasia di tanti letterati, da Robert Musil a Evgenij Zamjatin, proprio perché è un numero ma è anche altro. Come immagino abbiate capito, la matematica è solo una scusa per un testo che è fondamentalmente umanistico, anche se in appendice c’è una derivazione formale della formula, partendo dagli sviluppi in serie infinita delle funzioni seno e coseno. Il libro è consigliato a chi vuole evitare di avere una visione troppo settoriale della conoscenza, insomma!

Paolo Gangemi e Francesco C. Ugolini, La formula più bella del mondo : Quando su Eulero si posò la mano di Dio, Bollati Boringhieri 2025, pag. 144, € 18, ISBN 9788833943978 – come Affiliato Amazon, se acquistate il libro dal link Bezos mi dà qualche centesimo dei suoi utili
Voto: 5/5

Ultimo aggiornamento: 2026-01-18 12:02

Le matematiche (libro)

copertinaHo letto questo libro, anche se datato, (ma la matematica non diventa obsoleta!) perché ero curioso di vedere come i sovietici vedevano la matematica di base. A parte trovarmi subito all’inizio i risultati di Popov che mi hanno subito ricordato una barzelletta di quando ero giovane, e un’ovvia attenzione alla scuola russa anche con nomi che non ho mai sentito nominare, quello che mi ha colpito è stata l’attenzione ai problemi reali per cui sono stati ideati i metodi risolutivi. Questa in effetti è una cosa che non troviamo praticamente mai nei nostri testi: non so quanto sia utile in pratica, però fà almeno l’idea che la matematica non è avulsa dal mondo reale. Nulla da eccepire sulla traduzione di Giovanni Venturini.

A. D. Aleksandrov, A. N. Kolmogorov, M. A. Lavrentev (ed.), Le matematiche: Analisi, algebra e geometria analitica [Matematika], Bollati Boringhieri 1974 [Matemaika], pag. 457, € 22, ISBN 9788833903118, trad. Giovanni Venturini – come Affiliato Amazon, se acquistate il libro dal link Bezos mi dà qualche centesimo dei suoi utili
Voto: 3/5

Lost in the Shell (ebook)

copertina Quest’ultimo libro di Andrea Monti recupera e completa i testi più tecnici che ha pubblicato negli anni passati. Monti è un avvocato, e lo si nota dalla dovizia di particolari legali che si trovano nel testo: ma soprattutto da quando lo conosco (eravamo ancora nello scorso millennio…) è sempre stato interessato a leggere lo sviluppo tecnologico da un punto di vista olisitico, guardando non solo l’aspetto mediatico ma anche quello legale. Questo testo è breve, ma densissimo: probabilmente se l’avesse scritto qualcun altro avremmo avuto una lunghezza doppia. Questo significa che la lettura deve essere meditata: mi sono segnato decine di annotazioni mentre procedevo. Ma significa anche che arrivando al fondo si ha una visione molto più completa del tema, anzi dei temi, in questione.
I primi due capitoli mostrano come il concetto di identità si stia sfilacciando negli ultimi decenni, non solo perché tendiamo ad avere una o più personae virtuali che non corrispondono necessariamente alla nostra persona reale ma perché possiamo estrarre dati di svariati tipi dai nostri corpi per mezzo di sensori o interfacce; ciò però non è recepito dai sistemi legali, che continuano a vedere una persona come un ente monolitico. Quello che ho trovato davvero interessante è il modo in cui Monti tratta le intelligenze artificiali (non entriamo nel merito se sono davvero intelligenti oppure no). Monti ha una posizione netta al riguardo: le IA non possono essere considerate persone, nel senso di soggetti con diritti. Alla mia obiezione “le corporation non sono forse persone giuridiche?” la sua risposta è semplice: una corporation può dover rispondere delle conseguenze dei suoi atti, per esempio essendo multata; una IA no. Questo significa che tutta la narrazione attuale ha un problema di fondo, che viene nascosto sotto il tappeto mentre dovrebbe essere chiaro a tutti.
Monti non ha una soluzione pronta per i problemi che solleva, né crede che esista un’unica risposta: come dicevo, ritiene che bisognerebbe davvero porci questo problema. Secondo me, dovremmo tutti essere consci di cosa c’è in gioco: questi temi non sono praticamente mai trattati, e proprio per questo un libro come il suo è prezioso per allargare il nostro punto di vista. Non è obbligatorio essere degli esperti per farsi un’idea: l’importante è avere la possibilità di capire cosa davvero ormai abbiamo tra di noi e ci resterà.

Andrea Monti, Lost in the Shell : Mind, Body, Identity and the Technology of Information, Routledge 2025, pag. 175, € 35,08, ISBN 9781041033233 – come Affiliato Amazon, se acquistate il libro dal link Bezos mi dà qualche centesimo dei suoi utili
Voto: 5/5

Ignoranza artificiale (libro)

copertina Lo ammetto: mi sono accorto della copertina – indubbiamente legata al tema trattato! – solo dopo un po’ che stavo leggendo questo libro. Ma questo anche perché il modo con cui il mio amico Paolo Caressa ha deciso di scrivere il testo è davvero spiazzante. Uno potrebbe pensare che si dica “ignoranza artificiale” perché non ci si fida della capacità delle macchine di essere davvero intelligenti: ma, come dice la quarta di copertina, “ci sono cose che le macchine non sapranno mai”. (E, aggiungo io, non sapremo nemmeno noi a meno che non accettiamo la filosofia di sir Roger Penrose).
E che cosa sappiamo di poter non sapere? In ogni capitolo troviamo un argomento per cui abbiamo trovato un limite invalicabile. Si parte con la matematica, e quindi i teoremi di Gödel; segue un capitolo sulla computabilità. Il terzo capitolo comincia ad avvicinarsi alla struttura delle macchine IA, parlando di teoria dell’informazione. Nel quarto capitolo Caressa spiega come la teoria della probabilità permetta di ottenere della conoscenza, anche se appunto solo euristica e non certa. Non vi vengono in mente le risposte dei chatbot? Dopo un capitolo in cui si spiega come macchine deterministiche possano simulare il caso, si scoprirà il significato dei termini che sentiamo spesso usare parlando di IA, e si terminerà con una comparazione tra la nostra intelligenza e quella (presunta?) delle macchine. Il risultato è un libro di taglio prettamente divulgativo, che con la scusa di spiegare come funzionano le IA riesce anche a darci un’idea su quello a cui può davvero servire la matematica, che non è solo una sequela di conti. Lettura assai consigliata!

PS: il libro me lo sono comprato, questa non è una recensione sponsorizzata :-)

Paolo Caressa, Ignoranza artificiale : Quello che le macchine non sanno, Apogeo 2025, pag. 240, € 22, ISBN 9788850339297 – come Affiliato Amazon, se acquistate il libro dal link Bezos mi dà qualche centesimo dei suoi utili
Voto: 5/5

Ultimo aggiornamento: 2025-12-27 21:57

Il valore della misura (mostra)

Io non sapevo che tra i compiti delle Camere di commercio ci fosse anche quello di verificare la taratura degli strumenti di misura, per mezzo degli ispettori metrici (non che siano tantissimi: a Milano ce ne sono otto…) Quando la CCIAA di Milano MonzaBrianza e Lodi ha trovato in un magazzino vari set degli strumenti di misura usati all’inizio del secolo scorso, invece che buttarli via ha pensato di metterli in mostra nei locali di via Meravigli. Visto il successo ottenuto, la mostra è diventata permanente. In effetti non è facile sapere della sua esistenza: io l’ho scoperta per caso perché la classe di mia figlia è andata in visita, e a inizio dicembre sfruttando una giornata di ferie forzate ho prenotato una visita per conto mio, dove mi sono trovato insieme a una coppia di persone, per la serie “visita personalizzata”.

La metrologia (la scienza delle misurazioni) non è certo nota a molte persone: la persona che ci ha accompagnato ha quindi dovuto dare una serie di spiegazioni di base, seguite poi al termine della visita da quelle di un ispettore metrico che ha aggiunto varie informazioni pratiche, alcune delle quali mi erano ignote nonostante di metrologia ne sapessi qualcosa. Devo dire che la mostra è piccina, ma secondo me è interessante perché permette appunto di vedere un lato pratico che spesso tralasciamo: come facciamo a sapere se le bilance sono tarate correttamente, per esempio? Ho anche scoperto che i metalli preziosi che sono punzonati sono quattro (oro, argento, platino e … palladio, che pensavo fosse solo parte delle marmitte catalitiche), che i punzoni, oltre a essere di forma diversa a seconda del metallo, sono di varie dimensioni e ogni azienda che li tratta ha un codice formato da un numero progressivo e dalla sigla della provincia, e la Unoaerre ha appunto 1 AR come marchio :-)

Purtroppo la mostra, oltre che su prenotazione, è aperta solo in orario di ufficio: però mi è arrivata una mail dove segnalano queste giornate a ingresso libero.
• Domenica 15/02 → 10:00 – 17:00
• Domenica 01/03 → 10:00 – 17:00
• Giovedì 05/03 → 17:30 – 20:30
• Domenica 08/03 → 10:00 – 17:00
• Mercoledì 20/05 → 17:30 – 20:30

Io personalmente ho molto apprezzato l’iniziativa, non solo per le scuole ma anche per visitatori comuni come me. Ah: alla fine mi hanno dato un gadget a tema, un portachiavi che ha un metro a nastro e una minilivella :-)

Ultimo aggiornamento: 2025-12-25 19:57