Alberto Biraghi in questo giro è decisamente schierato per il non-voto alle prossime elezioni (di per sé lo sono anch’io, ma si sa che non sono un tipo militante). Oggi presenta due link al riguardo. Uno (purtroppo) è di beppegrillo™, che afferma di sapere già chi verrà eletto. Effettivamente il Vate Telematico ha ragione, nel senso che anch’io potrei indicare tranquillamente cinquecento deputati e duecento senatori che saranno “premiati” dalla votazione “popolare”. Ricordatemi che prima delle elezioni devo fare un post sull'”elettore marginale” e uno sul “meglio non votare per il mio partito”, tra l’altro.
Avrei invece dei dubbi sulla seconda citazione, da Peter Gomez: non tanto perché dice che al Senato non ci sarà una maggioranza certa – questo lo sappiamo già in tanti, anche se alla tivù non lo dicono – né perché dice che Sìlviolo deve stare attento perché sondaggi troppo alti potrebbero portare a un’astensione del suo elettorato – cosa possibile. Quello su cui non concordo è la frase finale: «il rischio ingovernabilità non è un effetto perverso del porcellum. È invece il secondo obiettivo di una riforma pensata e votata nel 2005 quando tutti davano per certo il trionfo del centro-sinistra». Scusate, ma non vedo proprio B. a farsi da parte per avere un governo tecnico. Secondo me lui contava su una riforma elettorale fatta dal centrosinistra per ritornare ad avere un premio di maggioranza nazionale e fare fuori gli altri anche al Senato… Vedremo tra poco più di un mese.
Ultimo aggiornamento: 2008-03-17 16:08