Archivi categoria: politica

Beata ingenuità!

In tempi fulminei, la Cassazione ha sentenziato che i comportamenti di Piero Marrazzo, quando l’anno scorso è stato colto in fragrante con una trans e (forse) un po’ di cocaina, non avevano nessuna rilevanza penale. Non si parla di sfruttamento della prostituzione, non si parla ovviamente di atti osceni in luogo pubblico – anche se via Gradoli potrebbe prima o poi diventarlo ad honoremm – non si parla di spaccio di droga, non si parla nemmeno di uso improprio di auto blu. L’ex governatore del Lazio ha commentato che lui ha sempre detto di essere innocente e finalmente c’è la dimostrazione che tutta la sceneggiata era stata fatta per incastrarlo; il suo avvocato ha ribadito che dopo la forzata aspettativa il suo assistito è pronto per rientrare al suo posto di lavoro in Rai.
Su quest’ultima cosa nulla da eccepire, anche se immagino ci voglia del coraggio ad apparire nuovamente in video considerando il telespettatore medio. Sulla prima parte, però, avrei qualcosa da dire. Innocente è innocente, e le sue preferenze sessuali sono irrilevanti, anche se magari i suoi elettori avrebbero avuto il diritto di conoscerle in anticipo. Ma quello che conta è che Marrazzo non ha ancora capito che in Italia c’è soltanto Uno che possa fare di queste cose e anche se rese pubbliche continuare ad avere il favore dei suoi. È una semplice constatazione fattuale, ma a quanto pare non è molto compresa…

Ultimo aggiornamento: 2010-04-20 16:56

Mantua me genuit, Calabri rapuere

Beh, che Vibo Valentia sia passata al PdL non è poi una di quelle notizie incredibili. Che la coalizione di centro destra abbia vinto a Mantova lo è un po’ di più. Mantova non è il primo capoluogo di provincia emiliano [1] dove la sinistra, sia pur annacquata come quella odierna, perde: alcuni anni fa persino Bologna era stata conquistata dalla lista civica di Guazzaloca.
Però dovrebbe essere chiaro a tutti che se il sindaco uscente non riesce a essere rieletto vuol dire che nella migliore delle ipotesi i suoi possibili elettori erano così scoraggiati del risultato da non aver nemmeno voglia di votare al ballottaggio, nella peggiore che sono sufficientemente delusi.
L’analisi di Rufo è interessante, raccontando dei casi in cui un monopolio possa peggiorare in qualità non appena entra nel mercato un altro concorrente. La cosa non è automatica, si veda la destra in Lombardia, ma nel caso del PD è assolutamente indubbia: ma tanto nessuno dei maggiorenti lascerà (forse perché non saprebbero che altro fare…) e quindi forse il ricambio ci sarà sì, ma con altri partiti.
[1] come dovreste sapere, nella geografia della politica italiana Mantova è in Emilia, mentre Piacenza è in Lombardia.

Ultimo aggiornamento: 2010-04-13 09:55

Contro il doppio lavoro

Le sconfitte alle comunali del mininistro Brunetta a Venezia e del sottosegretario ingegner Castelli a Lecco mi paiono un’ottima cosa.
Nel caso ve lo chiedeste, la mia gioia non è per la vittoria del centrosinistra, ma per una questione molto più generale. I rappresentanti del Popolo della Libertà e della Lega erano infatti stati pronti a render noto che in caso di vittoria loro non si sarebbero affatto dimessi dal governo, perché tanto sarebbero stati in grado di svolgere al meglio i due lavori. Ecco: io sono contento perché cotale protervia è stata punita. Già ho dei dubbi sul doppio lavoro di parlamentare e membro del governo, ma almeno sono compiti complementari; voler dirigere contemporaneamente una città e lo stato è però uno schiaffo a chi magari il lavoro lo cerca e non lo trova. Lasciatemi sperare che molti elettori di centrodestra l’abbiano capito – per quelli di centrosinistra credo il problema non si porrà per molto, molto tempo.

Ultimo aggiornamento: 2010-03-30 16:13

Chi vincerà le regionali?

Dal mio infimo punto di vista, mi pare chiaro che – se si vuol dare un significato nazionale a una consultazione locale – le elezioni regionali saranno vinte dalla coalizione che ha strappato più regioni all’altra; insomma se il centrodestra ne guadagnasse anche solo una in più rispetto all’attuale coppia Lombardia-Veneto avrebbe diritto di cantar vittoria, anche se al centrosinistra ne rimanessero otto su 11 al voto.
Accetterei comunque come parametro di vittoria “quel che conta è il numero totale di voti alle due coalizioni“, separando insomma il dato dei consigli regionali da quello del “voto nazionale”.
A quanto pare però Berlusconi non apprezza più nessuna di queste forme, e ha deciso che vincerà chi amministrerà più cittadini. Ecco, questo non mi pare sensato. Persino in uno stato come l’Italia che federale non è, le regioni – come regioni, claro – contano tutte allo stesso modo. Per dire, per chiedere un referendum costituzionale occorrono cinque regioni, non “cinque regioni con tot abitanti”. Poi è chiaro che i senatori sono eletti su base regionale e proporzionalmente alla popolazione, ma quello è appunto il Senato e non un organismo locale.
Mi resta da capire la ragione di questo voltafaccia (che come dico all’inizio non è nemmeno utile) e perché non si può più fare come una volta che si aspettavano i risultati per dire tutti “abbiamo vinto”
Aggiornamento: Ci ho pensato un po’ su. Il probabile guaio è che gli slogan elettorali sembra debbano essere sempre enormi per riuscire a far presa sull’elettorato. Così il centrodestra non poteva limitarsi a dire “ci basta prendere una sola regione in più” ma all’inizio voleva la maggioranza delle regioni: adesso deve per forza trovare un qualche altro tipo di “maggioranza”.

Ultimo aggiornamento: 2010-03-24 10:40

chi può essere la talpa?

Silvio Berlusconi stavolta ha ragione. Non sto scherzando. Sono perfettamente d’accordo con lui quando dice che ci sono state palesi violazioni della legge riferendosi alla pubblicazione delle intercettazioni delle sue telefonate a Minzolini e Innocenzi. (Che le telefonate siano illegali oppure no non lo so, e non lo sa ancora nessuno: non siamo nemmeno arrivati a un rinvio a giudizio).
Quello che però mi chiedo è chi è stato a mandare ai giornali i riassunti delle suddette intercettazioni. È perfettamente vero che il periodo immediatamente prima delle elezioni regionali è sospetto. Però…Dal punto di vista dei potenziali elettori di centro, centro-centrosinistra e sinistra la cosa non muta affatto le intenzioni; non mi direte che un elettore scoraggiato si desti dal suo torpore, decida che il troppo è troppo, e corra alle urne per infliggere una cocente sconfitta. Mi sembra molto più facile che un elettore di centrodestra che era scoraggiato decida di mobilitarsi per dare il proprio contributo contro chi non Lo vuole…
(ammetto che questa dietrologia parte dal principio che a sinistra non siano dei cretini totali, e che quindi sia fallace. Ma sono un ottimista dentro)

Ultimo aggiornamento: 2010-03-16 12:02

giovani? ma che gggiovani?

Ieri Pierluigi Bersani ha rilasciato questa dichiarazione: «L’altro giorno ho detto che Berlusconi è un disco rotto, ora dico che è un Cd rotto, così mi faccio capire anche dai giovani».
“Un cd rotto” lo capiscono i quarantenni. Già per i trentenni la metafora corretta è al limite “un MP3 che ba-ba-balbetta”; i ventenni immagino che pensino a uno streaming in loop. Se questa è l’idea di giovani che ha il PD, è chiaro che non vinceranno mai le elezioni.

Ultimo aggiornamento: 2010-03-16 10:01

illegittima procrastinazione

Io sono tendenzialmente favorevole al principio del legittimo impedimento. Paradossalmente lo ritengo addirittura più logico nel caso di procedimenti penali non direttamente collegati agli atti legislativi di un qualche ministro. Ritengo anche che la norma sia incostituzionale, però: nessuna contraddizione, ma la semplice constatazione che ponendo in essere una disuguaglianza tra cittadini dovrebbe essere votata come legge costituzionale.
Detto questo, non riesco a capire il vantaggio del PresConsMin. Col legittimo impedimento i tempi di prescrizione si congelano, e quindi non si possono fare le solite manfrine di giustifiche dell’ultimo momento. La posizione dell’imputato viene stralciata, e quindi è più facile arrivare a una sentenza per gli altri imputati: se la sentenza è di assoluzione tanto meglio per tutti, ma altrimenti resta una spada di Damocle. L’unico risultato pratico sembra insomma nascondere sotto il tappeto i problemi e spostarli di qualche tempo; anche il salvacondotto Alfano bis che dovrebbe arrivare come legge costituzionale non può fare altro che spostare i tempi, ma non annullerà nulla. L’unica cosa che mi può venire in mente è che il PresConsMin pensi di restare vita natural durante al governo, morire durante una riunione del Consiglio dei Ministri e quindi non aver più da preoccuparsi della giustizia terrena: però non riesco a crederci. Insomma, cosa c’è sotto secondo voi?

Ultimo aggiornamento: 2010-03-11 10:55

Forma e sostanza

Vi sarete accorti che per tutta la scorsa settimana Formigoni ostentava sicurezza dicendo che, anche ammesso che per le loro firme la forma non fosse corretta, la sostanza lo era. Insomma, la sostanza è più importante della forma.
Non vi sarete però probabilmente accorti che la sentenza del Tar che ha riammesso il listino Formigoni non ha affatto guardato alla sostanza ma solamente alla forma; come avevo parafrasato l’altro giorno, la ragione della riammissione è stata “La Corte d’Appello aveva già ammesso la lista; quindi il ricorso altrui non poteva essere considerato valido per rifiutarla successivamente”. Non ve ne siete accorti perché Roberto, pur avendolo fatto dire ai suoi avvocati, si è guardato bene dal declamarlo in conferenza stampa. Si vede che ha ancora un minimo di pudore.

Ultimo aggiornamento: 2010-03-09 07:00