Archivi categoria: pipponi

Corsi e ricorsi

Leggo da Copiascolla, il motivo per cui in questi giorni ePolis non si trova in giro (e probabilmente anche la ragione per cui qualcuno era capitato nel mio blog con quella chiave di ricerca). In pratica, lo stampatore del giornale ha smesso di stamparlo perché Niki Grauso non lo stava pagando.
Conoscendo il lettore medio delle mie notiziole, so che parecchi di voi al nome di Grauso associano quello di Video OnLine, il famoso “accesso gratuito a Internet” di una dozzina di anni fa. E si ricorderanno anche che VOL venne ceduta a Telecom, che la unì alla sua Telecom OnLine (che era solo su ISDN, non per snobismo ma per evitare grane sulla posizione dominante) per creare tin.it. Il tutto con il beneplacito del Garante. Quello che si sentiva sottovoce (e naturalmente senza prove…) è che Telecom aveva 26 miliardi di lire di crediti verso VOL, che aveva un fatturato annuo di 5 miliardi. In pratica, la vendita è stata necessaria per non portare i libri in tribunale.
Chissà chi comprerà ePolis :-)

Ultimo aggiornamento: 2007-07-19 14:20

Selva 3

Gustavo Selva mi ha fatto perdere la scommessa. Forse perché non era certo della comprensione dei suoi colleghi, e sicuramente perché ha immaginato che a metà luglio il cervello degli italiani è sufficientemente sfatto per avere dimenticato quello che era successo sei settimane fa, ha pensato bene di ritirare le proprie dimissioni, mentre io scommettevo che sarebbero stati i colleghi a dirgli “mannò, resta con noi!”.
Restano da fare alcune considerazioni. Innanzitutto, il Parlamento continua ad essere oberato di lavoro, visto che in sei settimane non è riuscito a portare all’ordine del giorno la richiesta di dimissioni. Inoltre, il povero Gustavo nella sua riorganizzazione della realtà (immagino che il virgolettato sia suo, anche se con Rep.it non si sa mai) si è completamente dimenticato di quanto pronunciato da lui al tempo, il che potrebbe essere un indizio di una grave malattia degenerativa cerebrale.
Però credo che il punto che sia sfuggito a molti è la sua risposta alla ministra Turco, che come titolare della Sanità ha fatto notare come “il bilancio poteva essere più tragico se un’altra persona avesse avuto bisogno dell’ambulanza”. Il suo commento, oltre alla considerazione “il lessico vetero-comunista per infangare l’avversario politico resta duro a morire in una senatrice post-comunista” che credo sia uscita per default in quanto presente nel Manuale di Conversazione Politica ad Uso della Casa delle Libertà, edizioni SilvioB, è stato il seguente: “Questo non poteva accadere perché l’ambulanza era a disposizione solo per chi si trovava a Palazzo Chigi”. Dalle mie parti si chiama apartheid, per lui non so: sicuramente non “casta”, visto che il ritiro delle dimissioni è per lui un “segno di rispetto” verso il Senato, dato che “se voi mi assolvete potrebbe sembrare la casta che si autodifende”. Sì, “se voi mi assolvete”. Le dimissioni sono per lui più o meno l’equivalente di un Confiteor, e l’assoluzione doveva essere automatica: altrimenti mica sarebbe stato così stupido da presentarle!
PS: PaulTheWineGuy mi ha fatto notare la chicca finale, dove non ero riuscito ad arrivare (lui aveva il vantaggio di avere scelto di leggere la notizia sul Corsera, dove hanno compresso meglio le informazioni). Il nostro rappresentante ha infatti detto che “Un voto in meno del centrodestra al Senato è un giorno in più per il governo Prodi”… come se al posto suo arrivasse un perikoloso komunista e non il primo dei non eletti di AN.
Aggiornamento: (18 luglio) Visto che qualcuno è arrivato fin qua cercando di scoprire chi sarebbe subentrato a Selva in caso di sue dimissioni, ho fatto una rapida ricerchina e sono arrivato qua. Visto che gli eletti veneti per AN sono stati tre, il primo dei non eletti è Paolo Danieli. Spero di aver fatto cosa gradita.

Ultimo aggiornamento: 2007-07-17 21:05

il bel fondoschiena

Repubblica, confermandosi un quotidiano attento a quanto interessa alla gggente, pubblica
questa lettera, presumibilmente da questa persona (no, non so se nel sito ci sono sue foto), che si lamenta perché la gente snobba le sue due lauree e guarda unicamente il suo fondioschiena.
Bene, io non ho nessuna voglia di fare il politicamente corretto. Quando leggo una frase come «Se io vado in cantiere con i tacchi a spillo attiro l’attenzione… non perché vado contro il decreto sulla 494, ma perché ho pur sempre una bella caviglia… e mi sogno di poter essere presa sul serio nel dare indicazioni sull’impianto elettrico» il mio pensiero è “se vai in cantiere con i tacchi a spillo, sei un’idiota”. Non stiamo parlando di una riunione, dove possiamo discutere sulle regole non scritte di abbigliamento, ma di un posto dove il tacco a spillo non solo è scomodo, ma ancbhe inutile e pericoloso. E provare a scegliere altri esempi?
(però sono d’accordo quando scrive «Del resto in Italia i giornali non fanno giornalismo, fanno mercato»)

Ultimo aggiornamento: 2007-07-17 11:08

Domande spiazzanti

Su Repubblica cartacea di venerdì, sezione milanese, c’è un intervista al neomaturato Matteo Albini. Domanda: “I commissari esterni sono stati molto severi?” Risposta: “Noi abbiamo avuto professori bravi che però facevano domande spiazzanti. A me hanno chiesto chi c’era in Etiopia prima che arrivasse Mussolini”. La domanda “spiazzante” non è stata fatta a uno studente di un istituto tecnico, dove magari non è che storia sia una materia così seguita dagli studenti, ma in un liceo classico. D’altra parte, visto che il giovane lo dice con tutta tranquillità, immagino che per lui fosse assolutamente normale non sapere nulla al riguardo. E poi ci chiediamo quali sono i danni della televisione?
Se questo è il livello di chi esce da un liceo classico…

Ultimo aggiornamento: 2007-07-16 09:35

Di Pietro e Second Life

Ormai Antonio Di Pietro sembra essersi davvero lanciato su Second Life, come si può vedere dalla “conferenza stampa virtuale” tenuta ieri e che il Corsera ha preso in giro.
Second Life è una di quelle cose che non mi ha mai acchiappato, quindi non saprei nemmeno dire se la conferenza stampa è stata un successo oppure no. Stefano Epifani ha ragione: non solo tra i blog (che non ho letto), ma nemmeno l’articolo del Corsera racconta quali erano i temi trattati, ma si limita a considerazioni di colore e a parlare delle domande del pubblico.
Detto tutto questo, non me la sento comunque di andare contro Tonino. Innanzitutto lui (occhei, i suoi spin doctor) sono riusciti a prendersi il primo posto, con tutto il battage pubblicitario correlato; pubblicità sicuramente positiva rispetto a quella che ci si becca con le piazzate tra colleghi della maggioranza. Poi c’è un altro punto che mi sembra non essere stato considerato a sufficienza. Il politico è virtualmente visibile, ma non è affatto detto che le risposte le scriva lui, o perlomeno le scriva senza nessun controllo altrui. Questo aiuta molto chi è facile alle gaffe, e di per sé non è nemmeno una brutta cosa, perché paradossalmente è contro la spettacolarizzazione della politica. Sì, è buffo dirlo quando si sta parlando di Second Life. E allora?

Ultimo aggiornamento: 2007-07-13 10:15

Lei sì che è fortunata…

Trafiletto sul Corsera. Incipit: “Brutta avventura per l’atalantino Riccardo Zampagna” (che poi sarebbe un calciatore… si imparano tante cose leggendo i giornali). Si legge che sulla sua Audi SUV – la quintessenza, insomma – ha tamponato una trentenne sul suo motorino: dopo avere scoperto che era ubriaco perso, gli è stata tolta la patente ed è stato denunciato a piede libero. Fin qua, purtroppo, nulla di strano. Ma la chiusa è fenomenale. «Meglio è andata alla donna»: in effetti, in fin dei conti ha solo avuto una prognosi di dieci giorni e poi per lei sarà tutto come prima (beh, forse il motorino no).
Stampatevi quell’articolo: se mai vi sentirete depressi, potrete capire quanto poco ci vuole per essere fortunati.

Ultimo aggiornamento: 2007-07-10 16:00

Leggi perdute

Leggo da Mantellini che il senatore dei Verdi Mauro Bulgarelli (penso ne abbiate già sentito parlare…) avrebbe presentato un disegno di legge “per introdurre in Italia il fair use”. I curiosoni semplici possono andare a leggere l’articolo su Punto Informatico, dove – intendiamoci – si leggono cose intelligenti, tipo la libertà di immagini a bassa risoluzione. I più curiosi possono invece andare a vedere la pagina al Senato dove si dice che il DDL è stato presentato… il 4 aprile, ma non vi è nessuna traccia. Non solo non è stato assegnato ad alcuna commissione, ma non c’è traccia del testo, se non la criptica riga “PENE DETENTIVE (Art.1), PENE PECUNIARIE (Art.1), SOFTWARE (Art.1)” che devo dire non è che ispiri poi così tanta fiducia. Ho cercato in lungo e in largo, ma non sono nemmeno riuscito a trovare il cognome “Bulgarelli” nel resoconto della seduta del 4 aprile.
Ora, immaginando che non è che il testo del DDL non sia disponibile perché sotto copyright, mi chiedo se qualcuno se l’è perso per strada oppure se nel luogo teoricamente deputato a stilare le leggi sia possibile mettere un “segnaposto” e aspettare un centinaio di giorni prima di riempire lo spazio vuoto, in modo da fare le cose con la maggiore abilità possibile. No, non rispondetemi, non credo di volere sapere la risposta :-(

Ultimo aggiornamento: 2007-07-10 10:37

la deficienza va in appello

Sembrava troppo facile che la storia della professoressa che aveva fatto scrivere per cento volte a un proprio allievo “sono un deficiente” finisse con l’assoluzione in primo grado. Il pm Ambrogio Cartosio ha infatti immediatamente impugnato la sentenza, con un ricorso di ben trentasette pagine dove a quanto pare riesce anche a citare la Convenzione di Ginevra (scrivere cento volte quella frase è indubbiamente un trattamento degradante, tanto che ricordo che il ragazzo non è mai riuscito a scrivere “deficiente” con due i) ma soprattutto che «Il sistema adottato è consistito nel costringerlo a insultarsi e rendere pubblica la propria autocritica: un metodo da rivoluzione culturale cinese del 1966». Onestamente credevo che nella Rivoluzione Culturale l’autocritica fosse giusto la cosa meno preoccupante, ma è ovvio che io sono uno sporco revisionista.
Preso atto di tutto ciò, mi resta un dubbio. Ma quale sarebbe stata, secondo questo pubblico ministero, la punizione giusta per il ragazzo? Ammesso naturalmente che dire al suo compagno di classe preadolescente “tu non puoi entrare nei bagni dei maschi perché sei gay” sia da lui considerato un provvedimento da sanzionare, e non una dimostrazione di “essere macchio”… Magari nelle trentasette pagine c’è anche spiegato tutto, ma purtroppo non ho accesso al documento.

Ultimo aggiornamento: 2007-07-09 15:45