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Franza o Spagna, basta che se magna

I ripetuti inviti al dialogo da parte del presidente Napolitano e di Vuoto Weltroni a quanto pare hanno finalmente trovato un’importante eco. Il Senato tutto, all’unanimità, ha approvato una mozione presentata dell’ex ministro Paolo De Castro. Tale mozione, tenetevi stretti, «è un atto formale per impegnare il governo alla “salvaguardia e valorizzazione” della dieta mediterranea e a “proseguire con grande determinazione” le iniziative perché venga inserita nel patrimonio dell’umanità dell’Unesco.» Ma c’è di più: non solo la mozione è bipartisan, ma addirittura supera gli angusti confini europei, visto che è «un’iniziativa congiunta di Italia, Spagna, Grecia e Marocco, all’insegna di “un’identità alimentare e culturale comune”.»
D’accordo che l’Unesco è già riuscito nel dubbio exploit di inserire tra i patrimoni (immateriali) dell’umanità lo Zecchino d’Oro, il che la dice lunga sull’utilità attuale dell’agenzia. Ma non vedo perché il Parlamento debba rendersi complice di queste ridicolaggini.

Ultimo aggiornamento: 2008-06-27 12:09

giustizialismo

Nonostante il tentativo di Silvio B. di convincerci che i giudici sono tutti cattivi e che noi italiani vivremmo in un paese idilliàco e paradisiàco senza di loro, la mia sensazione è che sotto sotto l’italiano medio si lamenti dell’opposto, e cioè che i giudici siano troppo buoni. Tra ieri e oggi ci sono stati due esempi preclari.
Ieri il Tribunale del Riesame ha formalmente cancellato la denuncia per omicidio volontario nei confronti di Pierpaolo Brega Massone, il primario della clinica Santa Rita di Milano, che comunque rimane in carcere accusato di lesioni gravissime e truffa ai danni del SSN. Oggi la Giunta per le Autorizzazioni del Parlamento (occhei, non sono giudici, ma mi spiego dopo) ha respinto all’unanimità la richiesta di arresti domiciliari per Nicola Di Girolamo, il senatore eletto all’estero per il Popolo delle Libertà che ha fatto finta di essere residente a Bruxelles senza neanche essersi preso prima lo stradario; decisione quest’ultima che ha fatto arrabbiare molto Tonino Di Pietro che però in effetti magistrato non lo è più.
Ma pensiamo un attimo ai due casi. Brega Massone, che spero si becchi una condanna esemplare, non aveva nessun interesse ad ammazzare i propri pazienti: un paziente morto non è più un paziente operabile, e quindi non è più una fonte di guadagno. Quindi ci sono delle possibilità che si tratti di omicidio colposo, fors’anche preterintenzionale – e il processo lo dovrà valutare; ma omicidio volontario si direbbe un po’ difficile. Quanto a Di Girolamo, a cosa serve metterlo agli arresti, ancorché domiciliari? Le prove non le può più inquinare, visto che i fatti sono sotto gli occhi di tutti; per quanto riguarda la reiterazione del reato non mi pare ci siano elezioni a breve; a meno che non si creda che voglia scappare ad Etterbeek per capire esattamente dove si trova la sua residenza ufficiale non vale nemmeno la possibilità di fuga. Di nuovo, mi aspetto una pena esemplare; ma prima si fanno i processi e poi si comminano le pene.
Eppure si sentono alti lamenti contro questa malagiustizia: quasi più di quelli contro i giudici che rilasciano immediatamente i ladri, in modo che siano pronti a derubarci di nuovo. Gli antichi romani avevano proprio ragione: panem et circenses, e anzi in questo periodo in cui il prezzo della farina sta schizzando verso l’alto potremmo anche recuperare la prima parte della frase…

Ultimo aggiornamento: 2008-06-24 19:46

quando Radiopop ciurla nel manico

L’ultima notizia del giornale radio di stamattina di Radio Popolare verteva sulle dichiarazioni di “Ringhio” Gattuso secondo cui «”Le nozze tra omosessuali non mi trovano d’accordo: per me le nozze sono tra un uomo e una donna», con relativo commento di Franco Grillini al riguardo.
La prima cosa che mi è venuta in mente è un banale “dove sta il problema se un cittadino italiano senza cariche pubbliche esprime il proprio parere?” Dovremmo ancora vivere in un paese libero, per quanto ne so, e se Gattuso non è d’accordo con le nozze gay ha tutto il diritto di affermarlo.
Ho però poi scoperto la fonte della citazione (un articolo della rosea), leggendo che il ringhiopensiero non terminava così ma proseguiva con «Sì, io mi scandalizzo, perché credo nella famiglia. E se credi nella famiglia e nella tua religione, non puoi essere d’accordo. Poi, siamo nel 2008 e ognuno fa quello che vuole» (neretto mio). Insomma, il povero calciatore ha esplicitamente affermato che quello che diceva era una sua opinione personale ma non si sognava di dettare le regole agli altri, e non lo trattano così ma tagliano artatamente il suo discorso?
(ma io lo so, qual è il vero motivo. Gattuso gioca nel Milan, ed è ben noto che già da ben prima dell’arrivo di Sivio B. come presidente del Milan la redazione di Radiopop è tutta di interisti)

Ultimo aggiornamento: 2008-06-21 14:18

dimenticate il codice della strada

Ho letto questo articolo sull’edizione torinese di Repubblica. Lasciamo perdere come l’articolista sia riuscita a fare un fritto misto tra la taratura degli autovelox e quella dei semafori che ti pinzano col rosso: cito testualmente: «una temperatura troppo elevata o troppo bassa, le vibrazioni dei mezzi sulla strada, l´angolazione della telecamera rispetto all´asfalto possono falsare il dato registrato». Tenendo conto che la macchina fotografa il semaforo e il veicolo. iimmagino che le vibrazioni potrebbero causare un effetto doppler che faccia virare il colore del semaforo dal verde al rosso, e la temperatura scaldare la pellicola o il CCD sempre per cambiare il colore. Ma l’angolazione della telecamera? ha forse un grandangolo che sposta di qualche metro la striscia di arresto, e fanno sembrare l’auto inopinatamente avanzata fino in mezzo all’incrocio?
Ma credo che sia molto più “istruttivo” il motivo per cui un imprenditore di Chieri è riuscito a farsi cancellare la multa «Stando al suo racconto, l´uomo avrebbe attraversato con il verde ma a causa della coda quando il rosso è scattato si trovava ancora in mezzo alla strada. Peccato che questa circostanza di forza maggiore non potesse essere rilevata dalla fotografia arrivata a casa.» Davvero interessante. Dire che il Codice della Strada (articolo 145, comma 7) affermi che «È vietato impegnare una intersezione o un attraversamento di linee ferroviarie o tranviarie quando il conducente non ha la possibilità di proseguire e sgombrare in breve tempo l’area di manovra in modo da consentire il transito dei veicoli provenienti da altre direzioni.» Concetto molto complicato, visto che il giudice di pace non ha ritenuto opportuno usarlo e ha scelto di dare ragione all’imprenditore (un Sìlviolo in sedicesimo?) Certo, ci possono essere casi in cui tu sei costretto a metterti in mezzo all’incrocio per forza maggiore: ad esempio, se dietro di te arriva un’ambulanza a sirene spiegate e tu devi farle strada. In questo caso mi aspetto però che ci sia anche la foto dell’ambulanza ;-) Ma in effetti non vale la pena di fare tutta questa fatica, quando basta avere un avvocato abbastanza furbo.

Ultimo aggiornamento: 2008-06-12 11:18

ma non si può fare causa a lei?

Leggo sul Corsera che Wanda Montanelli porta in tribunale l’Italia dei Valori per «danni esistenziali»: per «la mancata gratificazione di un ruolo istituzionale», la mancata «evoluzione della carriera politica», il danno «alla serenità, al tempo perso e alla cinestesi lavorativa» (tutti i virgolettati sono del giornalista).
A parte le tristi risate che mi sono fatto al pensiero di una “mancata evoluzione della carriera politica”, risate tristi perché io sono ancora convinto che la carriera politica sono gli elettori che dovrebbero avallarla, e a parte che non so cosa sia la cinestesi lavorativa e nemmeno il De Mauro mi sa dire qualcosa al riguardo, vorrei aggiungere i miei due eurocent. La signora Wanda Montanelli è da anni che mi straccia i cosiddetti con i suoi comunicati stampa – rigorosamente in allegato – che mi arrivano sulla vecchia casella tin.it, senza ovviamente che io li abbia mai chiesti e senza nemmeno una possibilità di eliminarmi dalla sua mailing list. Non dico il milione di euro che la signora Wanda Montanelli ha chiesto a Di Pietro, ma qualche migliaio di euro glieli potrei chiedere?

Ultimo aggiornamento: 2008-06-11 09:57

come nobilitare maggiormente l’uomo

Come potete leggere su Repubblica – oppure qua se preferite l’inglese e volete trovare i puntatori ai comunicati dell’UE – i ministri del lavoro dell’Unione Europea hanno fatto un bellissimo accordo, parole loro. Sì, i lavoratori interinali avranno il diritto alla stessa paga degli assunti fin dal primo giorno e gli stessi diritti in caso di malattia, anche se dopo tre mesi; ma la cosa che salta più all’occhio è il nuovo tetto di ore lavorative in una settimana. Anzi no, peggio ancora: il tetto rimane a 48 ore, ma come per le case è possibile costruire un soppalco, e arrivare a 60 ore la settimana. (Non guardate il limite di 65 ore: è nei casi di lavoro a chiamata in cui anche l’attesa conta come lavoro, il che significa che comunque sei a disposizione ma non stai faticando). Visto che gli euroburocrati sono buoni, hanno aggiunto che non puoi iniziare a farti un mazzo tanto dal primo giorno; che l’iperstraordinario deve essere su base prettamente volontaria; che non puoi essere mobbato se ti rifiuti di farlo. Come? qualcuno sta dicendo che il secondo e il terzo punto sono in contraddizione? Allora non hanno bene capito come funzionano le cose nelle piccole imprese.
Sessanta ore significano dodici ore al giorno dal lunedì al venerdì, o se preferite dieci ore al giorno dal lunedì al sabato: più o meno quello che si faceva nel 1908. Quel che è peggio, è che l’arretramento viene sbandierato come grande conquista, un po’ come il taglio di tasse sugli straordinari che fa tanto bene alle aziende ma è spacciato come la mecca per l’operaio o l’impiegatuccio che finalmente – se il capo glielo consente – potrà restare inchiodato al pezzo per avere lo stesso potere di acquisto di dieci anni fa.
Prepariamoci, che non è finita qui.

Ultimo aggiornamento: 2008-06-10 18:04

Quanto vende _Il Foglio_?

Giovedì sera, mentre tornavo a casa dall’ufficio (a piedi, perché giovedì mattina pioveva forte) sono passato davanti a un’edicola né grossa né piccola che stava chiudendo, e ritirando i giornali. L’edicolante stava ritirando il pacco di copie invendute de Il Foglio. Erano una quindicina: fortunatamente il quotidiano ferrariano è sottile, e non sono stati poi così tanti gli alberi che sono stati piantati solo per diventare parte del nostro mondo “getta senza usare”.
Purtroppo sono un timidone, e non ho avuto il coraggio di chiedere all’edicolante quante copie avesse venduto nella giornata: posso immaginare quattro o cinque, visto che ero in una zona periferica senza un bacino d’utenza presumibilmente interessato a quel tipo di articoli. Visto però il risultato pratico, ho come il sospetto che gli aiuti ai quotidiani siano legati al numero di copie stampate, non a quelle vendute: e che il Giulianone queste cose le sa benissimo, e ha quindi scelto di fare un quotidiano con poche pagine (la carta costa sì, ma mi sa che le prebende siano indipendenti dal peso di una singola copia) e vivere così di aiuti, da vero cortigiano.
Mah. Peccato che dopo il gran casino del V2-Day con le firme inutili per il referendum persino beppegrillo™ abbia lasciato perdere tutto.

Ultimo aggiornamento: 2014-03-04 12:29

Traffico di rifiuti

Leggendo bene il discorso di ieri di Napolitano, a me in effetti vengono in mente un po’ di cose.
La prima è molto banale: dando per buono che «La criminalità organizzata è responsabile di molti traffici compreso quello dei rifiuti tossici», e che «questi rifiuti insalubri in gran parte sono arrivati dal nord» (non sarebbe così strano, immagino che ci siano più piccole attività industriali altamente inquinanti al nord che al sud), se ne deduce che i campani devono comunque piangere sé stessi per la condizione in cui si trovano, dato che Napolitano ha in pratica detto che le discariche sono gestite dalla camorra.
La seconda è più sottile. Le immagini che si vedevano fino a poco tempo fa (diciamo metà aprile?) erano di rumenta assolutamente normale, tipo quella che io butto via tutti i giorni. Si direbbe quasi che il Presidente della Repubblica ci stia dicendo che i rifiuti tossici prodotti nel nord Italia siano così tanti da riempire le discariche campane, senza lasciare spazio per l’immondizia “locale”. Altrimenti il discorso non avrebbe senso (beh, sì, potrebbe essere stato qualcosa tipo “se convincete i camorristi a non prendere i rifiuti tossici allora potrete stare tranquilli che le discariche previste non daranno alcun problema”, ma mi pare un concetto un po’ difficile da sostenere con quelli che stanno facendo i blocchi). Ma a questo punto inizio a capire perché l’Autosole è così piena di camion: fanno la spola per portare giù i rifiuti tossici!

Ultimo aggiornamento: 2008-06-05 14:53