Archivi categoria: pipponi

ma non si può fare causa a lei?

Leggo sul Corsera che Wanda Montanelli porta in tribunale l’Italia dei Valori per «danni esistenziali»: per «la mancata gratificazione di un ruolo istituzionale», la mancata «evoluzione della carriera politica», il danno «alla serenità, al tempo perso e alla cinestesi lavorativa» (tutti i virgolettati sono del giornalista).
A parte le tristi risate che mi sono fatto al pensiero di una “mancata evoluzione della carriera politica”, risate tristi perché io sono ancora convinto che la carriera politica sono gli elettori che dovrebbero avallarla, e a parte che non so cosa sia la cinestesi lavorativa e nemmeno il De Mauro mi sa dire qualcosa al riguardo, vorrei aggiungere i miei due eurocent. La signora Wanda Montanelli è da anni che mi straccia i cosiddetti con i suoi comunicati stampa – rigorosamente in allegato – che mi arrivano sulla vecchia casella tin.it, senza ovviamente che io li abbia mai chiesti e senza nemmeno una possibilità di eliminarmi dalla sua mailing list. Non dico il milione di euro che la signora Wanda Montanelli ha chiesto a Di Pietro, ma qualche migliaio di euro glieli potrei chiedere?

Ultimo aggiornamento: 2008-06-11 09:57

come nobilitare maggiormente l’uomo

Come potete leggere su Repubblica – oppure qua se preferite l’inglese e volete trovare i puntatori ai comunicati dell’UE – i ministri del lavoro dell’Unione Europea hanno fatto un bellissimo accordo, parole loro. Sì, i lavoratori interinali avranno il diritto alla stessa paga degli assunti fin dal primo giorno e gli stessi diritti in caso di malattia, anche se dopo tre mesi; ma la cosa che salta più all’occhio è il nuovo tetto di ore lavorative in una settimana. Anzi no, peggio ancora: il tetto rimane a 48 ore, ma come per le case è possibile costruire un soppalco, e arrivare a 60 ore la settimana. (Non guardate il limite di 65 ore: è nei casi di lavoro a chiamata in cui anche l’attesa conta come lavoro, il che significa che comunque sei a disposizione ma non stai faticando). Visto che gli euroburocrati sono buoni, hanno aggiunto che non puoi iniziare a farti un mazzo tanto dal primo giorno; che l’iperstraordinario deve essere su base prettamente volontaria; che non puoi essere mobbato se ti rifiuti di farlo. Come? qualcuno sta dicendo che il secondo e il terzo punto sono in contraddizione? Allora non hanno bene capito come funzionano le cose nelle piccole imprese.
Sessanta ore significano dodici ore al giorno dal lunedì al venerdì, o se preferite dieci ore al giorno dal lunedì al sabato: più o meno quello che si faceva nel 1908. Quel che è peggio, è che l’arretramento viene sbandierato come grande conquista, un po’ come il taglio di tasse sugli straordinari che fa tanto bene alle aziende ma è spacciato come la mecca per l’operaio o l’impiegatuccio che finalmente – se il capo glielo consente – potrà restare inchiodato al pezzo per avere lo stesso potere di acquisto di dieci anni fa.
Prepariamoci, che non è finita qui.

Ultimo aggiornamento: 2008-06-10 18:04

Quanto vende _Il Foglio_?

Giovedì sera, mentre tornavo a casa dall’ufficio (a piedi, perché giovedì mattina pioveva forte) sono passato davanti a un’edicola né grossa né piccola che stava chiudendo, e ritirando i giornali. L’edicolante stava ritirando il pacco di copie invendute de Il Foglio. Erano una quindicina: fortunatamente il quotidiano ferrariano è sottile, e non sono stati poi così tanti gli alberi che sono stati piantati solo per diventare parte del nostro mondo “getta senza usare”.
Purtroppo sono un timidone, e non ho avuto il coraggio di chiedere all’edicolante quante copie avesse venduto nella giornata: posso immaginare quattro o cinque, visto che ero in una zona periferica senza un bacino d’utenza presumibilmente interessato a quel tipo di articoli. Visto però il risultato pratico, ho come il sospetto che gli aiuti ai quotidiani siano legati al numero di copie stampate, non a quelle vendute: e che il Giulianone queste cose le sa benissimo, e ha quindi scelto di fare un quotidiano con poche pagine (la carta costa sì, ma mi sa che le prebende siano indipendenti dal peso di una singola copia) e vivere così di aiuti, da vero cortigiano.
Mah. Peccato che dopo il gran casino del V2-Day con le firme inutili per il referendum persino beppegrillo™ abbia lasciato perdere tutto.

Ultimo aggiornamento: 2014-03-04 12:29

Traffico di rifiuti

Leggendo bene il discorso di ieri di Napolitano, a me in effetti vengono in mente un po’ di cose.
La prima è molto banale: dando per buono che «La criminalità organizzata è responsabile di molti traffici compreso quello dei rifiuti tossici», e che «questi rifiuti insalubri in gran parte sono arrivati dal nord» (non sarebbe così strano, immagino che ci siano più piccole attività industriali altamente inquinanti al nord che al sud), se ne deduce che i campani devono comunque piangere sé stessi per la condizione in cui si trovano, dato che Napolitano ha in pratica detto che le discariche sono gestite dalla camorra.
La seconda è più sottile. Le immagini che si vedevano fino a poco tempo fa (diciamo metà aprile?) erano di rumenta assolutamente normale, tipo quella che io butto via tutti i giorni. Si direbbe quasi che il Presidente della Repubblica ci stia dicendo che i rifiuti tossici prodotti nel nord Italia siano così tanti da riempire le discariche campane, senza lasciare spazio per l’immondizia “locale”. Altrimenti il discorso non avrebbe senso (beh, sì, potrebbe essere stato qualcosa tipo “se convincete i camorristi a non prendere i rifiuti tossici allora potrete stare tranquilli che le discariche previste non daranno alcun problema”, ma mi pare un concetto un po’ difficile da sostenere con quelli che stanno facendo i blocchi). Ma a questo punto inizio a capire perché l’Autosole è così piena di camion: fanno la spola per portare giù i rifiuti tossici!

Ultimo aggiornamento: 2008-06-05 14:53

Pena di morte per procura

Devo dire che mi stupisce scoprire che qualcuno riesce a leggere CronacaQui, un quotidiano che fa sembrare Libero un giornale borghesuccio. Ad ogni modo, grazie a pbeneforti, ho scoperto che è stato urgentemente espulso un tunisino, che era sotto custodia cautelare per un processo per atti di terrorismo. Posso anche credere che questa persona sia effettivamente un terrorista, e che si meriti un bel po’ di anni in gattabuia. Peccato però che in Tunisia quelle cose le puniscono con la pena di morte, e che in genere l’Italia ha sempre rifiutato di estradare persone che potevano essere giustiziate nel paese di origine. Ma si sa, qui non si parla di estradizione ma di espulsione, che anche se inizia con la stessa lettera dell’alfabeto è una cosa ben diversa: proprio come la parola “terrorismo” è stata scelta apposta per evitare di correre il rischio che qualcuno definisca tali cose “atti politici” su cui la Costituzione parla chiaro. Non era probabilmente questo il caso, ribadisco: resta il fatto che nonostante un pronunciamento della Corte Europea a cui CronacaQui ovviamente irride il nostro governo abbia scientemente scelto di lavarsene le mani e lasciare a chi sa e può il lavoro sporco. Tanto sono lontani, non se ne accorge nessuno.

Ultimo aggiornamento: 2008-06-03 17:01

Al Codacons sono proprio bravi

La benzina costa tanto. Il gasolio costa pure tanto. A parte banalità come l’aumento intrinseco di tutti i generi alimentari spostati qua e là per l’Italia e la speranza che la saga Alitalia si concluda prima del tempo e prima che il dottorVespa prepari il plastico relativo, anche i quotidiani si sono lanciati sulla notizia, presentando come una Grande Italica Conquista l’esistenza di distributori che praticano un prezzo alla pompa inferiore del 5% a quello standard. Aveva iniziato quindici giorni fa il Sole-24 Ore, che aveva anche allegato un elenco di distributori italiani a basso prezzo, senza però mettere prezzi. La settimana scorsa di era accordata Repubblica, ma forse quella era solo una marchetta per le Coop, visto che si parlava del (singolo) distributore a marchio Conad. Molto più interessante l’articolo di ieri del Corriere della Sera, buon ultimo. Non tanto per l’informazione, ma per il solito siparietto comico di Carlo Rienzi, che al modico prezzo di un euro (IVA inclusa però, ché il Codacons è un’associazione seria!) ti dà una password per andare a scaricare il file con tutti i distributori indipendenti. Proprio così. Non i distributori meno cari, ma quelli indipendenti. D’altra parte, nella pagina che ho appena indicato c’è scritto bello chiaro: «I dati sono stati verificati dal 6 al 19 febbraio 2008 ma i consumatori devono accertarsi prima di acquistare che effettivamente non sia variata o diminuita la convenienza.» (corsivo loro). C’è anche scritto «Preghiamo tutti i consumatori di informare il Codacons di eventuali aumenti dei prezzi e di diminuzione della convenienza nel prezzo praticato dai distributori elencati in modo da poterli cancellare.». Detto in altro modo: tu cacci l’euro, secondo Rienzi perché «Il servizio che mettiamo a disposizione on line ci costa»; e ti trovi dati vecchi di tre mesi e mezzo che forse sono stati corretti dagli utenti stessi. A questo punto tanto vale usare un sistema veramente sociale, come prezzi benzina. Questo naturalmente a meno che tu non sia Carlo Rienzi, un suo parente o un suo amico. Resta al più da chiedersi a quale delle due altre categorie appartiene l’estensore dell’articolo del Corsera, visto che la giornalista in questione non è Rienzi.

Ultimo aggiornamento: 2008-06-03 14:52

Retata sui mezzi ATM: un po’ controcorrente

Prima di aggiungermi al coro di lai della sinistra sulla retata dei clandestini nei tram milanesi mi piacerebbe sapere alcune cose.
– Sono stati chiesti i biglietti a tutti i passeggeri, che sembrassero italiani o no?
– Nel caso uno non avesse avuto il biglietto, fosse italiano e non avesse con sé documenti (il che in Italia dovrebbe ancora essere legale. Tu devi fare la carta d’identità, ma non sei costretto ad averla), è stato messo anche lui nel bus-cellulare, quello che in genere si usa per portare i tifosi allo stadio?
– Se uno (bianco, nero, giallo, verde, non importa) non aveva il biglietto ma si offriva di pagare la multa direttamente – e quindi di documenti non c’era bisogno – gli chiedevano i documenti?
Aspetto risposte.

Ultimo aggiornamento: 2008-05-30 09:35

matematica e donne

Ero convinto di avere già letto di questa ricerca, riportata da rep.it, di quattro economisti italiani expat. In pratica loro hanno tirato fuori una correlazione tra la quantità di donne matematiche (alcune delle quali questo blog si pregia di avere come lettrici) ed emancipazione. Lo studio è stato pubblicato su Science, mica albicocche artiche: un abstract più serio di quanto trovate on line lo si può leggere qua (in inglese, ma non si può pretendere troppo)
Sarà, ma questi risultati non mi convincono affatto. Nulla da eccepire sull’affermazione iniziale, che cioè non ci sia nessuna ragione genetica per differenziare uomini e donne. Ma dire che le donne non sono in posizioni scientifiche importanti perché non sono sufficientemente emancipate è banalmente una tautologia, quindi non è che porti chissà quale contributo. Mi chiedo invece quanto possa essere importante la diversa competitività (non credo genetica ma sociale anch’essa: però è una cosa diversa rispetto alle pari opportunità) tra maschi e femmine. Quando vedo i partecipanti ai giochi matematici in Bocconi, noto che man mano che sale l’età la percentuale di donne diminuisce. Visto che non credo diventino più stupide, posso immaginare che abbiano meno interesse a gareggiare. Sarà falso? sarà vero? Non lo so, ma so anche che limitarsi a calcolare le correlazioni statistiche non basta per dire “X dipende da Y”.

Ultimo aggiornamento: 2008-05-30 09:18