Archivi categoria: pipponi

l’abbonato non è una persona

L’ultimo rapporto Gartner, citato da De Biase, afferma che ci sono 4.1 miliardi di persone con un cellulare. Beh, non proprio: quello che dice è che ci sono 4.1 miliardi di abbonati alla telefonia mobile. Non so voi, ma in questo momento io ho tre telefonini a mio nome. Per la precisione ne avrei quattro, ma il quarto è quello che usa mia mamma e quindi possiamo vederlo come suo. D’altra parte, nel 2006 in Italia c’erano 122 cellulari ogni cento abitanti…
Poi intendiamoci, i numeri globali sono impressionanti, specialmente per continenti come l’Africa dove non c’erano quasi linee telefoniche fisse e la struttura di telefonia mobile risulta molto più conveniente (ammesso che comunque si trovino generatori elettrici per le basi e si possano ricaricare i terminali…); e può anche darsi che un telefonino sia usato da più di una persona. Però ci tengo alla precisione.

Ultimo aggiornamento: 2009-03-04 07:00

Mi chiamo Bond, Tremonti bond

Ho sperato che qualcuno mi spiegasse se questi Tremonti bond sono una cosa buona, cattiva, o ininfluente. A questo punto mi trovo costretto a scrivere qualcosa io, ma premetto subito che non ci ho capito molto.
Cominciamo con le cose semplici: le banche hanno bisogno di soldi, e a quanto pare ci debbono pensare gli stati. Varie nazioni estere hanno sottoscritto un aumento di capitale delle banche, in pratica nazionalizzandole; da noi si è invece scelto di acquistare delle obbligazioni emesse dalle banche stesse, diventando così creditori ma senza prendere il loro controllo. Di per sé la cosa mi pare interessante; se si tiene conto che la cedola annua di queste obbligazioni (tra il 7.5% e l’8.5%) è molto più alta di quanto lo Stato spende per indebitarsi, c’è anche un simpatico guadagno.
Però ci sono anche dei lati oscuri, che non mi ispirano molto. Innanzitutto, non si direbbe che le banche abbiano degli obblighi, a parte pagare le cedole. Scrivere che gli istituti “si impegneranno a” e che gli impegni “saranno oggetto di attento monitoraggio” mi sembra tanto un wishful thinking. In secondo luogo, l’altra faccia di una cedola così alta è che le banche saranno costrette a mettere dei tassi ancora più alti per i loro prestiti, in modo che diventino remunerativi. A questo punto non sarebbe stato più logico prevedere cedole più basse a fronte di impegni misurabili quantitativamente? (Sì, lo so, è colpa mia che di economia non ci capisco nulla)

Ultimo aggiornamento: 2009-02-28 08:00

siamo coniugi o marocchini?

A Treviso un uomo ha ammazzato la sua ex-compagna e la loro figlioletta. Dopo qualche giorno la polizia è riuscita ad arrestarlo, e l’uomo ha confessato. Notizia di cronaca nera, ancora più triste visto che ci sono andate di mezzo una bambina e una donna che di quell’uomo aveva avuto fiducia. Ma mi sbaglio: la vera notizia è un’altra.
Si dà infatti il caso che l’omicida sia marocchino. Bene (anzi male): tutti i quotidiani devono rendere nota la cosa nel titolo dei loro articoli e non nel corpo, mostrando che per loro la cosa più importante è quella. Capisco Il Giornale (“Preso il marocchino: ha ucciso la figlia perché non voleva che vivesse in Italia”; che sia morta anche la madre della figlia sarà stato un danno collaterale). Capisco molto di meno Repubblica (“Madre e figlia sgozzate a Treviso. Marocchino confessa: sono stato io”. Nessuna relazione tra il marocchino e la coppia uccisa, si direbbe). Ma l’Oscar della pseudocorrettezza va al Corriere. In prima pagina un titolo neutro (“Sgozzate in casa, confessa l’uomo”: anche qua nulla che faccia capire che è stato un delitto “in casa”); poi si clicca e si legge “Confessa il marocchino che ha sgozzato l’ex compagna e la figlia di due anni”.
Aggiornamento: (12:45) vergogna anche per la Stampa (“Madre e bimba sgozzate,
confessa il marocchino”), che pure in home page era perfetta: “Delitto di Treviso, confessa il padre”.

Ultimo aggiornamento: 2014-03-05 11:05

Social spamming / 2

Ne avevo parlato esattamente un anno fa; quando si dice il caso… Stavolta il network dove sono stato spammato è aNobii, e il perpetratore è tale Famularo Massimo, anche se a suo favore si può dire che un centinaio di libri nel suo scaffale li ha aggiunti quindi non è uno dei tipi mordi-e-fuggi.
Il punto è che che se io ho letto e commentato un libro su un certo argomento questo non significa che io sia interessato a sapere che qualcuno ha scritto un libro sullo stesso argomento e se l’è pubblicato su lulu.com. E questo vale persino per i libri di giochi matematici ;-) Se io sono interessato davvero a un certo tema, mi iscrivo (quindi vado in modalità pull, direbbero in ufficio) a una lista che parla di quel tema. Restando su aNobii, esistono i gruppi; se uno mi scrive avvisandomi dell’esistenza di un gruppo legato a un libro di cui ho parlato, non mi arrabbio certo anche se poi magari a quel gruppo non mi iscrivo.
Se invece mi scrivi così in privato, stai limitando la mia libertà. Poco, pochissimo, anche meno degli spammatori 419 per fare un esempio di mail indesiderate; ma lo fai comunque. E ora non venitemi a dire che stiamo subendo ben altre limitazioni, che lo so benissimo. Ma ritengo che in questo campo uno non abbia da dover scegliere, ma possa e debba trattare tutto allo stesso modo.

Ultimo aggiornamento: 2009-02-20 12:21

e quegl’infami sorrisero

Il problema non è nemmeno tanto Berlusconi. Lui è davvero convinto di essere un tipo spiritoso, come nell’esempio della battuta fatta mercoledì scorso. Se non vi fidate dell’Unità, potete leggerlo dai comunistoni del Corsera; o se proprio siete dei malfidenti, guardatevi il video, courtesy of Alessandro Robecchi. Per i pigri, ecco la trascrizione della frase: «Di me hanno detto di tutto i signori della sinistra: che sono come quel dittatore argentino che faceva fuori i suoi oppositori portandoli in aereo con un pallone, poi aprivano lo sportello, gli davano il pallone e gli dicevano “c’è una bella giornata fuori, andate dicevano un po’ a giocare”. Che fa ridere, però è drammatico». Naturalmente, nessuno in Italia ha mai paragonato Berlusconi a Videla, ma visto che il tempo medio di ritenzione mnemonico dell’italiano medio è intorno ai quarantasette secondi la cosa è passata in secondo piano.
Il problema inizia già ad essere la nota governativa ufficiale. A Palazzo Chigi evidentemente si pensa che non solo l’Italia, ma l’universo intero sia composto da Komunisti. Immagino la gioia di Bernabè che già ha i suoi bei guai politici con Telecom Argentina senza che quelli là si vedano tacciare di «Un attacco calunnioso e assolutamente ingiustificato, che provoca indignazione».
Ma il vero problema, almeno secondo me, è un altro. Andate a guardare il video. La gente ride alla frase del PresConsMin. Il regimicchio non lo fa il Capo; lo fa la gggente.
Aggiornamento: (11:45) Come potete leggere nei commenti, mi sono sbagliato. Di Pietro aveva paragonato Berlusconi a Videla. Potrei cavarmela dicendo che definire Tonino “di sinistra”, quella è davvero una battuta: ma sarebbe scorretto da parte mia. Mi sa che ci meritiamo non solo questo governo, ma anche questa opposizione.

Ultimo aggiornamento: 2009-02-19 11:10

investimenti

Da un lancio Ansa:
«Lottomatica investe nel web 2.0 con il supporto di Neo Network, societa’ del Gruppo Magnolia.». E va bene, una marchetta in questo periodo di crisi non la si nega a nessuno.
«Punta per il 2009 sulla comunicazione in stile 2.0 per il sito di gioco online, www.better.it.» E va bene, il numero 2.0 è tanto di moda e non è per il momento sotto copyright.
«Lo scrive la societa’ in una nota asserendo che i canali scelti per aumentare il livello di conoscenza sui 3 giochi di punta online, Poker Club, Better Scommesse e Fantacalcio Skill, sono i social network del momento tra cui Facebook, You Tube, Wikipedia (grassetto mio).
Poi uno si domanda perché tutti siano convinti di avere un diritto divino di essere su wikipedia. Tanto è aggratis.

Ultimo aggiornamento: 2009-02-19 10:01

“notizie”

Il Corsera scrive: «Usa, un musulmano proprietario di una tv ha decapitato la moglie».
Posso capire che non si viva solo di Grande Fratello, e che una bella decapitazione fa sempre notizia. Ma mi chiedo la logica di specificare (a) che l’uxoricida è musulmano (l’avrà uccisa in maniera halal?) e (b) che è proprietario di una tv (voleva preparare un nuovo reality?)
Magari avevano finito le foto di signorine discinte, perché Repubblica se le era accaparrate tutte.

Ultimo aggiornamento: 2009-02-17 14:45

non leggere ad alta voce!

Scopro dal Wall Street Journal via Quintarelli che c’è qualche piccolo problema che riguarda la nuova versione di Kindle, il lettore di e-book di Amazon.
Il problema non sono i 359$ di costo del coso (beh, per me quello è un problema, anche se capisco che la cosa è legata al fatto che sono un feticista e mi piace occupare troppo spazio in casa coi libri), quanto la sua nuova caratteristica: un convertitore text-to-speech. Che c’è di male, direte voi? C’è tanto male, dice il direttore esecutivo della Authors Guild americana Paul Aiken. Perché leggere un libro è un’opera derivata, e quindi non basta pagare per avere il libro ma occorre anche pagare per avere i diritti aggiuntivi per ascoltarlo.
Non ridete. I “diritti derivati” sono un caposaldo della legge sul diritto d’autore. Credo che in questi utlimi anni tanti musicisti si sono fatti una discreta sommetta dopo che le loro canzoni sono state trasformate in suonerie telefoniche vendute a carissimo prezzo. E so che gli audiolibri, non tanto qui in Italia ma nei paesi anglosassoni, sono un mercato molto fiorente. Però a me sembrerebbe chiaro che c’è una bella differenza tra uno speaker professionista che legge un libro e un sistema automatico, per quanto buono esso sia (uno dei miei lettori può tessere le lodi di uno di tali sistemi…): alla legge, evidentemente, no. D’altra parte, stanno facendo una class action contro Google perché con la possibilità di cercare all’interno dei libri gli autori perdono soldi… e spero che vi ricordiate che Non pago di leggere sta ancora lottando per il principio di prendere a prestito un libro gratuitamente.
Per il momento, l’unico consiglio che posso dare è quello di stare molto attenti quando leggete la favola della buona notte ai vostri bambini: non sia mai che sotto il letto ci sia un solerte funzionario SIAE!

Ultimo aggiornamento: 2009-02-13 10:14