Archivi categoria: pipponi

bye bye last.fm

La notizia era già nota da alcuni giorni, ma la email ufficiale mi è arrivata solo ieri sera. last.fm, una delle più note radio in fm, ha deciso di passare a un accesso a pagamento. Chi non risiede in USA, UK o Germania dovrà pagare 3 euro al mese per continuare a usufruire del servizio, come si può leggere qua. Nonostante i mercati con la maggior parte degli utenti siano stati esentati dalla tassa sulla musica, a last.fm hanno dovuto bloccare i commenti sul blog dopo i primi 1600, e stanno riempiendo anche i loro forum.
Ricordo che last.fm era, e continuerà ad essere, una streaming radio senza possibilità per l’ascoltatore di selezionare una canzone o un interprete, ma che trasmette “artisti simili” a quello scelto: il tutto per problemi di royalties. Io personalmente comprendo modelli come quello di sky.fm che inframmezza la pubblicità ai suoi streaming, e quello di pandora che blocca direttamente l’accesso al di fuori dagli USA. Ma una soluzione come questa mi sembra solo discriminatoria, e lunedì cancellerò accuratamente il mio account. In fin dei conti, sono andato avanti per anni portandomi da casa i miei CD, e posso tornare a farlo senza problemi. Quei dischi li ho anche pagati :-)
Aggiornamento: (9 aprile) per la cronaca, last.fm ha posposto il blocco. Al momento, insomma, è ancora utilizzabile.

Ultimo aggiornamento: 2009-03-27 13:31

Report e le leggi sulla tv

Ieri sera Report ha parlato della lunga storia delle concessioni televisive italiane. Nulla che in realtà non si sapesse già, ma sentirle tutte insieme (e vedere Fedele intervistato…) continua a fare un certo effetto. È interessante notare come in casa Mediaset siano bravissimi a spostare l’argomento di cui si tratta: invece che parlare del fatto che Retequattro trasmette illegittimamente per conto suo, come detto più volte dalla Corte Costituzionale e dal Consiglio d’Europa che tra un po’ ci farà pagare una bella multa, si fa notare come adesso Europa 7 le frequenze le avrebbe. Un po’ come andare dalla polizia lamentandosi dei bulli che hanno monopolizzato un parco e sentirsi dire “guardate: vi abbiamo aperto dei nuovi giardinetti”.
Però una cosa mi ha fatto davvero effetto – più che sentire le interviste ai vari ex-ministri e sottosegretari dello schieramento opposto a quello dell’attuale PresConsMin che non hanno mai fatto nulla: vedere che a Report hanno potuto fare una trasmissione come questa. Ciò significa in pratica che il PresConsMin è così tranquillo che sa che anche se quasi tre milioni di persone hanno visto quella puntata nessuno si scandalizzerà.

Ultimo aggiornamento: 2009-03-23 11:14

autarchia!

A gennaio, leggo dal Corsera, le esportazioni verso l’UE sono diminuite del 22,9% mentre le importazioni sono diminuite del 24.3%. E non parliamo di quelle extra UE.
Il fatto è che questo non capita solo in Italia ma in tutto il mondo: vedi Giappone, Germania, e finanche Cina.
È solo una mia impressione o questo calo generalizzato è ben maggiore del calo dei consumi nelle varie nazioni? Se ho ragione, ciò significa che ci stiamo avviando verso un periodo autarchico mondiale, senza che nessuno lo stia dicendo (non venitemi a parlare dei chilometri zero, che non muovono certo i grandi numeri). La domanda successiva è appunto “perché non lo stanno dicendo?” La globalizzazione è così un Bene che non può essere messa in questione da nessun editorialista?

Ultimo aggiornamento: 2009-03-19 11:28

Pubblicità

Ieri sera mi è capitato di dare uno sguardo a Repubblica cartacea, visto che Anna l’aveva comprata. Più che sugli articoli, mi sono soffermato sulla pubblicità, e specialmente su due paginoni.
Il primo è di un orologio Citizen (quante pobblicità di orologi! non l’avrei mai creduto, forse tutti non vedono l’ora che finisca la crisi) che dopo avere elencato i trenta articoli della Dichiarazione universale dei diritti umani aggiunge l’articolo 31, “Diritto all’ecologia secondo Citizen”: Ogni persona ha diritto a un orologio Eco-drive. Il pensiero di avere il diritto di spendere dei soldi non è certo una novità, chiedere ad esempio a quelli di Darty, ma mi pare che siamo arrivati a un livello pesantuccio. A quando una foto da Auschwitz con la didascalia “Attento alle cure dimagranti, noi pensiamo anche alla tua salute”?
Il secondo è di un ritrovato per la bellezza e la crescita dei capelli (anche questo un tema molto presente ieri: dopo che la gente se li è strappati per la disperazione, vorrà farseli ricrescere?) che spiega come le CELLULE STAMINALI (maiuscolo) vegetali di Labo (minuscolo) per rughe e capelli diradati facciano miracoli. Anche qua uno con un minimo di neuroni funzionanti si chiede quale possa essere l’utilità di una cellula staminale vegetale, quindi non solo di un’altra persona ma addirittura di un altro regno della Natura. Chissà, forse in testa ti crescerà un bel tappetino d’erba? Poi se uno va a leggere il resto della pubblicità, in un carattere molto più piccolo ti si dice che queste cellule staminali vegetali vengono mischiate ai segretissimi prodotti farmaceutici Labo per ottenere tutti i risultati, e la cosa mi fa tanto venire in mente l’acqua liofilizzata.
A questo punto mi domando se il testo della pubblicità è inserito semplicemente perché qualcuno pensa che lasciare solo le figure – come in genere fanno le case di abbigliamento – sia disdicevole; e se qualcuno effettivamente le legge, queste pubblicità.

Ultimo aggiornamento: 2009-03-18 10:16

Tremonti ha ragione

Il nostro ministro dell’Economia continua a dire che le nostre banche sono sane, mica come quelle americane ed europee (lasciamo perdere le islandesi che è meglio). E tutti noi a sbertucciarlo.
Poi si scopre che Unicredit – che sembrava essere sull’orlo della bancarotta, viste tutte le esposizioni verso l’est Europa – chiude il 2008 con un utile di 4 miliardi. Peggio ancora, si scopre che gli analisti prevedevano “solo” 3,8 miliardi. Sì, ma l’inizio dell’anno andava bene, no? Certo. Infatti il quarto trimestre 2008 vede più che dimezzarsi gli utili: mezzo miliardo.
Mi sa che dell’economia ne ho capito ancora meno di quanto pensassi. (No, gli attacchi al titolo Unicredit li capisco: sono la banale conseguenza che al mondo esistono molti più soldi finti che soldi veri, quindi si può fare di tutto)

Ultimo aggiornamento: 2009-03-18 09:51

giornalismo

Promuovo questa tumblata a un post vero e proprio, perché l’argomento mi pare meriti più di una singola frasetta.
La domanda iniziale di Gaspar Torriero è «esiste uno scenario in cui si potrebbe fare a meno del giornalismo? Per esempio, se tutti gli atti del tuo comune fossero su internet, se ogni consigliere avesse un suo blog su internet, se le sedute fossero diponibili live su internet, e se ogni cittadino potesse accedervi via internet, sentiresti ancora bisogno del reporter che segue i consigli comunali?»; e la mia risposta è un convinto «sì».
La ragione è molto banale: nessuno di noi ha la possibilità di seguire tutto fino all’ultima parola, e quindi abbiamo un bisogno estremo di qualcuno che sintetizzi le cose bene e di cui ci possiamo fidare. Nello scenario di cui sopra, potrei andare a campionare ogni tantole sorgenti su quanto sta capitando, per stabilire se il giornalista sta facendo un resoconto corretto; ma una volta che ho stabilito che fa bene il suo lavoro, lo seguirei. E pagherei anche per seguire qualcuno, esattamente come oggi pago il giornale. Naturalmente, da buon bauscia importato, io pago e pretendo: e quindi un giornalista del futuro dovrà essere molto meglio di quelli che ci propinano aggratis la maggior parte delle notizie online oggi, con un livello di qualità tale che potrei farlo molto meglio io che da giornalista non ho mai studiato. Ma mi sa che sarà sempre più difficile trovare appunto del giornalismo di qualità; non necessariamente per colpa dei giornalisti, ma semplicemente perché anche loro saranno costretti a fare troppe cose in troppo poco tempo :-(

Ultimo aggiornamento: 2009-03-16 14:52

statistiche ed economia

Lo scorfano segnala questo articolo della Stampa, che racconta come (secondo qualcuno “casualmente”) i dati sul deficit pubblico nel 2007 siano stati corretti: prima delle scorse elezioni il rapporto deficit/PIL era stato stimato all’1.9%, adesso è stato corretto all’1.5%. Non sono noccioline: quattro decimi di punto corrispondono circa a 6 miliardi di euro.
Devo però dire che a me questa sembra una non-notizia. Innanzitutto non penso che avere saputo subito il valore corretto avrebbe spostato un solo voto. Poi può essere vero che considerare Equitalia (concessionario per la riscossione delle imposte) come società privata quando il capitale è pubblico (51% in mano all’Agenzia delle Entrate e 49% all’Inps) è stato un errore marchiano; ma il problema di base è che il bilancio statale è così complicato che non ci vuole molto a spostare da una parte o dall’altra miliardi di euro (si chiama “finanza creativa” se la fa Tremonti, ma è stata fatta anche dai vari governi Prodi, non credete). Però quei numeretti sembrano così importanti… o almeno ci fanno credere così. È proprio vero che l’economia sulle statistiche ci prospera.

Ultimo aggiornamento: 2009-03-10 08:00

Omar Hassan al-Bashir

Scommetto non vi ricordate chi è. Aiutino: meno di una settimana fa, la Corte Penale Internazionale dell’Aia ha emesso un mandato di cattura contro costui, che per la cronaca è il presidente del Sudan. Se non ve lo ricordavate, qualche scusa ce l’avete: ormai se n’è andato via dalle prime pagine dei quotidiani online. Solo il Corsera oggi parla di lui come ultima notizia, mentre Rep-punto-it preferisce riempire la Colonna Infame con notizie tipo “In Germania nudi con lo slittino per il campionato mondiale“.
Per non saper né leggere né scrivere, ho chiesto lumi al mio amico Yagoub che è un esule sudanese, e mi ha risposto che questa incriminazione ha generato un aumento della popolarità per il presidente, che quindi si sente ancora più sicuro. Insomma, secondo lui l’allontanamento delle ONG che operano nella regione non è stata tanto una ripicca quanto una prova di forza. Cito direttamente le sue parole: «Al bashir merita sicuramente di essere condannato ma la tempistica è stata sbagliata: lui è ancora presidente in carica, tra un avremmo dovuto avere le elezioni e ora forse saranno cancellate.»
Il tutto mi ha fatto pensare. Abbiamo (hanno) creato questo tribunale penale internazionale con tanta fanfara. Già il fatto che ad esempio gli USA non l’abbiano ratificato gli toglie immediatamente un bel po’ di forza (anche e soprattutto morale); ma se poi fanno queste scelte ho come il sospetto che tutto quello che interessi davvero loro sia la pubblicità, e non i risultati. Cosa che magari con l’opinione pubblica funziona anche, intendiamoci: ma che personalmente trovo peggio che inutile.

Ultimo aggiornamento: 2009-03-09 16:28