Archivi categoria: pipponi

intercettazioni

Sarò il solito irresponsabile spensierato, ma non mi preoccupo più di tanto della noticina al maxiemendamento sul disegno di legge antiintercettazioni, che prevede per i titolari di “siti informatici” l’obbligo di rettifica entro 48 ore. A parte la definizione di “sito informatico” che è sempre difficile da specificare, già adesso c’è chi è capace di denunciarti: una rettifica la si aggiunge senza problemi.
Mi sembra molto più grave il blocco pratico alla possibilità di usare intercettazioni, soprattutto da parte dei giornalisti: e mi chiedo come mai Repubblica (dal Corsera sarebbe troppo, mi sa) non esca un giorno con quattro o cinque spazi bianchi in prima pagina, giusto per far capire l’effetto. Solo che adesso che scrivo questo mi viene in mente che oltre a essere un irresponsabile spensierato sono anche un inguaribile romantico…

Ultimo aggiornamento: 2009-06-11 12:10

Simplificius, dov’eri?

Notizia di oggi: ATM ha affermato, per bocca dei suoi legali, che «si può comprendere, dunque, se il Legislatore italiano ha ritenuto di limitare l’accesso all’impiego nel settore dettando determinati requisiti, tra i quali quello della cittadinanza, ritenendo – forse – che il legame personale del cittadino allo Stato dia maggiori garanzie in relazione alla sicurezza e incolumità pubblica». Il tutto nella memoria difensiva contro il ricorso fatto da un elettricista marocchino, che afferma di non poter essere assunto dall’azienda dei trasporti milanese perché il Regio Decreto 148 del 1931 impone di avere la cittadinanza italiana.
Vabbè, ci sono alcune cose che non quadrano in tutto l’articolo. Innanzitutto non si capisce se l’elettricista ha presentato o no domanda ufficiale, né è chiaro perché gli avvocati non si siano limitati a dire “abbiamo seguito la legge”: per amor di pignoleria non il Regio Decreto di cui sopra ma il suo regolamento attuativo. Tale regolamento tra l’altro prevede anche che «deve essere data la precedenza a coloro che appartengono al partito nazionale fascista ed ai sindacati fascisti, nonchè le altre precedenze stabilite dalle disposizioni della legge 6 giugno 1929, n. 1024, portante provvedimenti sull’incremento demografico.» (art. 9) e che «Nelle località designate come malariche dalla direzione generale di sanità, l’azienda somministra gratuitamente a tutti gli agenti ed alle persone di famiglia, conviventi ed a carico, i chinacei ed adotta tutte le altre misure e difese prescritte dalla legge per la prevenzione e per la cura delle febbri palustri.» (art. 8), giusto per dare un’idea. Potrebbe anche valere la pena rileggere l’affermazione dei legali ATM, e ricordarsi chi era il Legislatore cui fanno riferimento: ma credo che per molti tutto ciò sarebbe assolutamente naturale e anzi finalmente qualcosa di serio.
Ma la cosa che non quadra a me è che o il regolamento è stato cambiato nei decenni oppure non è già rispettato: l’articolo 10 dice anche che gli assunti in prova non devono avere superato «i trent’anni di età per i servizi attivi ed i trentacinque per gli altri servizi», e ad esempio questo bando di concorso per autisti a Gorizia prevede un’età massima di 40 anni. Quindi, caro Simplificius: non è che a suo tempo ti sia dimenticato qualcosa? E quindi, cara pseudoopposizione: non è che magari provate a chiedere lumi su questa cosa?

Ultimo aggiornamento: 2009-06-10 10:40

Dietrologia spicciola sull’Airbus

Non so voi, ma a me questo improvviso aprirsi di una pista terroristica come causa che ha fatto precipitare l’Airbus francese (vedi ad esempio La Stampa, ma lo scrivono tutti) puzza molto di un tentativo di tirare fuori un colpevole – che pure stranamente non si era nemmeno preso la briga di rivendicare l’attentato – ed evitare così che si continui a parlare dei problemi di sicurezza meccanica che sono stati riscontrati.
Penso troppo male?

Ultimo aggiornamento: 2009-06-10 10:19

(ex?) monopolista

Giovedì ero a Torino a un incontro per dirigenti e quadri Telecom. Ci è stato chiesto di compilare un questionario – via telefonino, peccato che nell’auditorium i telefonini non pigliassero – dove occorreva mettere in ordine di importanza quindici concetti chiave. Purtroppo non esiste un dio dell’usabilità, altrimenti quelli di Comunicazione Interna sarebbero già stati fulminati da mo’.
Inutile dire che a vincere il sondaggio è stato il magico sintagma “Customer Satisfaction” che fa tanto fine al giorno d’oggi, un po’ come dire “duepuntozero” se si parla di internet. Meno inutile, almeno per quanto mi riguarda, notare che “Etica” è finito al dodicesimo posto; sempre comunque meglio di “Autonomia decisionale e operativa” che è tredicesima e di “Chiarezza degli obiettivi” quattordicesima. Mi sembrava di essere tornato in SIP.

Ultimo aggiornamento: 2009-06-06 07:00

Arrestate quel giornale!

Leggo che Niccolò “Ruthless” Ghedini ha annunciato urbi et orbi – o almeno ad Affaritaliani – che sta “provvedendo a depositare in Spagna una denuncia nei confronti de El País” per le foto di Villa Certosa pubblicate dal quotidiano spagnolo, che nell’occasione mette anche la traduzione italiana dell’articolo: sono cose.
Non sono un leguleio e quindi potrei sbagliarmi, ma c’è una cosa che non mi torna nel ragionamento del successore di Previti. Il fatto che quelle foto siano state sequestrate in Italia non implica certo automaticamente che acquistarle all’estero sia un reato. Il cittadino italiano Zappaddu potrebbe in effetti essere incriminato per aver scattato foto e averle poi vendute, ancorché all’estero; ma se la legge spagnola non vieta quelle cose, El País non ha problemi. Lo so che non è nemmeno detto che Ghedini la faccia davvero, la denuncia, e che tanto la sciura Maria non si accorge della differenza: ma qualcuno mi sa illuminare?
(poi è chiaro che nel ventunesimo secolo o si fa come la Cina o bisogna rivedere completamente il concetto di censura, visto che per l’informazione i confini nazionali non esistono più: ma quello è un altro post)

Ultimo aggiornamento: 2009-06-05 15:34

Viaggio in treno

Michele Boldrin scrive di come si viaggia in alta velocità in Spagna.
Casualmente ieri ho preso il Frecciarossa da Milano a Torino e ritorno. Non mi metto a parlare dell’enorme velocità media di 125 Km/h – e non sono nemmeno partito da Porta Nuova, ma di una piccola cosa. All’andata una signorina ha distribuito ai passeggeri una brochure sull’aumento di capitale Enel: sembrava uno dei “viaggi delle pentole”, il tutto al modico prezzo di 30.50 euro.

Ultimo aggiornamento: 2009-06-05 14:26

L’amantO

Leggo da Orientalia4All che (Rutto) Libero scomoda nientepopodimeno che l’intellettuale Marcello Veneziani per far sapere al mondo che Dario Franceschini avrebbe un amante. Senza apostrofo. Ecco qua l’articolo completo, senza che vi tocchi finire sul sito del quotidiano di Feltri dove tanto non potreste comunque leggerlo se non sganciate prima la lira.
A me che Franceschini abbia un amante o un’amante – a parte che tecnicamente non essendo sposato non sono certo che il termine sia corretto – non fa né caldo né freddo; mi preoccupa molto di più che abbia scritto non uno, ma due romanzi. Mi chiedo solo se il PresConsMin si senta così accerchiato da dover cercare di sviare in questo modo l’attenzione dalle sue amichette, con risultati piuttosto scarsi visto che l’articolo era di ieri e ad esempio io fino a oggi pomeriggio non ne sapevo nulla.
Aggiornamento: (h 17:30) Mi si fa notare che Franceschini è sposato e ha due figlie, ergo il mio inciso è errato. Il resto non cambia, però.

Ultimo aggiornamento: 2009-06-03 15:20

Lavoce.info e i treni

Su Lavoce.info c’è un articolo che in poche parole dice che i treni non devono essere sussidiati (rectius: «i dubbi sulla socialità del trasporto ferroviario sono ancora più evidenti» da cui poi l’articolista trae le conclusioni del caso). Vabbè. Ognuno può leggere l’articolo e farsi un’idea di quali affermazioni condivide e quali no.
Però c’è una frase che non mi torna; Ponti (nomen omen :-) ) spiega che uno dei motivi per cui non bisognerebbe sussidiare le ferrovie locali – detto in altro modo, il biglietto del treno dovrebbe costare di più – è che
la disponibilità di servizi ferroviari è necessariamente riservata ai residenti prossimi alle linee (meglio, alle stazioni) e con destinazioni anch’esse in qualche misura servite dal treno, cioè una assoluta minoranza della popolazione. Questa minoranza con accessibilità privilegiata gode già di una rendita, proprio perché risiede in punti privilegiati del territorio, dove si generano maggiori valori immobiliari.
Se io vivo vicino a una stazione ferroviaria, comprare o affittare casa mi costa indubbiamente di più. Su questo non ci piove. Ma a meno che qualcuno non decida di costruire la stazione dopo che ho comprato casa, oppure che quella casa l’ho ereditata dal bisnonno, io non ho una rendita ma un costo ulteriore!
Lo sapete, io e l’economia non andiamo affatto d’accordo. Qualcuno mi può illuminare?

Ultimo aggiornamento: 2009-05-27 11:45