Archivi categoria: pipponi

io gli italiani non li capisco

Ieri sera sette milioni di italiani si sono sintonizzati su Raidue per vedere Annozero. La trasmissione di Santoro avrà parlato di tante cose, ma la stragrande maggioranza di questi sette milioni volevano semplicemente vedere Patrizia D’Addario che diceva che il nostro PresConsMin sapeva benissimo che lei era una escort (leggasi, una prostituta d’alto bordo) quando ha passato la notte con lui.
Continuo a pensare che in Italia chiunque abbia il diritto di essere una prostituta (o se preferite una escort) e chiunque abbia il diritto di passare del tempo a pagamento con tali operatori sessuali. Addirittura – e anche questo devo averlo già scritto – anche se si scoprisse che un ministro del governo Berlusconi IV ha ottenuto il posto per avere offerto le sue grazie al Capo, il mio giudizio sul ministro non cambierebbe di una iota; quello che conta è se sta lavorando bene oppure no. D’altra parte, sostituite “avere offerto le sue grazie al” con “avergli fornito un’enorme quantità di denaro al” oppure “essere un amico d’infanzia del”. Perché dovrebbero esserci differenze?
Eppure a quanto pare per molti miei connazionali non è così.

Ultimo aggiornamento: 2009-10-02 16:37

Odifreddi e Israel

La settimana scorsa è scoppiata una querelle di cui probabilmente non si è accorto nessuno, visto che si tratta di matematici; ma sapendo che qualcuno dei miei ventun lettori ama i pettegolezzi, provo a scriverci qualcosa su. Per i matematicamente svantaggiati, nessun problema; non si parla di matematica :-)
Iniziamo a parlare del Premio Peano. Citando dal sito, viene consegnato annualmente al miglior libro di lettura matematica pubblicato in Italia durante il relativo anno accademico. (Da un paio d’anni c’è anche una segnalazione per una piccola casa editrice e/o un autore non famoso; un paio di loschi figuri hanno ricevuto questo premio junior). Nell’asfittico panorama della matematica divulgativa italiana il premio Peano sicuramente spicca, e ha un’importanza non certo solo piemontese.
Su Piergiorgio “prezzemolo” Odifreddi credo non ci sia molto da aggiungere, probabilmente ne sapete anche più di me. Giorgio Israel, invece, è meno noto a chi non è addetto ai lavori. Professore ordinario di matematiche complementari in Sapienza a Roma, è un bravo storico della matematica, ma soprattutto non è uno che le manda certo a dire, come potete notare ad esempio leggendo il suo blog. Cattolicissimo nonostante il cognome [*] (ma filoisraeliano), di simpatie politiche per l’attuale governo nel quale sta anche facendo il consulente della ministra Gelmini per la riforma universitaria. Come potete immaginare, lui e PGO, nonostante condividano parte del nome, sono come il diavolo e l’acqua santa, e a quanto ne so sono almeno dieci anni che c’è un odio viscerale tra i due che si manifesta in tutte le occasioni.
L’ultima occasione è appunto legata al premio Peano 2008, che verrà consegnato ai primi di dicembre. Il vincitore di quest’anno è stato il libro Il mondo come gioco matematico. John von Neumann, scienziato del Novecento di Israel e sua moglie Ana Maria Millan Gasca. Quando Odifreddi è venuto a sapere del conferimento del premio al suo arcinemico, si è subito stizzito e ha annunciato urbi et orbi – o almeno al Corsera – che avrebbe restituito il suo, vinto nel 2002, condendo il tutto con una serie di attacchi a Israel che stranamente non ha replicato come da sua abitudine.
Anche se molti pensano che non si possa restituire un’onorificenza già avuta, ci sono illustri casi nel passato; John Lennon ad esempio rimandò al mittente la targa del suo MBE, protestando contro l’ingerenza inglese nel conflitto interno Nigeria-Biafra, il supporto britannico agli americani nella Guerra del Vietnam e al fatto che la sua Cold Turkey stava scendendo troppo velocemente nelle classifiche di vendita. Ma a parte queste quisquilie, la diatriba è molto triste. Non si parla infatti del contenuto divulgativo; le cose più vicine pronunciate da Odifreddi sono che il libro è una seconda edizione (che però a quanto pare è notevomente ampliata rispetto alla originale) e che esso «esalta la figura di von Neumann in modo acritico, senza avanzare alcuna riserva sul suo apporto all’ invenzione della bomba atomica e sul suo bellicoso appoggio al riarmo nucleare americano». Su queste cose io concordo in pieno con quanto ha scritto Michele Emmer (altro matematico… in Italia ce ne sono pochi ma non così pochi), che ommentando la disputa su Galileo scrive che «Quello che unisce i matematici è fare matematica».
Paradossalmente, soprattutto dopo i risultati negativi di Gödel e Cohen che hanno tolto alla matematica il suo status di unica disciplina che potesse dimostrare la verità, fare matematica è diventato assolutamente indipendente dalla eventuale professione religiosa del matematico. Tanto non c’è proprio nulla che richieda l’ipotesi di esistenza di Dio, o della sua non-esistenza; né tali ipotesi si possono dimostrare matematicamente, checché ne scrisse proprio Kurt Gödel. La matematica ha sempre unito, credo che dopo la prima guerra mondiale la prima comunità scientifica che ha riaccolto i tedeschi nei congressi internazionali sia stata appunto quella matematica. Vedere queste piccinerie mi intristisce.
[*] ero convinto di aver letto qualche anno fa che Israel fosse cattolico; a quanto pare mi sono sbagliato. Me ne scuso con i miei ventun lettori; a me ad ogni modo non importa se e quale religione Israel professi.

Ultimo aggiornamento: 2009-10-01 10:55

Numero Unico Prenotazione

L’altro giorno dovevo prenotare una visita oculistica per Cecilia, come dettoci quando la giovine è stata dimessa dalla sezione neonatologia della Mangiagalli. Nel foglio consegnatoci era specificato molto chiaramente che c’era un Numero Unico per la prenotazione telefonica degli esami.
Compongo il Numero Unico, e mi arriva il solito menu vocale (tipo questi): e me lo aspettavo. Quello che non mi aspettavo è che il menu serviva a dirti a quale numero telefonare a seconda del tipo di visita. Tipo di vista generico, non specifico, per tutte le visite di controllo per bambini nati prematuri; insomma, il foglio poteva tranquillamente mettere il numero generico-ma-non-troppo, che sarebbe sempre andato bene evitando una seconda telefonata.
Chissà: magari c’è un dirigente che ha anche avuto un bonus per la fantastica idea di un Numero Unico Avulso!

Ultimo aggiornamento: 2009-10-01 07:00

La “tassa Santoro”

I quotidiani della destra, dopo la prima puntata di questa stagione di AnnoZero, sono partiti in quarta chiedendo a gran voce che la gggente si rifiuti di pagare il canone, visto che la Rai lo usa per proporre queste trasmissioni faziose. A sinistra – meglio, a non-destra – sono state fatte tante controproposte, più o meno scherzose e fattibili: dal privatizzare la Rai così può prendere tutta la pubblicità che vuole alla destinazione specifica delle trasmissioni per cui si vuole pagare il canone, fino a sostituirlo con un sistema pay-per-view che finalmente premierebbe i programmi davvero apprezzati dalla gggente.
Io non sono molto interessato a questo teatrino: a me Santoro non piace, ma non mi piace nemmeno Vespa, Sanremo, Miss Italia, i quiz in preserale e così via. Però mi piacerebbe sapere quanti di coloro che hanno firmato le petizioni feltriane abbiano fatto un piccolo ragionamento. Gli spot pubblicitari hanno da un bel po’ di tempo un valore (e quindi un costo) diverso non solo a seconda della fascia oraria e del canale, ma anche della trasmissione in cui verranno mandati in onda. AnnoZero è una trasmissione (a) schierata (b) con un ampio pubblico (c) che è più difficile da catturare su una televisione generalista, quindi posso immaginare che sia un target appetibile: non per chi vuol venderti Hummer, ma per tante altre aziende sì. Il tutto significa che per quanto Santoro possa costare, immagino che il risultato economico netto della trasmissione – anche considerando la quota parte di costi fissi della struttura – sia di gran lunga positivo. Il che è anche doveroso, del resto, visto che il “servizio pubblico” di cui si riempiono tutti la bocca deve anche produrre e trasmettere programmi che sono sicuramente in perdita (a parte le tribune elettorali…) Insomma, non c’è una “tassa Santoro” nel senso di soldi che noi paghiamo, ma al limite nel senso che occorre che la Rai lo mandi in onda per avere i soldi e poter mostrare la consegna delle case regalate dai trentini agli abruzzesi.
Un’ultima curiosità: secondo voi la fiction su Barbarossa coprodotta da Rai Fiction e Rai Cinema per la modica cifra di 30 milioni di euro, sommando la pubblicità in TV, i passaggi ai cinema italici e stranieri, l’immancabile DVD e chissà quali altri tipi di merchandising, genererà utili, oppure abbiamo semplicemente una “tassa Pontida”?

Ultimo aggiornamento: 2009-09-30 10:20

parcheggi rosa

[parcheggi rosa] Occhei, questo è un mio periodo di segnaletica stradale, a quanto pare. Davanti alla Mangiagalli hanno appena creato alcuni posti auto pensati per le donne incinte e le neomamme: ottima idea, almeno in teoria. I posti sono molto ben visibili, visto che l’asfalto al loro interno è verniciato di rosa; c’è inoltre il bel cartello mostrato in fotografia. Ottima idea, vero?
Peccato che, se uno faccia un minimo attenzione, all’interno del cartello sia scritto “Questa indicazione non costituisce prescrizione ai sensi del Codice della Strada”. Tradotto in italiano corrente, significa “per favore, lasciate questi posti alle mamme in attesa e alle neomamme; ma non siete mica obbligati!” L’unico obbligo è mettere il disco orario e non stare più di 90 minuti. Secondo voi, che succede in Italia, e soprattutto in un posto dove non ci sono parcheggi (salvo quello a pagamento sotto via san Barnaba, ma lì sei costrettto a pagare)?
P.S.: un centinaio di metri indietro, in via Commenda, ci sono le strisce blu; e c’è il parcheggiatore, pardon il parchegiatore, abusivo. Solo che il tipo è abbastanza stanziale, come si può notare

Ultimo aggiornamento: 2009-09-26 08:00

TNT: consegnare è un optional

Mentre rientravo da pranzo, ho visto che davanti alla sede Telecom di Via Giacosa, in un punto in cui era chiaramente visibile la guardiola, un consegnatore TNT aveva lasciato il famigerato avviso di “cliente non trovato”, dove il nome del cliente era appunto Telecom Italia. Naturalmente a TNT non gliene può fregare di meno di quello che fa il consegnatore, e non credo proprio si metta a controllare se quello aziona il neurone quel tanto che basta a vedere che se sei in una sede Telecom e devi consegnare un pacco a Telecom magari può chiedere lumi al tipo che sta lì davanti e pagato per queste cose. O magari credeva che il pacco fosse per la signora o signorina Italia Telecom, e non avendo trovato il nome sul campanello – non garantisco nemmeno il campanello ci sia, quella è una sede presidiata 24 ore su 24 quindi le guardie sono là – se ne sia andato sconsolato. (anche se la guardia non avesse voluto ritirare il pacco, avrebbe comunque tenuto lui l’avviso, no? Quindi non è stato certo interpellato.)
Ma d’altra parte la chicca maggiore è stata vedere che il foglietto era stato corretto a mano in due punti. Dove c’era scritto “Numero verde 803 868”, la parola “verde” era stata sovrascritta da “199”. Numero a pagamento, fuori credo anche dalle promozioni varie. Tanto è colpa del cliente se il consegnatore non è riuscito ad accorgersi della sua esistenza, no?

Ultimo aggiornamento: 2009-09-25 13:31

Perché non si può fare la number portability

Forse sapete che l’AGCOM, cioè il Garante delle Comunicazioni, ha imposto agli operatori telefonici di metterci al più tre giorni per il trasferimento del proprio numero di telefono a un altro operatore. Meno probabile sappiate la storia successiva; il TAR del Lazio ha sentenziato che la direttiva AGCOM era illegittima, e la scorsa settimana il Consiglio di Stato ha sospeso la succitata sentenza. In attesa che si pronunci direttamente Napolitano, la Triplice ha emesso un comunicato al riguardo.
Il sindacalese, come sapete, è forse ancora peggiore del politichese. Quello che ho scritto sopra è stato riportato così: «Il 14 settembre 2009, il Consiglio di Stato con ordinanza n° 4602 ha sospeso la sentenza del TAR del Lazio che dichiarava l’illegittimità della delibera dell’AGCOM la quale imponeva, agli operatori di Telecomunicazioni, di effettuare la portabilità del numero mobile entro tre giorni dalla richiesta.». Vi giuro che ho fatto fatica a comprendere la frase, e ce l’ho fatta solo per il contesto successivo. Ma il pippone è per qualcos’altro.
Il documento continua infatti parlando di «ricadute negative in termini occupazionali che il provvedimento sta generando con la perdita di centinaia di posti di lavoro, dei quali 400 già annunciati in Calabria da parte di Abramo Customer Care.» che immagino sia un subappaltante Telecom, anche se non è detto visto che il problema dovrebbe essere comune a Vodafone. Quei posti di lavoro sono infatti i callcentristi che ti chiamano a casa per la cosiddetta retention, vale a dire il tentativo di trattenerti usando le subdole arti delle offerte speciali in cui scopri che puoi pagare molto meno di quanto sganci adesso. Il callcentrista, poveretto, non ci può fare molto; ma a me il pensiero di qualcuno che mette su un lavoro sfruttando la burocrazia e cercando di allungare a dismisura i tempi personalmente fa davvero schifo. (Ammesso naturalmente che sia così e non una scusa: per fare una singola telefonata di retention, non è che ci voglia comunque un mese, no?)
E anche il sindacato, invece di chiedere di continuare ad allungare i tempi per far lavorare questa gente e pietire le aziende di ricercare con loro soluzioni per il loro riutilizzo, sarebbe meglio iniziasse subito a fare proposte e chiederle di discuterle., no?

Ultimo aggiornamento: 2009-09-25 07:00

Trombature eccellenti

Scopro da letturalenta che la votazione per il leader dell’Unesco ha visto vincitrice Irina Bokova, che ha superato sul filo di lana il ministro della cultura egiziano Faruk Hosni; quest’ultimo era il candidato geopolitico ufficiale, perché toccava agli arabi.
In effetti, sia la compassata Wikipedia in inglese che il più sanguigno ferrariano Foglio raccontano di come Hosni avesse affermato di voler bruciare tutti i libri israeliani presenti nella biblioteca di Alessandria (poi naturalmente ha detto di essere stato frainteso) e che comunque ha sempre avuto posizioni fortemente antisioniste se non addirittura antisemite; non esattamente le referenze migliori per diventare capo del braccio culturale dell’Onu, diciamocelo.
Poi vorrei però sapere se è vero quanto scrive Meotti, che cioè due anni fa (alla prima trombatura) il suo nome è stato lanciato da Ugo “Palmiro” Intini per conto del governo Prodi II, e chi è stato ad assegnargli la cittadinanza italiana.

Ultimo aggiornamento: 2009-09-23 12:16