Archivi categoria: pipponi

Trovate le eventuali differenze

(il grassetto è mio)
(a): «Ieri il governo ha approvato il federa­lismo municipale. Lo ha fatto con una apparente forzatura, non tenendo con­to del parere negativo della commissio­ne bicamerale. Ma sulle riforme il gover­no non si può fermare. Deve andare avanti, senza farsi imbrigliare dalle pro­cedure parlamentari. In nome e per con­to dei cittadini che chiedono uno stato più agile.»
(b): Quando mancasse il consenso, c’è la forza. Per tutti i provvedimenti anche i più duri che il Governo prenderà, metteremo i cittadini davanti a questo dilemma: o accettarli per alto spirito di patriottismo o subirli.
Poi non venitemi a dire che Vico non aveva ragione.
(Credits: Galatea, ziomau e wikiquote)
P.S.: in molti mi avevano suggerito «Potevo fare di quest’aula sorda e grigia un bivacco per i miei manipoli.»; peccato che la citazione corretta sarebbe allora stata qualcosa tipo «Potevo fare di quest’aula sorda e grigia un residence per le mie amichette», e soprattutto che in parte Lui (l’altro Lui, ovvio) l’abbia già fatto.

Ultimo aggiornamento: 2011-02-04 12:47

c’è qualcuno che compra Libero?

Statisticamente è possibile che tra gli affezionati lettori delle mie notiziole ci sia qualcuno che acquista il quotidiano fondato da Vittorio Feltri e attualmente diretto da Maurizio Belpietro. Oppure magari qualcuno potrà finire qua da un motore di ricerca, oppure leggermi via Facebook. Vabbè: se c’è qualcuno di lorsignori, sarebbe così gentile da spiegarmi cosa può importare loro che Piero Marrazzo sia stato fermato a un posto di blocco con un trans, ma importare così tanto da pensare che sia Una Buona Cosa metterlo come titolono a tre quarti di pagina in una giornata in cui non è che non fosse successo proprio nulla?
Che uno fosse stato candidato come governatore di una regione solo perché era un giornalista che conduceva una trasmissione di inchiesta piuttosto seguita a me è sempre sembrata una grande idiozia. Ma in questo momento – e spero che l’ipotetico acquirente di Libero lo sappia – non ha alcun incarico politico, quindi non deve rispondere nemmeno moralmente all’opinione pubblica di quello che sta facendo (per quanto riguarda la responsabilità penale, persino a Libero sono stati costretti a scrivere che il fermo è semplicemente stato fatto per un controllo di routine e non è stata imputata alcuna accusa al giornalista Rai). Quindi il solito tentativo di caciara “ma tanto sono tutti uguali” non è che funzioni così bene, almeno fino a quando anche a destra non inizieranno a lasciare la politica. Tralascio il banale fatto che i dati relativi alle preferenze sessuali di una persona sono dati sensibili e quindi non dovrebbero nemmeno essere pubblicati: se uno compra certa stampa, credo non ci faccia molto caso. Altre possibilità non è che mi vengano in mente: è proprio per questo che chiedo lumi!

Ultimo aggiornamento: 2011-02-02 12:49

quando si è liberisti sul serio

È notizia di oggi (o di ieri, a seconda del fuso orario): un altro giudice federale statunitense ha definito incostituzionale la riforma sanitaria promulgata l’anno scorso da Obama dopo un eterno tiraemolla. Il motivo della sua bocciatura è semplice: questa riforma obbliga i cittadini americani a contrarre una polizza assicurativa sanitaria.
Conoscendo i miei ventun lettori, so perfettamente che ce n’è più di uno che ritiene la cosa assolutamente normale e corretta, e anzi si lamenta a ogni piè sospinto che non si fa la stessa cosa qui in Italia. So anche che alcuni di loro troveranno la cosa scioccante, ma sono anche convinto che per la maggior parte degli americani è scioccante il concetto europeo contemporaneo di “governo normativo”, e che la Corte Suprema USA con buona probabilità sancirà l’effettiva incostituzionalità della norma.
Che ne penso io? Beh, non sono per nulla un liberista. La mia filosofia è che la gente è fondamentalmente stupida e quindi debba essere costretta a fare certe cose. Lasciamo stare gli iperultraliberisti che immagino siano anche contrari alle assicurazioni di responsabilità civile autoveicoli, e che meriterebbero di essere messi sotto da un’auto senza assicurazione guidata da un nullatenente; e limitiamoci alle cose che si direbbero toccare la singola persona. Non so se il liberista standard accetterebbe di fare la colletta per quelli che hanno pensato “ma chisseffrega dell’assicurazione sanitaria, io tanto sto bene” e poi scoprono di aver bisogno di un’operazione che costerà duecentomila euro. Io personalmente no, ma accetto di pagare più di uno che guadagna meno di me per il servizio sanitario nazionale. È un modo diverso di vedere le cose; ma è il mio modo.

Ultimo aggiornamento: 2011-02-01 17:00

Click Fail

Stamattina, mentre uscivo di casa, al GR di Radio Popolare si diceva che dalle 7 del mattino il sito del ministero dell’Interno dove i datori di lavoro devono inviare le domande per l’ottenimento dei permessi di soggiorno per i propri dipendenti era del tutto bloccato. È probabile che fosse lunedì anche per il giornalista di RadioPop; da quanto leggo qua il sito era semplicemente stato bloccato per ogni altra operazione, in modo da permettere ai richiedenti di avere più risorse a disposizione.
Ma questo non toglie nulla all’estrema stupidità del sistema congegnato dal governo per scegliere i fortunati vincitori. Partiamo pure dal principio che non si possa elargire a tutti il sospirato pezzo di carta, perché ci potrebbero essere chissà quali sommovimenti nazionali. A me sembrerebbe più logico dare il permesso di soggiorno a tutti quelli che lavorano, così quando trovi uno che non lo ha gli chiedi “come mai sei qui? che stai facendo?”, ma forse è per questo che al Viminale non ci sono io ma un leghista. Ma anche prendendo per buono questo assioma, non vedo perché scegliere un sistema aleatorio come “il primo che prende la linea ha la precedenza”, manco fosse un quiz su quanti fagioli ci stanno dentro quel barattolone. Se sorteggio ha da essere, sia un sorteggio vero e proprio; tra tutte le domande pervenute nel giorno preposto si sorteggeranno i fortunati. (poi vabbè, Tvemonti potrebbe fare un suggerimento per rimpinguare le finanze statali e dire “per ciascuna domanda si possono comprare più biglietti della lotteria. Il primo è gratuito, dal secondo in poi si paga: n biglietti, per n maggiore o uguale a due, costano n2·100€”. Io non lo farei perché sarebbe una tassa iniqua, ma lo troverei comunque meno iniquo del sistema attuale.
È vero che siamo una nazione che si aggrappa alla sorte, anche se è notizia di oggi che le lotterie classiche eccetto la Lotteria Italia sono state abolite per mancanza di biglietti venduti; ma che si possa scegliere il tipo di sorte!

Ultimo aggiornamento: 2011-01-31 12:08

dagli amici mi guard’Iddio

Sarà, ma la mia impressione è che la Procura di Milano di prove vere (la “pistola fumante”, e lasciamo perdere i doppi sensi) contro Berlusconi non ne abbia. Una montagna di indizi, certo: roba che in una qualunque altra nazione civile avrebbe portato da un pezzo alle dimissioni del PresConsMin, ma che da noi può venire più o meno tranquillamente metabolizzato. Forse le cose sarebbero cambiate se avessero potuto intercettare i Suoi telefonini, ma non l’hanno fatto perché non ne avevano la possibilità legale. Insomma, un esperto di fango come il nostro e vostro Silvio sa perfettamente che non è da quel lato che gli possono venire problemi.
Però sono anche convinto che Lui ci sia rimasto molto male a sentire cosa Gli dicono dietro le spalle quelli che riteneva i Suoi amici, da Nicole Minetti a Emilio Fede. Perché io credo davvero che Lui pensasse che tutti questi corifei stessero alla sua corte per amor Suo; magari amore platonico, ma pur sempre amore e non bieco utilitarismo. Ecco: magari la strategia di Boccassini & co. è proprio quella. Vedere se sbrocca del tutto…

Ultimo aggiornamento: 2011-01-27 09:22

mementote

Anna mi ha appena raccontato di una conversazione che ha sentito stamattina al bar tra alcune persone, a proposito dei recenti fatti di cronaca. Secondo questi, a parte che tutti i politici sono corrotti uguali (tranne Bossi, e meno male che c’è lui), e che Fini e Casini sono tra i peggiori (interessante tra l’altro notare come il cosiddetto centrosinistra non viene considerato neppure per dargli contro…) è impossibile che Berlusconi abbia fatto tutto quelle cose che gli vengono imputate. E poi, poveretto, è un perseguitato: la Guardia di Finanza gli ha fatto 1950 perquisizioni senza mai trovare nulla [noticina mia: un numero così preciso da dove arriva? non sono riuscito a trovare un riferimento].
Ma il top è stato quando il nostro PresConsMin è stato paragonato al povero presidente Leone, anch’egli accusato ingiustamente. Tralasciando la banale constatazione che Leone (effettivamente mai incriminato) si dimise dalla carica, uno si potrebbe chiedere come mai una “casalinga di Voghera” si ricordi del presidente emerito della Repubblica italiana. La risposta è abbastanza semplice: mi pareva di aver sentito qualche giorno fa che veniva fatto quel paragone, e una rapida guglata mi ha fatto scoprire che il tutto proviene nientemeno che dal direttore del TG1 Augusto Minzolini.
Ogni tanto è meglio andare in giro a sentire la gggente, mi sa.

Ultimo aggiornamento: 2011-01-25 11:34

«L’Italia perdonerà Silvio»

Questo è il titolone a tutta pagina sul numero odierno di Libero, ricavato da un’intervista fatta da Maurizio Belpietro a Vittorio Feltri (niente male, vero?). Il bello è che io sono anche concorde: secondo me gli italiani continueranno a votare per Berlusconi, e se ne strafregheranno anche dei festini arcoriani, tranne quelli che anzi saranno lì a invidiarlo: anche a invidiare che Lui abbia così tanti soldi da poterli elargire così a destra e manca, e di non essere tra i fortunati o le fortunate.
C’è però una cosa che mi chiedo, leggendo dell’offensiva video del nostro PresConsMin. Passi che faccia i suoi interventi glissando sui fatti e strepitando contro i presunti abusi dei giudici cattivi e comunisti che ce l’hanno con lui. Ma quando usa la sua testa d’ariete Signorini per intervistare Ruby e le fa dire che è stata violentata a nove anni dai suoi zii (e questo purtroppo ci può stare, mi sa che zii marocchini e zii italiani pari siano per queste cose) e allora «si è inventata una vita parallela, in cui raccontava di avere 18 anni e di essere egiziana», a me viene solo in mente una cosa: ma c’è davvero qualcuno che ci crede, che questa bimba di nove anni non solo si raddoppia l’età ma cambia anche nazione per pensare di essere una Wonder Woman?
Ripeto: che la gente ci creda o no, non penso proprio che la cosa sposti anche solo un voto, quindi in un certo senso la cosa per me è ininfluente. Ma non voglio ridurmi a credere che qualcuno sia convinto che la vera verità di Ruby sia questa.

Ultimo aggiornamento: 2011-01-20 15:57

Aventino

Non ho avuto tempo (e voglia, lo ammetto) di leggermi il contratto imposto proposto dalla Fiat per lo stabilimento di Mirafiori, e quindi non posso garantire che ci siano o meno delle clausole irricevibili perché contro i diritti dei lavoratori. In un caso o nell’altro, la campagna della FIOM e della CGIL perché operai e impiegati votino NO al referendum che si terrà a fine settimana è assolutamente sacrosanta: che uno sia d’accordo o no con quelle tesi, la libertà di opinione è sacrosanta.
Quello che io continuo a non capire è il comportamento a mio parere assolutamente autolesionistico del segretario FIOM Maurizio Landini, che anche contro la sua conferederazione continua a ribadire che anche in caso di vittoria dei SÌ non apporrà mai una firma a quel contratto, nemmeno “tecnica” (cioè della serie: non sono d’accordo ma sono costretto a farlo) perché a suo dire lo statuto della Federazione vieta di farlo. Beh, a me la cosa sembra comunque essere una stupidaggine colossale. Immagino che in ogni caso, se i SÌ al referendum vinceranno, la prima cosa che gli avvocati FIOM faranno sarà un ricorso al tribunale perché definisca illegittimo quel contratto. Direi che su questo non ci sono dubbi da parte di nessuno. Però, essendo i tempi giudiziali italiani quel che sono, passeranno mesi se non anni prima di avere un giudizio definitivo; e nel frattempo tutti gli iscritti FIOM non saranno affatto rappresentati all’interno della fabbrica, il che mi sembra una soluzione peggiore ancora. Sarebbe stato molto meglio rilanciare subito, e comunicare urbi et orbi che la firma tecnica sarebbe stata messa con l’avviso contestuale di inizio di azione legale e richiesta di pagamento dei danni ai lavoratori che venissero eventualmente acclarati. Ovviamente Marchionne non potrebbe dire nulla, visto che è certo che il contratto non leda diritti dei lavoratori, no? In ogni caso, abbiamo visto negli anni 1920 a cosa può servire l’Aventino: a rafforzare la controparte, che può fare il bello e il cattivo tempo.
Un ultimo punto. Avete notato come – nonostante la contrarietà all’accordo come principio – viene fatta una campagna perché si partecipi al referendum? Non è un controsenso: semplicemente, a differenza di quelli abrogativi, in questo caso non c’è un quorum e quindi un voto contrario non dato è un voto a favore in più. Come cambiano le politiche!

Ultimo aggiornamento: 2011-01-10 14:49