Archivi categoria: pipponi

Forza Gnocca

Io non so cosa voglia fare il nostro PresConsMin per rafforzare l’economia italiana. La mia impressione è che non lo sappia nemmeno lui, e anche se lo sapesse non è detto che riuscirebbe a convincere il suo governo ad approntare quelle misure.
Però, riemerso dalla maratona per wikipedia, ho notato come lui non abbia per niente perso il suo tocco: gli è bastato dire che pensava di rinominare il partito “Forza Gnocca” e subito tutti si sono dimenticati della situazione in cui ci troviamo come nazione e si sono messi a litigare sulla battuta. Purtroppo devo inchinarmi alla sua bravura personale.

Ultimo aggiornamento: 2011-10-07 11:31

La rinchiccola del Blasco

Oggi stanno parlando tutti della (auto)sospensione di Nonciclopedia causa Vasco Rossi. Non posso garantire che la storia funzioni come l’hanno scritta i nonciclopedisti (mi sembra strana una chiusura completa solo dopo una visita di gruppo agli uffici di Escopost), ma è sufficientemente verosimile.
Ovvio che nonciclopedia stia sulle palle a molta gente, se per questo ha preso a pesci in faccia anche il sottoscritto perché in quanto wikipediano non avrebbe dovuto osare postare qualcosa lì. Non chiamandomi vascorossi™, ho semplicemente pensato “chissenefrega” e lasciato perdere, tanto di cose da fare ne ho sempre tante. Egli (e i Suoi avvocati) invece sono molto più importanti di me, e quindi si sono attivati.
Immagino che questo non c’entri proprio nulla, però: in fin dei conti manca ancora un mese.
[No, non esiste la parola “rinchiccola”, c’è solo il verbo “rinchiccolarsi” che mi sa sia anche difficile da usare parlando dello Zocchese che ormai mi assomiglia più che altro a Boldi]

Ultimo aggiornamento: 2011-10-03 11:24

tristi ipotesi

Credo di arrivare buon ultimo a segnalare il comunicato stampa di colei che ci è toccata come ministro dell’Istruzione e della Ricerca Universitaria, che si congratula per avere finanziato (non direttamente lei, ma sulla poltrona oggi è lei a starci…) nientemeno che un tunnel che unisce i laboratori del Cern con quello del Gran Sasso. Arrivo anche dopo Mantellini a osservare che anche se persino Corsera e Repubblica hanno sputtanato Mariastella il comunicato stampa oggi campeggiava ancora in bella vista nel sito del ministero, ma si sa che trovare qualcuno che lavori di sabato è sempre una bella impresa. (No, la persistenza del comunicato non è semplicemente dovuta alla sua ufficialità e pertanto intangibilità: altrimenti sarebbe comunque stata emessa una rettifica).
Una cosa che non mi è parso di trovare commentata è però la successione degli eventi che ha portato alla pubblicazione del comunicato. Se l’è scritto il ministro di suo pugno? I suoi collaboratori al ministero hanno scritto belli convinti il testo e il ministro l’ha approvato senza nemmeno leggerlo? I collaboratori di cui sopra hanno preparato apposta il testo come uno scherzo in cui il ministro è cascato in pieno? Non riesco a decidemi su quale delle ipotesi sia la più preoccupante.
P.S.: Io non faccio facili battute sul fatto che il costo per chilometro del supposto tunnel sarebbe di vari ordini di grandezza inferiore a quello delle opere per la TAV. I neutrini sono davvero minuscoli, mica serve un buco grande!
P.P.S.: mentre scrivevo questa notiziola, effettivamente il Corsera pubblica una precisazione dell’ufficio stampa del MIUR. Precisazione nella quale viene scritto «ovviamente, il tunnel di cui si parla nel comunicato di venerdì, non può essere per nessuna ragione inteso come un tunnel che collega materialmente Ginevra con il Gran Sasso. Questo è di facile intuizione per tutti e la polemica è assolutamente strumentale», perché «Il tunnel a cui si fa riferimento è quello nel quale circolano i protoni dalle cui collisioni ha origine il fascio di neutrini che attraversando la terra raggiunge il Gran Sasso». Oserei commentare che la Gelmini si è circondata di persone tali da far rifulgere le sue qualità intellettuali.

Ultimo aggiornamento: 2011-09-24 16:05

Fìdaty 451

Concorrenza sleale: questa è stata la sentenza di primo grado che è stata emessa qualche giorno fa nei confronti di Bernardo Caprotti, a seguito della denuncia delle Coop per il suo libro Falce e Carrello. Considerando che il libro è uscito nel 2007, vediamo ancora una volta come la giustizia in Italia se la prenda comoda: è vero che in una causa civile non so se ci sia prescrizione, ma quattro anni sono tanti.
Preso atto che la condanna non è stata per diffamazione ma perché il patron di Esselunga «diffonde notizie e apprezzamenti sui prodotti e sull’attività di un concorrente» (articolo 2598, comma 2 del Codice Civile), e preso anche atto della pagina Facebook dei suoi fan e della sua propria lettera pubblicata ieri sul Corriere, mi resta un dubbio. Perché «ritirare dalle librerie le copie rimaste del libro e vietata la ripubblicazione» del libro? Dal mio punto di vista, sarebbe stato molto più corretto che le copie dovessero avere inserito a caratteri cubitali all’inizio un estratto della sentenza di condanna: poi starebbe al lettore (ammesso che ci sia ancora gente intenzionata a comprare il libro… io ho già dato a suo tempo) decidere cosa fare del testo. Ma soprattutto: cosa succederà alle copie nelle varie biblioteche pubbliche (in Lombardia almeno una dozzina)? Le manderanno al macero? Le nasconderanno dietro una parete corredata da un “hic sunt leones”? Insomma diciamocelo: il divieto di ripubblicazione è una misura inutile e stupida.
P.S.: consiglio a tutti i miei ventun lettori di leggere un po’ di commenti sulla pagina facebook linkata qui sopra e naturalmente di leggere la lettera di Caprotti, soprattutto la parte in cui scrive «Inoltre quattro mesi prima mio figlio se ne era andato. Mio figlio non è mai stato scacciato, mio figlio non ha mai fatto nulla di male, semplicemente si era attorniato di una dirigenza non all’altezza. Per me il suo autonomo allontanamento è stato un grande dolore.». Chissà se il figliuol prodigo ritornerà mai a dire “Padre, ho peccato contro Dio e contro di te”…

Ultimo aggiornamento: 2011-09-22 07:00

subappalti

Io non mi scandalizzo più di tanto perché l’onorevole Ilona Staller in arte Cicciolina inizierà a prendere 3000 euro il mese di vitalizio, dopo che a novembre compierà 60 anni. Meglio: mi scandalizzo della legge e di queste prebende a posteriori: ma la legge c’è, e non vedo perché lei non debba usufruirne. Tra l’altro ai tempi non c’erano mica le liste bloccate: se tanti italiani hanno votato per lei, è stata una loro scelta.
Però c’è una frase che mi ha lasciato parecchio perplesso: quella in cui la pornostar ed ex-onorevole ha affermato che durante la sua permanenza a Montecitorio, dopo aver dato il 60% dello stipendio al partito [*] «mi restavano circa 3 milioni di lire. La metà li passavo ad un avvocato che scriveva per me le proposte di legge. Ne ho fatte una ventina». Da un certo punto di vista il comportamento della Staller è encomiabile, soprattutto confrontato a certi disegni di legge proposti attualmente dai nostri deputati: perlomeno veniva proposto qualcosa su cui magari non si era d’accordo ma che era (si spera…) sensato. Ma guardiamo la cosa da un altro punto di vista. Che senso ha essere eletti per fare un lavoro e poi doverlo subappaltare, perché evidentemente (non lo dico io ma lei) non si era capaci di farlo? Avrei al limite capito se avesse detto “nei primi due anni ho pagato un avvocato per insegnarmi a scrivere buoni disegni di legge”, ma il subappalto è semplicemente un modo che vedere ancora una volta che i nostri rappresentanti sono pagati molto più del necessario.
[*] che anche questa cosa poi mi scandalizza, col partito che ti paga la campagna elettorale e tu che restituisci il malloppo in comode rate mensili trattenute dallo stipendio…

Ultimo aggiornamento: 2011-09-19 15:38

la crisi

Ho visto le statistiche sui terminali connessi in rete TIM nel mese di agosto (no, non sono statistiche pubbliche, e non faccio numeri per ovvie ragioni). Il secondo classificato è l’iPhone 4 (il 3 e il 3G sono anch’essi in classifica, ma nei top 30). Per la cronaca, in testa c’è il Siemens MC35i (che non è un telefonino, e credo sia usato da applicazioni machine-to-machine), e al terzo e al quarto posto ci sono due Nokia, l’N70 e il 2760.
La classifica è molto piatta (nel senso che il numero di terminali del trentesimo classificato è circa un quarto di quella del primo classificato) e quindi i dati sono un po’ falsati; ma è anche vero che qui non stiamo parlando di telefonini che si connettono in Internet ma semplicemente che accedono alla rete GSM / 3G per il semplice fatto di essere accesi. Niente male per una nazione in crisi.

Ultimo aggiornamento: 2011-09-19 09:23

Precedenze

Oggi il dorso milanese del Corsera lancia la sua nuova iniziativa: gogna mediatica a chi parcheggia nei posti riservati ai disabili senza relativo pass. Non si capisce perché solo quei casi sono degni di essere fotografati mentre chi blocca i passaggi pedonali non viene ritenuto “interessante” (e provate voi a passare con una carrozzina o spingendo una sedia a rotelle, poi ne parliamo); né si capisce come si possa fare una simile iniziativa che è presumibilmente illegale (se ne parla sul socialcoso fighetto). Ma non mi sarebbe venuta voglia di scriverne se non mi fosse capitato un momento di serendipità.
Tre quarti d’ora fa, mentre andavo a mangiare, in via Giacosa c’era un carro attrezzi del servizio rimozione che stava portando via un’auto. L’auto era parcheggiata davanti al passo carraio di un carrozziere (che di passi carrai ne ha due, per la cronaca). Io sono notoriamente uno che pensa male, e in effetti non so quanto tempo fosse passato da quando il carrozziere in questione aveva chiamato il carro attrezzi. Però mi è rimasto il dubbio se ci sia qualcuno che ha un canale privilegiato per far valere i propri diritti. Sono una persona orribile?
(comunque mi spiace che le ganasce bloccaruote, se non definite illegali, non siano comunque più usate. Resto sempre dell’idea che un vero deterrente a certi comportamenti, oltre all’alta probabilità di essere multati, sia il far perdere al simpatico pseudoparcheggiante un tempo sufficientemente lungo da fargli passare la voglia di dire “ma è solo per un attimo”; e le ganasce si possono applicare molto più in fretta)

Ultimo aggiornamento: 2011-09-15 13:40

Ho scritto a MaryStar

Lo Scorfano commenta l’intervista rilasciata da Mariastella Gelmini, e in particolare il punto in cui il ministro dell’Istruzione afferma che la media di studenti per classe in Italia è inferiore a quella OCSE. Peccato, nota lo Scorfano, che i dati relativi risalgano al 2009, quindi prima della “riforma Gelmini”.
Naturalmente questo non significa molto in assoluto: prima di dare giudizi – fattuali ma anche politici – occorrerebbe avere i dati aggiornati almeno alla fine dello scorso anno scolastico. Io ho così appena scritto all’indirizzo ufficiostampa@istruzione.it – quello indicato nel sito del governo: è chiaro che informazioni come queste non possono essere chieste direttamente al ministro – chiedendo se tali dati sono disponibili. Per i curiosi, ecco qua il testo della letterina, dal titolo “Richiesta ulteriori informazioni”:


Buongiorno!
Gradirei se possibile avere ulteriori informazioni su un punto sollevato dal ministro Gelmini nella sua intervista apparsa oggi sul quotidiano La Stampa (URL: http://www3.lastampa.it/scuola/sezioni/news/articolo/lstp/420101/ ). Il ministro afferma che «Proprio oggi l’Ocse ha diffuso il suo rapporto sulla scuola, e sa che cosa dice? Che la media Ocse è di 23 alunni per classe, e la media italiana di 22. Io capisco le critiche politiche, ma ci sono dati che non possono essere ribaltati».
Sono andato a consultare il rapporto OCSE (URL: http://www.oecd.org/dataoecd/61/2/48631582.pdf – pagina 402) e ho notato che i dati sono relativi all’anno 2009, quindi prima della riforma avviata dal ministro. Ora è ovvio che non è certo possibile avere i dati relativi all’anno scolastico 2011-12, ma spero che quelli relativi al 2010-11 siano disponibili. Chiaramente non sono direttamente confrontabili con quelli delle altre nazioni, ma sarebbe possibile consultarli? L’optimum sarebbe avere una distribuzione del numero di alunni per classe, poiché il semplice dato medio può essere influenzato da parametri quali scuole speciali e montane con un numero di alunni inferiore, ma capisco che forse pretendo troppo.
Cordialmente,
Maurizio Codogno


Vi farò sapere se mai avrò una risposta.

Ultimo aggiornamento: 2011-09-14 15:18