Archivi categoria: pipponi

subappalti

Io non mi scandalizzo più di tanto perché l’onorevole Ilona Staller in arte Cicciolina inizierà a prendere 3000 euro il mese di vitalizio, dopo che a novembre compierà 60 anni. Meglio: mi scandalizzo della legge e di queste prebende a posteriori: ma la legge c’è, e non vedo perché lei non debba usufruirne. Tra l’altro ai tempi non c’erano mica le liste bloccate: se tanti italiani hanno votato per lei, è stata una loro scelta.
Però c’è una frase che mi ha lasciato parecchio perplesso: quella in cui la pornostar ed ex-onorevole ha affermato che durante la sua permanenza a Montecitorio, dopo aver dato il 60% dello stipendio al partito [*] «mi restavano circa 3 milioni di lire. La metà li passavo ad un avvocato che scriveva per me le proposte di legge. Ne ho fatte una ventina». Da un certo punto di vista il comportamento della Staller è encomiabile, soprattutto confrontato a certi disegni di legge proposti attualmente dai nostri deputati: perlomeno veniva proposto qualcosa su cui magari non si era d’accordo ma che era (si spera…) sensato. Ma guardiamo la cosa da un altro punto di vista. Che senso ha essere eletti per fare un lavoro e poi doverlo subappaltare, perché evidentemente (non lo dico io ma lei) non si era capaci di farlo? Avrei al limite capito se avesse detto “nei primi due anni ho pagato un avvocato per insegnarmi a scrivere buoni disegni di legge”, ma il subappalto è semplicemente un modo che vedere ancora una volta che i nostri rappresentanti sono pagati molto più del necessario.
[*] che anche questa cosa poi mi scandalizza, col partito che ti paga la campagna elettorale e tu che restituisci il malloppo in comode rate mensili trattenute dallo stipendio…

Ultimo aggiornamento: 2011-09-19 15:38

la crisi

Ho visto le statistiche sui terminali connessi in rete TIM nel mese di agosto (no, non sono statistiche pubbliche, e non faccio numeri per ovvie ragioni). Il secondo classificato è l’iPhone 4 (il 3 e il 3G sono anch’essi in classifica, ma nei top 30). Per la cronaca, in testa c’è il Siemens MC35i (che non è un telefonino, e credo sia usato da applicazioni machine-to-machine), e al terzo e al quarto posto ci sono due Nokia, l’N70 e il 2760.
La classifica è molto piatta (nel senso che il numero di terminali del trentesimo classificato è circa un quarto di quella del primo classificato) e quindi i dati sono un po’ falsati; ma è anche vero che qui non stiamo parlando di telefonini che si connettono in Internet ma semplicemente che accedono alla rete GSM / 3G per il semplice fatto di essere accesi. Niente male per una nazione in crisi.

Ultimo aggiornamento: 2011-09-19 09:23

Precedenze

Oggi il dorso milanese del Corsera lancia la sua nuova iniziativa: gogna mediatica a chi parcheggia nei posti riservati ai disabili senza relativo pass. Non si capisce perché solo quei casi sono degni di essere fotografati mentre chi blocca i passaggi pedonali non viene ritenuto “interessante” (e provate voi a passare con una carrozzina o spingendo una sedia a rotelle, poi ne parliamo); né si capisce come si possa fare una simile iniziativa che è presumibilmente illegale (se ne parla sul socialcoso fighetto). Ma non mi sarebbe venuta voglia di scriverne se non mi fosse capitato un momento di serendipità.
Tre quarti d’ora fa, mentre andavo a mangiare, in via Giacosa c’era un carro attrezzi del servizio rimozione che stava portando via un’auto. L’auto era parcheggiata davanti al passo carraio di un carrozziere (che di passi carrai ne ha due, per la cronaca). Io sono notoriamente uno che pensa male, e in effetti non so quanto tempo fosse passato da quando il carrozziere in questione aveva chiamato il carro attrezzi. Però mi è rimasto il dubbio se ci sia qualcuno che ha un canale privilegiato per far valere i propri diritti. Sono una persona orribile?
(comunque mi spiace che le ganasce bloccaruote, se non definite illegali, non siano comunque più usate. Resto sempre dell’idea che un vero deterrente a certi comportamenti, oltre all’alta probabilità di essere multati, sia il far perdere al simpatico pseudoparcheggiante un tempo sufficientemente lungo da fargli passare la voglia di dire “ma è solo per un attimo”; e le ganasce si possono applicare molto più in fretta)

Ultimo aggiornamento: 2011-09-15 13:40

Ho scritto a MaryStar

Lo Scorfano commenta l’intervista rilasciata da Mariastella Gelmini, e in particolare il punto in cui il ministro dell’Istruzione afferma che la media di studenti per classe in Italia è inferiore a quella OCSE. Peccato, nota lo Scorfano, che i dati relativi risalgano al 2009, quindi prima della “riforma Gelmini”.
Naturalmente questo non significa molto in assoluto: prima di dare giudizi – fattuali ma anche politici – occorrerebbe avere i dati aggiornati almeno alla fine dello scorso anno scolastico. Io ho così appena scritto all’indirizzo ufficiostampa@istruzione.it – quello indicato nel sito del governo: è chiaro che informazioni come queste non possono essere chieste direttamente al ministro – chiedendo se tali dati sono disponibili. Per i curiosi, ecco qua il testo della letterina, dal titolo “Richiesta ulteriori informazioni”:


Buongiorno!
Gradirei se possibile avere ulteriori informazioni su un punto sollevato dal ministro Gelmini nella sua intervista apparsa oggi sul quotidiano La Stampa (URL: http://www3.lastampa.it/scuola/sezioni/news/articolo/lstp/420101/ ). Il ministro afferma che «Proprio oggi l’Ocse ha diffuso il suo rapporto sulla scuola, e sa che cosa dice? Che la media Ocse è di 23 alunni per classe, e la media italiana di 22. Io capisco le critiche politiche, ma ci sono dati che non possono essere ribaltati».
Sono andato a consultare il rapporto OCSE (URL: http://www.oecd.org/dataoecd/61/2/48631582.pdf – pagina 402) e ho notato che i dati sono relativi all’anno 2009, quindi prima della riforma avviata dal ministro. Ora è ovvio che non è certo possibile avere i dati relativi all’anno scolastico 2011-12, ma spero che quelli relativi al 2010-11 siano disponibili. Chiaramente non sono direttamente confrontabili con quelli delle altre nazioni, ma sarebbe possibile consultarli? L’optimum sarebbe avere una distribuzione del numero di alunni per classe, poiché il semplice dato medio può essere influenzato da parametri quali scuole speciali e montane con un numero di alunni inferiore, ma capisco che forse pretendo troppo.
Cordialmente,
Maurizio Codogno


Vi farò sapere se mai avrò una risposta.

Ultimo aggiornamento: 2011-09-14 15:18

Pirateria digitale 2

Come forse ricorderete, mi sono comprato un libro di didattica matematica: The Art and Craft of Problem Solving, di Paul Zeitz. Il libro me lo sto assaporando pian piano, ognuno ha i suoi feticci e credo converrete che leggere di problemi matematici sia forse meno piacevole ma sicuramente meno pericoloso che praticare il bondage estremo.
Il libro segnala l’esistenza di un Instructor’s Manual con molte tracce di dimostrazioni disponibile nel sito dell’editore (Wiley, tanto per non fare nomi). Bene, ieri vado all’URL corrispondente, trovo il materiale, ma vedo che occorre registrarsi. Mi sembra giusto, dico: clicco e scopro che per farlo debbo essere un insegnante, meglio universitario ma benignamente concedono anche di una high school, o al più far parte di una non meglio identificata organizzazione. Scrivo allora per chiedere lumi: oggi pomeriggio mi rispondono che c’è qualcosa di liberamente disponibile, e mi dà l’URL dello Student Companion Site, che ovviamente avevo già visto ma è sostanzialmente inutile. Faccio presente per la cronaca che l’Instructor Companion Site non è acquistabile, e non serve assolutamente a nulla se non hai già il libro; inoltre nella mia mail avevo spiegato che non ero uno studente, metti caso che la segretezza fosse dovuta al fatto che qualche professore potrebbe usare il libro come testo per un esame.
Non preoccupatevi: in due minuti ho fatto una rapida ricerchina in rete e mi sono scaricato il summenzionato PDF, il che mi fa pensare che anche l’eventuale segretezza vada abbastanza a farsi benedire, oppure che gli studenti americani hanno molto da imparare. Però mi chiedo davvero: perché tanto odio?

Ultimo aggiornamento: 2011-09-13 15:19

cultura generale

Nei quiz di ammissione a Scienze Sanitarie nell’università di Milano Bicocca c’era una domanda di cultura generale che diceva “La pizza al trancio di Spontini è tra le più rinomate di Milano. Quale di questi tranci è il più richiesto? (a) abbondante (b) celtico (c) doppio (d) farcito (e) madunina”.
No, non è vero. Quello che è vero è che nel test di ammissione alla Sapienza c’era questa domanda: «Nei pressi del noto Liceo Tacito di Roma si trova la “grattachecca di Sora Maria”, molto nota tra i giovani romani. Sapresti indicare quali sono i gusti tipici serviti? Menta, limone, amarena, cioccolato…» Purtroppo non ho trovato il testo completo dei test, quindi il mio commento dipende da quel poco che ho trovato in rete. Ma anche così, mi pare che il commento del rettore della Sapienza Luigi Frati non vada affatto a suo favore. Riporto il commento: «Tra le cinque risposte ce n’era una sola giusta, mentre nelle altre quattro, accanto ai gusti tradizionali, era inserito un gusto atipico, tipo zabaione. Se poi c’è qualcuno che questo non lo ha capito…» e rincara la dose con «Tra l’altro la domanda era stata ispirata da un articolo apparso all’inizio di agosto sulle pagine culturali de “Il Messaggero” sui sapori di Roma».
Il secondo punto fa semplicemente piangere. Immaginiamo di nuovo un altro test, stavolta al Politecnico di Torino, con i gusti di gelato da Florio, e il rettore che affermi «il mese scorso se ne era parlato nell’inserto culturale della Stampa». E se io arrivo da Milano o da Bologna sono costretto a leggermi per un mese il quotidiano torinese perché la mia malcapitata idea di frequentare l’università piemontese richiede una buona dose preliminare di sabaudità? Quanto al primo, parliamone. Io so cos’è la grattachecca (che non è semplicemente “una granita”, se lo vai a chiedere a un romano…), ma non posso sapere affatto se la Sora Maria – che sta ringraziando per la pubblicità, tra l’altro – non abbia anche inserito tra i gusti la grattachecca allo zabaglione. Dopo il gelato alla rosa, al vino, al gorgonzola e al peperoncino non mi stupisco più di nulla. E allora che cultura sarebbe? O è tutto un modo per selezionare opportunamente gli studenti?

Ultimo aggiornamento: 2011-09-10 22:46

«Tu ti comporti da uomo e io ti tratto da uomo»

Probabilmente avete sentito la notizia della donna pestata a Milano al ristorante “perché lesbica”. L’aggressore è stato identificato, e adesso la giustizia (forse) farà il suo corso.
Però c’è una cosa che mi ha lasciato ancora più basito della notizia originale. Secondo la vittima, l’aggressore le avrebbe detto «Tu ti comporti da uomo e io ti tratto da uomo, e ti picchio». Ci credo che il tipo rifiuti l’accusa di omofobia: come faceva un concetto simile a far parte del cervello dei Cro-Magnon, con tutto il rispetto per i Cro-Magnon e il loro ambiente?

Ultimo aggiornamento: 2011-09-09 15:42

Il Giro di Padania

Probabilmente non ve ne siete accorti, neppure se siete appassionati di ciclismo: ma ieri è partito il Giro di Padania, con tanto di sito ufficiale, purtroppo senza versioni plurilinguistiche nemmeno in insubro o bergamasco. Tale corsa a tappe è stata organizzata dalla «neonata Associazione Sportiva Dilettantistica Monviso Venezia, presieduta dal Senatore Michelino Davico, Sottosegretario all’Interno con delega agli Enti locali», nel caso ve lo foste chiesto, e vede tra i suoi supporter Ivan Basso, di cui viene riportata la citazione «La bicicletta insegna cos’è la fatica, cosa significa salire e scendere – non solo dalle montagne, ma anche nelle fortune e nei dispiaceri – insegna a vivere. Il ciclismo è un lungo viaggio alla ricerca di se stessi».
Ma forse però ve ne siete accorti: i quotidiani hanno più o meno in massa dato notizie di tafferugli che a quanto pare continuano ad esserci. Ragione di tutto ciò? Lapalissiano: la Padania non esiste, e quindi non può esistere il Giro di Padania, a differenza del giro della Catalogna, o dei Paesi Baschi, o delle Fiandre.
Inutile dire che è ovvio che la manovra è politica e legaiola: provate per dire a indovinare di che colore è la maglia indossata dal primo in classifica. Detto questo, però, mi sembra che ci sia da preoccuparsi allo stesso modo di chi va a dire che «Il Giro di Padania è incostituzionale», e può dunque essere definito mandante morale dei tafferugli di cui sopra. Non sono uno di quelli che dice “siamo nel mezzo di una crisi terribile e voi pensate a queste cose qua?”, però mi sembra che la migliore risposta da dare sia quella del sindaco di Cuneo (occhei, per chi non è di quelle parti c’è dietro una simpatica diatriba interna con la compagna di Simplificius Calderoli), o più semplicemente mettersi a ridere. Ma poi è così difficile far finta di nulla, e dire e scrivere “Giro della Pianura Padana”? Secondo me quello sì che farebbe arrabbiare davvero i leghisti, a parte essere geograficamente corretto…

Ultimo aggiornamento: 2011-09-07 15:50