Archivi categoria: pipponi

giudici (ir)responsabili

L’emendamento passato ieri alla Camera (proponente il leghista Gianluca Pini, alla Lega sì che sanno fare le cose) sarebbe chiamato dalle mie parti un tipico atteggiamento mafioso. Giusto per spiegarsi: attualmente la legge Vassalli afferma che se un magistrato inquirente agisce per dolo o per colpa grave, allora chi poi è stato ingiustamente accusato ed è stato poi riconosciuto innocente può ricorrere contro lo Stato per un risarcimento. Possiamo discutere se sia lo Stato o il giudice stesso che debba pagare: però ritengo che il principio per cui se qualcuno fa un danno non in buona fede costui debba pagarne poi le conseguenze.
Peccato che l’emendamento Pini reciti (grassetto mio) «chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento» di un magistrato «in violazione manifesta del diritto o con dolo o colpa grave nell’esercizio delle sue funzioni o per diniego di giustizia», può rivalersi facendo causa sia allo Stato che al magistrato per ottenere un risarcimento. Che vuol dire “in violazione manifesta del diritto”? tutto e niente. Se non vuol dire niente, cioè è una ripetizione di “dolo o colpa grave”, però, non aveva alcun senso aggiungerlo; quindi mi sa che voglia dire “tutto”. Ordunque: chi glielo fa fare un magistrato a indagare non dico un poveretto come me ma chessò John Elkann, sapendo che quello lì può fargli poi un mazzo tanto? Deve forse sperare nella solidarietà di casta?

Ultimo aggiornamento: 2012-02-03 17:14

La monotonia del posto fisso

Il PresConsMin ci ha tenuto a informare, con la sua voce monocorde, che «il posto fisso è una monotonia».
Vediamo: io ho il posto fisso da un quarto di secolo abbondante (e Telecom non mi ha neppure invitato al Seniores Day, una vergogna). Dal 1986 al 1991 ho fatto riconoscimento del parlato. Dal 1991 al 1994 software engineering (uno dei periodi peggiori della mia vita). Dal 1994 al 2001 mi sono messo a fare internet in tutte le salse. Dal 2001 al 2008 sono passato a supporto di backoffice per i sistemi SMSC, e adesso cerco di convincere i miei colleghi a scrivere una qualsivoglia documentazione dei prodotti del nostro gruppo e rendere il tutto quasi decente. Non mi sembra poi tutta quella monotonia…

Ultimo aggiornamento: 2012-02-02 16:34

adulti a sette anni

Una delle proposte di tagli alla spesa pubblica all’esame del governo Monti è togliere ai pediatri l’assistenza dei bambini sopra i sei anni. Beh, forse il motivo non è proprio quello, visto che si legge che «l’assistenza della Pediatria di libera scelta non è garantita in modo uniforme su tutto il territorio nazionale» e posso garantire di prima persona che è così: trovare un pediatra almeno a Milano non è una cosa facile. Però, visto che il documento dove è apparsa questa proposta si intitola «bozza di Riordino delle Cure Primarie» con tutte le maiuscole al posto giusto, mi sa che sotto sotto la ragione sia appunto quella.
Peccato che io non riesca a capire quale differenza di costi ci sia se una persona va a farsi visitare da un pediatra oppure da un medico ASL; senza contare che i medici di base sono abituati a pazienti ben diversi dai bambini, e quindi ci saranno dei costi di formazione che dovranno pur essere sostenuti. A questo punto, non sarebbe più semplice vedere come formare nuovi pediatri tra i medici di base?

Ultimo aggiornamento: 2012-01-31 16:57

ricontestualizziamo!

A margine della morte di Giancarlo Bigazzi, oggi il Corsera cartaceo ospita un coccodrillo di Mario Luzzatto Fegiz, che mi è capitato sotto gli occhi mentre cercavo di svegliarmi con un cappuccino. Una frase mi ha colpito particolarmente:

«”Ti amo”, un testo apparentemente banale che ripete fino all’ossessione le due parole del titolo, ma ricontestualizzate in continui cambi di accordo»

A me delle critiche positive o negative importa poco. Però pensare che i “continui cambi di accordo” sono in pratica un giro di do (praticamente la seconda cosa che ti insegnano quando strimpelli la chitarra, la prima è La canzone del sole che di accordi ne ha tre invece che quattro) e metterci assieme una ricontestualizzazione fa venire in mente almeno a me una cosa sola: che si era preso MLF prima di scrivere?
(ps: sì, lo so che Bigazzi ne scrisse solo il testo e non la musica. Ma perché infierire?)
(pps: corretti i cognomi del critico)

Ultimo aggiornamento: 2012-01-20 15:55

Sii grassetto!

In questi giorni ha circolato per la rete una foto che mostra la prima e l’ultima pagina del Gazzettino di domenica scorsa. I titoloni in prima pagina parlavano del naufragio della Concordia: la pubblicità in ultima pagina ci invita a vincere… una crociera. L’immagine è vera, non un fotomontaggio: il direttore del Gazzettino si è scusato pubblicamente, spiegando che in effetti c’è un controllo che blocca le pubblicità “inopportune”, ma in questo caso il committente della pubblicità era un produttore di confetti (la crociera è semplicemente il primo premio del concorso), e i giornalisti in redazione sanno solo chi è il committente. Il sottinteso è che gli unici che avrebbero potuto accorgersi del problema sarebbero stati il committente e i tipografi: ma essendo capitato di sabato probabilmente non c’era nessuno nell’agenzia del committente, e questo non è certo lavoro per i tipografi.
Ci ho pensato un po’ su, e mi è venuto in mente uno dei concetti chiave di Wikipedia: il “be bold!”, che letteralmente dovremmo tradurre come “osa!” ma in maniera ufficiosa è reso iperletteralmente come “sii grassetto”. Sarà la mia abitudine a lavorare dal basso, ma mi sarebbe sembrato naturale che l’impaginatore notasse la pubblicità non proprio adatta al momento e cercasse qualcuno in redazione perché prendesse una rapida decisione.
Poi ci ho pensato ancora un po’, e ho capito che la cosa non poteva funzionare. Tralasciamo la considerazione banale “ma gli impaginatori ce l’hanno un numero di telefono per le emergenze?”, e vediamo cosa sarebbe successo se fosse effettivamente successa una cosa simile. Il giornale sarebbe uscito con un’altra pubblicità, il committente magari sarebbe stato più felice (non è detto, visto che comunque il primo premio del concorso resta quello, ma immaginiamo di sì), ci sarebbero state meno polemiche… Sì, ma. Il “ma” è che nessuno si sarebbe accorto di nulla, quindi il tutto non sarebbe esistito. E allora, chi gliel’avrebbe fatto fare agli impaginatori?
Un titolo che avevo pensato per questo post era “la banalità del meglio”: su queste cose sono un inguaribile utopico, ma credo davvero che sia appunto questa banalità del meglio che ci sta mancando per riuscire a tirarci su. Voi che ne pensate?

Ultimo aggiornamento: 2012-01-20 07:00

Patente o cara

Sabato mi scade la patente. Il mio tesserino plastificato è in uno stato tale che ho deciso di investire 30 euro in un duplicato, e di andare in motorizzazione civile per fare appunto il duplicato. La coda non era poi così tragica, è vero; però ho scoperto che non bastava portare una fotocopia della patente vecchia e della carta d’identità, ma occorre anche quella del codice fiscale (e qualcuno mi spiegherà sicuramente l’attinenza con la patente), oltre a una fotocopia del foglio con la visita medica, fotoccopia che è stata debitamente autenticata e dovrebbe permettermi di girare con la patente scaduta, sempre che mi ricordi di avere con me anche la copia a ricalco della domanda di duplicato (e forse anche la patente scaduta, non ho capito). Il tutto per gli almeno quaranta giorni (“ma può venire anche dopo cinquanta, basta che siano almeno quaranta”) necessari perché venga creata dal nulla la nuova tesserina. L’idea di fornire un codice che permetta di verificare online se la patente è pronta non è venuta a nessuno: a dire il vero mi è stato chiesto un recapito telefonico ma solo “se c’è qualcosa che non va”. Comincio a capire perché continuano a beccare Fabrizio Corona a guidare senza patente:le pratiche necessarie sono troppo per lui.
PS: il bar tabacchi interno alla motorizzazione civile (con fotocopiatrice) ha una rendita di posizione invidiabile.

Ultimo aggiornamento: 2012-01-18 12:11

ma esattamente che fanno le poste?

Devo rifare la patente. “Rifare” significa anche rifare da capo la tesserina stile bancomat, perché la mia è praticamente illeggibile. Questo significa che devo andare in motorizzazione civile (non basta l’Asl) e fare due diversi bollettini, uno di nove euro come tutti e uno di 29,24 euro per stampare la tesserina. Questi bollettini sono su due conti correnti diversi, naturalmente, perché sono due cose diverse.
Dopo che ieri pomeriggio i due uffici postali che ho provato avevano code di 30-40 persone, oggi in pausa pranzo sono tornato alla carica. Il primo ufficio era vuoto: peccato che non avessero uno dei due bollettini, e che a quanto pare non posso usarne uno in bianco mettendo il conto corrente postale. Ho cambiato ufficio, ho trovato il secondo bollettino ma c’era una coda che non si smuoveva, così sono tornato nel primo ufficio dove si era formata una coda piccola, e infine ho pagato.
Tra l’altro, qualcuno mi spiega perché sono costretto a pagare per posta e avere una tassa di 1.80 euro a bollettino? È forse lo stesso principio per cui si paga l’Iva sulle accise (cioè sulle tasse) sulla benzina?

Ultimo aggiornamento: 2012-01-17 14:24

il diritto al 118

Ieri sera io e Jacopo abbiamo fatto una gita turistica al pronto soccorso del Niguarda. Nonostante lo stessimo già trattando da un giorno con salbutamolo, infatti, la sua asma stava peggiorando; oltre a respirare come un mantice, a cena a un certo punto non riusciva proprio più a prendere aria ed era rosso pomodoro. Naturalmente, una volta arrivati, rimaneva il mantice e una saturazione non completa ma per tutto il resto era sin troppo vispo, tanto che nel referto c’è scritto «impossibilità di effettuare terapia aerosolica per assoluta mancanza di collaborazione del soggetto».
Mentre eravamo lì a fare nulla in attesa di vedere se almeno l’iniezione di cortisone aveva fatto effetto (e con Jacopo che quando vedeva passare l’infermiera strillava NO SOLLE!: il “solle” è l’aerosol per chi non l’avesse capito), verso le 23:30 è arrivata una signora con bimbo in braccio (che mi sembrava semplicemente un po’ febbricitante) e volontari dell’ambulanza al seguito. Io non sono stato molto a sentire lo scambio tra medico e mamma: se ho capito bene, il bimbo era stato dimesso qualche ora prima, ma la mamma non era convinta e aveva chiamato l’ambulanza per ritornare al pronto soccorso. Il medico le ha detto che per quanto lo riguardava il bambino non era in stato preoccupante, e la mamma ha ribattuto alzando la voce, insultando il medico e dicendo che lei se ne sarebbe andata in qualche altro ospedale, oltre ad aggiungere “io non ho la patente, è un mio diritto chiamare il 118”.
A me è venuta in mente una cosa della scorsa primavera. Stavolta a star male era Cecilia: era però pomeriggio, quindi in orario di visita della nostra pediatra. Purtroppo però Anna era via per lavoro e aveva preso l’auto: quindi sono rientrato pedalon pedaloni a casa, ho preso e vestito Cecilia, e … sono andato a prendere un taxi. Solo stanotte ho capito di essere un povero imbecille e che avrei dovuto chiamare un’ambulanza: visto come un ospedale è una palestra di vita?
(ah, quando sono uscito quasi a mezzanotte e mezzo mamma e bimbo erano ancora nella sala d’attesa. Non so se aspettasse un cambio di turno)

Ultimo aggiornamento: 2012-01-17 12:02