Archivi categoria: pipponi

La nostra scuola

Domenica, sotto il nevischio, mi sono preso Jacopo e siamo andati alla scuola elementare Locatelli, dove era collocato il mio seggio elettorale. Per le votazioni non si entra dal portone principale in mezzo all’isolato, ma da un portone laterale quasi all’angolo con largo Desio: presumo che la scelta sia dettata dall’avere sul portone laterale una rampa per disabili.
Saliamo gli scalini (col nevischio io di una rampa mi fido poco) e arriviamo alla porta. È una portafinestra con maniglione antipanico all’interno; ma io sono all’esterno. E cosa c’è all’esterno? Un pezzo di scotch, di quello marrone per chiudere i pacchi, legato in modo tale da tenere bloccato lo scrocco e ripiegato per poter essere tirato e appunto aprire la porta..
Non so se in realtà non esistesse proprio la maniglia all’esterno e quindi questo accrocchio era nato perché in questi due giorni occorreva aprire e chiudere molto spesso quella porta: ma la cosa mi pare alquanto improbabile. Fortuna che Jacopo, anche se non è scemo, è comunque abbastanza piccolo da non accorgersi di queste cose e soprattutto non sa che tra due anni e mezzo con ogni probabilità sarà in quella scuola: altrimenti il numero dei suoi “pecché?” a cui avrei dovuto rispondere arrampicandomi sugli specchi sarebbe stato enorme.

Ultimo aggiornamento: 2013-03-01 10:32

Telecom e costi del personale

Non so se lo sapete, ma è apparso il nuovo piano industriale Telecom, da cui si vede che per tagliare i costi l’azienda intende far fuori 5500 persone in due anni. Con che guadagno?
Andando a vedere il bilancio 2011, si può vedere come aver ridotto di quasi 4000 unità il numero di dipendenti ha abbassato il costo del personale di circa 250 milioni di euro. Possiamo dunque immaginare un nuovo calo di circa 350 milioni di euro, che se non erro è l’utile trimestrale aziendale (escludendo svalutazioni e simili, che sono spesso manovre di finanza)

Ultimo aggiornamento: 2013-02-22 12:44

Facebook e passatite

Ieri sera una mia amica ha postato su Facebook una foto di gruppo di più di venticinque anni fa, con un po’ di amici (quorum ego) a Napoli in occasione dell’ordinazione sacerdotale di un salesiano che mentre studiava a Torino faceva l’animatore nella mia parrocchia.
Nella foto ero taggato anch’io. Nulla di male: io non sopporto che mi tagghino in una foto dove non ci sono solo perché io la guardi, ma mi pare logico taggarmi quando effettivamente ci sono. Al limite posso dire di essere molto più bello adesso. Quello che mi stupisce è però che tra i like (non tra i commenti) ce ne siano alcuni di persone che ho conosciuto ben dopo quella data. Di nuovo nulla di male, ma mi chiedo la logica dietro. Piaceva loro la mia faccia di ventiquattrenne? Volevano semplicemente segnalare che avevano visto il post? O c’è qualcos’altro nelle dinamiche di interazione via rete che mi sfugge (non è il mio campo specifico, anche se lo faccio da quasi trent’anni)?

Ultimo aggiornamento: 2013-02-11 10:06

i guai della democrazia diretta

Scopro da Annarella (no, non ne ha ancora scritto sul blog) che è stata consegnata al consiglio comunale di Torino «una petizione con 729 firme di cittadini torinesi che chiedono un consiglio comunale aperto dedicato al problema delle scie chimiche, chiedendo di “verificarne l’esistenza o meno al fine di proteggerci”.» . Il testo è preso dalla bacheca facebook di Vittorio Bertola, dove se volete potete mettervi a leggere i 506 commenti (al momento in cui scrivo): per la cronaca vb precisa che

    «La petizione non viene dal Movimento 5 Stelle, è auto-organizzata da un gruppo che peraltro farà una serata pubblica all’Educatorio della Provvidenza di corso Trento (dunque immagino siano di area culturale cattolica)»

e poi fa il cerchiobottista, pardon l’agnostico.
Io sono un occamista: non avrei nessun problema a immaginare un dottor Stranamore che prepari chissà quali preparati da lanciare dal cielo per ammansire e imbesuire la popolazione, ma non riesco a capire (a) perché non siano riusciti a renderli invisibili e (b) perché non ci imbesuiscono abbastanza da permetterci di accorgerci della cosa. Ma soprattutto mi chiedo perché questo dovrebbe essere discusso da un consiglio comunale, per quanto di una grande città come Torino: dovrebbe al più essere oggetto di un’interrogazione parlamentare. La risposta è semplice: bastano 300 firme, almeno a Torino, per chiedere un consiglio comunale aperto. Mi verrebbe voglia di verificare quante firme servono a Milano, e chiedere ai miei amici se firmerebbero una petizione dedicata al problema dell’eliocentrismo e ai guai che la rotazione terrestre porta alla nostra salute; ma non vedo perché sprecare tempo e denaro pubblico. È ovvio che le scie chimiche hanno oramai rovinato tutti noi.
(ps: adesso i commenti sono 507, con 119 condivisioni. Non li ho letti, c’è un limite a tutto)

Ultimo aggiornamento: 2013-01-30 22:01

Il posto smarrito

Sabato ho portato Jacopo a Chiavari dai nonni, per lasciarglielo una settimana a respirare aria un po’ meno inquinata. Per me è stata una toccata e fuga, visto che alle 17.21 avevo il treno per il rientro. Ero anche piacevolmente stupito che mercoledì scorso fossi riuscito a trovare il biglietto scontato a 9 euro, credo per la prima volta in vita mia, e così non mi sono nemmeno arrabbiato troppo nel vederlo arrivare con qualche minuto di ritardo.
L’arrabbiatura mi è arrivata una volta salito, mentre guardavo i vari scompartimenti chiusi da sei posti e dopo qualche istante mi sono reso conto che il mio posto era il 27. Non ho aspettato il capotreno per infilarmi nel primo posto libero, ma poi non ho resistito alla tentazione di chiedergli se i suoi colleghi sanno quali sono i treni che circolano. La sua risposta è stata che in questo periodo stanno revampizzando le carrozze pullman e quindi cambiano le composizioni dei treni; il mio pensiero che in ogni caso se magari si parlassero un po’ sarebbe meglio.

Ultimo aggiornamento: 2013-01-21 16:45

servizio pubblico

Se ho ben capito, Berlusconi ha asfaltato la coppia Santoro-Travaglio. La cosa non mi stupisce per nulla: il penultimo PresConsMin sa benissimo cosa deve fare. Né d’altra parte mi è venuto in mente di guardare la trasmissione, che pure sembra avere fatto il 33% di share che per La7 è un risultato incredibile.
Quello che però mi ha stupito è che tanta gente fosse convinta non tanto del contrario, quanto che la coppia di cui sopra dovesse per forza allestire un match. Anche lasciando perdere l’ipotesi non certo campata in aria che fosse tutto un teatrino per prendere qualche soldino in più dagli sponsor (vedi sopra), quello che io mi aspetto da un conduttore e da un giornalista non è una trasmissione contro, ma una trasmissione in cui si fanno domande serie. Da questo punto di vista, allora tanto vale il teatrino di Fabio Fazio che per definizione fa solo e unicamente domande buoniste all’intervistato di turno.
L’altra cosa che non capisco, o magari capisco fin troppo bene, è perché in trasmissioni come questa non ci sia qualcuno dietro le quinte che faccia fact checking al volo. Diciamocelo: che le domande fossero concordate lo immaginavamo tutti anche senza che Santoro a un certo punto esclamasse che i patti non erano quelli – e anche questa è stata una pessima caduta di stile: un presentatore un minimo scafato non si sarebbe fidato delle assicurazioni di Silvio, avrebbe preparato a priori una controffensiva e se la sarebbe tenuta da parte per sicurezza. Ma questo non toglie che tutte le affermazioni che un qualunque politico porta a suo favore, affermazioni che presumibilmente si è ben preparato in anticipo, dovrebbero essere controllate e nel caso rinfacciate; è vero che il presentatore non può farlo al volo, ma se qualcuno lo aiutasse… Ma mi sa che la cosa non piacerebbe a nessuno :-(

Ultimo aggiornamento: 2013-01-11 11:29

la coperta corta

Non è facile riuscire a ricavare un trend da una serie di numeri parziali: quindi il fatto che a novembre il tasso di disoccupazione sia rimasto costante non significa molto, perché è risultato di un aumento dei disoccupati maschi e una diminuzione di disoccupati femmine che probabilmente sono scoraggiate e non cercano lavoro. Questo lo spiega bene anche l’articolo, intendiamoci.
È però sintomatico l’aumento della disoccupazione giovanile. La mia sensazione è semplice: se la gente non può andare in pensione ovviamente l’età media dei lavoratori aumenta. E se non si creano nuovi posti di lavoro chi ne fa le spese sono i giovani. Non che io abbia una soluzione, intendiamoci: volevo solo segnalare la cosa.

Ultimo aggiornamento: 2013-01-08 10:57

And another one…

Ho appena scoperto che la libreria Utopia si sposta da largo La Foppa in via Vallazze (che per me non è esattamente Città Studi, ma diciamo di sì).
Quando Anna e io eravamo senza figli e quindi con una mobilità maggiore non era raro che mentre eravamo in giro passassimo di là a comprare qualcosa (più lei che io, l’Utopia non è mai stata famosa per le scienze dure :-) ). È vero che via Vallazze è più comoda dal mio ufficio, ed è anche vero che nei nuovi locali avrà più spazio: ma quella sarà una ragione in più per non fare corso Garibaldi anche quando la nostra mobilità aumenterà di nuovo…
D’altra parte per le librerie è un momento tragico, basti pensare che i dipendenti Hoepli sono in cassa integrazione.

Ultimo aggiornamento: 2013-01-07 14:30