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Pareggio di bilancio in Costituzione

Probabilmente avevate sentito dire che l’anno scorso il pareggio di bilancio per lo Stato era stato introdotto nella Costituzione; ancora più probabilmente ve ne sarete dimenticati, perché non c’è stato nessun referendum confermativo (non serviva, visto che era stata raggiunta la maggioranza dei due terzi sia alla Camera che al Senato). Ve ne avevo parlato giusto un anno fa, e avevo già espresso i miei dubbi nel merito (non mi sembra una grande idea) e nel metodo (c’è tutta una serie di clausole varie, e comunque sarebbe bastato rafforzare il vincolo che c’era già in Costituzione: tutte le leggi devono avere una copertura di spesa). Ma tant’è, e dalla fine di quest’anno saranno cavoli amari.
Quello che però ho scoperto per caso stamattina è che il testo della Costituzione presente nel sito del Quirinale – quello che per me è la versione ufficiale e che ormai consulto diuturnamente: mica sono un grillino che la legge tanto per passare il tempo in Parlamento – non contiene affatto queste modifiche, che si possono recuperare solo su Normattiva: qui il testo della legge costituzionale che ha introdotto il pareggio di bilancio, qui la Costituzione tutta.
Ora, è vero che le modifiche alla Costituzione «si applicano a decorrere dall’esercizio finanziario relativo all’anno 2014», e questa è la ragione per cui adesso sono state sbloccate alcune decine di miliardi per i pagamenti arretrati alle aziende: è l’ultimo anno possibile. Però il testo in vigore è quello nuovo, anche se non è ancora applicabile: piuttosto si metta una nota avvisando della cosa, o perlomeno si metta una nota al testo vecchio indicando le modifiche approvate ma non ancora valide. Scrivere per chiarimenti è assolutamente inutile: una decina di giorni fa ci ho provato, senza risultato alcuno. Almeno un piccolo sfogo lasciatemelo!
Aggiornamento: (17:15) non è vero! Il Quirinale mi aveva risposto! Domani racconto tutto.

Ultimo aggiornamento: 2016-05-23 09:20

diritto all’oblio

Leggo dal blog di Daniele Minotti che il Garante della Privacy ha annunciato due provvedimenti che riguardano il cosiddetto “diritto all’oblio”. Cosa sia il diritto all’oblio dipende molto da chi è che lo sta spiegando: per esempio c’è molta gente – tipicamente chi è stato condannato per reati “scomodi” – che afferma che dopo un certo periodo tutte le notizie devono essere espunte dai motori di ricerca, se non addirittura dall’internet tutt’intera.
La posizione del Garante mi sembra non solo molto più morbida, ma anche logicamente sensata: citando Minotti, «ordina a [omissis] di predisporre, nell’ambito dell’archivio storico on line del quotidiano [omissis], un sistema idoneo a segnalare (ad esempio, a margine dei singoli articoli o in nota agli stessi) l’esistenza degli sviluppi delle notizie relative al ricorrente». Col mio cappellino di wikipediano non riuscirei mica ad accettare il principio che una notizia debba venire nascosta perché è passato un po’ di tempo – cosa che è ben diversa da dire “se allora ha fatto così, continuerà a farlo anche in futuro. Però so bene che tante volte può essere pubblicata una notizia falsa, oppure capita di essere ingiustamente portati in tribunale. Anche se poi arriva la smentita, oppure si viene scagionati completamente dalle accuse, non è affatto vero che “tanto basta andare a cercare in rete e si trova anche la verità”. Sì, la si trova se la si cerca: uno storico con un minimo di onestà intellettuale lo farà, una persona con un po’ di esperienza in rete saprà anche farlo, ma il 99% della gggente si limiterà a prendere per buono quanto gli è arrivato nel link, e non si sognerà nemmeno di fare una ricerca aggiuntiva. Da questo punto di vista i media – ma anche i blog: il buon esempio si può anche dare anche nel piccolo! – dovrebbero avere un obbligo morale di aiutare il lettore casuale a farsi un’idea il più possibile completa di un fatto, idea che non può essere solo statica ma deve anche avere una dimensione temporale.
Certo, tutto questo ha un costo, non nascondiamoci dietro un dito. Al blogger costa relativamente poco andare a modificare un singolo post ogni tanto, ma per una redazione web il lavoro potrebbe essere continuo, fatto in modo da specificare qual è la notizia originale e quali le aggiunte, altrimenti rischiamo di tornare ai quotidiani riscritti come in 1984 (Orwell apprezzerebbe…), e probabilmente richiederebbe di rivedere la struttura completa del CMS dietro alla visualizzazione delle pagine. Visti i guai finanziari in cui si dibattono i giornali, qua si aprirebbe davvero il vaso di Pandora, mi sa. Però iniziare a pensarne non può che fare bene, no?

Ultimo aggiornamento: 2013-04-03 10:29

cioccolatai

«Il governo italiano, dopo un negoziato condotto con l’India dal sottosegretario agli Esteri Staffan De Mistura, ha deciso di rispettare gli accordi raggiunti in precedenza e di rispedire a New Delhi i due marò accusati di avere ucciso due marinai nel febbraio del 2012.» Un comunicato, lo si può leggere per esempio qui, che mostra una volta di più la nostra incapacità congenita ad avere un minimo di serietà.
Prima ci si mangia la parola data, dicendo che i due marò non se ne ritorneranno in India dove devono essere processati; poi si calano le braghe e li si rimanda (e immaginate solo come verranno trattati, a parte tutte le assicurazioni formali). Un grandissimo risultato del governo Monti e del ministro degli esteri Terzi (ma non era stato un ambasciatore? cosa ha imparato nei suoi anni di servizio?)
Mi sa che si potrebbe anche dare l’incarico di PresConsMin a beppegrillo(tm); tanto cosa volete che cambi?

Ultimo aggiornamento: 2013-03-22 07:00

il software misterioso di beppegrillo(tm)

Uno dei memi di ieri è stato questo video in cui el Líder Maximo del MoVimento 5 Stelle racconta del mirabolante software – nome in codice zip war airganon, tutto costruito a partire da SVG4 – che permetterà di scoprire di tutto e di più. Il video è dell’anno scorso, e sono sicuro che stamattina beppegrillo(tm) scriverà che ovviamente quello era solamente uno sketch: la differenza tra lui e Berlusconi è che quest’ultimo può solo ribattere di essere stato frainteso, mentre il Vate di sant’Ilario ha la via di fuga dell’essere “solo” un comico. Ma non è di questo che voglio parlare.
Pensare che questa roba è rimasta lì per un anno senza che nessuno la tirasse fuori è a mio parere indice del fatto che i grillini saranno anche attaccati al computer, ma di informatica non ne sanno nulla. Non sarebbe poi la fine del mondo: nessuno può essere un tuttologo. Il problema è che loro sono però acriticamente convinti che con l’informatica si possa fare tutto, e non mettono in dubbio un discorso pieno di queste sigle inglesizzanti affastellate in maniera precaria. Sicuramente c’è qualcuno dietro che le saprà mettere nell’ordine corretto, e fortunatamente questo qualcuno fa parte del MoVimento. Un fideismo come tanti; trovi cose simili nella base PD, e non stiamo a parlare dei berlusconisti o dei vendoliani. Ma sempre fideismo è.
L’unica cosa positiva che riesco a vedere in tutto questo è che a quanto pare si può usare un computer senza capire come funzionano le cose. Se riuscissimo a fare la stessa cosa anche per la matematica di base sarebbe una grande vittoria per tutti.

Ultimo aggiornamento: 2013-03-19 07:00

Città della Scienza

In questi giorni non ho parlato del rogo alla Città della Scienza. Non certo perché la cosa non mi abbia toccato, o perché avessi cose più importanti da dire (e quando mai?), quanto piuttosto perché volevo parlare a bocce ferme.
Alla fine però mi ha preceduto Peppe. Invece che piangere per quello che è successo adesso, perché non piangere per i dipendenti senza stipendi da quasi un anno, per i pacchi di debiti, per tutta la gestione fallimentare? Il rogo è un simbolo, ma fermarsi ad esso significa guardare il dito e non la luna; nascondersi dietro la camorra o chissà che altro invece che pensare seriamente che queste attività costano e non hanno nessun ritorno visibile (se fatte bene hanno un bellissimo ritorno, ma appunto non lo si vede).
Ricostruire la Città della Scienza non significherà nulla, se non si ricostruisce anche l’ambiente che permetta di farla fruttare.

Ultimo aggiornamento: 2013-03-08 07:00

c’è qualche economista in sala?

Leggendo il punto due, comma 1 :-) delle proposte odierne di Bersani trovo scritto «Pagamenti della Pubblica Amministrazione alle imprese con emissione di titoli del tesoro dedicati». Ammetto che tra le mie mille lacune ci sono anche quelle sulla composizione dei bilanci, ed è per questo che chiedo aiuto a quelli tra i miei ventun lettori che sul tema ne sanno qualcosa.
Le domande che ho sono due. La prima: i debiti della Pubblica Amministrazione verso le imprese sono comunque segnati a bilancio, oppure vengono surrettiziamente spostati al bilancio successivo? Come capite, le cose sono molto diverse dal punto di vista del deficit (che se non sbaglio è di cassa e non di competenza, ma anche qua chiedo lumi). Peggio ancora, i debiti degli enti locali, che mi sa siano molto maggiori di quelli statali veri e propri, farebbero saltare ancora di più il patto di stabilità. Ora, è vero che io trovo il patto di stabilità un’idiozia, almeno fino a quando non viene data una vera possibilità di imposizione fiscale agli enti locali; però non mi sembra che si stia parlando di toglierlo, nemmeno nel punto uno delle proposte.
La seconda domanda è un po’ più articolata. Emettere titoli del tesoro significa comunque aumentare surrettiziamente la massa monetaria – la stessa mossa fatta da Draghi a livello europeo. Questo di per sé non è necessariamente un male, ma porterà con ogni probabilità da un lato a un vivace mercato secondario dove le aziende con l’acqua alla gola cercheranno di monetizzare questi titoli, e poi a cascata a un aumento della spesa per interessi per i nuovi titoli di stato che si troveranno a competere con questi titoli speciali (ah: questa cosa Berlusconi non l’ha mai capita, o se l’ha capita è stato bene attento a non farlo sapere a nessuno). È stato tenuto in conto tutto questo? Grazie a chi mi sa rispondere.
(ps: piantiamola con il “femminicidio”, che poi sarebbe anche incostituzionale. Volete aggiungere un’aggravante per un’omicidio commesso contro una persona più debole? Sacrosanto. Le donne sono mediamente più deboli degli uomini? Vero. Ma pensate a un poveretto che uccidesse Marina Berlusconi, e ditemi voi se sarebbe un femminicidio)

Ultimo aggiornamento: 2013-03-06 13:47

gomblotto chavista

Hugo Chávez è morto ieri sera. Requiescat in pace. Io sono un terzista dentro: non credo che fosse quel demone pitturato dagli statunitensi (che hanno sempre una fottuta paura di chiunque provi anche solo a pensare la parola “socialismo”: non per nulla apprezzano l’italico PD), ma mi ha fatto ridere l’attacco delle notizie delle 7 di Radio Popolare, con la riproposizione dell’annuncio ufficiale venezuelano (tutto in spagnolo, senza traduzione) come pezzo di apertura. Per quello che sono riuscito a capire negli anni, Chávez è stato molto amato dal popolo, ha fatto sicuramente cose giuste e utili soprattutto per la parte più povera della popolazione, ma le ha condite con un populismo che non so quanto sia stato utile alla nazione nel complesso.
Ma quello di cui vorrei parlare è un’altra cosa: il complotto che il finto vicepresidente Maduro aveva denunciato ieri, quando è stato chiaro a tutti che Chávez era in fin di vita. Sono certo che anche in Italia milioni di persone saranno convinti che il cancro non gli è arrivato per caso ma gli è stato inoculato (?) in un modo non ben identificato, perché ormai gli imperialisti americani hanno capito che il modo migliore per far fuori i propri avversari – tranne Osama Bin Laden, ma questo perché lui era troppo salutista: o forse perché non era un vero avversario? sapete, non sono molto esperto in politica internazionale – era per l’appunto questo. Vi rendete conto di dove si può arrivare, quando il populismo si traduce in teoria del complotto?
(p.s.: ho parlato di “finto vicepresidente” perché, come sicuramente ricorderete, Chávez era stato eletto presidente alla fine dell’anno scorso ma non ha mai giurato, tanto che tra tre mesi si dovranno tenere nuove elezioni in Venezuela. Complotto per complotto, com’è possibile che nell’ultimo mese – vedete anche la foto del mese scorso nell’articolo del Corriere citato qui sopra – non siano riusciti a trovare mezz’ora per fare in tutta fretta la cerimonia del giuramento? L’avessero fatto, Maduro avrebbe legalmente assunto la presidenza per il resto dei quattro anni del mandato, e probabilmente la situazione sarebbe stata più semplice…

Ultimo aggiornamento: 2013-03-06 11:23

e se uno vuol fare il bravo cittadino?

Sabato ero all’assemblea di Wikimedia Italia. Solo che avendo due tremezzenni che hanno il corso di acquaticità, alle 11:45 ho inforcato la bicicletta per arrivare in piscina e aiutare Anna ad asciugare e rivestire i giovani. Arrivato in via Meravigli quasi all’angolo con piazza Cordusio ho visto che una delle lastre di pietra che il comune si ostina a lasciare “per arredare la città” era sollevata dalla sua sede e toccava la rotaia del tram.
Mi sono fermato e ho spostato la lastra, che si è tornata al suo posto: sabato sera era ancora ben messa. Però è chiaro che c’è comunque un problema di base, e basta poco perché si sposti di nuovo. Sì, probabilmente chiamando lo 02.02.02 avrei potuto spiegare cosa era successo in un tempo lungo a piacere. Ma non è proprio possibile inventarsi una specie di segreteria telefonica dove registare la segnalazione?

Ultimo aggiornamento: 2013-03-04 11:52