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l’app di PosteItaliane

Ieri in pausa pranzo, oltre che andare in palestra, dovevo spedire una raccomandata (la disdetta della carta di credito corporate, visto che non capisco perché pagare 32 euro l’anno quando la mia banca me la offre gratis. Non capisco nemmeno perché uno debba restituire la carta tagliata a metà quando basta semplicemente bloccarla lato emittente, ma questa è un’altra storia). Arrivato all’ufficio postale scopro che era strapieno, e avevo nove persone davanti a me. Vabbè, mi dico, è giunto il momento di installare l’app di PosteItaliane e prenotare il mio turno. Installo, scopro che tra i permessi che chiede manca solo quello di scoprire il mio numero di mutande, seleziono l’ufficio postale, e scopro che non posso prenotare per le 13:40 ma solo per le 13:20, evidentemente perché hanno paura che ci debba mettere così tanto tempo da far loro sforare l’orario di chiusura. Mi arriva il numerino di prenotazione e mi si dice di mostrare il QRcode all’emettitrice dei numeretti. Vado in palestra, mi scapicollo per arrivare in tempo, avvicino il furbofono all’emettitrice… e non succede nulla. Per sicurezza prendo un numeretto “normale”, arriva e mi dice che non c’è nessuno in coda. Intanto do un’occhiata al tabellone e scopro che il “mio” numeretto di prenotazione è stato chiamato. Ok, vado col furbofono, spedisco la mia raccomandata e via. Magari sono io che ho capito male, penso.
Solo che poi un’ora dopo ho aperto di nuovo l’app che mostrava che avevo una prenotazione in corso, quella che avevo appunto fatto. Prenotazione evidentemente scaduta, ma che ho dovuto cancellare io esplicitamente. Posso anche ammettere di stare invecchiando, e che comincio ad avere dei problemi con le app; ma a questo punto qualcuno mi spiegherebbe come funziona?

letture (mie) del 2016

Dopo aver completato la lettura ai bimbi di Harry Potter e la pietra filosofale sono arrivato a 80 libri terminati nel 2016 (aNobii ne segna 78 perché uno è Kindle only e un altro non è ancora stato aggiungo alla base dati). L’anno scorso ero arrivato a 78, ma con più pagine: 21260 contro 19200. Come sempre trovate l’elenco delle recensioni (tranne le ultime due che appariranno prima di capodanno, e un paio che usciranno l’anno prossimo)
Però mi sa che non riuscirò a mantenere questo ritmo anche nel 2017…

Lidl, atto finale

Dopo l’ultima puntata della scorsa settimana, ieri mattina è arrivata la risposta finale definitiva di Lidl è stata

Titolo: referenza #nnnnnnn: mmmmm * Tagliacapelli” pratica

Testo: Gentile Sig. Codogno,In riferimento alla Sua segnalazione, Le comunichiamo che non è possibile reperire pezzi di ricambio presso il fornitore” Lutter & Partner” del prodotto da Lei acquistato poichè quest’ultimo è stato dichiarato fallito.
Nel suo caso, ci spiace comunicarLe che i pezzi di ricambio non sono coperti da garanzia , pertanto non ci è possibile intervenire in alcun modo e dare ulteriore riscontro alla Sua richiesta.

Vabbè, continuerò a usare il regolacapelli attaccato alla spina, non muore nessuno. Ah: inutile dire che la risposta è arrivata per email, non certo per telefono o per lettera.

Italo e i punti a singhiozzo

Ricordate la mia interazione col sito di Italo? Alla fine, armato di santa pazienza, sono riuscito ad associare il biglietto al mio codice prima del fatidico giorno del viaggio, giovedì. Venerdì, alle 12:35, mi è arrivata comunicazione dell’accredito di 90 punti. Peccato che i punti sarebbero dovuti essere 212, secondo il mirabolante sito di Italo.
Non che mi importasse qualcosa dei punti, ma la mia tigna mi stava già facendo preparare un post al riguardo. Solo che alle 13:50 è arrivata una seconda mail che mi accreditava gli ulteriori 122 punti. Cosa sia successo nel frattempo non lo so mica: d’altra parte Italo deve avere un modello ben strano, visto che passano a proporre carte di credito ma non a verificare biglietti, né all’andata né al ritorno…

Ultimo aggiornamento: 2017-04-18 10:00

concorsi


Milanesi! C`è qualcuno interessato a comprare un iPhone7 ancora incellofanato?

(per la cronaca: mentre stavamo facendo la spesa ho sentito la musichetta “in questo punto vendita è stato appena vinto un iPhone 7!” La casualità permette anche cluster come questi)

Ultimo aggiornamento: 2016-12-16 22:22

ciao mamma, sono in tivvù

Occhei, non tv ma webtv, però di Repubblica. Oggi c’era la giornata conclusiva del secondo progetto #WikiTIM, e visto che era al Politecnico di Milano ho preso il cappellino di portavoce di Wikimedia Italia e sono andato a portare il verbo dell’enciclopedia libera. Qui (dal minuto 2:15) potete vedere il vostro affezionato tenutario in mise sgarrupata come sempre, però con un’aria molto più seria dell’usuale.

Ultimo aggiornamento: 2016-12-16 10:26

Cronaca di una manifestazione

Stamattina a Milano la minima era di tre gradi sotto lo zero. Eppure eravamo in duemila a manifestare contro TIM, che ha unilateralmente deciso di disdire il contratto di secondo livello per proporne uno che definire punitivo è dire poco. Per chi è giovane, forse è meglio aggiungere qualche informazione in più: la lascio però in fondo perché è un po’ un pippone.

Devo dire che di manifestazioni sindacali ne ho fatte un po’, ma non mi ricordo davvero tutta questa partecipazione, tra l’altro a tutti i livelli, comprese funzioni aziendali che uno non si aspetterebbe affatto di vedere. Non ero il solo quadro (a volte mi è capitato…); questa cosa, unita al vedere tanta gente per nulla iscritta ai sindacati, mi ha fatto piacere. A proposito di sindacati: a parte la Triplice e l’UGL, sdoganata ormai da un decennio, c’erano anche gli autonomi dello Snater, cosa che ho apprezzato proprio perché segno di un’unità almeno questa volta. Brillava per assenza solamente USB, ma la cosa non mi stupisce affatto: dal mio punto di vista non sono un sindacato ma un gruppo antagonista.

TIM ha sbarrato l’ingresso alla sua sede, non si capisce bene per paura di cosa: tanto per dire, quelli della Borsa non si sono nemmeno preoccupati di far scendere dagli scalini di Palazzo Mezzanotte le tute rosse che aspettavano durante il concentramento, e anche l’ampio spiegamento di forze dell’ordine in assetto antisommossa (carabinieri a un estremo e polizia all’altro per non mischiarli, con un po’ di Digos immagino in mezzo perché s’ha da fare così) era parecchio rilassato. D’altra parte siamo ormai tutti vecchietti, non avremmo la forza di fare sfondamenti… Più seriamente, non ricordo nessuna manifestazione di telefonici che sia trascesa, anche per l’ottima ragione che noi vogliamo solo fare sapere il nostro punto di vista, e non fare danni in giro.

Peccato che mentre sto scrivendo l’unico quotidiano che ha parlato è stato Il Giorno: do il beneficio del dubbio al Giornale che da quanto ho capito aggiorna la pagina milanese solo all’inizio della giornata, ma Repubblica ha preferito parlare dell’appello sui dossier Telecom e il Corriere non è pervenuto. Vediamo domattina :-)

Nella passeggiata del corteo per le vie del centro mi sono stati raccontati anche alcuni aneddoti su cosa sta succedendo, ma non essendo io Dagospia quelli non ve li dico :-); trovate infine qualche foto qui.

P.S.: Ecco le informazioni. Fino al 2000, esisteva il contratto “dei telefonici”, in pratica della SIP poi Telecom Italia. Le altre aziende di telefonia usavano altri contratti, da quello metalmeccanico – storicamente il default – a quello del commercio. Ci fu chiesto di avere un unico contratto di settore per avere “forte innovatività e grande equilibrio tra esigenze di flessibilità delle imprese e tutela dei lavoratori”, e il 28 giugno 2000 fu firmato il nuovo contratto, dove l’equilibrio come potete immaginare è stato posto il più in basso possibile. Contestualmente la parte del contratto Telecom che era migliorativa è stata spostata in questo contratto di secondo livello, che non è stato ritoccato se non in minima parte negli anni: se non ricordo male, sul telelavoro e sul valore del ticket (che non faceva comunque parte del CCNL). Potete trovare qualche informazione qui, mentre se volete studiare le differenze qui trovate l’accordo disdetto e qui (manco a farlo apposta, sul sito del CNEL…) la versione “di armonizzazione” del 2000.

Ultimo aggiornamento: 2016-12-14 09:20

Facebook Post-Mortem

Ho appena detto a Facebook che quando morirò voglio che il mio account venga cancellato. Spero di non morire stanotte: semplicemente sono passato davanti a quelle opzioni, ci ho pensato un attimo su e mi sono detto “perché mai devo lasciare qualcosa di me a Zuckerberg?”
Solo che non ho mica capito come si fa a spiegare a Facebook che qualcuno è morto… mi sembra insomma che nella procedura ci sia qualche baco.

(che poi mica viene cancellato, mi sa… «Choosing to have your account deleted means no one will be able to see your profile again after you pass away.» Leggete attentamente il testo)

Ultimo aggiornamento: 2016-11-27 23:02