Il post di oggi è parecchio tecnico, e quindi comincio con una lunga spiegazione per chi non è un lavoratore dipendente. I contratti collettivi di lavoro (CCNL) stabiliscono i minimi tabellari: in pratica se tu sei un lavoeratore inquadrato in un certo livello (e hai un lavoro a tempo pieno) il tuo stipendio deve essere almeno pari a quanto indicato nel contratto. Questo è il cosiddetto “minimo tabellare”. Le aziende possono poi decidere nella loro infinita bontà di dare più soldi del minimo per premiare i lavoratori che a loro parere fanno più di quanto richiesto: questo viene chiamato “superminimo”. Il superminimo a sua volta può essere definito “non assorbibile”: in questo caso, nel caso di un aumento del minimo tabellare, il lavoratore continuerà a ricevere uno stipendio pari al nuovo minimo più il suo superminimo. In caso contrario l’aumento si dice “assorbibile”; il minimo tabellare aumenta ma lo stipendio no, perché l’aumento dei minimi viene scalato dal superminimo.
Fino al 2018 la mia azienda non ha mai assorbito gli aumenti dovuti ai CCNL. Lo ha fatto allora per la prima volta (per una miseria, tra l’altro: 50 euro lordi in tre anni…) e c’è tutta una sfilza di cause davanti al giudice del lavoro che sta perdendo, perché la giurisprudenza ha affermato che era invalsa una prassi che non poteva essere eliminata in quel modo. Nel contratto 2021 venne aggiunta una clausola a latere dove le aziende del settore si impegnavano a non assorbire l’aumento (ma parecchie l’hanno fatto lo stesso: a quanto pare lo potevano fare, perché la contrattazione individuale prevale). In questo contratto non hanno voluto aggiungere una simile clausola. Ieri è arrivata una lettera formale ai sindacati in cui l’azienda afferma
con la presente – tenuto anche conto di quanto allo stato affermato dalla giurisprudenza – comunichiamo la formale disdetta di tutti gli eventuali usi aziendali e/o prassi in tema di non assorbibilità dei superminimi e, in generale, di tutti i trattamenti individuali a qualsiasi titolo riconosciuti senza una espressa e formale indicazione di non assorbibilità.
La disdetta avrà corso dal primo febbraio, quindi la tranche di aumento di gennaio sarà comunque erogata. Per il futuro, chissà: l’azienda si lascia le mani libere per decidere a chi assorbire un aumento e a chi no. Il mio pensiero, oltre alla considerazione che l’unico tipo di aumento di merito che dovrebbe essere assorbibile è quello dato per anticipare un rinnovo di contratto che va per le lunghe, è che la cosa mi pare un’idiozia. In pratica si vole penalizzare i lavoratori migliori che non vedranno un euro di aumento: potete immaginare con che voglia continueranno a lavorare. Il tutto poi capita nello stesso momento in cui sono stati nominati 23 nuovi dirigenti. Contenti loro…
PS: a scanso di equivoci, il mio superminimo è tutto non assorbibile, perché deriva da un accordo di armonizzazione quando c’è stata una razionalizzazione delle società del gruppo. Insomma non sto parlando pro domo mea.