Se si chiede in giro “qual è la parola più lunga della lingua italiana”, quasi tutti risponderanno “precipitevolissimevolmente”. Qualcuno magari tirerebbe fuori il poppinsiano “supercalifragilistichespiralidoso”, che però è nato esplicitamente come parola non esistente (e tra l’altro, a differenza di quello che succede in inglese, in italiano non ha proprio nessun significato). Qualcun altro magari si lamenterebbe che precipitevolissimevolmente non è una parola italiana perché non segue le regole di produzione linguistiche: ma in fin dei conti Wikipedia ci fa sapere che era già stata usata nel 1677 (!) da Francesco Moneti nella sua Cortona Convertita (canto III, LXV), e che quindi ha una dignità letteraria. Wikipedia afferma anche che la “vera” parola più lunga è psiconeuroendocrinoimmunologia, riportata anche dall’enciclopedia Treccani: ma sono parole tecniche che sono subito abbreviate in una sigla, in questo caso PNEI.
Ho così provato a fare un esperimento pratico: prendere la copia del mio vecchio De Mauro, che ha i vantaggi (a) di essere in formato elettronico e (b) di avere la possibilità di ricerche sulle forme flesse, e cercare la parola più lunga “teorica” su quel dizionario. Sono così arrivato a irriflessivamentissimamente, indicato come superlativo di irriflessivamente: ventisette lettere, anche se non capisco bene come si possa fare l’avverbio di un superlativo di un avverbio. Qualcuno ha altri dizionari a disposizione per trovare altre parole “tetraploidi”?
Ultimo aggiornamento: 2013-07-11 07:00
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