Archivi categoria: curiosita’

La bellezza di Google Books

(scusate se non parlo ancora di elezioni. Mi serve un po’ di tempo per decantare)
Sono sempre stato convinto che Google Books fosse una sòla. Che senso ha farti vedere una pagina ogni tanto? È un teaser per convincerti a comprare un libro che non compreresti mai? Ora mi sta capitando di dover inserire delle citazioni in un testo, e naturalmente non è bello copiare di sana pianta la citazione da un altro libro che si possiede, perché se mai c’è stato un errore lo si perpetua. Bene: inserendo la citazione in Google appare tra i primi risultati la citazione all’interno di Google Books: si guarda il numero di pagina, si va in cima per leggere il colophon e si hanno tutti i dati. Una pacchia, non trovate?

Ultimo aggiornamento: 2013-02-26 07:00

La sicurezza del Conclave

Magari può interessarvi questo articolo di Bruce Schneier che analizza le regole per votare al Conclave dal punto di vista della sicurezza. In due parole, nonostante tutta la procedura sembra assolutamente medievale, è tra le più sicure che ci possano essere per evitare brogli elettorali: è vero che con pochi elettori la cosa è più semplice, ma ad ogni modo si direbbe che è stata molto ben studiata. L’avreste mai pensato?

Ultimo aggiornamento: 2013-02-25 07:00

google anonima

Io ho una certa età, e mica mi ricordo i compleanni della gente. Così è un po’ di tempo che ho creato un Google Calendar con le date importanti, e intorno a quest’ora mi faccio inviare un SMS con le ricorrenze per il giorno dopo. Generalmente il mittente di questi messaggi è www.google.com, ma oggi è stato +447797880250: chissà che è successo!
(per la cronaca, avevo già fatto gli auguri-di-vigilia-di-compleanno alla festeggiata: qualche data me la ricordo ancora :-) )

Ultimo aggiornamento: 2013-02-18 16:58

siti archeologici governativi

Il governo della Repubblica Italiana ha un suo sito, www.governo.it. Già non capisco perché non sia stato usato governo.gov.it, ma diciamo che è stato fatto per semplificare la vita all’internauta.
Quello che sta succedendo, però, è che cambiando governo sembra ci sia l’abitudine a cambiare sito: continua a chiamarsi www.governo.it, ma viene fatto in modo diverso, cancellando tutto il passato. No, sono ingiusto. Il passato non viene cancellato. Viene semplicemente spostato… nei siti “archeologici” di Palazzo Chigi. Proprio così, www.sitiarcheologici.palazzochigi.it. Inutile dire che tutti i link vengono persi, e ritrovare un’informazione può in effetti essere una simpatica operazione archeologica perché la ricerca interna non riesce a concepire che quello che guardiamo è una mummia ben conservata e non la realtà attuale. Una bella metafora.

Ultimo aggiornamento: 2013-02-13 15:30

singing in the dead of night

Non penserete mica che l’italica stampa sia l’unica ad avere “notizie” WTF, vero? Diciamo che la differenza con l’estero è che tipicamente da noi si vedono più centimetri quadrati di pelle e che siamo sempre pronti a riciclare, traducendole più o meno accuratamente, tutte le grandi scoperte scientifiche dei ricercatori dell’università di Vattelapesk (mai capito perché siano quasi sempre britanniche: però magari è semplicemente un effetto ottico dato dalla mancanza di gente che sappia leggere francese, tedesco o cinese).
Ad ogni buon conto, sappiate che nientepopodimeno che la BBC stamattina ha pubblicato un articolo che spiega come i ricercatori – stranamente non britannici ma del tedesco Max-Planck-Institut für Ornithologie – hanno scoperto come i merli in un ambiente urbano pieno di luce artificiale raggiungano la maturità sessuale un mese prima dei loro omologhi in campagna. Copio verbatim la frase che ho letto nel feed RSS:

A study has found that nocturnal artificial light in urban areas makes European blackbirds develop reproductive systems up to a month earlier than birds living in woodlands.

Non riuscirò più a mettere il White Album e ascoltare Blackbird allo stesso modo.
P.S.: Elmar Burchia, Enrico Franceschini, lo so che anche voi leggete il feed della BBC e siete già sul pezzo. Avete notato che il portavoce del progetto è milanese? Avete la possibilità di un’intervista esclusiva in italiano!

Ultimo aggiornamento: 2013-02-13 09:35

lobbies

Sono andato in farmacia a comprare le vitamine per i tremezzenni, e già che c’ero ho preso delle gocce per le orecchie, visto che Cecilia potrebbe avere un principio di otite. Solo che mi sono capito male con Anna e non ho preso un antibiotico. Mi hanno dato delle gocce omeopatiche: li ho guardati un po’ male, ma ho pensato che tanto alla peggio sarei passato all’antibiotico e l’ho preso. Dopo avere pagato, la farmacista mi chiede se avevo la tessera sanitaria. Le dico “ma le vitamine non sono scaricabili!” e lei mi risponde “no, ma il farmaco omeopatico sì”. Qualcuno mi spiega come hanno fatto gli omeopati a farsi accettare i loro farmaci?

Ultimo aggiornamento: 2013-01-28 19:34

Reviewer rank: 5,928,664

Ho appena pubblicato una recensione su amazon.com (un ebook di problemini matematici: non affrettatevi ad andare a leggerla, tanto sabato ve la trovate qua sul blog scritta in italiano). L’anno scorso avevo pubblicato la recensione dell’ebook precedente, quindi il grand total delle mie recensioni in Bezoslandia è pari a 2 (due).
A differenza della sua versione italiana, Amazon mi ha scritto avvisandomi che il testo da me scritto è pubblico, e ha commentato che la mia posizione in classifica è la numero 5.928.664, come da titolo di questo post. Presumendo che sia l’ultima posizione per i birecensiori, questo significherebbe che ci sono più di cinque milioni di persone che hanno scritto almeno due recensioni, e se tanto mi dà tanto ce ne saranno almeno altrettanti ad averne scritta una sola.
È possibile che ci sia un gran numero di recensioni automatiche e di spam. Ma è comunque qualcosa di enorme: dal mio punto di vista molto più che sapere che c’è un miliardo di account su Facebook. Milioni di persone che perdono tempo a scrivere la recensione di un libro, di un videogioco, di chissà cosa; il tutto senza guadagnarci nulla. Ci pensate?

Ultimo aggiornamento: 2013-01-17 15:22

confezioni ben differenziabili

[attenzione: qui faccio pubblicità, nel senso che faccio nomi di prodotti. Naturalmente non solo non sono pagato per farla, ma soprattutto le aziende in questione manco lo sanno.]
L’altro giorno ho finito la confezione di cacao Milka Slurp che aggiungo al latte dei treenni al mattino. Mentre buttavo via la scatola, ho visto che in basso c’era una linguella; tirandola, la confezione di carta si apre perfettamente e così si può mettere piatta nel bidone della carta. Qualcosa di simile capita con le pastiglie per lavastoviglie Quantum: lì la confezione è fatta di carta più plastica (anche perché la plastica mi sa sia necessaria), però se si fa un minimo di attenzione è possibile aprirla separando la carta dalla plastica, e quindi una volta terminate le pastiglie si può riciclare facilmente il contenitore. Qui manca la lode, perché la divisione non è immediata: ho visto tentativi di apertura non esattamente ottimali. Se non sbaglio, alcune marche iniziano a scrivere sulla confezione come dividere le varie parti della confezione stessa, una volta che la si è usata. Tutto questo costa poco alle aziende (a parte il costo iniziale per capire come rifare il confezionamento, intendo), e semplifica la vita al cittadino che vorrebbe evitare di buttare tutto nel sacco nero. Perché non capita più spesso?

Ultimo aggiornamento: 2012-12-24 07:00