Archivi categoria: curiosita’

semafori e ambulanze

L’incrocio tra via Valassina e viale Fermi/via Populonia a Milano è un casino, perché su una via di ingresso in città, perché bisogna anche fare passare il tram e perché l’automobilista tipico non è mai riuscito a comprendere l’articolo del codice della strada che spiega che non inizi a impegnare un incrocio se vedi che non puoi arrivare dall’altra parte prima che diventi rosso.
Stamattina ero con i bambini, e visto che sarei poi andato in ufficio con i mezzi ho concesso loro come eccezione di prendere il tram che stava arrivando ed era dall’altra parte dell’incrocio. In quel momento ho sentito arrivare su viale Fermi un’ambulanza che proveniva a sirene spiegate da Niguarda. Bene, il semaforo è impazzito (nemmeno per aiutare l’ambulanza, tra l’altro). La direttrice di Valassina ha avuto il rosso ma è rimasta accesa la freccia per girare da Valassina a Populonia, la direttrice Fermi-Populonia è rimasta col rosso, nonostante l’ambulanza, e in compenso quella Populonia-Fermi ha avuto un ciclo verde in più.
Qualcuno ha un’idea di cosa possa essere successo?

Ultimo aggiornamento: 2016-02-03 12:36

Stringhe di ricerca

Dopo un mese abbondante, mi sono accorto qualche giorno fa che le statistiche del sito avevano smesso di funzionare. Nulla di male, ora sono ripartite. Per curiosità ho guardato se partivano e ho scoperto che tra le stringhe di ricerca che hanno portato da me c’è stata «lotto vincere con il codice da vinci applicato alla radice quadrata». Ma non c’è stata una sola volta, bensì due.
Qualcuno sa spiegarmi come si applica il Codice Da Vinci alla radice quadrata per vincere al lotto, o almeno a chi è venuta questa idea?

Ultimo aggiornamento: 2016-01-28 20:00

“It contains content that’s typically used in spam messages”

Mi è appena arrivato nel folder spam di Gmail il messaggio di “Luciano Fontana, Direttore del Corriere della Sera <direzione_corrieredellasera@rcs.it>” che presenta la nuova edizione digitale a pagamento del quotidiano. L’algoritmo di Google ha deciso che il testo del messaggio era quello tipico degli spam.
Mi sa che al Corsera hanno ancora bisogno di fare un po’ di fine tuning.

Ultimo aggiornamento: 2016-01-27 16:10

Il nuovo logo TIM

logo-tim Il logo TIM da analogico è diventato digitale. Niente onde, ma quella che doveva essere almeno nell’intenzione una lettera T ma che tutti hanno visto come un trigramma I Ching.

Il guaio è che il trigramma in questione è 艮 (gèn o ken, a seconda della traslitterazione), il cui significato di base è “montagna” e quello secondario “inverno, immobilità”. Certo, altre interpretazioni dicono che il simbolo rappresenta la sfida, la conoscenza, la consapevolezza: però mi sa che quelli di comunicazione esterna avranno un bel pò da lavorare.

(ciò detto, il logo non mi dispiace, soprattutto perché non è 3D :-) )

Ultimo aggiornamento: 2016-02-08 22:18

laurea LIDL

laureaLIDL
Una volta si diceva “ma come hai fatto a prendere quel diploma? L’hai trovato nel fustino di detersivo?”
A quanto pare adesso si possono prendere le lauree direttamente al supermercato. (Occhei, sponsorizzate dal supermercato, ma il concetto non è poi molto diverso).

Ultimo aggiornamento: 2016-01-12 12:53

Voci che non sono quelle che sembrano

La prima volta che udii Hurt nell’interpretazione di Timi Yuro, forse a causa della scarsa qualità della mia radiolina o forse perché pensavo a Fausto Leali e ad A chi, pensai che “Timi” fosse un uomo che cantava in falsetto. (Occhei, pensavo anche fosse un giapponese… Vabbè.)
Il guaio è che ho appena scoperto che la voce degli Amen Corner che cantano If Paradise (Is Half as Nice) è di un maschio, Andy Fairweather Low. Occhei, la canta nella stessa tonalità di Patty Pravo in effetti: però forse è meglio che io ascolti un po’ meglio, non trovate?

P.S.: sapevo che In Paradiso è un brano di Mogol-Battisti che ebbe un buon successo in Gran Bretagna (due settimane in testa alla classifica dei 45 giri), ma non sapevo che tecnicamente quella di Patty Pravo è una contro-cover della versione inglese, perché la prima versione italiana fu cantata da “La Ragazza 77″… Se ne impara sempre una nuova.

Ultimo aggiornamento: 2016-01-07 12:47

L’autostrada A7 e il chilometro non standard

Andando ogni tanto a Chiavari con la famiglia, percorro l’autostrada A7, la cosiddetta Serravalle. Come penso sappiate, nel tratto appenninico le due carreggiate sono state costruite a trent’anni di distanza: quella in direzione Genova è la cosiddetta “camionale”, costruita tra il 1932 e il 1935 dal fascismo, mentre quella in direzione Milano è stata progettata e costruita negli anni ’60. La camionale segue molto di più le curve della montagna, a differenza dell’altra carreggiata dove si sono fatti viadotti e gallerie più lunghi e dritti; è abbastanza naturale che la camionale sia più lunga. Però a Bolzaneto si può vedere che il chilometraggio è esattamente lo stesso. Come mai?

Sabato, mentre tornavo a Milano, ho provato a fare un esperimento. Dopo Bolzaneto ho sommato mentalmente il numero di chilometri indicato dal mio odometro con quello di una palina chilometrica, e ho verificato se la somma rimaneva o no costante col passare dei chilometri. In teoria ogni chilometro in meno di distanza da Milano era un chilometro percorso in più dalla mia auto: in pratica ho perso quattro chilometri. Era come se un chilometro secondo Autostrade per l’Italia (che gestisce il tratto appenninico dell’A7) fosse lungo 900 metri. Certo il mio odometro non è tarato e potrebbe sbagliare di grosso: ma nel tratto in pianura – e con le carreggiate affiancate – da Serravalle a Milano perdeva circa 100 metri ogni dieci chilometri, non certo ogni chilometro.

Mi resta ancora da verificare il chilometraggio sulla camionale, ma potrei scommettere che la risposta di Autostrade per l’Italia alla differenza di lunghezza nei due sensi è stata rendere flessibile l’unità di misura. La mia domanda è: a che pro? se hanno paura di perdere i centesimi dovuti al percorso più corto, bastava affermare che la tariffa era calcolata sulle distanze misurate in direzione Genova. Far finire l’autostrada a un numero di chilometri diverso nelle due direzioni è irrilevante, tanto nessuno fa inversione a U. E insomma?

Ancora sulla Nave di Teseo

Come sapete, a me i libri piacciono, e quindi sono attento a cosa succede nel mondo dell’editoria. Dopo aver parlato della Nave di Teseo intesa come futuro editore, ho così letto la risposta che Marina Berlusconi, presidente di Mondadori, ha fatto pubblicare sul Foglio.

Io ho avuto a che fare con Mondadori solo una volta, quando traducemmo Anelli nell’io, e vi assicuro che non c’è stato problema alcuno. (La mia sensazione è che i libri portino così pochi voti, a differenza per esempio della televisione, che Silvio si sia davvero preso Mondadori per mostrare di essere un illuminato uomo di cultura, e sia più attento a che l’editore faccia utili che a quello che scrive. Ma sono andato fuori tema). Quindi posso immaginare che Elisabetta Sgarbi abbia davvero chiesto di comprarsi Bompiani, e Marina Berlusconi abbia risposto di no per chissà quali ragioni. Quello che non mi torna è la ragione riportata nell’articolo, che cioè «un editore non può permettersi di trascurare gli equilibri economici». Se avesse detto che l’offerta proposta dalla Sgarbi era ridicola – non con queste parole, chiaro, ma la Berlusconi non ha certo problemi a trovare quelle giuste – non ci sarebbe stato nulla di strano. Invece l’attacco è stato tutto rivolto contro le affermazioni dell’interlocutrice, e su come Mondadori prima e Mondazzoli oggi sia una grande realtà. Ecco, a me questo ha fatto davvero più paura dell’acquisizione di Rizzoli Libri, che come sappiamo tutti non è certo messa molto bene economicamente. Bompiani era davvero la gallina dalle uova d’oro in RCS? Oppure l’acquisizione serve davvero per creare un quasi monopolio?

Ultimo aggiornamento: 2015-11-26 11:54