Come tutti gli anni, Oxford Dictionaries ha scelto la parola dell’anno. Nel 2016 la scelta era caduta su post-truth, e in effetti “post-verità” l’abbiamo sentita anche noi per qualche mese, anche se ormai è stata surclassata da fake news/bufala; quest’anno invece non so quanti di voi (io no) abbiano sentito parlare di Youthquake, vale a dire le sollevazioni popolari di giovani e studenti che promuovono un cambiamento in politica. Il termine nacque cinquant’anni fa ma è stato riesumato quest’anno nel Regno Unito, probabilmente a causa di Corbyn.
Ma la cosa che mi ha colpito di più è che nemmeno i contendenti mi erano noti:
♦ Antifa – abbreviazione di “anti-fascista”
♦ Broflake – una persona che si infastidisce facilmente per gli atteggiamenti progressisti (sembra derivare da “snowflake”, nel senso che tutti i fiocchi di neve sono diversi)
♦ Kompromat – il termine russo per il materiale usato per ricattare
♦ Unicorn – (come verbo) aggiungere colori arcobaleno alle cose, specialmente cibi (e qua mi sa che My Little Pony sia il colpevole)
♦ Milkshake duck – chi nei socialcosi sembra a prima vista tenero, ma ha un brutto passato
Quello che mi chiedo è come mai in un mondo che dovrebbe essere sempre più globalizzato – e se volete anche il fatto di avere una parola russa nella lista ristretta lo indica – tutte queste parole non sono mai arrivate alle mie orecchie né in originale né in un adattamento. Voi come vi ci trovate?
Ultimo aggiornamento: 2017-12-15 15:08
