A quanto pare, una ricerca ha trovato nell’aria di Roma della cocaina. Intendiamoci: il valore massimo di 0.1 nanogrammi per metro cubo è un milionesimo delle polveri sottili che ci respiriamo, e quindi non credo che riusciremo a sballare a ufo; né credo che si possa parlare di “appestare” l’aria della città come l’anonimo e catastrofista giornalista di Rep.it cerca di farci notare, infarcendo l’articolo con triti luoghi comuni, come dire che sono state trovate tracce di droga “in aree extraurbane e nei parchi cittadini dove sembrano più alte che nelle strade di traffico”, e rimarcare come la zona dalla maggior concentrazione a Roma sia quella presso la Sapienza (chissà se hanno testato anche Montecitorio).
Rep.it come sempre si scorda di mettere un link alla fonte della ricerca, ma i miei lettori sanno di poter contare su di me; qui trovate la scheda dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico, e da lì il puntatore a un PDF che non è altro che una raccolta di slide in powerpoint, con un po’ di grafici difficili da commentare se non si ha un po’ di contesto, e alcuni dati che preoccupano me, come il fatto che gli aromatici nell’aria siano in concentrazioni più di cento volte superiori alla cocaina. E da figlio di una persona morta di cancro probabilmente professionale dovuto agli aromatici, le mie preferenze le faccio.
Ultimo aggiornamento: 2007-05-31 16:06