Una confessione

Avete presente il mio post di ieri su Veltroni, Claude e lo specchio riflesso? L’ho scritto con Claude. Mi spiego meglio. Ovviamente l’ho usato per analizzare l'”intervista” fatta da Veltroni, ma dopo avere completato il post l’ho dato in pasto a Claude e gli ho chiesto quali fossero i punti forti e deboli. Dalla sua risposta e dopo un breve batti e ribatti ho riordinato la struttura, limato alcune frasi e riscritto la chiusa prima del post scriptum. Il testo aggiunto è comunque tutto mio: non mi interessava farmi dire cosa penso, ma solo avere un giudizio su cui lavorare, scegliendo cosa effettivamente avrei potuto migliorare.

È chiaro che almeno al momento un’IA non può sostituire un corso alla Scuola Holden o similari – corso che comunque non ho mai fatto, nel bene e nel male il mio stile di scrittura me lo sono costruito da solo nei decenni. Ma mi pare anche chiaro che avere uno sparring partner, come dice il mio amico Roberto, ha una sua utilità intrinseca da non sottovalutare: un secondo sguardo non fa mai male, e nel peggiore dei casi otteniamo giudizi così banali che possiamo buttare via senza problemi. Come sempre, basta ricordarsi che un chatbot è uno strumento, e usarlo in modo intelligente. Poi possiamo continuare a fare errori: Claude per esempio suggeriva di mettere il contenuto del post scriptum all’interno del post, cosa che non ho fatto perché per me non era quello il punto del post. Giusto? Sbagliato? Non mi importa, quella è una scelta mia.

Ah, questo testo non è stato dato in pasto all’IA, e non ditemi “si vede”!

8 pensieri su “Una confessione

  1. Lele

    Ah, questo testo non è stato dato in pasto all’IA, e non ditemi “si vede”!
    Strano… non c’è neanche un refuso ;-)

    Rispondi
    1. .mau. Autore articolo

      i refusi c’erano nella risposta IA di ieri, dramaturgicamente e qualififico….

      Rispondi
  2. Silvia

    Leggendo un tuo commento al post di ieri (quando dubitavi del fatto che Veltroni potesse aver dato in pasto il suo scritto a Claude) e notando, soprattutto, la maggiore scorrevolezza e minore stringatezza, mi era venuto un fugace sospetto.
    Cmq ottimo lavoro.

    Rispondi
  3. Bubbo Bubboni

    “un’IA non può sostituire un corso alla Scuola [tale]”… mah, qualsiasi cosa si basi su regole rigidissime è un ottimo candidato per la sostituzione/affiancamento. Nei giri di forti lettori di “libri da spiaggia” noto che già si levano alti lai perché troppe uscite recenti sono certamente “sospette” e poco soddisfacenti pure per chi legge letteralmente di tutto. (io non mi chiedo più se una mail, un programma o una slide è stata scritta con l’AI, mi pare ovvio, del resto non è che legga tutto tutto di persona…)

    Rispondi

Rispondi a SpiffheroAnnulla risposta

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.