Lost in the Shell (ebook)

copertina Quest’ultimo libro di Andrea Monti recupera e completa i testi più tecnici che ha pubblicato negli anni passati. Monti è un avvocato, e lo si nota dalla dovizia di particolari legali che si trovano nel testo: ma soprattutto da quando lo conosco (eravamo ancora nello scorso millennio…) è sempre stato interessato a leggere lo sviluppo tecnologico da un punto di vista olisitico, guardando non solo l’aspetto mediatico ma anche quello legale. Questo testo è breve, ma densissimo: probabilmente se l’avesse scritto qualcun altro avremmo avuto una lunghezza doppia. Questo significa che la lettura deve essere meditata: mi sono segnato decine di annotazioni mentre procedevo. Ma significa anche che arrivando al fondo si ha una visione molto più completa del tema, anzi dei temi, in questione.
I primi due capitoli mostrano come il concetto di identità si stia sfilacciando negli ultimi decenni, non solo perché tendiamo ad avere una o più personae virtuali che non corrispondono necessariamente alla nostra persona reale ma perché possiamo estrarre dati di svariati tipi dai nostri corpi per mezzo di sensori o interfacce; ciò però non è recepito dai sistemi legali, che continuano a vedere una persona come un ente monolitico. Quello che ho trovato davvero interessante è il modo in cui Monti tratta le intelligenze artificiali (non entriamo nel merito se sono davvero intelligenti oppure no). Monti ha una posizione netta al riguardo: le IA non possono essere considerate persone, nel senso di soggetti con diritti. Alla mia obiezione “le corporation non sono forse persone giuridiche?” la sua risposta è semplice: una corporation può dover rispondere delle conseguenze dei suoi atti, per esempio essendo multata; una IA no. Questo significa che tutta la narrazione attuale ha un problema di fondo, che viene nascosto sotto il tappeto mentre dovrebbe essere chiaro a tutti.
Monti non ha una soluzione pronta per i problemi che solleva, né crede che esista un’unica risposta: come dicevo, ritiene che bisognerebbe davvero porci questo problema. Secondo me, dovremmo tutti essere consci di cosa c’è in gioco: questi temi non sono praticamente mai trattati, e proprio per questo un libro come il suo è prezioso per allargare il nostro punto di vista. Non è obbligatorio essere degli esperti per farsi un’idea: l’importante è avere la possibilità di capire cosa davvero ormai abbiamo tra di noi e ci resterà.

Andrea Monti, Lost in the Shell : Mind, Body, Identity and the Technology of Information, Routledge 2025, pag. 175, € 35,08, ISBN 9781041033233 – come Affiliato Amazon, se acquistate il libro dal link Bezos mi dà qualche centesimo dei suoi utili
Voto: 5/5

2 pensieri su “Lost in the Shell (ebook)

  1. mestessoit

    “una corporation può dover rispondere delle conseguenze dei suoi atti, per esempio essendo multata; una IA no”

    Non sono un leguleio, ma la cosa non mi torna per niente. Ua IA è prodotta o posseduta da una corporation, e, come ogni altro prodotto HW/SW, tutte le liability rimangono eccome. Inoltre in UE, oltre a quelle standard, se ne aggiungono altre per i soliti noti: la parte complessa è dimostrare che il danno è causato da una IA, non il fatto che questa sia una sorta di entità extra legale.

    Questo senza contare che nel mondo B2B non cambia assolutamente nulla con la IA: se dimostri che il prodotto è difettoso, son cazzi tuoi, anche se usi chatconchivuoitu. Te lo dico essendo proprio parte del sistema: in Italia nessuno è disposto a bruciarsi le dita e gli utilizzi richiesti o sono tutti B2C, che il pollo si spenna comunque, o nel B2B sono estremamente prudenti. Nessuno vuole beccarsi una penale sulle gengive su un prodotto praticamente untested.

    Sulle multe poi, vedrai che fra qualche tempo ne usciranno….

    Rispondi

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.