Umberto Bossi fuori dal parlamento

È ufficiale: Umberto Bossi non è stato rieletto. Potremmo dire che finisce la seconda repubblica. Ma io mi chiedo come al mio solito qualcosa di diverso. Sono andato a vedere i dati di presenze nella scorsa legislatura. Bossi ha presenziato al 21,2% delle votazioni. Certo, mi direte voi, è più di là che di qua. Vero, ma allora ci si dovrebbe chiedere perché non si sia dimesso. Ma soprattutto, scopriamo che il Senatur era “in missione” (termine tecnico per non considerare l’assenza in quanto il parlamentare è impegnato in altri compiti istituzionali, come per esempio quelli di governo) nel 68,8% delle votazioni. Qualcuno mi spiega quali possano essere state queste missioni? A me paiono tanti l’equivalente di una pensione di invalidità: il problema non è tanto che sia stata pagata con i nostri soldi, quanto che abbiamo avuto un parlamentare che non ha fatto il suo lavoro, e questo sì che mi scoccia.

8 comments

    • Sì, era scritto anche nell’articolo di Repubblica linkato. Mi sembra di essere tornati ai tempi di Mike Bongiorno…

  1. Prima la banalità: con il link devi aver spaccato la pagina del post che appare smappata.

    La ciccia: premettendo che per il sottoscritto “nessun parlamentare fa (solo) il suo lavoro ma si fa (in misura maggiore ed ancor più maggiore) gli affaracci suoi e dei suoi compagni di merende”, la correlazione tra tasso di presenza e qualità del suo operato è fuorviante. Se parliamo di cottimisti, allora più pezzi (votazioni) fai, più vali. Ma se parliamo di qualcuno che fa lavori non banali, come me e te, e mettiamo metriche di questo tipo per valutare il lavoro dei nostri consimili od il nostro, giustamente ci incazziamo, perché è bovino.

    Guarda, la prima cosa che mi viene in mente: i gruppi si mettono d’accordo prima tra loro/si dicono cosa voteranno nella maggior parte dei voti palesi. Tizio che è potente e se lo può (politicamente) permettere dice “abbiamo i numeri, io ho da fare un tiro di coca con la ganza, fate voi”. Il voto va uguale, con o senza il suo operato. Si mette in missione, perché la ganza con cui va è stata anche con un potente politico estero e vuole delle dritte. Che metrica di produttività/qualità equa si può proporre per valutare casi del genere? E soprattutto, a me che m***** frega se il tipo fa a farsi il tiro di coca o si mette d’accordo col suo amichetto od altro ancora?

    Conta solo il risultato. Il resto, suvvia….è politica, mica filosofia teoretica. La coscienza la politica non la usa più da mò. Il governo va sotto per le assenze? Questo è un dato importante per giudicare la qualità di un governo. I motivi delle assenze li conosciamo già, e non è che mi serva la spilucca di openpolis.

    Su Bossi: guarda che tutta questa manfrina è fatta dalla Lega perché Bossi, per molti della base, è intoccabile, anche se estromesso dai vertici. Prendila come l’equivalente del congedo di un militare per atti eroici.

    • Non è tornata a posto la pagina? L’avevo corretta un’oretta fa.

      Quanto alle metriche, il punto resta il farsi mettere in missione per percepire la diaria. Si sa che sono relativamente pochi i voti davvero importanti. (Poi se partiamo con lo stabilire la qualità del lavoro, allora dobbiamo partire dai portaborse e dalle proposte di legge. Oppure torniamo all’idea di Berlusconi che si poteva far votare solo i capigruppo con il loro peso relativo, e risparmiamo di riscaldare le Camere)

      • Non è tornata a posto la pagina?

        No. Anche dopo un cache reflow.

        Quanto alle metriche, il punto resta il farsi mettere in missione per percepire la diaria.

        Idem con patate. La diaria serve per coprire i costi per andare in giro a fare cose. Ma se il tuo fare cose si fa in tanti modi diversi, più o meno leciti, come fai a separare il “fair use” quando il fair non esiste? E’ questa la mia obiezione: non puoi giudicare se l’operato di qualche politico sia lecito o meno, che senso ha spiluccare le diarie? Se ladri i soldi, li ladri diaria a prescindere.
        Il piccolo ragioniere fa sti conti perché nel suo piccolo gli rode, ma la triste realtà è che il vero punto è che non puoi risolvere il problema (della equità degli stipendi dei politici) perché si deve operare necessariamente sulla fiducia, perché altri sistemi ghe ne minga. Le cose poi non le fa? Su un altro.

        Leggevo sull’Economist nemmeno troppo tra le righe “l’insoddisfazione generale dell’elettorato porta quest’ultimo a scegliere coalizioni diverse”. Mica la diaria, i fatti che non ci sono. Se facessero quello che promettono, ma io gli do 4x la diaria, che cazzo.

        • Ma la diaria no è lo stipendio (che non ho nessun problema che sia bello alto).